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Vastator - Machine Hell
( 1786 letture )
Forse non troppo celebri alle orecchie delle grandi masse, i cileni Vastator tornano sul mercato con il loro terzo full length, Machine Hell, a tre anni dal precedente Hell Only Knows. Band di grande esperienza, attiva fin dal 1986 ma giunta al debutto soltanto nel 2001 con The Night of San Juan, dopo quattro demo prodotti tra 1987 e 1989: ispirandosi alle leggende classice dello speed-heavy (Judas Priest, su tutti), i Vastator affrontano argomenti piuttosto disparati, come il satanismo, la mitologia e la superstizione, dedicandosi ad un heavy metal epico e potente capace di spaziare da ritmiche più anthemiche ad altre maggiormente accelerate. Non a caso, tra le guest stars presenti vi è anche Mike Chlasciak, ascia degli Halford (l'altra è Veronica Freeman dei Benedictum). Nonostante queste premesse incoraggianti, però, il nuovo disco stenterà a convincere più di tanto, come vedremo. Undici canzoni e quasi un'ora di durata per un album a lunghi tratti noioso, banalotto anche nell'artwork e latitante nel feeling.

Certe volte il giudizio su un disco può essere influenzato anche da un particolare che è solo 'uno' dei componenti del sound del disco stesso: nel caso dei Vastator, la voce del singer Nelson 'Rob Díaz' D'Aldunce, soggettivamente sgradevole alle orecchie di chi scrive, tende a privare le canzoni in scaletta di diversi punti. E' un giudizio forse superficiale, basato non tanto sull'efficacia del suo tentativo di emulare Rob Halford (spesso anche con screaming apocalittico), quanto sul semplice suono della sua timbrica vocale. A questo si aggiungono ritornelli spesso monotoni e poco accattivanti, sopperiti solo in parte dalle discrete trame chitarristiche, affiancate da più gradevoli assoli veloci e bollenti. I pezzi in scaletta sono rivestiti da un sound molto heavy, compatto e marziale, che però latita quando l'ascolto necessita di una scintilla (riff, refrain o assolo che sia) degna di fare la differenza: si tratta per lo più di mid-tempos robusti di derivazione priestiana, con qualche eccezione più rapida, addirittura thrasheggiante per certi versi. Tracklist divisa in pezzi in inglese ed altri in lingua madre: questi ultimi sembrano musicalmente più avvincenti, anche se la lingua stona parecchio con queste sonorità. A favore dei Vastator va detto che non manca qualche assolo di chitarra fluido e cristallino davvero brillante, anche se ad azzoppare la prova del combo cileno c'è la presenza di diversi pezzi davvero difficili da ascoltare: bruttini, poco da dire. La band va alla ricerca continua di un certo mood apocalittico, senza riuscirci con efficacia, attraverso l'utilizzo di cori (non granché), vocals epiche e melodie ridondanti, ma non sempre trascinanti. Talvolta l'idea che si fa largo è quella di un heavy metal un pò troppo provincialotto, e le già citate parentesi in lingua madre risultano ancor più forzate.

