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Violet Sun - Loneliness In Supremacy
( 3060 letture )
Premetterò a questa recensione una storia un po' particolare: circa 8 mesi fa finì nel mio workplan il disco auto-prodotto di una band all'esordio, tali Violet Sun, progetto parallelo di Dario Grillo (che alcuni di voi ricorderanno come il vecchio cantante dei Thy Majestie) all'epoca impegnato da alcuni mesi in una ricerca -purtroppo infruttuosa- di una label che li potesse produrre.
Mentre mi accingevo quindi a cominciare l'ascolto del lavoro di questo gruppo proveniente dalla Sicilia – la regione italiana più feconda di band in assoluto (leggete i nostri articoli in merito per farvi un'idea) - sono stato fermato dall'annuncio che i nostri avevano, dopo tante... troppe peripezie, trovato una casa discografica che li producesse: la neonata Melodic Rock Records.
Una bellissima notizia considerando che i Violet Sun avevano ricevuto moltissime risposte negative assolutamente immeritate: parliamoci chiaro, non voglio dire che ogni gruppo all'esordio debba ottenere automaticamente un contratto discografico, però è alquanto triste pensare che in Italia persino una band dotata e fautrice di un genere non poi così di nicchia debba essere così poco considerata.

In ogni caso tutto è bene quel che finisce bene, ragion per cui addentriamoci ora alla scoperta di Loneliness In Supremacy.
Immaginatevi un symphonic gothic poco pesante ed estremamente melodico che riesce ad essere coinvolgente senza però abusare dei soliti clichè e senza cadere nella trappola dell'orecchiabilità ottenuta grazie a strutture semplici; ci troviamo davanti infatti ad una musica piena, che non stufa grazie alla completezza del suono ottenuta sia grazie ad ottime orchestrazioni ricavate dai synth (e da un intero coro reclutato per l'occasione) sia per merito dell'uso di effetti elettronici affatto pacchiani e ben amalgamati; oltre a ciò ognuna delle composizioni è complessa ad un punto tale che, secondo il sottoscritto, dire che sono rintracciabili delle influenza prog non dovrebbe essere poi così sbagliato.
Immagino che molti di voi avranno già dato uno sguardo alla line-up, in questo caso avrete notato un dettaglio decisamente non trascurabile: chitarre, basso, tastiere e seconda voce sono totalmente opera di Dario Grillo, e per di più sono suonati in maniera egregia, cosa a dir poco stupefacente considerando che sono davvero pochi i poli-strumentisti in grado di raggiungere un tale livello con tutti gli strumenti (in genere ve n'è sempre qualcuno più trascurato). Le chitarre riescono a colorare le canzoni con riff non prepotenti ma appropriati (a differenza di ciò che avviene in altri dischi del genere non passano in secondo piano) e con assoli vari e di buon gusto perfettamente aderenti alle canzoni; stesso discorso vale per il basso splendidamente equalizzato che riempie appieno la fascia di frequenze di sua competenza e in più si prende la libertà di eseguire alcuni brevi assoli che rendono le canzoni ancora più interessanti; discorso a parte per le tastiere che invece svolgono la funzione di sintetizzare gli elementi orchestrali (archi et similia) e di creare il “sottobosco” elettronico” di cui vi ho accennato in precedenza.
Per quanto concerne la sezione ritmica: la batteria di Alex Grillo (che immagino parente del mastermind della band) riesce a svolgere benissimo il suo lavoro pur senza strafare o imporsi, sia per merito di un drumming appropriato (che rispetta il suo ruolo) sia grazie ad una produzione che per fortuna non alza mai a sproposito i volumi delle percussioni solo per far vedere che “è pur sempre metal”.
Veniamo ora alle voci: quella di Dario Grillo immagino che molti di voi la ricordino grazie alla già citata passata militanza con i Thy Majestie, chi non avesse dimestichezza con questo gruppo sappia che Dario è dotato di una voce medio/alta con un timbro piuttosto evocativo, sempre pulita (niente “Bella e la Bestia” insomma) che in questo Loneliness In Supremacy si sposa a meraviglia con quella di Alessandra Amata, anch'essa di range medio/alto, non lirica ma tecnicamente ineccepibile (sentire le sue escursioni in voce di testa o il controllo dei vibrati per credere); a livello timbrico è meno particolare di Dario ma in compenso rispetto al collega (che comunque anche su questo punto non se la cava poi così male) possiede un'ottima dizione cantando nella lingua d'Albione con conseguente accento poco marcato, cosa se ci pensate non da poco, specie per noi italiani; ad entrambe le voci sono stati applicati sporadicamente degli effetti comunque ben contestualizzati e sopratutto è stato fatto un uso oculato dell'overdubbing che enfatizza i passaggi più importanti; ritengo doveroso menzionare anche il coro che fornisce un importante apporto nelle sezioni più “orchestrali”.
Alessandra è anche colei che si è occupata delle parti di pianoforte, non trascendentali o in particolare evidenza ma comunque ben suonate e piazzate nei punti giusti in modo da aggiungere quel “tocco in più”.

