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La Cuenta - La Gentilezza Del Serpente: Prima Senti i Sonagli Dopo Arriva il Veleno
( 1987 letture )
Secondo full-length ufficiale per i toscani La Cuenta, interessante ed ermetica realtà musicale dedita ad un drone/doom asfittico e nero come la pece. Se il precendente ed omonimo album aveva gettato le basi del sound dei nostri - sospeso com’era tra Earth, primi Electric Wizard e renimescenze sabbatthiane - questo La Gentilezza Del Serpente, pur proseguendo lungo il percorso già tracciato, rappresenta un importante tassello verso la definitiva maturazione artistica della band.

Per avvicinarsi ad un lavoro così impressionistico è fondamentale il servirsi di una preliminare chiave di lettura, per fa sì che risulti più facile penetrare nei meandri di queste inospitali spirali sonore; a nostro soccorso interviene un booklet minimale ma molto curato, il quale, fornendoci per ognuna delle tre lunghe tracce delle spiegazioni aggiuntive, ci porta ad avvicinarci pieni di aspettative intellettuali a quest’opera.
Ad introdurre la lunghissima traccia d’apertura - ma tutte e tre le composizioni si attestano intorno ai quindici minuti, d’altronde - troviamo le seguenti annnotazioni fornite dagli stessi La Cuenta:

Un passato che non tornerà più. Idolatrando e salvaguarando un passato artistico, culturale ed intellettuale si fa sì che il presente sia orrido. In nome di una pretesa superiorità dei tempi antichi ci si abbrutisce nella non sperimentazione e nella superficialità del banale, del quotidiano.

Non prendendo in considerazione le possibili obiezioni che potrebbero essere mosse contro queste affermazioni - proprio nel momento in cui stiamo assistendo allo sfacelo del nostro immenso patrimonio culturale - questi passi generano inevitabilmente delle riflessioni profonde. Se pur nella storia del genere umano quasi niente nasca dal nulla, bensì dall’esperienza (la quale a sua volta consiste nel tramandare la novità) la mancanza di forza creatrice è un fattore purtroppo basilare nella nostra quotidianità, spesa a rincorrere certezze effimere e nel ripetere percorsi di vita già tracciati. Dal punto di vista musicale, questa L’Idolo Del Passato traccia un nero affresco sonoro dei tempi moderni, servendosi di drone sgranati e di dilatatissimi riff di matrice sludge, in un alternarsi di tempi diversificati – sempre tendenti alla lentezza, ovviamente - che donano al brano una forte impressione non di staticità, ma di lento trascinarsi attraverso il tempo e lo spazio. Poche sono le variazioni melodiche; il tema portante è ripetuto nelle micro variazioni dei drone suonate da Filippo Panichi, al lavoro anche sul secondo brano.
Uomini e Topi appare come una composizione ancora più oscura della precedente, con un timbro chitarristico che ricorda gli Electric Wizard di Dopethrone; di seguito le note del booklet poste ad introduzione di questo brano:

Spesso civilizzazione e progresso vanno di pari passo, l’una viene usata come sinonimo dell’altra. Allora mi chiedo cosa significhi in realtà progresso: miglioramento delle condizioni di vita? A quale prezzo? Aumento della specie? Adattamento al mutare delle condizioni attorno a noi? Allora i topi sono i civili e gli uomini i barbari.

Il concetto portante, ben espresso nei pensieri qui riportati, concerne la natura barbara dell’uomo, il quale maschera dietro alla nozione di progresso la propria barbarie etica di fronte alla natura. Come accenato poco prima, Uomini e Topi è un pezzo davvero oscuro, dove il mid tempo perpetrato dal drummer Nicola Savelli permette di esprimere scheletrici riff doom/sludge partoriti dalla chitarra di Matteo Gigliucci, in un continuum asfissiante e che non lascia spazio o possibilità di redenzione agli essere umani, i quali, invece di adattarsi alle mutate condizioni naturali, sono causa dello sfacielo dell’equilibro stesso della natura, a differenza dei “civili” topi.

Pagus è il brano posto a conclusione di questo interessantissimo La Gentilezza Del Serpente, e rappresenta senza dubbio la composizione più coinvolgente di quest’opera. Un ruolo fondamentale è quello esercitato delle vocals – o meglio, delle vere e proprie grida – le quali, in una incessante e fredda espressione di dissenso profondo, sottolineano i passi di questo fantastico brano - e dell’intero album - tra glaciali arpeggi e dissonanze chitarristiche, sottolineate da un drumming potente e rituale. L’atmosfera si fa asfissiante, la sensazione di essere risucchiati in un vortice a-temporale è forte; d’altronde il titolo scelto - nonché le considerazioni presenti nel booklet - rimandano chiaramente ad un concetto di opposizione ferma e decisa verso tutto ciò che è rivelato, non analizzato ed accettuato supinamente.

Tirando le somme, ci troviamo di fronta ad un lavoro certamente di non facile ascolto - il che era prevedibile, considerando il genere trattato - e soprattutto dotato di un interessante impianto concettuale, il quale trova una perfetta espressione tra le note di questo La Gentilezza Del Serpente. Pur tralasciando una certa tendenza all’autocompiacimento insita in alcuni passaggi che rischiano talvolta di degenerare in noia, i La Cuenta hanno compiuto un importante passo in avanti. Ascoltate e riflettete.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
28.5 su 18 voti [ VOTA]
Giasse
Sabato 25 Dicembre 2010, 11.09.02
5
Strumentalmente non c'entrano nulla con i Sunn O))). Sono molto più "suonati". Dice bene Dan quando li paragona ai primi EW. L'album è notevole e lo consiglio vivamente. Come sempre l'Italia dimostra di saper interpretare al meglio le varie sfumature di doom!
Blackster
Giovedì 23 Dicembre 2010, 17.47.25
4
I Sunn son molto più difficile, però anche questi La Cuenta non ho capito una parola di quello che dicevano... a me questo genere in generale, scusate il gioco di parole, non mi piace proprio...
tribal axis
Giovedì 23 Dicembre 2010, 15.47.49
3
sto ascoltando uomini e topi sul tubo: ottima. non è poi così difficile da assimilare, i Sunn O))) mi han dato molti più problemi in questo senso.
tribal axis
Giovedì 23 Dicembre 2010, 15.38.47
2
quoto khaine, anche io lo voglio solo per il titolo.
Khaine
Giovedì 23 Dicembre 2010, 14.59.56
1
Minchia che titolo!!! Lo voglio. Punto. Anche se fosse veramente difficilissimo da assimilare.
INFORMAZIONI
2010
UTU Conspiracy
Drone Doom
Tracklist
1 - L’Idolo Del Passato
2 - Uomini e Topi
3 - Pagus
Line Up
Matteo Gigliucci (guitar, vocals)
Gabriele Gaggiano (bass, vocals)
Nicola Savelli (drums)
 
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