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Cradle Of Filth - The Principle Of Evil Made Flesh
( 8381 letture )
Bastardo!

Avete capito bene: bastardo!
The Principle Of Evil Made Flesh è un album bastardo.
Preferite dica spurio, ibrido, mezzosangue? Vi ho per caso offeso? Oppure state godendo perché i Cradle Of Filth vi stanno sulle... ehm... "scatole"?
Parafrasando liberamente il titolo del debut dei Cradle Of Filth spiegherei così la mia overture: in principio… fu il death, ma...
Il death, inteso proprio come death metal, dato che The Principle Of Evil Made Flesh, diciamola tutta, è un prodotto che aggiunge abbondanti tinte sinfoniche (ancora precoci ma riconoscibilissime) ed un cantato black-style ad una base strumentale che al death metal deve moltissimo. Ciò, in un battibaleno, permetterebbe anche di decifrare l’annosa disputa tra fan e detrattori dei Cradle Of Filth, così come conferirebbe un significato non più retorico ai durissimi attacchi contro il gruppo provenienti dagli abituali ascoltatori di black metal. In un certo senso, tutti vedrebbero avvalorate le proprie tesi: i blackster, lamentandosi motivatamente per il paragone con i più onesti Emperor e Dimmu Borgir (i loro debutti, guarda caso, sono proprio del 1994), gli amanti dell’allora sestetto, vedendo validata la genesi esclusiva di un trademark inconfondibile perché non catalogabile in un’unica direzione, la band stessa (per il medesimo motivo), vedendosi finalmente attribuito un eclettismo di cui si sono sempre immodestamente vantati.
Ma la storia non passa nemmeno lontanamente questo concetto.
Perché mai? Presto detto: perché fa comodo (a tutti, webzine incluse) istigare, cercando di propinare loro un prodotto incontrovertibilmente “unblack”, ad un popolo "caldo" come quello dei blackster, invece che puntare sull’aiuto commerciale dei più paciosi e riservati deathster. Tutto ciò, soprattutto all’inizio, gli stessi Cradle Of Filth lo capirono benissimo, presentandosi attraverso estetismi molto prossimi a quelli usati dai colleghi norvegesi (face painting, abbigliamento borchiato, ecc...).
Cerchiamo comunque di affrontare la questione con il necessario rigore.

Prima di addentrarci nella disamina vera e propria anticipo però la valutazione finale, così da non indurre letture strumentali e da svincolarmi, io per primo, da un atteggiamento recensorio convenzionale.
The Principle Of Evil Made Flash, indipendentemente dalle proprie origini e dalle situazioni (virtuose, ma anche opportunistiche) che lo videro successivamente eretto quale araldo del black sinfonico, è un lavoro indubbiamente valido. Pur non ponendosi all’apice della discografia dei Cradle Of Filth, a causa di qualche difetto minore dovuto all'inesperienza, ma corretto nel successivo Dusk… And Her Embrace, esso va comunque annoverato tra i cd imprescindibili all’interno della collezione di un qualunque extreme metaller che si rispetti. Violento, morboso ed al contempo erotico, questo primo full-length è capace in ogni momento di trascinare l’ascoltatore in un mondo chimerico popolato da demoni arcani, da bellezze avvenenti e, perché no, da sesso iniziatico. The Principle Of Evil Made Flash rappresenta un buon equilibrio tra l’approccio chitarristico del thrash/death d’annata e quello multi-strumentale delle nuove (di allora) melodic visions. Ogni brano è infatti prudentemente iniettato di partiture darkeggianti, introdotte per contrapporsi al ritmo quadrato del riffing dei chitarristi Allender e Ryan Paul, e guidato dal drumming dello stupefacente Nicholas Barker, in più di un caso di altissimo livello. Tuttavia, non sono però gli stacchi asimmetrici, molti e mediamente ben riusciti (ma di per sé non così innovativi), a mantenere il legame con una certa subcultura gothic, bensì l'accompagnamento tastieristico (mai invasivo per l’intero runtime) del genio di Benjamin Ryan; sono infatti le sue armonizzazioni, le sue ambientazioni, i suoi interventi proto-barocchi di prima linea (frequentemente attestati su timbriche organistiche) a fare di The Principle Of Evil Made Flesh la colonna sonora della coreografia satanico-orgiastica che i nostri intendono inscenare, fatte salve le rigorose fondamenta death-style erette dalla