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The Ocean - Anthropocentric
( 6210 letture )
Comincio seriamente a rimpiangere di non aver potuto seguire che pochi minuti dell'esibizione dal vivo dei The Ocean durante il recente e sfortunato Sikelian Hell Fest, perchè sia la storia dell'ormai ex collettivo che il qui analizzato Anthropocentric meritano invece molta attenzione, ed anche la breve intervista effettuata al termine della manifestazione su indicata è risultata interessante in un modo che va oltre al fatto prettamente musicale.

Nei circa dieci anni di attività i The Ocean hanno prodotto una serie di interessantissimi lavori di avanguardia improntati alla ricerca, alla modernità, e nobilitati dalla presenza di concept importanti. La dicotomia tra anima violenta ed anima raffinatamente liquida (e dati i temi trattati è proprio il caso di usare il termine "anima") è sempre stata fortemente presente ed ha sempre caratterizzato il modus operandi di questi ragazzi, tanto che definire esattamente il genere all'interno del quale si muovono è impresa assolutamente ardua.
In particolare il capitolo immediatamente precedente a questo -ossia Heliocentric- si era segnalato per la grande aderenza al moniker, con suoni e canzoni acquose, dilatate, spesso sospese, mentre Anthropocentric si presenta probabilmente come prodotto di sintesi della storia del combo, palesandone l'anima più violenta del concept generale sviluppato a partire da Heliocentric e riguardante la feroce critica di alcune posizioni creazioniste cristiane o pseudo-cristiane (e non ritornerò sulla polemica che ha segnato il pre-Sikelian) qui mediate attraverso un maggior ricorso a soluzioni dirette, talvolta furiosamente crude.
Analizzando nel dettaglio le tematiche di Anthropocentric, esse si fondano appunto sulla critica pesantissima delle posizioni creazioniste (sì, in questo 2010 troviamo ancora persone che credono e fanno credere che la terra sia il centro dell'universo e che questa sia stata creata circa 5000 anni fa) focalizzando l'attenzione sul fatto che l'uomo non è il centro del tutto, ma un insignificante prodotto di un singolo sistema biologico su un picolissimo pianetino di periferia. Per fare ciò i testi si ispirano all'opera di Dostoevskij, ed in particolare ad I Fratelli Karamazov, apparentemente solo (?) un dramma familiare, ma sotto traccia la tematica della fede e dei dubbi su di essa e sullo scontro scontro tra dogmatismo e libero arbitrio affiora piuttosto chiaramente nella sua importanza primaria per l'economia filosofica dell'opera, con la conversazione tra l'ateo Ivan ed il monaco Alyoscha a reggere liricamente l'impalcatura dei pezzi principali dell'album, ossia The Grand Inquisitor I, II and III, con la conversazione tra i due a far da contraltare a quella relativa al racconto di Ivan circa una seconda venuta di Cristo sulla terra.

Lasciato alle spalle il metal-core, Robin Staps è ormai pienamente inserito nel post-metal, definizione questa piuttosto vaga che consente in teoria di fare praticamente qualsiasi cosa, ma che proprio per questo espone forse a forti rischi di dispersività che però vengono in buona parte evitati da Anthropocentric.
Ottenuta una qualità del suono veramente ottimale, densa (registrazione effettuata sullel montagne Svizzere) con gli strumenti principali ottimamente in evidenza ed in particolare con una deliziosa resa acustica del rullante nei momenti più eterei, maggiore spazio viene affidato ai riffoni di chitarra ed alle parti vocali d'assalto all'insegna del non mediato e dell' "in your face", ma la parte dilatata della musica dei The Ocean è stata comunque conservata, solo con un focus compositivo incentrato maggiormente sulla chitarra acustica e meno al pianoforte, ma con le canzoni più pesanti a fare da pregno focus del Cd.
Ciò nonostante e considerando il buon impatto medio dei passaggi più metal-core, sono proprio questi a poter essere considerati semplicemente tra il piacevole ed il buono, senza particolari spunti di eccellenza assoluta dovuti ad una eterogeneità generale troppo elevata e con Sewers Of The Soul sottotono rispetto alla media qualitativa del lavoro.
