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Bethlehem - Stönkfitzchen
( 3400 letture )
Magnifico, grandioso, eccellente! Avrei voluto che fossero questi gli aggettivi da poter utilizzare per descrivervi il nuovo lavoro dei Bethlehem, ma sfortunatamente non ce n'è stata l'occasione.
Dopo la scrematura all'interno della line up, i problemi personali e le divagazioni elettroniche, i Bethlehem di oggi fanno un passo indietro e tornano a suonare il loro classico dark metal, ma senza raggiungere i picchi qualitativi di capolavori assoluti come Dictius Te Necare e soprattutto SUIZID, con i quali erano divenuti (relativamente) famosi. Premessa la mia sconfinata stima per questa spaventosa band tedesca - facendo parte di quella schiera di fans che comprano tutte le loro releases a scatola chiusa - devo ammettere di essere rimasto parzialmente deluso da questo Stönkfitzchen, che appare subito stanco ed inoffensivo, nonostante la rosa di guest musicians di tutto rispetto come Jordan dei Thorn alle chitarre, il vocalist Nihilist degli americani In Memorium (ma chi sono?) e Kvarforth degli Shining, che nelle note di copertina viene indicato come main vocals, con mio grande rammarico.
Difatti la vera forza dei Bethlehem, a mio avviso, è sempre stata la componente vocale malata e straziante che li ha contraddistinti sin dai tempi di Dark Metal, passando nel 1996 al picco qualitativo assoluto su Dictius Te Necare, dove troviamo l'agghiacciante prestazione di Landfermann, e proseguendo fino al 1998 con l'eccelsa prestazione di Marco Kehren su SUIZID (tra l'altro quest'ultimo è vocalist dei cugini Deinonychus, ma questo è un'altro discorso).

L'impronunciabile Was Ihr Seid... apre questo dischetto e - a primo impatto - pare che il tempo non sia passato dagli anni '90 ad oggi, poiché la band ci regala i classici arpeggi di chitarra, le note strazianti di piano e le ottime melodie che da sempre hanno contraddistinto Bartsch e soci; con il passare dei minuti però ci si rende conto che il brano stenta a decollare - forse per via di un lungo periodo di ozio artistico da parte di chi lo ha prodotto - non riuscendo in nessun modo a mettere a fuoco l'obiettivo finale. Purtroppo le note di copertina non danno alcun tipo di informazioni riguardo i vari vocalist che si susseguono dietro i microfoni, cosi non potrò essere particolarmente esaustivo al riguardo; tuttavia mi pare proprio di riconoscere il caro Bartsch nella seguente Kalt Regelt Ab Die Krankgeburt, dove fortunatamente l'atmosfera si fa più tesa e malefica, così come la musica s'indurisce, si velocizza e s'incattivisce, risvegliando lo spirito malato dei tempi d'oro; un brano molto pericoloso che si candida al titolo di miglior pezzo dell'album.
Segue Yesterday I Already Died Today, che altro non è se non il remake di Gestern Starb Ich Schon Heute - tratta da SUIZID - remixata in una versione molto pulsante, non troppo differente dall'originale, se non fosse per il cantato - in inglese - interpretato da uno dei malcapitati session, il quale purtroppo si rivela inadeguato nel ruolo assunto fino al punto da sminuire la song al rango di una cover malriuscita.

Purtroppo i Bethlehem il vizietto di auto-coverizzarsi l'hanno sempre avuto, riproponendo le proprie canzoni in una miriade di edizioni - tutte con titoli differenti - così che i malcapitati ascoltatori che non hanno la fortuna di conoscere il tedesco, si ritrovano ad ascoltare a rotazione sempre le stesse tracce in una sorta di random satanico senza fine, oppure - ancor peggio - incorrono in acquisti inutili come il vinile intitolato Du Sollst Dich Töten, che altro non è se non la versione in vinile dello stesso Dictius Te Necare, oppure il più recente A Sacrificial Offering... il quale è il remake di SUIZID ma con Kvarforth dietro i microfoni. Kandierte Verlosung Zu Ross prosegue le danze senza grande convinzione - se non proprio svogliatamente - mentre la successiva Pillerthrillaren si lascerà ricordare per delle splendide parti di pianoforte poste in apertura ed in chiusura di una canzone piuttosto canonica del loro repertorio. Conclude la bonus track The 11th Hour ennesimo remake celato, inizialmente concepito per essere incluso sull'album Mein Weg, ma poi scartata e successivamente ripescata per una collaborazione con il singer americano degli In Memorium, che ne interpreta una versione abbastanza onesta, ma incapace di reggere il paragone con l'originale.