coppia Allender/Ryan, che restano le azzeccate melodie del disco. Coprotagonista, da ultimo, affianco del buon Benjamin, un Dani Filth apocalittico che declama le dissacranti e viziose liriche, ispirate ai grandi autori della letteratura inglese tardo-medioevale, con la forza dello screamig acido e stridulo che fuoriesce dalla sua perversa bocca. Se da un lato la condotta canora è un po’ stucchevole e monotòna (e non sufficientemente variegata dalle frequenti sovraincisioni), dall’altro questa si rivela una delle condizioni più azzeccate del platter, rendendo possibile lo sperato appiglio con le proposte della contemporanea scena black. Solo negli attimi di maggior tensione (The Black Goddes Rises, A Dream Of Wolves In The Snow, ecc…), Dani concede modulazioni recitate (piuttosto impostate) che vestono il paesaggio della decadente nobiltà riservata all’iconografia vampirica tanto sbandierata nella cover-art, nel booklet e nelle foto promozionali con cui la band si presenta al mercato. Con l’esplicitazione di tutti questi “cavilli” stilistici, è facile comprendere come i Cradle Of Filth del 1994 si rendano fruibili all’intero panorama rock/metal dell’epoca, consolidando le basi per un successo certo e sostanzioso.

Per "tastare con mano" quanto appena esposto, ossia la fortissima derivabilità di The Principle Of Evil Made Flesh, ecco un test: date il via all’ascolto posizionando il lettore in un punto qualunque del platter, ossia non per forza da quella Darkness Our Bride (Jugular Wedding), che con la sua tetra scenografia draculea potrebbe ottenebrare il vostro senno, ma da una qualunque altra zona della tracklist. Ad esempio, dalla prima metà della geniale The Forest Whispers My Name, uno dei brani più acclamati di questo primo titolo. Diciamo al minuto 1:00, tanto per essere precisi. Cosa si trova? Una valanga di velocissimi power chords sostenuti da un “dai e vai” di blast beat dalla violenza inaudita. Tipica costruzione black? Direi di no. Sensazioni forti, coinvolgenti, avvolgenti? Uno scombussolamento psicologico che parte dalla consapevolezza di essere alle prese con un rito artistico che trova nel demonio la sua ispirazione? Direi di si (e questo magari è anche un po’ black).
Ora si salti un po' più avanti, zampettando in progressione sulla bellissima The Black Goddes Rises, traccia in cui Dani mostra le sue specialissime doti canore, potenziate dalle controvoci della guest Andrea Meyer. Un giro lento e quadrato completato da un sottofondo pianistico (anticipazione dei futuri The Blood Divine?) accoglie l'ascoltatore all'avvio del brano; l'atmosfera è pienamente doom, ma il proseguo si incattivisce aumentando gradualmente di intensità fino ad arrivare al solito, immancabile, blast beat. Di sottofondo un trillato quasi impercettibile: ci siamo, ecco gli echos nordici. Inutile dire che l'espediente dura la manciata di qualche secondo, tempo necessario a smuovere la ritmica riportandola sui downtempo necessari a creare spazio per le scorribande di Dani e Benjamin. La parte finale è addirittura adornata da un brevissimo assolo deicidiano (sullo stile di quello successivamente presente in A Crescendo Of Passion Bleeding), fate voi…
Cambiamo lato (per chi avesse come me l’LP). Summer Dying Fast, nella cui fase finale è ascoltabile l’approccio sinfonico che sarà dei successivi episodi, è subito violenza inaudita, ma ancora il riffing è debitore di una scuola fortemente swedish. Il brano porta con sé un’eccezionale melodicità fornita dall’organo che, scomparendo, lascia impazzare i crudi canali della sei corde di Allender sulle cui partiture ritmiche si staglia il contributo, stentoreo, di Robin Graves. Il comportamento del basso e la sua ingegnerizzazione, farebbero pensare ad un combo mono-chitaristico, bisognoso pertanto di un accompagno possente ed articolato, mentre ciò è originato dalla semplicità della maglia armonica delle chitarre, spesso condotte dai loro esecutori lungo la medesima linea: l’espediente, soprattutto nei momenti scarichi, dona profondità ed energia (negativa) all’amalgama, allontanando la freddezza ed il distacco tipici dei disegni sonori di vocazione nordica. Vi si torcono le budella dalla paura? Niente di strano… succede anche a me!
