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Pessimist - Call to War
( 3763 letture )
L'adrenalina comincia a scorrere. Vi comportate come dei pazzi, picchiate la testa contro il palcoscenico, la fate risuonare, sanguinare in una pazzia scatenata. Con il vostro cuoio e i vostri chiodi, le teste si agitano tutt'intorno: fa caldo come all'inferno stanotte, sul palcoscenico il rumore di Marshall vi penetra attraverso le orecchie, vi domina, vi colpisce la faccia. Una sensazione di esplosione si avvicina: adesso è il momento di andare a tutto gas. Il testamento del thrash metal sta all'incirca tutto qui, sintetizzato nelle parole di pezzi come Whiplash, Metal Command, Metal Militia e compagnia. Il cuore pulsante della Bay Area, il fuoco sacro del vecchio thrash fast'n'furious non ha mai smesso di ardere nei cuori e nelle teste fibrillanti degli headbangers, ed ora sugli scaffali dei negozi tornano di moda queste correnti e queste influenze ottantiane, regalandoci gruppi da delirio psicofisico sonoro ardente. E' il caso dei Pessimist, tedeschi attivi dal 2006 e già con tre demo pubblicati tra il 2007 e il 2008. Tra tematiche riguardanti inferno, morte e guerra, i cinque ragazzi europei mettono in piedi una sonora riproposizione del thrash metal più esplosivo, tonante e coinvolgente mai suonato dal 1983 ad oggi. Il logo e l'artwork non fanno che ribadire l'appartenenza fiera dei Pessimist alla frangia dei thrashers tradizionalisti, quelli che oggigiorno stanno rimpolpando felicemene il revival musicale ottantiano per riportare qualità e nobiltà ad un genere che ha sfornato capolavori titanici.

I Pessimist sferrano un thrash metal nella sua natura più orgasmica, sfornando un disco da headbanging continuo, dal primo all'ultimo istante. Elemento cardine del platter è un riffing fragoroso, caratterizzato da schegge stoppate e ripetute a velocità folle. Il drumwork di Raphael Gamboni, incessante e martellante, contribuisce a creare sezioni ritmiche di pura frenesia, sostenute da tappeti di riff impazziti stoccati rapidamente con rotazione incontrollata e tambureggiante: la rincorsa implacabile, tipicamente in stile Bay Area, crea un sound sovraeccitato grondante ormoni, rinvigorito da vocals urlate e aggressive, raddoppiate da cori al limite dell'umana soglia di partecipazione; assoli sferzanti, letali e folgoranti, infuocano il moshpit, ma i tedeschi non disdegnano anche assoli a volte più melodici e fluidi. Il disco è una dimostrazione perfetta dell'essenza del thrash metal classico, ed è figlio di una prestazione tecnica eccellente e di canzoni mai banali o noiose. La tensione è perennemente elevata, gli stop'n'go e le accelerazioni di rito, innescate alla grande, compongono una struttura sonora mai banale ma anzi ultra-dinamica, tanto che è praticamente impossibile restar fermi. Ad un ritmo assolutamente trascinante si affianca la voce sgraziata, esaltante e rabbiosa di Michael Schweitzer; le chitarre di Patrick Pfefferle e Richard Beck sono veloci e affilate come rasoi, capaci di sparare un potenziale notevole di riff al vetriolo e assoli esplosivi, da far impazzire letteralmente chi si ubriaca di queste sonorità. La macchina di devastazione adrenalinica dei Pessimist non esiterà a conquistare schiere di proseliti tra i fieri adepti del thrash puro e incontaminato, trainata da ritmiche da sballo, che parecchi scricchiolii recheranno alle vostre colonne vertebrali. Nove pezzi sono un numero perfetto per un disco di questa tipologia; la durata, di cinquantuno minuti, potrebbe sembrare leggermente eccessiva ai fanatici dello speed'n'thrash (certi dischi, anche storici, si assestavano addirittura alla mezz'ora, o poco più), e invece risulta piacevolissima e valida: mai un istante di appannamento, longevità pazzesca per un platter che finirà per girare diverse volte nel vostro stereo, un godimento incessante e scatenato che impazza terremotante e trascinante, travolgente, psicopatico. Il classico disco che resta fresco anche a distanza di anni, ponendosi in una posizione idealmente intermedia tra i classici intramontabili di sempre e quei dischi usa e getta che oggi escono in gran quantità: rispolverarlo, di tanto in tanto, verrà quasi naturale, e l'impressione destata sarà sempre la stessa, ampiamente convincente.

