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Magnum - The Visitation
( 4818 letture )
Ritornano a farsi sentire i Magnum: due anni dopo il buon Into The Valley Of The Moonking, è già tempo di una nuova uscita per la band di Birmingham, che riempie in questi giorni i negozi di tutto il mondo con The Visitation. Tanti erano i miei dubbi in un primo momento, poiché, per quanto conoscessi la band, temevo che prima o poi il tramonto sarebbe arrivato inesorabile anche per loro. Dopotutto, gli anni d’oro dei grandi e migliori gruppi del passato sembrano essere ormai soltanto un piacevole ricordo segnato da un inevitabile declino (non per tutti, sia chiaro), e poi, si sa, riconfermarsi non è mai cosa da poco, anche con un’esperienza tanto considerevole alle spalle. Invece, come ad avvalorare la loro natura semi-immortale, i Magnum ci regalano una delle migliori perle di una carriera all’insegna della coerenza e, cosa ancora più importante, della validità. Il valore di un lavoro come The Visitation, infatti, è senz’altro indiscutibile. Lo stile, come sempre elevato ed elegante, è l’elemento di maggior rilievo che si possa cogliere nel corso di questi dieci brani, insieme ad una sincera e perpetua ricerca melodica che si dimostra ormai ben matura e consapevole. Non sono riuscito a trovare nemmeno un lieve segno di declino nei Magnum odierni, che si sono saputi confermare ancora ad alti livelli. L’album è prodotto anche questa volta dal leader Tony Clarkin, e il risultato ottenuto è ottimale: la voce di Bob Catley è potente e calda come sempre e tutti i suoni sono calibrati alla perfezione. La copertina, infine, dal gradevolissimo effetto visivo, è stata realizzata dall’esperto Rodney Matthews.

The Visitation si apre con Black Skies, canzone emblema del disco che ci introduce magnificamente al mondo dei Magnum, dove i riff cadenzati e pienamente hard rock si uniscono ad un cantato soave e teatrale allo stesso tempo: senza dubbio un ottimo incipit. Doors To Nowhere si pone sullo stesso piano, toccando però vette melodiche ancora più elevate ed apprezzabili. Giunti alla titletrack, The Visitation, inizia a farsi sentire quell’alone epico che da sempre contraddistingue i componimenti della band, grazie ad un ritornello che, pur semplice dal punto di vista ritmico e lirico, è però di grandissimo impatto. A questo punto si può già facilmente capire l’andamento generale del disco, che si presenta come uno dei più melodici in assoluto, e di conseguenza con una componente hard rock meno marcata. Wild Angels presenta una spinta maggiore da questo punto di vista, ma sempre mantenendo costante l’elemento melodico; probabilmente dal vivo l’effetto di questi pezzi potrebbe essere ancora più pregnante di quanto sia sull’album, vista l’intensità che li caratterizza tutti, dal primo all’ultimo. Il brano più lungo, Spin Like A Wheel, che supera i sette minuti di durata, è anche tra i più interessanti: dalla voce introduttiva sembrerebbe concedersi quasi al blues, ma il ritmo e soprattutto la chitarra (grande protagonista) di Clarkin ci riportano sulla strada del rock. Anche in questo caso i toni sono a tratti epici e la melodia trascinante è più che mai incisiva ai fini della canzone. Non giudicherei in errore chiunque affermi che The Visitation è, per vari aspetti, molto vicino al sound dei nuovi (chi dice vecchi?) Iron Maiden. La differenza tra le due band (che hanno effettuato scelte diverse tra di loro nelle rispettive carriere musicali) è ovviamente tanta, ma meno di quanto ci si potrebbe immaginare. Il successivo brano, The Last Frontier (nessun riferimento alla Vergine di Ferro, almeno credo), ha tutte le caratteristiche di una ballad (anche se, naturalmente, questo fatto risalta ben poco nella totalità del disco): un andamento lento ed armonioso unito ad una voce calma e controllata; buona canzone, anche se leggermente sotto tono rispetto alle precedenti. È solo con Freedom Day che qualcosa cambia. Infatti, in questa canzone un po’ particolare, la parte iniziale, con piano e voce, evolve pian piano in un trionfo di strumenti, con ritmi ben scanditi e dall’immediato impatto sonoro, che s’interrompono solo in alcuni punti per dare spazio ad intermezzi più soffusi. Mother Nature’s Final Dance torna a calcare il tasto dell’emotività, grazie ad un Catley ispiratissimo e ad una melodia portante davvero riuscita. Midnight Kings è l’unico pezzo ad avermi lasciato qualche perplessità, in quanto poco espressivo ed allo stesso tempo poco legato al resto del disco dal punto di vista strettamente musicale; per fortuna la chiusura di The Visitation è lasciata a Tonight’s The Night, un piccolo capolavoro, malinconico e speranzoso, tanto che nel momento stesso in cui si conclude si rischia di venir colti dal desiderio di riascoltare tutto dall’inizio.