Ah, nota bene, non ho ancora scovato nel mio random-game gli accordi tricorda (nota + quinta + ottava) tanto cari al gelido mondo black. Che caso…
Un’ulteriore passo indietro per “pizzicare” To Eve The Art Of Witchcraft. La canzone, simbolo della giovinezza dei Cradle Of Filth e miglior episodio presente su The Principle Of Evil Made Flesh, è fortemente incentrata sull’organo; l’apporto delle chitarre è davvero secondario, ma nonostante ciò è possibile notare un intreccio più spinto che ricorda, nella forma, l’heavy metal classico, altro tassello di cui non si era ancora parlato.
Vogliamo poi esprimerci sugli stoppati e sul guitarism a nota singola di A Crescendo Of Passion Bleeding (a dire il vero il brano meno riuscito del lotto)?

Non occorre proseguire per dimostrare la reale genesi (veramente eclettica e lontanissima dal “semplice” black metal, true, sinfo, melodic che sia) di The Principle Of Evil Made Flesh. A questo punto serve però rispondere ad un’altra domanda: è veramente così importante incasellare questo disco storico, trovando un perché ed un percome al fascino di un’arte oscura che perdura da oltre 16 anni e che, stante la sua condizione immortale, non si affievolirà mai? Non basta, per essere pienamente appagati, la sensazione di estasi ed onnipotenza (malefica) che è in grado di fornire la parte conclusiva della solenne To Eve The Art Of Witchcraft? Oppure la fortissima emozione donata dalla corvina The Forest Whispers My Name? E ancora la carica distruttiva delle porzioni più ferali (la title-track e A Crescendo Of Passion Bleeding, ad esempio), le tinte spaventosamente horror dei molti, riuscitissimi interludi (One Final Graven Kiss e A Dream Of Wolves In The Snow i migliori), l’eros mortifero sprigionato dall’organo di Of Mist And Midnight Skies e la depravazione, di cui non essere mai sazi, dello screaming corrotto di Dani?
Potrei continuare, descrivendo la tracklist secondo per secondo, ma finiamola qui: The Principle Of Evil Made Flesh è un disco che chiunque può chiedere, chiunque può ascoltare, chiunque può apprezzare nelle sue tantissime sfaccettature. Non serve essere servo di alcun padrone; non serve una parrocchia che indichi da che parte stare. Serve solo l’intelligenza di non farsi condizionare dalle tante parole spese (positive o negative che siano) per creare quell’indegno polverone che aleggia costantemente attorno al nome dei Cradle Of Filth.

Sul suo conto, io, non mi ricrederò mai.
Che gran bastardo!


PS: Il sottoscritto ha scelto di etichettare The Principle Of Evil Made Flesh sotto la voce “black” privilegiandone così la massima reperibilità da parte del pubblico lettore. Che non si venga a dire, per cortesia, che il recensore predica bene e razzola male. Sicuro della vostra comprensione… ringrazio sentitamente!



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
87.66 su 175 voti [ VOTA]
Shadowplay72
Sabato 25 Novembre 2017, 2.17.05
51
Una sola parola:capolavoro!
NihilisT
Giovedì 6 Aprile 2017, 11.53.14
50
spettacolo..ordinavi 10 CD a 99000 lire...arrivavano e poi pagavi..grande Roberto Cannavò!!!