Stante un'ottima qualità media dei brani meritano una particolare menzione: la opener Dust in the Wind, con il suo inizio deciso che mette già in evidenza tutte le principali caratteristiche del disco e il suo proseguire che si snoda tra un ritornello azzeccatissimo ed un buonissimo assolo di chitarra realizzato con la gentile collaborazione del pedalino wah-wah; altra canzone degna di nota è When the Lights Go Down con il suo andamento sostenuto ma non lineare, le decise contaminazioni elettroniche e la prova vocale sugli scudi di entrambi i singers; Where is My Way Home aperta da vari effetti che danno l'impressione di trovarsi sperduti in un posto affollato (con tanto di fisarmonica in sottofondo) forse “lontano da casa”, il synth comincia poi a definire la melodia principale prima dell'ingresso di tutti gli altri strumenti che ci guidano attraverso un'altra canzone in pieno stile Violet Sun con un refrain che faticherete a schiodare dalla vostra testa e delle parti soliste come sempre di ottima fattura; Synthetic Pleasures invece comincia in maniera più pesante (ovvio il termine è rapportato allo standard di questo disco) e complessa, in particolare per quanto riguarda il dialogo tra chitarre ed effetti elettronici che prosegue per tutta la durata della canzone mantenendo alta l'attenzione per tutti i sei minuti di durata.
Come riassumere dunque questi esempi ed il discorso precedente? Beh ci troviamo di fronte ad un disco di assoluto livello, che riesce ad emergere in un panorama inflazionato come quello del sympho/goth e sopratutto realizzato da musicisti nostrani che (in questo caso, non è una regola) meritano supporto, per essere riusciti a realizzare un album di questa caratura senza un'etichetta a sostenerli e per essersi impegnati a promuoverlo nonostante gli ostacoli che la galassia discografica italiana ha purtroppo piazzato lungo la loro strada.
In definitiva quindi un disco consigliatissimo a tutti i fans del genere e comunque del metal nelle sue forme meno heavy; ascoltatelo e non fatevi scoraggiare dalla forse eccessiva prolissità dei brani (il minutaggio di molti si avvicina ai sei minuti).
Più che promossi!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
58.44 su 43 voti [ VOTA]
TJIODALV
Giovedì 31 Agosto 2017, 17.28.10
16
Mmmmmmmmmmmmm x quello non sono a nessuna parte sti qua: sono italiani.... x me voto 40/100
saverio renzi
Giovedì 27 Settembre 2012, 10.55.00
15
discone!!...
Room 101
Lunedì 3 Gennaio 2011, 16.13.26
14
@Max: Sul sito della Melodic Rock Records, oppure bisogna chiedere direttamente a loro su Facebook
Max_fender
Lunedì 3 Gennaio 2011, 14.29.19
13
Questo disco è un capolavoro di suoni, arrangiamenti e tecnica ma non riesco a trovare il disco da nessuna parte diamine
Raven
Domenica 2 Gennaio 2011, 10.21.12
12
Buon album.
Roby_Judas86
Mercoledì 29 Dicembre 2010, 13.38.40
11
Lo compro sicuramente, mi sono bastati 2 ascolti per convincermi Forse 80 è un voto fin troppo "tirato" considerando la media italiana
Room 101
Martedì 28 Dicembre 2010, 17.52.36
10
@Heavy Snake: SInceramente non saprei, purtroppo non ho potuto leggere i testi, però se si tratta di un concept non l'hanno specificato da nessuna parte nella presentazione .
HeavySnake
Martedì 28 Dicembre 2010, 16.54.19
9
Ma è un concept alcum? la cover sembra molto enigmatica da fine del mondo, anche il titolo sembra molto introspettivo
Room 101
Martedì 28 Dicembre 2010, 14.49.46
8
Ragazzi cercate info su Facebook (dove sono molto attivi), credo riusciranno a rispondervi circa il dove e come recuperare il cd
Khaine
Martedì 28 Dicembre 2010, 13.54.55
7
...
Roby_Judas86
Martedì 28 Dicembre 2010, 13.41.05
6
Io lo sto scaricando ma se mi piace lo compro (promesso)
Khaine
Martedì 28 Dicembre 2010, 12.58.55
5
Oh ma questo è quel discone di cui avevo sentito qualche pezzo sul myspace... io lo voglio, diamine!
Metaldetector92
Martedì 28 Dicembre 2010, 10.40.08
4
Ancora in Italia non si trova. Ho provato da Negative ma non lo distribuiscono. Credo sia meglio scrivere direttamente alla band per avere maggiori informazioni a riguardo
Drummerman!
Martedì 28 Dicembre 2010, 10.34.41
3
Il disco è uscito in Italia nei più importanti negozi di dischi...lo consiglio anche io a tutti...l'ho già e vi assicuro che non potrete più farne a meno...
Metaldetector92
Martedì 28 Dicembre 2010, 9.55.16
2
Ma in Italia c'è la possibilità di ordinarlo? tempo fà avevo ascoltato il disco in streaming e mi era piaciuto tantissimo
Eugenio
Martedì 28 Dicembre 2010, 8.57.35
1
L'ho preso da qualche giorno importanto direttamente dall'Australia dato che in Italia non l'ho trovato ed è davvero assurdo che un disco di tale livello resti un pò nell'anonimato. Conosco Dario e meriterebbe molto ma molto di più. Disco Incantevole, complesso e molto personale
INFORMAZIONI
2010
Melodic Rock Records
Symphonic Metal
Tracklist
1. Dust in the Wind
2. Inside Out
3. Midnight (Instrumental)
4. When the Lights Go Down
5. Cross the Line
6. Falling in Love
7. Where is my Way Home
8. My Flame Still Burns
9. Pray on the Grave
10. Brake your Chains
11. Synthetic Pleasures
12. Loneliness in Supremacy (Instrumental)
Line Up
Alessandra Amata - Vocals, Piano
Alex Grillo - Drums
Dario Grillo - Vocals, Guitars, Bass, Keyboards

Guest Musicians:
Giuseppe Finocchiaro - Sax
Opera Choir: Biagio Lentini, Roberto Mauro, Ignazio Gervasi, Alex Grillo. Massimo Grillo. Monica Benevento, Alessia Grillo, Loredana Aureli, Giovanni Palanica, Fabrizio Nocera
Lorencè Brahem - Oriental Instruments
 
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