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Samael - Reign Of Light
( 8166 letture )
Non riesco a capire quale luce possa filtrare nel loro sintetico regno, saturo di filtrazioni industriali, di lamiere pregne di sofferenza e di oscure trame. La luce che sfiora il terreno Samael, rappresenta la sintesi del loro estremo tedio, del loro voler raffigurare il nichilismo musicale e una particolare tribalità, eseguita come atto moderno, come atto di devozione verso alchimie mai defunte.
5 anni di attesa, 5 anni di ricerche su fanzine, giornali, siti, alla caccia di notizie su questi folli svizzeri, su questi geni del metal, che di metal hanno poco. Non è classificabile neanche come gruppo di electronic-metal (vedi i Kovenant e cloni sistetici quali Deathstar).
Semplicemente, non sono classificabili. O si amano o si odiano, come si dice per i più grandi. Non ci sono vie di mezzo. Il combo svizzero, porta avanti un evoluzione pazzesca, nata con il grezzo black metal degli esordi, vedi Into The Infernal Storm Of Evil (1987), Worship Him, Blood Ritual, continuato con il capolavoro, sottovalutato Ceremony Of Opposites, dove il singer Vorphalack slega trame black pre-Satyricon su ossessive e ipnotiche ritmiche. Un lento agonizzare, cupo, lento e angosciante, culminato con la giusta evoluzione post-metal/electro di Passage e soprattutto di Eternal, album dalle ritmiche impazzite, dalle melodie cupe e profonde, da mid-tempos stretti e ricercati, futuristi ed astrali. Avevamo lasciato i Samael nel loro eterno mondo. Li ritroviamo nel 2004, illuminati da questa stantia e claustrofobica luce. Criptici e mai caotici.

Moongate: un'introspettiva tribalità apre le porte del loro regno, unendosi ad accelerazioni post-metal. Vanno subito al sodo i nuovi Samael. Vorphalack e l'enigmatico Xy si trascinano il peso di Eternal sulle spalle e lo posano ai piedi delle loro mura. Questa è arte pura, l'arte del minimale esteso a cultura, l'arte di saper fondere l'ermetismo musicale con la violenza ed il ricercato pathos. Ombre e luci si propongono lungo Inch Allah, maligna e perversa. Il posseduto Vorphalack che spiega al reverendo Manson cosa significa avere cultura musicale, cosa significa amare ciò che si sente dentro. Come per High Above, un lento incidere verso maleodoranti strutture, verso decadenti fabbriche di morte. Una voce femminile si snoda lungo le fredde lamiere di Xy, lungo le cadenzate melodie, quasi dandy, quasi a rispecchiarsi in se stesse, per amarsi e riviversi. La title track sale lenta dal'unico pozzo presente del regno, e si fa largo, senza compromessi. Metal ragionato, lento, da inginocchiarsi. Un freddo inverno che si insinua in noi, pregando di accoglierlo. Volete riferimenti? Direi quasi impossibile, forse quello che vorrebbe essere i Fear Factory o i Kovenant. Forse, ma il giusto equilibrio viene trovato solo da questi ermetici svizzeri, in grado di ricomporre il connubio metal-elettronica, con soffocate alchimie. As The Sun, Further, Heliopolis, il primo singolo estratto Telepath giungono per completare la sintetica cornice del loro quadro dipinto da nuove albe musicali. Chiude le porte del regno Door of Celestial Peace, una lenta agonia... l'uscita non è facile, non può essere facile, la luce si sta spegnendo, il fascio che illuminava la timida luna va morendo. L'eterno è finito, il Regno è chiuso.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
83.37 su 180 voti [ VOTA]
Summoning
Giovedì 25 Gennaio 2018, 15.55.09
9
Questo è davvero un bel disco, chi lo critica ha il cerume nelle orecchie accumulato da anni e anni di ascolti di dischi di merda tutti uguali. Mi riferisco soprattutto agli integralisti del death e black metal.
Marco
Martedì 12 Luglio 2011, 15.42.13
8
Ok-thanks
Renaz
Martedì 17 Maggio 2011, 11.36.22
7
@Marco: allora, intanto prima di dare del cretoide bisognerebbe chiedere il motivo di una determinata azione, cmq sia il voto non c'è perchè si è cancellato durante lo spostamento delle recensioni dalla versione 1.0 alla 2.0 del sito, ed il recensore non è rintracciabile per recuperare il voto.
Marco
Martedì 17 Maggio 2011, 1.35.45
6
Certo dare SV a sto album è proprio la summa dell'idiozia, posto che non sono catalogabile, il coraggio di dare 100 a un capolavoro del genere non ce l'avevi? Ma perché fate recensire pietre miliari della musica, non solo metal, da un cretoide? il pubblico col 93.64 t'ha risposto: nessuno lo odia...
Marco
Martedì 17 Maggio 2011, 1.35.43
5
Certo dare SV a sto album è proprio la summa dell'idiozia, posto che non sono catalogabile, il coraggio di dare 100 a un capolavoro del genere non ce l'avevi? Ma perché fate recensire pietre miliari della musica, non solo metal, da un cretoide? il pubblico col 93.64 t'ha risposto: nessuno lo odia...
Ubik
Domenica 26 Dicembre 2010, 18.47.06
4
bellissimo album in alcuni passaggi mi ricorda SETI dei The Kovenant. Grande recensione!
Corpse
Mercoledì 14 Luglio 2010, 13.40.54
3
Mi sono emozionato a leggere questa recensione. Sei un grande recensore!
NoRemorse
Domenica 22 Febbraio 2009, 12.17.04
2
Capolavoro di songwriting e potenza...
taipan
Giovedì 25 Settembre 2008, 0.22.09
1
io ci metterei anche una spruzzatina di Rammstein, che dici?
INFORMAZIONI
2004
Galatical Records
Industrial
Tracklist
1. Moongate
2. Inch Allah
3. High Above
4. Reign Of Light
5. On Earth
6. Telepath
7. Oriental Dawn
8. As The Sun
9. Further
10. Heliopolis
11. Door Of Celestial Peace
Line Up
Vorph(Vocals / guitar),
Mas (bass),
Xy (drums)
 
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