Morlock
Giovedì 6 Aprile 2017, 11.21.42
49
@Nihilis T La Nosferatu Records di Catania che mi hai fatto ricordare XD
NihilisT
Giovedì 6 Aprile 2017, 10.58.28
48
ordinato su Nosferatu records ai tempi...disco veramente fantastico...non si sono ripetuti più a questi livelli..secondo me..
Morlock
Mercoledì 5 Aprile 2017, 19.38.12
47
Vi lascio immaginare la mia reazione in un periodo in cui mi avvicinavo al metal mi arrivò sto disco a casa appena usctio ahahahahahhaahha....all'inizio fù solo per me urla e rumore...da lì a breve cominciai ad adorarlo e fino a Cruelty i COF sono stati una band con le contropalle....dopo non mi pronuncio neanche....
Simo
Lunedì 13 Giugno 2016, 20.22.00
46
In effetti in questo album di black symphonic "alla dimmu borgir" c'è veramente poco ,per fortuna aggiungo perchè il risultato è non inferiore ad un capolavoro. I cradle di questo, vempire e dusk sono irraggiungibili per stile e capacità comunicativa, se ne dovessi scegliere uno tra i tre(cosa impossibile!) opterei per Vempire con la summa della loro "poetica": Queen of winter throned
Rob Fleming
Domenica 17 Gennaio 2016, 15.25.08
45
Si può dire di tutto del gruppo, ma non che, almeno agli esordi, non abbia sfornato album fondamentali. The forest whispers my name, Black goddess rises, To eve the art of witchcraft, Summer Dying fast sono brani veramente importanti per lo sviluppo del genere 80
lisablack
Giovedì 13 Agosto 2015, 20.13.42
44
Un grande album. Per me i Cradle fino a Cruelty and the beast hanno sfornato capolavori. Il mio preferito è Vempire e mi dispiace che non ci sia la recensione. Riguardo il voto, metterei 90, Vempire e Dusk sono album da 100.
metaller nel cuore
Venerdì 3 Luglio 2015, 15.47.35
43
Disco eccezionale l'inizio dell'avventura vampirica dei COF. Un disco che é balck metal ma allo stesso tempo é già oltre ad esso. Infatti troviamo sfuriate come la titletrack e a crescendo of passion bleeding affiancate a perle di magnificenza gotica come the forest whispers my name oppure of mist and midnight skies o anche the Black goddess rises e vogliamo parlare della genialità di a dream of wolves in the snow??? Ok la smetto cazzoXD comunque adoro questo disco mi piace tutto. Voto 95 solo perché Dusk....and her embrace e Vempire sono da 99 per me
DeadCanDance
Sabato 30 Maggio 2015, 15.47.35
42
Il disco l'ho ascoltato e devo dire che ero partito un po' prevenuto, ma non mi sono ricreduto. Quest' album non mi piace e paragonarlo a In the nightside eclipse è un'eresia. A questo album manca la cattiveria e la malvagità del "true norwegian black metal", per dirla alla Darkthrone. Troppo artefatto e finto. Apprezzabile la parte delle tastiere (da tastierista) ma nulla di più. Voto: 65.
Ragnarok 79
Sabato 9 Novembre 2013, 11.42.56
41
Grande disco d'esordio, ovviamente, come accade spesso per i debut album, la produzione è un po' grezza, per il resto è uno dei migliori dischi del gruppo.
CullaDiOscenità
Mercoledì 31 Ottobre 2012, 0.47.10
40
voto: 90.
Undercover
Martedì 1 Maggio 2012, 15.02.20
39
Hai ragione enry, ma per dire dei due citati ho l'originale e mi basta, non vedo l'utilità di averne due versioni figlie di tempi diversi e con la seconda che comunque non rappresenta per nulla le idee, le potenzialità e i mezzi con il quale fu partorita l'opera. Non li possedessi e uscisse una delle due li farei subito miei perché si devono conoscere e avere.
enry
Martedì 1 Maggio 2012, 13.21.14
38
Undercover, ma una eventuale versione rimasterizzata non prende il posto dell'originale, io ho preso la versione 2004 di Focus ma mica ho venduto l'originale. Non ci vedrei nessuno scandalo, soprattutto in tempi dove ristampano dischi usciti tre anni fa con un bonus dvd in più, ecco, lì sì che ci sarebbe da incazzarsi.
