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Aerosmith - Get Your Wings
( 5462 letture )
Come già adeguatamente segnalato nella recensione di Aerosmith, il non esaltante esordio della band di Sunapee non indusse affatto la casa discografica a mollare subito gli Aerosmith come accadrebbe nel 99,9% dei casi ai nostri giorni, ma anzi, la Columbia investì su di loro e sulle qualità che i medesimi avevano mostrato in forma embrionale, al fine di far crescere una band che prometteva buone cose.
Il risultato di questo lavoro, affidato alla coppia di produttori Ray Colcord/Jack Douglas, fu l'uscita nel 1974 di Get Your Wings, un platter decisamente più maturo rispetto al precedente, per quanto discontinuo ed ancora indeciso tra l'anima più blues che aveva portato alla fondazione della band nel 1969 e l'istinto hard rock che più tardi avrebbe portato ai lavori migliori di Tyler e soci.
Get Your Wings è un album che molti potrebbero giudicare non a torto interlocutorio, ma ciò non toglie che si tratti di un disco che contiene molta buona buona musica, seppur poco convinta sulla direzione generale da seguire in alcuni passaggi, ed ancora eccessivamente debitrice verso i modelli di riferimento in altri. Come detto, però, il meglio doveva ancora venire.

Registrato presso i Plant Studios di NY e rilasciato nel marzo del 1974, in questo disco gli Aerosmith si dimostrano subito più maturi, aprendo le danze con Same Old Song and Dance, con Tyler più cantante che istrione ed ancora lontano da alcuni fumosi eccessi interpretativi di questi ultimi anni. Riff di base scritto da Perry cazzeggiando seduto sul suo ampli, testo servito all'impronta dal cantante, bei soli divisi tra Tyler e Whitford, ed il singolo è servito.
Lord of the Thighs segue vocalmente le stesse coordinate di Same Old Song and Dance, rimanendo quindi ancorata ad un'interpretazione da "cantante" che personalmente apprezzo molto. "Il Signore delle cosce" -il batterista Joey Kramer, secondo una affermazione dello stesso musicista- è un pezzo inserito all'ultimo momento per fare numero, insomma: un filler, che però poggia su un testo molto rock e su un ritmo molto funky (molto à la Walk This Way, a voler essere cattivi) che le hanno consentito di restare lungamente tra le canzoni più volentieri eseguite in sede live.
Spaced poi -pur essendo complessivamente lontana dalle migliori vette toccate dagli Aerosmith in questo campo- contiene già in nuce tutte le migliori qualità che il gruppo mostrerà più compiutamente con le migliori rock ballads che verrano.
Si ritorna al passato con Woman of the World, forse il pezzo che più di tutti è legato alle radici di Tyler, richiamando spesso quanto da lui inciso con Strangeurs e Chain Reaction, il cui simil hard rock condito con l'armonica convince solo a tratti.

La Side B si apre con il ritmo sostenuto di S.O.S. (Too Bad) (laddove S.O.S. sta per Same Old Shit) canzone tutta sex 'n' rock'n' roll -vero trademark degli Aerosmith- il cui ritornello recita "I'm a bad, lonely school boy, and I'm a rat, and it's too bad, can't get me none of that". Si tratta di un nervoso hard/blues corto e cattivo, basato su batteria e chitarra, anche questo da sempre fortemente richiesto nei concerti e con un Tyler molto efficace.
E' il turno di Train Kept a-Rollin', cover di un pezzo del 1951 di Tiny Bradshaw, da qualcuno erroneamente attribuita in prima battuta agli Yardbirds che ne fecero un'ottima versione nel 1965. Il pezzo convince parecchio nella versione targata Aerosmith, ed anche l'inserimento posticcio di effetti sonori da concerto voluto dai produttori contro il parere della band e tratto dal Concert for Bangla Desh del '71 risulta coerente con lo spirito del brano.
Saranno stati ancora immaturi, ma in tema di rock ballads di classe, ma con un forte potenziale da classifica, gli Aerosmith erano già in grado di dire la loro. Seasons of Wither è un piccolo classico del loro stile, ed oltre alla musica firmata Tyler ed al testo ispirato agli inverni freddissimi del Massachusetts, è la sua prova vocale misurata a convincere.
Chiude i lavori Pandora's Box, un efficace hard/blues che, pur non essendo affatto originale, ma anzi limitandosi a ricalcare lo schema tipico di un certo tipo di approccio musicale, ci consegna l'embrione di quello che più tardi formerà il vero corpo musicale del gruppo.

