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Raimund Burke - Christmas Classics
( 2503 letture )
UNA BREVE INTRODUZIONE
Quarta pubblicazione in studio per Raimund Burke, estroso e virtuoso chitarrista tedesco che con Christmas Classics giunge alla sua seconda uscita natalizia (la prima fu Christmas In Rock, nel 2005). Dieci i brani tipicamente natalizi qui inclusi (i titoli parlano da soli), reinterpretati in linguaggio rock, heavy e solista in genere: questo 25 dicembre non avete nessuna scusa... ora sapete cosa fare ascoltare ai vostri ospiti mentre vi ingozzate di lenticchie, tacchino, zampone, lasagne e panettoni!

LA MUSICA
Posso dirlo? Lo dico. A me le canzoni di Natale fanno schifo. Non le sopporto: mielose, piene d'amore e di sentimenti che nella realtà di tutti i giorni non esistono (se non di facciata, ovviamente) e soprattutto... sono sempre le stesse! Ogni anno, a Natale, queste canzoni si sentono dappertutto: nella pubblicità alla radio, in TV, in giro per le strade, nei negozi, negli uffici, nei supermercati, nei presepi delle nostre case; potrete ben immaginare quindi con quanta difficoltà abbia ascoltato Christmas Classics, dato il mio totale disprezzo verso queste composizioni. Tuttavia, sono convinto che potrete anche ben capire di che titanica portata sia quest'album se vi dico che l'ho ascoltato molto volentieri e che ho imparato a stimare moltissimo Raimund Burke per il lavoro che ha fatto: egli ha infatti reinterpretato questi celebri brani riarrangiandoli da zero, ed orientando le proprie scelte sulla base dei suoi gusti e del suo stile. Sarebbe stato semplice realizzare un disco per le masse, soprattutto utilizzando materiale così tanto conosciuto: sarebbe bastato suonare i brani così come tutti li conoscono, semplicemente andando ad incidere sui suoni ed eventualmente gli strumenti da suonare, ma Burke ha fatto molto di più. Burke ha letteralmente riscritto queste dieci canzoni, decostruendo le parti ritmiche ed incrociandole con gli sviluppi melodici delle chitarre soliste (cui generalmente sono affidati i temi portanti dei brani): ciò comporta da un lato l'immediata riconoscibilità di ciascun pezzo, ma anche l'istantanea comprensione dello stile del chitarrista, che nei tanti assoli che coronano questo disco si dimostra perfettamente padrone della sua sei corde, manifestando la propria appartenenza a quel circolo di chitarristi virtuosi che fanno della bontà esecutiva ed interpretativa il proprio marchio di fabbrica.

LO STILE
Ed è proprio qui che volevo arrivare: volevo proprio parlarvi dello stile di Burke. E' chiarissimo che un disco come questo non ha bisogno di tante descrizioni (bene o male tutti noi conosciamo almeno metà tracklist, e gli altri brani si possono ascoltare facilmente -e legalmente- sui tanti canali internet di diffusione gratuita di musica), ma il suo artefice si: Christmas Classics vale la pena di essere ascoltato ed acquistato perchè il suo interprete è un fenomeno della chitarra ed anche perchè il materiale è stato registrato con grande perizia. Da un lato è infatti inusuale che un disco autoprodotto suoni in tutto e per tutto come un "vero album in studio", dall'altro non è poi così comune ascoltare tante linee di chitarra suonate contemporaneamente (Jingle Bells, White Christmas e Have Yourself A Merry Little Christmas, tanto per citarne tre): la cosa, che mi permette di fare la conoscenza di un grande artista, elimina anche i pregiudizi mentali che avevo fino a poche settimane fa (e di cui vi ho parlato nel paragrafo precedente), quindi non ho dubbi sul fatto che lo stesso effetto benefico possa raggiungere anche voi. I seguaci della musica solista apprezzeranno sicuramente molto questo lavoro: i vibrati, i bending, gli slides e tutte le tecniche usate da Burke sono completamente prive di errori, e le linee melodiche sono state costruite con gusto, complice la padronanza del concetto di modulazione e lo studio attento di ciascun tema. Insomma: Christmas Classics è un disco sui cui Burke ha lavorato, e neanche poco.

UNA BREVE CONCLUSIONE
Christmas Classics è un'originale applicazione del solismo chitarristico ad aree melodiche distanti da quelle che caratterizzano il grande calderone del rock e del metal: il suo ascolto è consigliato a tutti, anche a coloro che disprezzano queste composizioni, perchè in realtà tra ciò che siamo abituati ad ascoltare e ciò che è qui contenuto c'è una distanza stilistica e contenutistica abissale. Scegliere di non ascoltare questo platter sarebbe naturale, dato che essendo composto da pezzi arcinoti tutti bene o male crediamo di conoscerne il contenuto: chi però raccoglierà la sfida di Raimund Burke e vorrà quantomeno ascoltarne questo nuovo lavoro si renderà conto che quel che ho detto finora non è privo di fondamento, ed avrà fatto un passo avanti verso l'indipendenza dal pregiudizio. Poi chissà, magari vi piacerà così tanto da volerne regalare una copia a zii e parenti vari ;-)



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
24.04 su 21 voti [ VOTA]
Thomas
Venerdì 17 Dicembre 2010, 11.14.11
1
Ahaha mitica la foto di babbo natale... curioso di sentirlo.
INFORMAZIONI
2010
Autoprodotto
Shred
Tracklist
01 Jingle Bells
02 Santa Claus Is Coming To Town
03 Morgan Kinder Wird’s Wes Gaben
04 White Christmas
05 Silent Night
06 Mele Kalikimaka
07 Oh Tannenbaum
08 Have Yourself A Merry Little Christmas
09 Deck The Halls
10 Rudolph The Red-Nosed Reindeer
Line Up
Raimund Burke: tutti gli strumenti
Introduzione vocale su Deck The Halls a cura di Nina Majer
 
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