Un esempio paradigmatico di tutto ciò è rappresentato dall'opener Anthropocentric, lunga circa nove minuti e divisa in due distinte metà in cui la parte aggressiva si lascia ascoltare, ma viene annichilita dalla qualità della parte acustica in cui Rossetti risulta più efficace cantando in clean.

Alla fine dell'ascolto rimane l'amaro in bocca nel ripensare a pezzi come For He That Wavereth… e The Grand Inquisitor III: A Tiny Grain of Faith, e non perchè siano brutti, ma perchè sono talmente belli che la loro contenutissima durata è fastidiosa da accettare -ciò anche a causa del fatto che tra i due è piazzato The Grand Inquisitor II: Roots & Locusts, il brano aggressivo più riuscito per il suo equilibrio tra violenza e pathos.
L'impressione è che le parti più prettamente metalliche siano diventate legermente di maniera -ma ad avercene di manieristi così in un settore in cui la media qualitativa è notevolmente bassa- mentre quelle "acquose" siano sempre più efficaci, ed è infatti un pezzo strumentale come Wille Zum Untergang ("invito alla distruzione" molto a spanne, se qualcuno lo sa tradurre meglio intervenga pure) a restarmi in testa come un hit da classifica passato in radio a getto continuo.
Forse Heliocentric nel complesso era addirittura migliore, ma nella sua diversità dal recentissimo predecessore Anthropocentric è un ottimo bel disco sia dal punto di vista concettuale che musicale, e sul mercato sono sempre meno i prodotti che possono vantare contemporaneamente queste due qualità.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
68.89 su 56 voti [ VOTA]
Macca
Mercoledì 25 Febbraio 2015, 11.49.27
15
Alzo il voto a 90. Voto lettori abbastanza ignobile.
Macca
Venerdì 21 Novembre 2014, 15.25.40
14
Una band che ultimamente mi sogno la notte. Album splendido, complementare rispetto a Heliocentric con il quale condivide il concept ma non la formula: qui c'è più furia e meno delicatezza, si inizia da dove si finiva con Proterozoic anche se qui c'è qualcosa in più. Splendido, per me voto 85.
ErnieBowl
Mercoledì 19 Marzo 2014, 20.46.33
13
Secondo me quì si danno voti troppo bassi a questi dannatissimi geni purtroppo. Ho divorato Pelagial e questo Anthropocentric: troppo, troppo belli, talmente belli da essere indecisi a decretare il migliore. Non vedo l'ora di ascoltare gli altri, vista la varietà dimostrata fino ad ora non so cosa aspettarmi. Ottimi musicisti tutti quanti, nessuno escluso e ognuno fa il suo dovere in modo eccellente e sta qui il bello di band come queste: ti puoi godere ogni strumento sempre, senza aspettare il momento giusto, il break o cazzate simili. Fenomenali! Con tutto il rispetto per il/i recensore/i ma i voti sono troppo bassi, vabbé poco importa fino a quando sono io con me stesso ad ascoltarli.
Andy '71
Domenica 13 Gennaio 2013, 10.33.44
12
Disco bellissimo,forse gli preferisco un pelo Helio,cmq rimane veramente molto sopra la media, per me almeno un bel 80!
enry
Sabato 1 Gennaio 2011, 8.48.29
11
Ah, segnalazione obbligata per il digipack della Limited, veramente stratosferico, consigliato anche se costa qualche euro in più.
enry
Sabato 1 Gennaio 2011, 8.41.47
10
Band che non ho mai seguito, anche perchè quando leggo metal-core, post-core ecc...mi viene la gastrite. Me lo hanno regalato, l'ho ascoltato in questi giorni e devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso. Credo che recupererò anche gli altri.
