Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Phil Campbell
Old Lions Still Roar
Demo

Pinewalker
Migration
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

21/11/19
SIGNUM REGIS
The Seal Of A New World

21/11/19
DUST
Breaking The Silence

22/11/19
LINDEMANN
F & M

22/11/19
CRYPTIC BROOD
Outcome of Obnoxious Science

22/11/19
BLOOD INCANTATION
Hidden HIstory of the Human Race

22/11/19
LORD MANTIS
Universal Death Church

22/11/19
AVATARIUM
The Fire I Long For

22/11/19
BLOOD EAGLE
To Ride In Blood & Bathe In Greed - Part III

22/11/19
BLOOD INCANTATION
Hidden History Of The Human Race

22/11/19
CRYSTAL VIPER
Tales of Fire and Ice

CONCERTI

20/11/19
AMON AMARTH + ARCH ENEMY + HYPOCRISY
ALCATRAZ - MILANO

21/11/19
SKID ROW + HOLLOWSTAR
PHENOMENON - FONTANETO D/AGOGNA (NO)

22/11/19
EARTH + GUEST
BLOOM - MEZZAGO (MB)

22/11/19
SKID ROW + HOLLOWSTAR
CAMPUS MUSIC INDUSTRY - PARMA

22/11/19
HEIDEVOLK + GUESTS
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

22/11/19
STRANA OFFICINA + COLONNELLI
THE CAGE THEATRE - LIVORNO

22/11/19
HADDAH + GUESTS
OFFICINE SONORE - VERCELLI

22/11/19
SAKEM + GUESTS
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

23/11/19
EARTH
TPO - BOLOGNA

23/11/19
HELLUCINATION + JUMPSCARE
PHOENIX FEST - CAMERINO (MC)

Ghostrider - The Return of the Ghost
( 2752 letture )
Una storia da raccontare, una reliquia da resuscitare. A ritroso nel tempo, tra vecchi demo impolverati e foto sgualcite dal retrogusto infernale, riemerge la storia affascinante dei genovesi Ghostrider, fondati nel lontanissimo 1984 e autori di una serie di demo, pregni di recalcitranti tizzoni luciferini: Rehearsal '84 e The Exorcist nel 1984, Mayhemic Destruction l'anno successivo. Suonare musica estrema, all'epoca, era impresa ardua: così, galleggiando tra thrash, death, black e heavy, i Ghostrider non riuscirono ad esibirsi nemmeno in una data live. La line-up della band fu il seme embrionale dei leggendari Necrodeath, band che farà la storia della scena italiana e in favore della quale venne accantonato il progetto Ghostrider. Ma nel 2010, il drummer Marco 'Peso' Pesenti, tuttora nei Necrodeath, ha voluto ripristinare il vecchio moniker affiancandolo a quello della sua band principale e pubblicando, in questo 2011, The Return Of The Ghost, disco in cui vengono inseriti i grandi classici ottantiani dei Ghostrider, quattro inediti e una cover che farà bagnare gli adepti più fanatici del thrash metal underground ottantiano. La formazione ligure mette subito in chiaro le sue coordinate stilistiche, costruite attorno ad assalti ritmici a folle velocità, strutturalmente vicini al thrash ma dalle atmosfere e dalle liriche sulfuree, decisamente di rimando black metal. Molto valido e variegato l'esaltantissime parco di riff utilizzato dal combo nostrano, che utilizza sovente lo stratagemma di inizi sinistri e cadenzati che sfociano poi in accelerazioni marcate, infuocate da un riffing ancora più acuminato e da ritmiche martellanti.

Le vocals del singer e bassista Helvete, sulfuree e malvagie, dalla timbrica strozzata ma non estrema (anzi, quasi sussurrata), rendono perfettamente l'atmosfera cupa, sinistra e rarefatta, mentre il sound generale è sempre gradevole, affatto brutale: nulla di particolarmente "orecchiabile", sia ovvio, ma i ritornelli, sempre azzeccati, si sposano magistralmente con la melodia mefistofelica intessuta dal trio genovese. Il "guru" Peso regge un drumwork compatto e non invadente, che intesse un esaltante binomio col riffing velenoso di Zarathos: pur senza pretendere di essere un capolavoro da antologia o senza rivelarsi particolarmente terremotante (se paragonato ai grandi passi che l'extreme metal ha compiuto nell'ultimo ventennio), il disco è decisamente molto piacevole. Anche i pezzi meno tirati appaiono buoni, e sui vari capitoli della tracklist spicca l'eccellente guitarworking, con tanto di assoli fluidi e bollenti e riff sempre brillanti. È indubbia e immutata la qualità, nella band, di creare canzoni e melodie molto valide e varie, nelle quali anche le aperture melodiche si tengono ben lungi dal commerciale. Sorprende la qualità e l'omogeneità dei pezzi inseriti nel full lenght, tutti di buono spessore. Aleggia una marcia malignità nei nebbiosi solchi di questo disco, potente, versatile, longevo, dalla struttura base thrasheggiante e veloce, ma ricco di atmosfere e ritmiche differenti. La maggior parte delle tracce è costituita da materiale datato, quello divenuto di culto per questa band dalla storia tanto affascinante: analizziamole uno per uno. L'opener The Exorcist si apre sulle note celebri de "l'esorcista", incalza con un riff breve e fulmineo e accelera in direzione thrash, con una ritmica martellante e le vocals viscerali che si fanno trascinanti nonostante la loro natura a metà tra lo strozzato, il sussurrato ed il semigrowl. Molto esaltante il rapido assolo di chitarra, direttamente collegato al riff portante. Curse of Valle Christi, caratterizzata da una ritmica battente, ha un testo tratto da una leggenda popolare narrante di una suora di clausura, che avrebbe pagato con la vita un suo rapporto sessuale con un contadino: lo spirito della "peccatrice" tornerebbe a tormentare i vivi duranti le fredde notti, magari chissà, accompagnata dalle note dei Ghostrider! Altro vecchio cavallo di battaglia, Victim of Necromancy è uno degli episodi migliori del lotto: un'efficace sfuriata ritmica, retta dal classico tupa-tupa da delirio e da vocals che si inaspriscono sempre di più rispetto alle tracce precedenti, trascinando l'ascoltatore nella pancia del disco. Ride for Your Life è uno di quei passaggi meno furenti ma altrettanto validi, mentre Doomed To Serve the Devil -aperta da una dissacrante intro ecclesiastica- merita una citazione per le sue ambientazioni spaventevoli: linee di basso in primo piano, un crescente respiro demoniaco, un riff tonante che lancia il pezzo alla classica, folle velocità. La splendida Black Archangel è dotata di una melodia, vocale e musicale, tra le più ammalianti dell'album: inizialmente è quasi orecchiabile, ma la sfuriata finale la rende una traccia rapida e durissima. Il riff base è molto ottantiano, quasi di stampo NWOBHM, e le vocals sussurrate e inquietanti eplodono successivamente in un ritornello potente e graffiante. La canzone è un midtempo che, dopo un bel breakdown, si tuffa in una forsennata velocizzazione thrash da headbanging ed in un assolo allucinante, alla Slayer, ripreso ed esasperato: una valvola di sfogo importante per l'enorme massa di adrenalina accumulata.

