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Burning The Masses - Offspring Of Time
( 1916 letture )
"La potenza è nulla senza il controllo".

Offspring Of Time, discendente del tempo. Se l'attualità sonica era il riferimento ed il punto d'arrivo per i Burning The Masses direi che la band americana ha centrato formalmente l'obiettivo. Il secondo full lenght degli arzilli Californiani risulta infatti assolutamente concorde con l'estremo musicale occidentale. Brutal, death, hardcore, grind e "chi più ne ha più ne spacchi", questo pare essere il motto dei Burning The Masses. Arrivati alla nuova uscita dopo un buon esordio ed un paio di ep, i nostri terremotanti amichetti figli di Lincoln, piazzano il disco a fine 2010.

Da subito si viene colpiti dall'irruenza con cui la band mette le cose in chiaro. Violenza, velocità e tecnica; il motto è sempre lo stesso, ma in questo caso, ahinoi, il tutto risulta molto più incasinato di quanto si potesse prospettare. Se è vero che il gruppo è dotato di capacità tecniche ben superiori alla media, in Offspring Of Time l'insieme risulta altalenante, a tratti spropositato e senza una linea precisa che lo accompagni per la propria durata. Più e più volte si passa dal death virulento a frammenti classicheggianti che si allargano attraverso spunti fuori contesto ancorché ineccepibili tecnicamente. Il problema di questo album è proprio il seguente: non si comprende quale direzione voglia prendere il disco. In alcuni casi sembra palesarsi platealmente la furia che nel death/grind ha la propria matrice. Nemmeno il tempo di cominciare a sbattere la nostra insana capoccia che ecco giungere fraseggi mutuati dal death svedese. Evviva direi io, soprattutto quando arrivano anche i rallentamenti mosh che potrebbero essere autentici colpi di frusta. Non mancherebbe niente, ma questo solo in teoria.

Il guaio è che per gestire un insieme così variegato ci vuole qualche sforzo in più e, lungi dall'essere intransigente, mi duole ammetterlo, anche perché sarei il primo ad apprezzare tale modo di fare se questo fosse eseguito con tutti i crismi del caso. I Burning The Masses, vuoi per gusti personali, vuoi per interesse, scelgono di strafare, di eccedere la norma, cosa che la tecnica matura permetterebbe loro; peccato che con quest'ultima il talento nella composizione non vada di pari passo. Tali ragazzi, ancora giovani e troppo convinti che la padronanza dello strumento sia tutto, hanno fatto il passo più lungo della gamba, concentrandosi sulla velocità di esecuzione e non sulla composizione. Ascoltando Offspring Of Time sono rimasto colpito (in negativo) dalla mancanza di sostanza, dal fatto che terminata la sua durata non ricordavo quasi niente, se non lo stato confusionario che trasmette e da cui si viene contagiati, a patto di non addormentarsi prima ("Non si sa più quando stiamo andando su questa tera, qua la gente non sa più quando stiamo facento su questa tera" Quelo/Corrado Guzzanti cit.).

Offspring Of Time è un'occasione persa per una band che deve tornare repentinamente sui propri passi, tralasciando la continua rincorsa allo spunto tecnico per qualcosa di più lineare. Lo diceva anche un celebre spot, la potenza è nulla senza il controllo.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
27.16 su 25 voti [ VOTA]
piggod
Venerdì 8 Marzo 2013, 10.30.43
1
Mah, sono totalmente in disaccordo sulla recensione. Poi, la sola tsar bomb basterebbe a rendere obbligatorio l'acquisto dell'album. Sono contentissimo che il tech death si stia pian, pianino sviluppando grazie a nuove leve come queste.
INFORMAZIONI
2010
Mediaskare Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Intro
2. Immersed Entity
3. Offspring Of Time
4. Resonance Of The Foul
5. Vicarious Wrath
6. Overseer Fixation Pt. 1
7. Overseer Fixation Pt. 2
8. Eclipse Of Autonomy
9. Lair Of The Blind Ones
10. The Ubiquitous Pillar
11. Tsar Bomb
Line Up
Brian Kulikoff (Vocals)
Arde Ostowari (Vocals, Guitars)
Chris Valenzuela (Guitars)
Jake Pace (Bass)
Chason Westmoreland (Drums)

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