Get Your Wings non è affatto il miglior album degli Aerosmith, ma, oltre a rappresentare un consistente passo avanti rispetto all'esordio di Aerosmith, introduce ed annuncia gli stilemi e le prerogative proprie di una band che con i seguenti e ben più importanti Toys In The Attic e Rocks, immetterà sul mercato due album assolutamente fondamentali per comprendere gli sviluppi del rock americano che hanno prodotto -tanto per fare un esempio- gente come i Guns N' Roses.
Probabilmente chi si avvicina a loro per la prima volta potrebbe farlo con dei preconcetti generati dalla deriva che il gruppo ha subìto in questi ultimi anni, che lo ha portato musicalmente a diventare una innocua band da colonna sonora mainstream, ed umanamente a dare uno spettacolo di sé poco edificante. A costoro dico soltanto di procurasi i loro primi quattro album, i quali, in progressione, rappresentano la parabola ascendente di una band che ha dato moltissimo alla musica, eccessi compresi.




VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
61.14 su 48 voti [ VOTA]
mariner
Venerdì 1 Maggio 2020, 19.50.20
10
Sempre bello ascoltare questo album, è come un maiale, non si butta via nulla, voto 85
Gabry
Domenica 19 Gennaio 2020, 13.54.41
9
Ottimo album, viene subito dopo Rocks e Toys in the Attic.
Aceshigh
Venerdì 7 Settembre 2018, 19.03.54
8
Album di passaggio dall'esordio (che già comprendeva delle pietre miliari) agli album della consacrazione, rispetto ai quali però questo è qualitativamente solo poco al di sotto. La doppietta iniziale e l'eccezionale Seasons of Wither spostano l'asticella verso l'alto, e di parecchio; oltretutto quest'ultima e Lord of the Thigs (ma anche altri pezzi) sono già Aerosmith al 100%. Certo, 8 commenti in 8 anni e voto lettori deprimente ... mah. Per me 85 tondo tondo.
venom
Venerdì 18 Novembre 2016, 11.53.27
7
uno dei miei preferiti...stupendo.
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 13.27.57
6
Senza dubbio una conferma ed il suono si fa più personale Voto 75
fabio II
Mercoledì 21 Novembre 2012, 12.26.37
5
il riff di 'Lord Of The Thighs' andrebbe taggato direttamente su youporn, insegnato all'asilo nido e messo come sigla di chiusura in un film blaxploitation come 'Superfly' a suggello di un'epoca. 'Spaced' è il prototipo insuperato del mid-tempo ipnotico che ha costellato la loro carriera. La colonnina di mercurio sul voto dei lettori non raggiunge nemmeno i 37 gradi; 'Fever' ( grande Steven, quando la urla sembra proprio l'oggetto in questione su youporn)
blackie
Domenica 6 Marzo 2011, 3.10.20
4
uno dei miei dischi preferiti season e spaced sono l apice.ottimo album!
hm is the law
Domenica 23 Gennaio 2011, 10.24.23
3
Eh già gran cosa il rock anni '70!
Matocc
Sabato 22 Gennaio 2011, 23.26.32
2
la seconda fatica di Tyler & Co. ci mostra i progressi della band con un sound che comincia a delinearsi in maniera più chiara e personale... i brani sono tutti di buonissima fattura, SOSAD, TKAR e LOTT ma la perla dell' album è sicuramente quel capolavoro di SOW, una delle loro song più belle. gran cosa il rock '70
roger
Sabato 22 Gennaio 2011, 14.58.23
1
'season of...' stupenda!
INFORMAZIONI
1974
Columbia Records
Hard Rock
Tracklist
1. Same Old Song and Dance
2. Lord of the Thighs
3. Spaced
4. Woman of the World
5. S.O.S. (Too Bad)
6. Train Kept A-Rollin'
7. Seasons of Wither
8. Pandora's Box
Line Up
Steven Tyler - Voice
Tom Hamilton - Bass
Joe Perry - Guitar
Brad Whitford - Guitar
Joey Kramer - Drums

Guests:
Michael Brecker - Tenor Sax (SOS e Pandora's Box)
Stan Bronstein - Baritone Sax (SOS e Pandora's Box)
Randy Brecker - Trumpet (Same Old Song And Dance)
Jon Pearson - Trombone (Same Old Song And Dance)
Ray Colcord - Keys (Spaced)
 
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