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07/09/10
I-METAL FEST
PALASHARP - MILANO
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( 4063 letture )
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Tornano dopo quattro anni dallo straordinario debutto Onset Of
Putrefaction, vera perla dell'underground, questi Necrophagist, estrema band di
death con spruzzate black del chitarrista e cantante Muhammed
Suicmez. Tecnica, mista a solidita' della band e di una certa classe nello
stendere i brani, fanno di questi eredi dei Carcass di Heartwork, uno dei
gruppi piu' interessanti del panorama. Se Onset Of Putrefaction aveva colpito
tutto il movimento estremo, con la sua potenza e precisione, questo Epitaph e'
pronto a colpire per tecnica compositiva e saturazione di idee. Riff
ispiratissimi sono alla base della proposta dei nostri, oscuri riff che
permettono al disco di elevarsi fra tante band death\black. La partenza e'
senza compromessi alcuni. Feroci dall'inizio, parti che ricordano inizialmente
le uscite dei Death, Individual Thought Patterns su tutti. Non parliamo di
death tecnico alla Atheist o Theory In Practice, ma poco ci manca. Un cantato
simil-brutal, che tanto mi ricorda i primi Skinless, si sofferma su
tiratissime (per tecnica e precisione) ritmiche. Stabwound e' tutto
questo, mentre nella successiva The Stillborn One, incontriamo i primi
rallentamenti, con intermezzi di assoli di basso da briviidi! Quasi a
specchiarsi, ma mai fine a se stessa. La musica dei Necrophagist e' raffinata
nel suo maestoso incidere, e' innovativa nella sua brutalità. Ignominious &
Pale non cambia di una virgola il connubio tecnica-brutal death, anzi in
certe fasi si fa persino black, come il buon Satyr insegna su Volcano. Arriva
la title track. Echi dei gia' citati Carcass, echi dei fu Death, echi di grande
classe, di assoli mai banali e in parte richiamanti il neoclassico. Territorio
difficile, dove i nostri non incontrano ostacoli, ed ecco quindi giungere Only
Ash Remains e Seven, dove la classe si fa piu' viva e solida, dove i contatti
con i sogni spezzati di Chuck Shuldiner si fanno concreti. Come raccontare
sprazzi di vera arte, su partiture brutal? I Necrophagist danno una spallata
al death, e lo spingono un po' piu' in la'. Nessuna sperimentazione alla
base, solo tanta violenza, classe e freschezza di idee.
Un talento oggettivo.
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3
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Mamma mia Onset Of Putrefaction lo preferisco ma questi dischi spaccano da far schifo..Io da chitarrista dico che a livello di difficolta gli atheist gli stanno dietro parlo solo delle chitarre...è musica troppo difficile da suonare gli atheist pur essendo band con le PALLE a livello chitarristico è dietro......Ma si parla sempre di livelli elevatissimi...Grandi necrophagist!!!!! |
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2
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Line-up Epitaph: Muhammed Suiçmez (vocals / guitar), Christian Münzner (guitar), Stefan Fimmers (bass), Hannes Grossmann (drums) |
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1
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Senza dubbio questo è un signor album per quanto riguarda il panorama del Death tecnico. L'ho ascoltato diverse volte e sebbene la voce di Suiçmez mi sia sembrata talvolta un pò ripetitiva è da considerare davvero un ottimo lavoro. Da fanatico della tecnica strumentale e vocale sono rimasto molto molto soddisfatto; Stabwound è uno dei pezzi technical death più convincenti che abbia mai sentito. La batteria è una mitragliatrice, le chitarre sono ultra veloci e quando serve anche abbastanza melodiche, e Stephan Fimmers al basso sa davvero il fatto suo. Poi ora che hanno cambiato un pò la formazione credo che vadano ancora più forte, Sami Raatikainen e Romain Goulon sono decisamente due animali. Speriamo che possano continuare sempre su questa strada... se lo meritano. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Stabwound
2. The Stillborn One
3. Ignominious & Pale
4. Diminished To Be
5. Epitaph
6. Only Ash Remains
7. Seven
8. Symbiotic In Theory
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Line Up
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Muhammed Suiçmez (vocals / guitar),
Christian Münzner (guitar),
Heiko Linzert (bass),
Daniel Silva (drums)
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