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Necrophagist - Epitaph
( 4063 letture )
Tornano dopo quattro anni dallo straordinario debutto Onset Of Putrefaction, vera perla dell'underground, questi Necrophagist, estrema band di death con spruzzate black del chitarrista e cantante Muhammed Suicmez. Tecnica, mista a solidita' della band e di una certa classe nello stendere i brani, fanno di questi eredi dei Carcass di Heartwork, uno dei gruppi piu' interessanti del panorama. Se Onset Of Putrefaction aveva colpito tutto il movimento estremo, con la sua potenza e precisione, questo Epitaph e' pronto a colpire per tecnica compositiva e saturazione di idee. Riff ispiratissimi sono alla base della proposta dei nostri, oscuri riff che permettono al disco di elevarsi fra tante band death\black. La partenza e' senza compromessi alcuni. Feroci dall'inizio, parti che ricordano inizialmente le uscite dei Death, Individual Thought Patterns su tutti. Non parliamo di death tecnico alla Atheist o Theory In Practice, ma poco ci manca. Un cantato simil-brutal, che tanto mi ricorda i primi Skinless, si sofferma su tiratissime (per tecnica e precisione) ritmiche. Stabwound e' tutto questo, mentre nella successiva The Stillborn One, incontriamo i primi rallentamenti, con intermezzi di assoli di basso da briviidi! Quasi a specchiarsi, ma mai fine a se stessa. La musica dei Necrophagist e' raffinata nel suo maestoso incidere, e' innovativa nella sua brutalità. Ignominious & Pale non cambia di una virgola il connubio tecnica-brutal death, anzi in certe fasi si fa persino black, come il buon Satyr insegna su Volcano. Arriva la title track. Echi dei gia' citati Carcass, echi dei fu Death, echi di grande classe, di assoli mai banali e in parte richiamanti il neoclassico. Territorio difficile, dove i nostri non incontrano ostacoli, ed ecco quindi giungere Only Ash Remains e Seven, dove la classe si fa piu' viva e solida, dove i contatti con i sogni spezzati di Chuck Shuldiner si fanno concreti. Come raccontare sprazzi di vera arte, su partiture brutal? I Necrophagist danno una spallata al death, e lo spingono un po' piu' in la'. Nessuna sperimentazione alla base, solo tanta violenza, classe e freschezza di idee.
Un talento oggettivo.


VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
88.5 su 14 voti [ VOTA]
DevizKK81991)
Domenica 20 Settembre 2009, 17.31.23
3
Mamma mia Onset Of Putrefaction lo preferisco ma questi dischi spaccano da far schifo..Io da chitarrista dico che a livello di difficolta gli atheist gli stanno dietro parlo solo delle chitarre...è musica troppo difficile da suonare gli atheist pur essendo band con le PALLE a livello chitarristico è dietro......Ma si parla sempre di livelli elevatissimi...Grandi necrophagist!!!!!
Utily
Giovedì 27 Novembre 2008, 10.01.21
2
Line-up Epitaph: Muhammed Suiçmez (vocals / guitar), Christian Münzner (guitar), Stefan Fimmers (bass), Hannes Grossmann (drums)
KrisMetalStorm (ex Strat)
Sabato 26 Luglio 2008, 10.31.04
1
Senza dubbio questo è un signor album per quanto riguarda il panorama del Death tecnico. L'ho ascoltato diverse volte e sebbene la voce di Suiçmez mi sia sembrata talvolta un pò ripetitiva è da considerare davvero un ottimo lavoro. Da fanatico della tecnica strumentale e vocale sono rimasto molto molto soddisfatto; Stabwound è uno dei pezzi technical death più convincenti che abbia mai sentito. La batteria è una mitragliatrice, le chitarre sono ultra veloci e quando serve anche abbastanza melodiche, e Stephan Fimmers al basso sa davvero il fatto suo. Poi ora che hanno cambiato un pò la formazione credo che vadano ancora più forte, Sami Raatikainen e Romain Goulon sono decisamente due animali. Speriamo che possano continuare sempre su questa strada... se lo meritano.
INFORMAZIONI
2004
Relapse
Death
Tracklist
1. Stabwound
2. The Stillborn One
3. Ignominious & Pale
4. Diminished To Be
5. Epitaph
6. Only Ash Remains
7. Seven
8. Symbiotic In Theory
Line Up
Muhammed Suiçmez (vocals / guitar),
Christian Münzner (guitar),
Heiko Linzert (bass),
Daniel Silva (drums)
 
 
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