The Return Of The Ghost è il primo dei brani 'nuovi', ed è quasi un pezzo autocelebrativo, discreto anche se non troppo irruento e più improntato sul solenne e l'evocativo. Più convincente è Perkele666, imperniata su un riffing tonante e su velocità folli, anche se dura appena un minuto. Hell Is the Place I’m Gonna Die lascia poco in eredità, lento e cadenzato ma con un assolo infiammato, mentre Deep in Blood è dotato di un assolo trepidante e da singolari rallentamenti acustici, arpeggiati, molto cupi. Power From Hell, tiratissima cover degli Onslaught, rende perfettamente onore a questo pezzo storico della memorabile band britannica, con quel riffing nervoso, la velocità incontrollata e la ritmica grezza e scavezzacollo. I riff tonanti trainano le varie composizioni di questo album, e sarebbe banale definirlo "soltanto" thrash metal. La melodia fulgida di certi assoli, elemento tra i più affascinanti dell'opera, ha un retrogusto cristallino di matrice quasi heavy, mentre le strutture articolate dei pezzi riconducono a lidi quasi death; la velocità, la ritmica, i cambi di tempo improvvisi sono figli del thrash, mentre le liriche demoniache e le atmosfere pregne di zolfo puzzano maledettamente di black. L'esperienza e la tradizione ottantiana non sono indifferenti. questa è l'Italia del metal, queste sono le nostre leggende: bisognerebbe imparare da Maestri come i Ghostrider.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
67.87 su 48 voti [ VOTA]
MAIDEN 65
Sabato 16 Luglio 2011, 13.29.12
5
Visti dal vivo a Rock In Somma hanno SPACCATO !
AL
Lunedì 24 Gennaio 2011, 14.10.18
4
molto bravi secondo me. li ho apprezzati pochi giorni fa a bergamo. bel concerto e grande Peso!!!!
Undercover
Lunedì 24 Gennaio 2011, 13.58.05
3
Ho ascoltato il disco, mi son preso il tempo per esaminarlo più volte e onestamente tranne i classici che comunque con una produzione pulitina simile perdono e non poco, i quattro inediti sembrano usciti dall'ultima generazione Necrodeath il che mi fa tutto tranne che felice e la cover è un gran pezzo di storia riprodotto senza infamia né lode. In fin dei conti è un'operazione commerciale riuscita a metà. Capisco che Peso stia raschiando il barile con i Necrodeath che non ne beccano una, adesso cosa ci riproporrà il riesumare di quel capolavoro che è il demo degli Angel Of Death per recuperare punti?
Nikolas
Giovedì 20 Gennaio 2011, 14.01.25
2
Nella mia lista della spesa, assolutamente!
Gnezz
Giovedì 20 Gennaio 2011, 13.57.17
1
Non vedo l'ora di ascoltarlo! THE RETUUUUURN OF THE GHOOOOOOOST!
INFORMAZIONI
2010
F.O.A.D. Records
Thrash/Black
Tracklist
1. The Exorcist
2. Curse of Valle Christi
3. The Return of the Ghost
4. Perkele666
5. Victim of Necromancy
6. Ride for your Life
7. Doomed to Serve the Devil
8. Black Archangel
9. Hell Is the Place I’m Gonna Die
10. Deep in Blood
11. Power from Hell (Onslaught cover)
Line Up
G. Helvete F. - Vocals & Bass
A. Zarathos B. - Guitars
Mark Peso - Drums
 
RECENSIONI
ARTICOLI
11/06/2012
Intervista
GHOSTRIDER
Fine della corsa?
18/07/2011
Live Report
KALEDON + GHOSTRIDER
Campo Sportivo, Somma Lombardo (VA), 15/07/2011
13/01/2011
Intervista
GHOSTRIDER
Fantasmi dal passato
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]