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Deinonychus - Insomnia
( 4442 letture )
Ritorno per la decadente band svizzera Deinonychus, capace in passato di trasportarci nel tedio più complesso e nello spleen più malsano.
Mournument fu l'ultima firma del combo capitanato dal buon Marco Kehren, geniale mente oscura messa a disposizione del panorama doom più claustrofobico. Atmosfere apocalittiche e malinconiche note si aprivano su tormentate voci, che chiedevano\invocavano la pietà divina, con una sofferenza riscontrata solamente nei grandissimi Neurosis e nella malsana ugola di Herr Morbid, vocalist e mente di una delle nostre realtà più significative, i Forgotten Tomb. Dark, doom, corredi elettronici condirono Mournument, che si fece largo fra tanti lavori “deprimenti” dell'anno 2002. Due anni dopo i Nostri, giunti ormai alla settima prova di forza, danno alla luce questo Insomnia, album uscito in sordina, senza particolari proclami o annunci. La band, formata da ex membri di Cradle Of Filth, Blood Divine, Dark Sanctuaty e December Moon non focalizza più il proprio essere sullo strazio delle anime dannate, ma si avvicina quanto a sonorità, ad un doom richiamante band come Paramaecium, Dusk e November's Doom. Insomma più pesanti e meno depressive-black\doom. Ecco i nuovi Deinonychus, capaci di ringraziare nel futurista libretto, band EBM come Apotygma Berzek, Vunker Fogt, ma anche i maestri At The Gates, i doomster Pantheist, i Nokturnal Mortum e i My Dying Bride. Alla lavorazione del disco, che esce sotto la nostrana My Kingdom Music, hanno collaborato anche Steve Wolz dei Bethlehem, il batterista Giuseppe Orlando dei Novembre (nel ruolo anche di produttore) e Alessio Fagrelli dei Morgana's Kiss. Che dire... ammetto che il primo ascolto (in un clima non propriamente oscuro, ero infatti sul treno Torino-Milano) mi ha un po' spiazzato. Non mi aspettavo cambi stilistici, ma superato un primo smarrimento, mi sono concentrato sulle nuove composizioni visive di Kehren. E devo ammettere che Insomnia può tranquillamente vivere di luce propria, senza avere altri lavori come fondamenta (leggi Ark Of Thought, The Silence Of December e The Weeping Of A Thousand Years). Cinque pezzi, 45 minuti.
Titoli assolutamente impossibili da memorizzare. Si parte con Nightfall guides insomnia to be an everlasting mental torture, with this being the consequence, dove un riffone nel nero segno del doom introduce le cadenzatissime partiture, lente e soffocanti, sul quale evocativi growling distendono la propria anima. Si raccontano e si ricordano. Pesantezza visiva, una sensazione di abrasione melodica, dove tenue linee di tastiera emanano la propria essenza.”…Insomnia is my name…” urla Marco Kehren, prima che le note soffochino e si ritrovino agonizzanti e smarrite. Un'aria malata e posseduta si prende We have uncovered a question and now we must unearth the answer, pezzo di assoluta corrosione mentale e fisica. Lentezza gradita sicuramente ai My Shameful, un oscuro dark che contamina mere note doom. Un paralizzante parlato trova giusto riparo fra le lamiere di nebbia create da questi folli svizzeri. Dieci minuti di pura agonia e sofferenza, rischiarati (si fa per dire..) dalla successiva To diagnose the fortunes of paranoia consuming consciousness and sanity, pezzo più vicino al death\doom targato Paramaecium. Long I feared that my sins would return to visit me, and the cost is more than I can be racchiude in sé l'anima dei Dark Sanctuary prima di affondare la propria lama su corpi lenti e macchinosi. Ancora sofferto doom, richiami di oscuri terreni, di orme lasciate da stanche emozioni, incapaci di reggersi da sole. Kehren esprime sofferenza. Kehren esprime saggezza. Qui la parola d'ordine è rallentare, fino al limite, fino a trovarsi sotto un funebre canto. Chiude Reasons to open your eyelids and awake the apocalypse Iris is telling you, pezzo che si avvicina alle tematiche del passato depressive-black.
I pesantissimi growling diventano sofferti e taglienti screaming. L'aria si appesantisce e il respiro si fa pesante. Siamo alla fine. Le porte di Insomnia si chiudono e con esse spariscono le nostre ultime forze. L'ultima opera dei Deinonychus merita decisamente un ascolto. E forse anche qualcosa di più.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
18.16 su 30 voti [ VOTA]
Mao Zedong
Venerdì 12 Settembre 2008, 14.14.17
1
Un vero e proprio incubo, fra rottami e sogni infranti. Prendete la cromatura gotica dei Tiamat e rallentatela al minimo livello, la traccia numero tre capolavoro assoluto del disco. Ottima la batteria dei Steve Walz dei Betlehem. Ascoltatelo attentamente e avrete di che tentare.
INFORMAZIONI
2004
My Kingdom Music
Black
Tracklist
1. Nightfall guides insomnia to be an everlasting mental torture, with this being the consequence
2. We have uncovered a question and now we must unearth the answer
3. To diagnose the fortunes of paranoia consuming consciousness and sanity
4. Long I feared that my sins would return to visit me, and the cost is more than I can bear
5. Reasons to open your eyelids and awake the apocalypse Iris is telling you
Line Up
Kehren, Marco: 7-string Guitars, 5-string Bass, Vocals

Guests:
Fagrelli, Alessio: Keyboards
Wolz, Steve: Drums
Orlando, Giuseppe: Drums
 
RECENSIONI
85
s.v.
 
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