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Queen - The Works
( 6179 letture )
È il 1984, e solo due anni ci separano dalla precedente release firmata Queen: Hot Space era un disco che, pur portando la solita firma, differiva fortemente dal sound Rock che avevamo imparato ad amare nel corso degli anni. Vuoi per la volontà di sperimentare nella sfera del commerciale (ai limiti della disco music), vuoi per una serie di insofferenze all'interno della band, quel disco aveva sancito un profondo distacco sia artistico che personale tra i membri della più importante icona Pop Rock degli anni '80. Un punto di non ritorno, come spesso accade? Non esattamente.

The Works è un album che dimostra lo sforzo dei quattro musicisti di riprendere contatto con la loro dimensione ideale, quella più rocciosa per capirci, ma senza rinnegare gli ultimi studi formali che, per quanto deprecabili, hanno costituito un tassello tanto importante quanto remunerativo nella loro carriera. Infatti, se il disco precedente terminava con la commercialissima Under Pressure, The Works inizia con un pezzo se possibile ancora più "popular-oriented", vale a dire Radio Ga Ga: inutile ricordare il successo planetario che questo brano ha avuto e continua ad avere ancora oggi.
Il motivo è probabilmente da ricercare nella sua estrema linearità unita al ritmo incalzante scandito dalla batteria elettronica (terribile alle mie orecchie, ma tant'è...), ma a mio avviso anche dal distacco che prende dai brani successivi. Ecco infatti che già a partire dalla seconda traccia, Tear It Up, ritroviamo i cari Queen dei tempi andati, purtroppo ormai privati della vena progressive degli esordi ma comunque ancora decisi a digrignare i denti con dignità. A seguire un'altra hit estremamente famosa -ed a mio avviso riuscita-, ovvero It's A Hard Life, ma è sulle due canzoni seguenti che vorrei soffermarmi, in quanto testimoniano il grande conflitto interiore da cui è mossa la band in quegli anni: Man On The Prowl è un classicissimo brano rock 'n roll, talmente classico da non sembrare nemmeno uscito dalle quattro teste britanniche; Machines, per contro, è il pezzo più sintetico del lotto, ed è significativa una frase del testo la quale, se decontestualizzata, suona più o meno così:

It's a machine's world
Don't tell me I ain't got no soul
[...]
They tell me I don't care
But deep inside I'm just a man
[...]
Back to humans.


Il messaggio è chiaro: c'è un tempo per il cuore ed un altro per il cervello, e se da una parte il cuore vorrebbe continuare sempre a guardare malinconicamente al passato -così puro e spontaneo- il cervello impone anche di adattarsi al suono della modernità, alle macchine ed alla tecnologia. It ain't no place for rock 'n roll.
Il singolo I Want To Break Free del resto sottolinea questo concetto e riassume a chiare lettere le due anime contrastanti del progetto Queen: le grandi melodie e capacità tecniche restano presenti, ma con un occhio di riguardo al futuro del music business. Per fortuna ci pensano gli ultimi due pezzi a cullarci dolcemente tra i ricordi, prima con la possente Hammer To Fall e poi con l'acustica Is This The World We Created...?.
A quest'ultimo interrogativo, vale a dire se "È Questo Il Mondo Che Abbiamo Creato?" non so rispondere. Quello che so è che in seno alla band è maturata una grande confusione che non ha ancora trovato soluzione, tutt'al più un compromesso. Non è un caso infatti che i quattro singoli estratti portino ognuno una firma diversa: evidentemente è stato il modo per i Queen di risolvere le beghe interne, sicuramente mosse dalle solite manie di protagonismo delle star.