Undercover
Martedì 1 Maggio 2012, 12.30.19
37
Quei pezzi devono suonare in quella maniera, onestamente mi auguro che queste operazioni stiano lontane dai capolavori ma ahimé la speculazione è sempre dietro l'angolo.
enry
Martedì 1 Maggio 2012, 12.06.51
36
A me non risulta nessuna versione rimasterizzata, la produzione è tipica di un disco black del 94, scarsina e con volumi bassi, ma non inficia la qualità del disco, ci feci l'orecchio quasi subito. Se un giorno uscirà rimasterizzato come si deve (e non per finta come spesso accade) potrei farci un pensierino, tenedo l'originale s'intende.
CullaDiOscenità
Martedì 1 Maggio 2012, 1.16.35
35
un primo assaggio di capolavoro è questo, che troverà pieno compimento nel successivo dusk and her embrace. e poi è l'unico album dei cradle che ha radici propriamente black. non so se nel frattempo sia uscita una versione rimasterizzata, ma la copia che ho io ha una produzione talmente scarsa che vi giuro che ha lo stesso suono di una cassetta duplicata! rispetto a un normale disco devo alzare il volume di ben 3 tacche! (che nel mio stereo non sono poche!). qualcuno può darmi conferma di quello che dico?
Aelfwine
Mercoledì 20 Aprile 2011, 23.28.52
34
Sono d'accordo con te, ed ora mi hai fatto venire voglia di ascoltarmi l'album... Onore a quanto di buono che hanno fatto, ed infamia alle loro mediocrità! PS: chissà che cena sarà stata con To Eve the Art of Witchcraft...
Giasse
Mercoledì 20 Aprile 2011, 22.59.41
33
Grazie Aelfwine. Sono onorato dell'apprezzamento! Grande album, comunque... proprio durante la cena mi sono sparato a tutto volume To Eve The Art Of Witchcraft. La seconda parte è da brivido!
Aelfwine
Mercoledì 20 Aprile 2011, 22.55.44
32
Recensione mozzafiato Giasse, qualcosa di magnifico. Io e te ci eravamo già trovati d'accordo sui Cradle...
Franco
Lunedì 4 Aprile 2011, 17.12.39
31
Bellissimo per l epoca in cui è uscito ma poi da li a breve e iniziato il declino dei Cradle Of Filth che hanno iniziato a dare via il culo per soldi e pure il declino del black metal ,tutti i gruppi piu famosi chi prima chi poi hanno cambiato per i soldi..dopo di loro negli anni solo qualche scopiazzone convinto ma tutto è finito...Album da spolverare e guardare solo per chi ha vissuto lèpoca e forse nemmeno per quelli..
antiborgir
Venerdì 21 Gennaio 2011, 11.15.02
30
Questo disco mi è piaciuto un sacco.
AL
Venerdì 10 Dicembre 2010, 11.52.11
29
album che mi piace veramente insieme a Dusk e Cruelty... ora invece non li sopporto...
Arekusu
Martedì 7 Dicembre 2010, 13.57.39
28
@Khaine: ROOOOOOOOOOTFL!
Bloody Karma
Martedì 7 Dicembre 2010, 9.21.57
27
Secondo me è l'unico vero disco accostabile al black dei Cradle Of Filth. Suoni sporchi ed atmosfere malvagie, che cosa volere di più? Vempire e Dusk sono sicuramente più professionali e maturi, e dei veri capolavori, ma già hanno una base musicale secondo me più tendente all'heavy (intendo come ritmiche di chitarre) ed al gothic (vedasi le tastiere pompose di Damien). Mi raccomando non disprezziamo anche Cruelty, che a dispetto di una produzione da codice penale, è un disco con i controkaiser...