Il mio sviscerato amore per questa band m'impedisce anche solo di ipotizzare un declino dei Bethlehem; dunque mi ritrovo a rivolgere tutte le mie speranze nel prossimo full lenght album per formulre un giudizio definitivo sullo stato attule dei tedeschi. Per adesso comunque più che promossi.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
21.66 su 18 voti [ VOTA]
FURIO
Venerdì 17 Dicembre 2010, 18.13.50
7
Io direi che Bartsch da solo è in grado di fare decisamente meglio... se poi tornasse Landfermann sarebbe grandioso!
Undercover
Venerdì 17 Dicembre 2010, 17.02.17
6
Infatti il problema è l'inutilità di questo personaggio che dopo i primi quattro Shining per me poteva anche sparire dalla circolazione, buono per sbaciucchiarsi i bassisti in sede live ma quando esce fuori dal seminato crea solo danni.
Moro
Venerdì 17 Dicembre 2010, 15.00.40
5
@Undercover: si si, concordo. La bellezza di SUiZiD risiedeva nelle vocals, nella produzione calda che enfatizzava perfettamente tutti gli strumenti; il remake è sicuramente un enorme passo indietro; però ripeto: se volessimo considerarlo non come un remake, e senza alcun collegamento col passato, non è un brutto disco, Kalfort cerca addirittura di variare più che può il cantato (inutilmente eh)... meglio dei Den Saakaldte tanto per citare un altro gruppo di Kalforth...
Undercover
Venerdì 17 Dicembre 2010, 12.25.19
4
Mandate via Calfort e un problema è risolto, sto tizio fa più danni che altro, @Moro aver ripreso SUIZID è stato un suicidio, album massacrato e privo completamente del pathos originale, stessa cosa avvenuta con Bonded By Blood degli Exodus, ste operazioni commerciali sono una rottura di scatole. Questo è appena passabile, quelli veri sono altra cosa per fortuna.
FURIO
Venerdì 17 Dicembre 2010, 0.20.09
3
Hanno un po' rotto con questi continui remake ma comunque sono ancora nel novero delle mie bands preferite.
Bloody Karma
Giovedì 16 Dicembre 2010, 21.54.14
2
avevo invocato questo disco qualche tempo fa...concorso con il voto di furio, anche se vedo il bicchiere mezzo pieno. Non siamo ai livelli eccelsi del passato, ma direi che qualcosa si è rimesso in moto, certo se la smettessero di rompere le balle a Suizid (i remake fanno pena) alzerei di un paio di punti
Moro
Giovedì 16 Dicembre 2010, 16.26.49
1
concordo con te; è una delle mie band preferite (ho praticamente la loro vinilografia) e non ce la faccio a dire che facciano brutti album. Il remake di SUiZiD non è paragonabile al disco originale, eppure se preso da solo, nel suo unico contesto, al di fuori del remake, non è affatto male.
INFORMAZIONI
2010
Red Stream
Dark/Black
Tracklist
1 - Was Ihr Seid, Das Waren Wir - Was Wir Sind, Das Werdet Ihr
2 - Kalt Regelt Ab Die Krankgeburt
3 - Yesterday I Already Died Today
4 - Kandierte Verlosung Zu Ross
5 - Pillerthrillaren
6 - The 11th Hour
Line Up
Kvarforth (vocals)
Eckhardt (guitars, piano)
Bartsch (bass, vocals, piano)
Wolz (drums)

Guest musicians:
Nihilist (vocals)
Jordan (guitars)
 
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