Il primo pezzo in scaletta è già di per sè un delirio da capogiro: Trommelfeuer, aperto da un riff sinistro e incalzato da una roboante sezione batteristica, lancia subito il disco ai mille all'ora, con tanto di ritornello da cantare in coro, con i pugni al cielo. Rallentamenti e ripartenze, ritmo trascinante e un assolo di melodia fluida garantiscono l'headbanging, prima che la corsa riprenda col piede pigiatissimo sull'acceleratore. La successiva The Massacre of Nanking, che parla dei terribili crimini di guerra compiuti nell'allora capitale cinese Nanchino (1939) dall'esercito giapponese, è un'altra perla di thrash ipervitaminizzato, una vorticosa scorribanda a briglie sciolte, con un nuovo ritornello da squilibrio e l'immancabile maratona di moshpit & headbanging. Non solo grande velocità: lo dimostra un assolo maligno, lo ribadisce una seconda sezione solista in tapping, che porta a mille la frenesia, tra scale da paura e bollenti ripartenze a rincorsa. Infernal Death è un assalto frontale immediato e furioso, dal drumwork impazzito, seguito dopo un breve stacco armonico dalla titletrack Call to War, altra corsa che gronda sudore, rabbia, potenza. Si perde la lucidità, inevitabilmente, di fronte ai riff seccamente ripetuti e alle poderose accelerazioni; le mazzate si rincorrono con frenesia e struttura semplice ma azzeccatissima (Son of Satan), con gemme di thrash imprevedibile (It's Time to Fuck (with Hate)), rigorosamente fast'n'furious. Death by Torture dà un ottimo esempio del riffing relativamente semplice, basato su poche note, ma tremendamente elettrizzante: la conclusiva Another Day in Mania , interamente strumentale, rallenta e riaccelera, tra tapping e 'fischi, dimostrandosi uno dei capitoli più avvincenti del lotto. Produzione notevole, energia garantita, prestazione perfetta dei musicisti: e soprattutto, bordate di thrash metal rigorosamente ottantiano capace di polverizzare i neuroni dei metalhead più scatenati. Cosa aggiungere di più? Da ascoltare, assolutamente.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
60 su 34 voti [ VOTA]
Mulo
Sabato 28 Gennaio 2017, 17.22.15
12
Molto bello,un bel thrash/death come piace a me. X me 80/100,date un ascoltata ad entrambi i dischi di questi Pessimist .
rik bay area thrash
Giovedì 5 Gennaio 2017, 18.11.29
11
A chi può interessare hanno da poco ristampato il cd. Mi allineo al post di @Hermann 60. Suoni un po troppo pompati.
Doom
Giovedì 5 Gennaio 2017, 12.38.50
10
Bell'album..a tratti un thrash molto semplice e lineare, ma comunque coinvolgente. 8 per me è troppo però...mi fermo su un più realistico 7pieno. Gia col successivo salgono di tono. Bravi
Hermann 60
Venerdì 15 Luglio 2016, 14.15.07
9
Bel disco, pezzi tosti e tirati, anche se il suono è un po' troppo 'pompato' per i miei gusti. In risposta a jeffwater: scusa i sei anni di ritardo, avevi ragione sui Game Over, speriamo non si affloscino con l'andare del tempo. 3 album tre mazzate e sono pure italiani, grandi!!!!
sullivan
Lunedì 13 Febbraio 2012, 17.43.48
8
Cavolo belli duri, mi piacciono! Sono talmente sconosciuti che non sono nemmeno su wikipedia inglese .
Crushed Liver
Lunedì 24 Gennaio 2011, 14.31.22
7
Dopo essermelo procurato ed ascoltato per due mesi, devo dire che è davvero un buon lavoro: sferzante, adrenalinico e brutale senza per questo cadere nell'eccesso. L'unica cosa che non comprendo è la coda drum&bass della conclusiva Another Day in Mania, una sorta di traccia fantasma dal significato -almeno per me- incomprensibile... Confermo, alzandolo un pò, il voto e ringrazio la competenza del recensore per la dritta.
Hook in Mouth
Martedì 11 Gennaio 2011, 18.51.07
6
il disco è molto bello ma trommelfeuer è un po' noiosa...
Bloody Karma
Mercoledì 1 Dicembre 2010, 10.57.02
5
li vorrei ascoltare...la copertina mi ricorda anche quella di Leprosy...
jeffwaters
Giovedì 25 Novembre 2010, 19.42.35
4
sentiti su myspace...mamma mia QUESTI sono TANTA ROBA...Gia che ci siete ascoltate sempre su myspace i GAME OVER di Ferrara...hanno un futuro...
AVANTI-LAZIO
Giovedì 25 Novembre 2010, 10.23.19
3
Concordo, ho sentito alcuni pezzi. Robba forte! Da comprare!
TRust-In-Peace
Mercoledì 24 Novembre 2010, 21.04.42
2
non pensavo che ci fossero ancora gruppi così in gamba. veramente superlativi. per me hanno un futuro.
Crushed Liver
Mercoledì 24 Novembre 2010, 16.48.04
1
Mai sentiti nominare( di sicuro una mia pecca).Letto ciò, corro subito a sentire qualcosa...
INFORMAZIONI
2010
Firefield Records
Thrash
Tracklist
1. Trommelfeuer
2. The Massacre of Nanking
3. Infernal Death
4. Prelude (Arm for War)
5. Call to War
6. Son of Satan
7. It's Time to Fuck (with Hate)
8. Death by Torture
9. Another Day in Mania
Line Up
Michael 'TZ' Schweitzer - Vocals
Patrick 'Peppi' Pfefferle - Guitar, Backing Vocals
Richard Beck - Guitar
Severin 'Sevi' Wössner - Bass, Backing Vocals
Raphael 'Raphi' Gamboni - Drums
 
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