The Works, pur non essendo un disco straordinario, resta a distanza di tanti anni ancora molto interessante perchè, come abbiamo visto, si presta a molte letture interpretative. Per i grandi fan della band sicuramente dev'essere stato una boccata d'aria fresca, ma ci vorrà ancora un po' di tempo perchè la band riesca a dare il massimo. Un passaggio obbligato nella carriera dei Queen, forse un po' doloroso ma comunque superato con discreto successo.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
62.66 su 59 voti [ VOTA]
Philosopher3185
Sabato 21 Febbraio 2015, 14.31.09
19
Sinceramente sta band,non sbaglia un colpo..ha sfornato 5 autentici capolavori,ma i restanti album sono sempre ben oltre la sufficienza e anche il bistrattato Hot Space,si lascia ascoltare con piacere e anche questo The Works,è l'ennesimo lavoro di buona qualita'.In ogni loro album,trovo sempre diverse cose interessanti..sono stati davvero una grandissima band,camaleontica,in grado di evolversi,di scrivere grandi pezzi Anthem Rock,ballad melodiche e brani pop gradevoli.
UpLoad
Sabato 8 Novembre 2014, 13.33.24
18
Man on the prowl è il vero capolavoro dell'album
sadwings
Lunedì 23 Giugno 2014, 15.50.39
17
Per me è l'album della rinascita dei queen, dopo un periodo buio, 80
CYNIC
Domenica 15 Giugno 2014, 14.45.19
16
album straordinario !!!!!!!!!!!! altro che 69. Per me un 85 lo prende e come
Olof
Lunedì 9 Settembre 2013, 23.35.41
15
Aahahahahahahahahahah
Renaz
Lunedì 9 Settembre 2013, 20.59.21
14
@Interstellar Overdrive: vuoi anche una fettina di culo?
Interstellar Overdrive
Lunedì 9 Settembre 2013, 19.08.49
13
No, voto sbagliato. L'album è davvero ottimo, pieno di hit. Almeno 80 lo merita. Rifate la recensione.
robbie
Lunedì 22 Ottobre 2012, 20.44.27
12
Bell'album con dei pezzi più validi rispetto al precedente hot space..Radio ga ga fa rinascere i queen in quel periodo,i want to break free bel pezzo di deacon (video divertente) e quel pezzo rock di may hammer to fall molto"hard"
BILLOROCK fci.
Martedì 9 Agosto 2011, 19.37.28
11
beh 69 è un pò bassino, un 75 mi sembra adeguato, anche se è un album a mio avviso, non irresistibile !!
blackie
Sabato 18 Giugno 2011, 15.05.14
10
sicuramente non il migliore,ma nel complesso un buon album.concordo con il recensore descrive benissimo l album.
Marty
Mercoledì 5 Gennaio 2011, 21.19.21
9
Disco discreto concordo con il voto del recensore i Queen hanno fatto molto ma molto meglio
slide
Domenica 5 Dicembre 2010, 21.41.45
8
Insomma, secondo me è un grande album, con hit notevoli. 69 mi sembra poco, aggiungerei 20 punti.
Matocc
Domenica 5 Dicembre 2010, 17.56.24
7
album onesto, non fa gridare al miracolo ma dopo Hot Space i Queen si sono ritrovati. i miei pezzi preferiti sono TIU, bella pesante, HTF -anche questa con il tiro giusto- il lento ISAHL davvero molto ben fatto e l'acustica ITTWWC? -a dir poco commovente nei loro live-. molto valida anche I Go Crazy, un brano uscito come b-side del singolo Radio Ga Ga
zoso
Domenica 5 Dicembre 2010, 13.25.31
6
carino come album.....anche radio gaga, forse non è rock ma è ascoltabile (tutto per la voce di freddy mercury che tutto può).
Enzo
Sabato 4 Dicembre 2010, 20.18.24
5
Non sono d'accordo con nessuno,questo è l'inizio di quella che ho sempre definito dei Queen la loro seconda fase artistica....ed è pure la mia preferita i veri Queen per me,ma niente da dire SUI QUEEN anni 70 FANTASTICI!!!Pero' provate a mettere insieme quest'album con A KIND OF MAGIC,THE MIRACLE e INNUENDO ed ho detto Tutto!!! Avete i Queen Anni 80'!GRUPPO TROPPO ECCEZZIONALE!!!!!!! io gli do' un bel 78.....
metal4ever
Sabato 4 Dicembre 2010, 16.13.19
4
Notevole passo avanti in confronto a quella schifezza precedente... e comunque sono affezionatissimo a Radio Gaga e I Want to break free, molto belle Hammer to fall, e it's hard life!
ash
Sabato 4 Dicembre 2010, 15.15.11
3
A me piace molto, ma il testo di It's a hard life è uno scempio, una vera porcata... certo mercury sapeva fare di meglio.
hm is the law
Sabato 4 Dicembre 2010, 14.51.40
2
Peggio di Hot Space non era possibile fare. Voto 60
hellvis
Sabato 4 Dicembre 2010, 14.45.16
1
Mi piacciono solo 2 pezzi: Hammer to Fall e Tear it Up. Per il resto un lavoro che mi ha sempre detto poco. Forse ero (e sono) troppo abituato alla grandezza dei Queen anni 70.
INFORMAZIONI
1984
EMI
Rock
Tracklist
1. Radio Ga Ga
2. Tear It Up
3. It's A Hard Life
4. Man On The Prowl
5. Machines (or 'Back to Humans')
6. I Want To Break Free
7. Keep Passing The Open Windows
8. Hammer To Fall
9. Is This The World We Created...?
Line Up
Freddie Mercury - voce, pianoforte, chitarra ritmica
Brian May - chitarra solista, cori
John Deacon - basso, chitarra ritmica
Roger Taylor - batteria acustica ed elettronica, chitarra ritmica, cori
 
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