Khaine
Martedì 7 Dicembre 2010, 0.26.35
26
Sunday monday dani filth.... ok basta
FURIO
Martedì 7 Dicembre 2010, 0.20.25
25
Riascoltarlo oggi ha lo stesso effetto che vedere una puntata di Happy Days.... cari bei vecchi tempi!
LaSte
Domenica 5 Dicembre 2010, 16.21.02
24
Bastardo credo sia il termine esatto per descrivere questo cd, in senso totalmente positivo! Si può aggiungere pungente, inquietante, ma davvero non serve! Canzoni come The Forest Whispers my Name, The Black Goddes Rises, To Eve the Art of Witchcraft, Of Mist and Midnight Skies mi catturano ogni volta, immancabilmente! In realtà gli preferisco Dusk and Her Embrace, ma pure questo...tanta roba! E complimenti a Giasse x la rece! Besooos!
Davide
Domenica 5 Dicembre 2010, 12.06.49
23
Concordo con Nightblast, in quest'album ci sono infulenze thrash a palate, non death e non death/thrash, più qualche assolo riconducibile all'heavy.
Giasse
Domenica 5 Dicembre 2010, 11.36.56
22
@Nightblast: al di la delle piccole differenze di etichetta (sempre un po' labili e, per tale motivo, fonte di eterno fraintendimento), dicamo la stessa cosa. La tua visione conforta la mia e viceversa. Alla fine il "tuo" riifing thrash velocizzato non e' altro che quello che io chiamo - letteralmente - riffing thrash/death.
AdemaFilth
Domenica 5 Dicembre 2010, 1.53.10
21
Vorrei solo ricordare a chi pensa che si possa essere "geni" con poco l'esistenza di una cosa chiamata indirizzo IP, e se non siamo ancora sicuri di cosa sia questa cosa ci sono innumerevoli pagine web che rendono questo concetto astrale molto meglio di come potrei fare io
Nightblast
Domenica 5 Dicembre 2010, 1.36.54
20
@moro: concordo pienamente con quanto hai detto...Ma qui stiamo prendendo in esame The Principle...e non Total fucking Darkness o Invoking the Unclean...In quei due demo l'influenza del Death Metal era, come dici tu, molto più evidente, ma su quest'album ci sono un mare di riff Thrash velocizzati ed accompaganti dalle keys...
no global (sotto le mentite spoglie di luci di fer
Domenica 5 Dicembre 2010, 1.29.30
19
mamma mia che rece.......... spettacolare!
Moro
Sabato 4 Dicembre 2010, 22.37.55
18
@Davide e Nightblast. ascoltate i demo dei Cradle of Filth sono praticamente death metal con qualche tastiera, sembrano i primissimi Paradise Lost e Anathema; però con più sfuriate di batteria. I brani di The Principle sono riadattati, ovviamente, al nuovo corso che i Cradle stavano intraprendendo.
Franky1117
Sabato 4 Dicembre 2010, 21.47.58
17
speriamo comunque che presto arrivino anche le rece di Dusk e Cruelty
Franky1117
Sabato 4 Dicembre 2010, 21.40.08
16
la rece non è malaccio ma effettivamente è un po' troppo lunga
Nightblast
Sabato 4 Dicembre 2010, 21.18.01
15
Un disco davvero bellissimo, oscuro, passionale e molto intenso. Un disco che col Death Metal non c'entra quasi nulla, di qualsivoglia Death Metal si parli, sia Europeo che d'oltreoceano, che affonda invece le sue radici nel Thrash più cattivo e diretto di Possessed, Venom (qualcosa), Bathory, Celtic Frost, Slayer...Un must che ha segnato profondamente la scena estrema inglese...
Davide
Sabato 4 Dicembre 2010, 20.50.15
14
"Parafrasando liberamente il titolo del debut dei Cradle Of Filth spiegherei così la mia overture: in principio… fu il death, ma... Il death, inteso proprio come death metal, dato che The Principle Of Evil Made Flesh, diciamola tutta, è un prodotto che aggiunge abbondanti tinte sinfoniche (ancora precoci ma riconoscibilissime) ed un cantato black-style ad una base strumentale che al death metal deve moltissimo" Ma stai scherzando?