Vizioassurdo
Domenica 5 Dicembre 2010, 17.09.58
9
Presa proprio ieri l'edizione nel bellissimo digipack che consiglio. Classe pazzesca, dal primo all'ultimo secondo, dalla prima all'ultima riga delle lyrics. 85, ma in crescendo. @Raven: credo che sia più corretto "Volontà di distruzione", ma il mio tedesco è arrugginito di brutto, quindi aspettiamo altro parere fiduciosi
Moro
Venerdì 26 Novembre 2010, 10.29.59
8
@I, Oblivion: capisco perfettamente quello che dici, infatti sarebbe sbagliato accoumunare Helio/Anthropo a Precambrian. Non è il discorso che si fa con tutte le band quando cambiano uno o due membri "eh vabeh, ma sono un'altra band". Precambrian è stato registrato da 15 persone. I successivi dalla metà. Chiaramente il linguaggio è diverso, le pretese sono diverse, il messaggio è diverso. Precambrian mi aveva spiazzato per la freschezza, per la sperimentalità. Ma devo dire che forse ho ascoltato di più questi ultimi due, soprattutto le versioni strumentali.
I, Oblivion
Mercoledì 24 Novembre 2010, 12.24.09
7
Quoto Moro, quasi in tuttio. Anch'io fan di Precambrian e l'ascolto di Heliocentric mi ha spiazzato non poco, ma questo non mi ha impedito di apprezzare l'album nella sua diversità stilistica. Però questo Anthropocentric, secondo me, è la perfetta interpretazione di quello che i "nuovi" The Ocean vogliono darci. Qualcosa che riprenda elementi già presenti in album come Precambrian e combinarli con elementi diversi, come in Heliocentric, in maniera altamente professionale ed elegante. Quest'album è davvero un ottimo, ma ottimo lavoro. E qui mi trovo a dissentire con Moro (e col recensore), per quanto riguarda il voto, secondo me limitativo. A mio avviso, quest'album è da 85, se non qualcosina di più.
tribal axis
Martedì 23 Novembre 2010, 21.30.41
6
devo ancora ascoltarlo. però heliocentric l'ho trovato spettacolare: strano che abbiate recensito questo e non il precedente.
Raven
Lunedì 22 Novembre 2010, 8.27.01
5
Cane Sciolto, infatti mi pare di aver scritto: "(e non ritornerò sulla polemica che ha segnato il pre-Sikelian) ". GLi altri richiami sono funzionali a link verso pezzi pubblicati.
Moro
Domenica 21 Novembre 2010, 11.42.25
4
Io sono un grande fan di Precambrian e da quando hanno cambiato cantante (cambiando anche sonorità) mi sono un po' scesi. Se analizzo però Heliocentric e Anthropocentric insieme (sarebbe stato bello fare una recensione di entrambi gli album), mi rendo conto che i CD suonano di una professionalità, di una classe e di un'originalità stupefacente. Siamo ormai oltre il metalcore, lo sludge o il metal sperimentale.78
cane sciolto
Domenica 21 Novembre 2010, 2.55.44
3
Lo farò mio! Comunque una cosa....BASTA SIKELIAN BASTA SIKELIAN BASTA SIKELIAN! praticamente è stato un festival non svolto. Un flop colossale a prescindere da tutto, chiesa, sindaco e metalterroni (detto in modo spiritoso eh) non pervenuti. basta parlare di sto SIKELIAN!
Emiliano
Domenica 21 Novembre 2010, 2.36.02
2
90 tutta la vita..è stratosferico..
Gnezz
Sabato 20 Novembre 2010, 23.15.06
1
Stupendo, tra 80/85
INFORMAZIONI
2010
Metal Blade Records
Post Core
Tracklist
1. Anthropocentric
2. The Grand Inquisitor I: Karamazov baseness
3. She Was The Universe
4. For He That Wavereth…
5. The Grand Inquisitor II: Roots & Locusts
6. The Grand Inquisitor III: A Tiny Grain of Faith
7. Sewers Of The Soul
8. Wille Zum Untergang
9. Heaven TV
10. The Almightiness Contradiction
11. The Grand Inquisitor IV: Exclusion from Redemption (bonus rack solo su vinile)
Line Up
Luc Hess - Drums
Louis Jucker - Bass
Robin Staps - Guitar, Samplers
Jona Nido - Guitar
Loïc Rossetti - Vocals
 
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