L'opener e titltrack si distingue per un riffing corposo ed uno screaming halfordiano, accompagnato da un drumwork martellante e infuocato da un assolo prolungato convincente: tutto sommato, anche grazie ad un ritornello gradevole, un buon pezzo d'apertura. 8.8 è un intermezzo impalpabile che conduce alla terza traccia, The Gods Give No Reply, anch'essa poco incisiva -nonostante il duetto con la Freeman- nel computo di un disco che inizia a mostrare diversi punti deboli: come Fiend, una nenia lenta e straziante. Il capitolo più avvincente del platter è indubbiamente X-Terminate, aperto da un'intro di basso e irrorato della giusta adrenalina: velocità, cambi di tempo, screaming tonante e un assolo folgorante, anche se il refrain vocale non decolla. La voce del singer 'Rob Díaz', come detto, non è certo meravigliosa, e sembra adattarsi al contesto soltanto nelle sporadiche emulazioni priestiane: ciò spicca, ad esempio, in Hawker Hunter, brano dotato anche di alcuni guitar solo ripetuti e dall'ottimo gusto melodico, che infatti si avvale della collaborazione del già citato Chlasciak. Non fosse per le vocals in spagnolo, e la solita timbrica a volte davvero sgradevole, El Ultimo Grito en el Infierno sarebbe anche avvincente, con la sua ritmica thrash; la conclusiva Caleuche, infine, è un lento evocativo che cresce nel finale ma resta sempre troppo noioso, nei suoi dodici minuti di durata. Disco che non convince affatto.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
22.66 su 18 voti [ VOTA]
the Thrasher
Giovedì 9 Dicembre 2010, 20.45.57
8
@undercover: ok, per me problema risolto, ma non si tratta di prendere sottogamba' qualcosa. io non prendo sottogamba nessun disco, io ascolto e faccio le mie valutazioni, se mi piace mi piace, se non mi piace non mi piace. non è un discorso di pregiudizi o stroncature 'a prescindere' sui Maiden, loro hanno molti commenti perchè hanno fatto la storia e diversi dischi cardinali, è giusto e normale che sia così, sicuramente sarebbe bello se tanti di coloro che commentano i maiden ascoltassero ANCHE gruppi minori
Undercover
Giovedì 9 Dicembre 2010, 16.18.25
7
@The Thrasher ti chiedo scusa per l'uscita infelice e mi può fare solo piacere che ci sia uno in più che ama l'heavy, il fatto che si sia discordanti nell'opinione è evidente ma non era mia intenzione offendere anche perché di solito quando lo faccio (cosa che avviene decisamente di rado) i toni non sono questi, dico solo che mi sembra e (spero vivamente di sbagliarmi) che certi dischi siano presi sottogamba. Poi meglio un dialogo anche in questi termini sotto i Vastator che tra l'altro vedo che come sempre accade le band minori non vengono quasi calcolate, che i mille commenti sotto l'ultimo ehm, lavoro, dei Maiden ad esempio.
the Thrasher
Giovedì 9 Dicembre 2010, 15.28.18
6
@Undercover: si ma solo perchè discordiamo due album su due non significa che sia giusto ciò che pensi tu e sbagliato ciò che penso io.. possiamo avere gusti e pareri discordanti, non credi? questo non significa che l'heavy metal non sia il mio genere, perchè non puoi giudicare ciò da due recensioni visto che a me l'heavy classico piace moltissimo e lo ascolto parecchio. poi posso dire cose che tu non condividi, posso dire 'mi piacciono i maiden mi fanno schifo i priest' oppure 'adoro i priest, detesto i maiden' e tu puoi non pensarla uguale ma non significa che io sia un cretno che si diverte a stroncare i dischi perchè il genere non mi piace.. 'dateli a qualcun altro se non ama lo stile': con questa frase offendi me, che invece quello stile lo amo (ma all'interno di quello stile possono pur esserci dischi che mi piacciono poco o non mi piacciono proprio, no?) e offendi la redazione perchè sembra che le recensioni vengano distribuite alla cazzo e senza logica. a me l'heavy piace e recensisco con obiettività i dischi che mi capita di dover recensire. se quel disco non mi piace non significa che non mi piace il genere solo perchè piace a te. un pò di modestia non guasta
Undercover
Giovedì 9 Dicembre 2010, 14.00.16
5
@The Thrasher qui non è questione di competenza tecnica ma di assenza di feeling con l'album proprio come successo con gli Atlantean e sono due .
the Thrasher
Giovedì 9 Dicembre 2010, 11.08.09
4
@Undercover: non è affatto vero che non amo l'heavy metal, anzi, non farti tradire dallo pseudonimo pensando che ascolti solo thrash... amo moltissimo l'heavy metal classico, solo perchè non condividiamo una o più opinioni non puoi darmi dell'incompetente.
Undercover
Giovedì 9 Dicembre 2010, 10.41.31
3
Quoto Psychotron, è la seconda volta che becco The Thrasher che uccide un disco di heavy metal, mi sa che non è il suo genere, dopo gli Atlantean anche sti ragazzi, ma dateli a qualcun altro se non ama lo stile...non si possono stroncare i dischi così.
Psychotron
Giovedì 9 Dicembre 2010, 10.02.48
2
massimo rispetto per le opinioni del recensore, ma devo dire che non le condivido affatto. L'album, lungi dal proporre sonorità particolarmente originali o innovative, a me è piaciuto molto; le canzoni sono belle solide e hanno mediamente un gran tiro. Tutte le critiche sono possibili ai Vastator tranne quella della mancanza di "feeling", questo album vive praticamente solo di quello.
Metallico
Giovedì 9 Dicembre 2010, 1.18.39
1
Ho ascoltato il disoco e devo dire che sono rimasto molto deluso...il 55 a questo disco sta anche largo....
INFORMAZIONI
2010
Inferno Records
Heavy
Tracklist
1. Machine Hell
2. 8.8
3. The Gods Give No Reply
4. Fiend
5. X-Terminate
6. Hawker Hunter
7. Reminiscense
8. Combustible En La Sangre
9. Puñado De Almas
10. El Ultimo Grito En El Infierno
11. Caleuche
Line Up
Nelson "Rob Díaz" D'Aldunce - Vocals
Felipe Hernandez - Guitars
Peyote "Green Arrow" Barrera - Bass
Gerardo Barrenechea - Drums
 
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