Davide
Sabato 4 Dicembre 2010, 20.50.12
13
"Parafrasando liberamente il titolo del debut dei Cradle Of Filth spiegherei così la mia overture: in principio… fu il death, ma... Il death, inteso proprio come death metal, dato che The Principle Of Evil Made Flesh, diciamola tutta, è un prodotto che aggiunge abbondanti tinte sinfoniche (ancora precoci ma riconoscibilissime) ed un cantato black-style ad una base strumentale che al death metal deve moltissimo" Ma stai scherzando?
no global
Sabato 4 Dicembre 2010, 20.36.42
12
Franky1117 un voto alla rece... kilometrica.
Franky1117
Sabato 4 Dicembre 2010, 20.28.18
11
disco capolavoro, pure sottovalutato secondo me. secondo me comunque il ruggito di Dani qui è perfetto
no global
Sabato 4 Dicembre 2010, 20.27.02
10
@ enry @ Blackster @ Moro cosa ne pensate delle rece....... Kilometriche.
no global
Sabato 4 Dicembre 2010, 20.08.32
9
fiumi di inchiostro, fiumi di inchiostro, fiumi di inchiostro, ti darò il mio cuore.
enry
Sabato 4 Dicembre 2010, 19.51.18
8
Disco stupendo, i veri Cradle of Filth. Insieme a 'Vempire' il mio preferito...90/100
no global
Sabato 4 Dicembre 2010, 18.58.51
7
chi la pensa come me si faccia avanti, le rece..... più corte raga@@i
Nikolas
Sabato 4 Dicembre 2010, 18.44.04
6
Don't feed the troll. Disco splendido, malvagio, eccezionale. Il mio preferito in assoluto dei CoF!
no global
Sabato 4 Dicembre 2010, 17.51.02
5
please, rece......@@ troppo lunga per i miei gusti, non ci sono riuscito ad arrivare alla fine. Bastava anche di meno della metà per esprimersi.
AdemaFilth
Sabato 4 Dicembre 2010, 15.01.07
4
Impossibile non trovare riscontro nelle parole di Giasse, non sono mai stato un amante dei generi più estremi ma i Cradle sono una parte imprescindibile della mia maturazione (soggettiva al massimo ovviamente) musicale. Imprescindibile.
Moro
Sabato 4 Dicembre 2010, 14.57.29
3
confermo il voto. Un album eccezionale pur nella sua "embrionalità"; già Vempire è un deciso passo in avanti sia verso la violenza, sia verso la sinfonia (Queen of Winter Throned), ma The Principle riesce ad evocare atmosfere che sono sia oscure, sia tangibili.
hm is the law
Sabato 4 Dicembre 2010, 14.56.05
2
Il gruppo non mi è mai piaciuto ma questo disco è veramente fico anzi bastardo!!!
Blackster
Sabato 4 Dicembre 2010, 14.51.12
1
Poi li vedi e soprattutto li senti adesso e le coronarie si toppano...
INFORMAZIONI
1994
Cacophonus Records
Black
Tracklist
1. Darkness Our Bride (Jugular Wedding)
2. The Principle Of Evil Made Flesh
3. The Forest Whispers My Name
4. Iscariot
5. The Black Goddess Rises
6. One Final Graven Kiss
7. A Crescendo Of Passion Bleeding
8. To Eve The Art Of Witchcraft
9. Of Mist And Midnight Skies
10. In Secret Love We Drown
11. A Dream Of Wolves In The Snow
12. Summer Dying Fast
13. Imperium Tenebrarum
Line Up
Dani Filth (Voce)
Paul Allender (Chitarre)
Paul Ryan (Chitarre)
Robin Graves (Basso)
Benjamin Ryan (Tastiere)
NIcholas Barker (Batteria)
 
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