Un album maturo, convincente, eseguito senza indugi da una band che, se a tutt’oggi è ancora in grado di regalarci gioie di tal misura, lascia senz’altro una speranza positiva per il futuro. Una delle poche grandi realtà su cui poter ancora contare pienamente. Ascoltatelo, non resterete delusi.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
42.4 su 25 voti [ VOTA]
Moby Dick
Domenica 10 Gennaio 2016, 11.47.06
14
Gran bel disco, un pezzo più bello dell'altro. Una gioia per le orecchie e per l'anima.
sadwings
Lunedì 13 Luglio 2015, 15.09.29
13
da questo lavoro in poi faccio fatica ad apprezzare totalmente i nuovi album dei magnum. Ci sono dei brani che presi singolarmente sono molto belli, ad esempio mother nature final dance o spin like a wheel, ma ce ne sono altri che trovo un pò stucchevoli e questo mi dispiace perchè amo questo gruppo.70
zerba
Martedì 15 Novembre 2011, 1.45.58
12
non credevo che riuscissero a superare il precedente e ottimo "Into The Valleys Of The Moonking" ed invece questo "The Visitation" a mio avviso gli è superiore: musica di grande qualità.
tribal axis
Lunedì 5 Settembre 2011, 22.14.58
11
grazie mille Flight 666!
Flight 666
Lunedì 5 Settembre 2011, 22.10.44
10
@ tribal axis: io ti consiglierei di sentirti la discografia completa, perché alla fin fine il loro grande pregio è quello di essere rimasti costanti nel tempo. Quindi se ti è piaciuto questo, credo che ti potrebbero piacere tutti! Se vuoi un nome in particolare, ti suggerisco Kingdom of Madness del 1978...
tribal axis
Lunedì 5 Settembre 2011, 22.05.24
9
è il loro primo disco che ascolto e mi è piaciuto moltissimo. sapreste consigliarmi altri loro dischi?
SWANEE
Giovedì 26 Maggio 2011, 19.56.05
8
Grandissimo album, 90 ci sta tutto!! Spin Like a Wheel e Wild Angels sono sigilli di una classe superiore!! Non ci sono filler comunque.... Il riffone di Black Skies, il piano di Freedom day, la dolcezza di Tonight the night.... un capolavoro!
Sandro70
Giovedì 7 Aprile 2011, 21.21.28
7
Mi dispiace vedere che gli ascoltatori di rock duro ignorino un disco eccezionale come questo e magari vanno a comprarsi l'ultima cacatina dei,per esempio,children of bodom. Vabbè, pazienza,non sapete cosa vi perdete.
Sandro70
Sabato 29 Gennaio 2011, 19.35.47
6
La copertina che è riportata nella recensione è quella del contenitore della edizione limitata con DVD. All' interno c'è il digipack con la copertina ufficiale ( quella che hai anche tu ).
heron
Venerdì 28 Gennaio 2011, 21.27.17
5
che grandi cazzo...devo dire che avevo qualche perplessità visto che talvolta tendono a essere leggermente stucchevoli, ma appena ho sentito la prima traccia mi sono ricreduto. cmq la copertina che ho io è molto + bella di questa.
Janko
Martedì 25 Gennaio 2011, 10.51.42
4
conosco dai primi album i Magnum, cioè da "Eleventh hour" e "The Visitation" non mi fa impazzire; le canzoni non sono un granchè... anche se, devo dirlo, è il migliore degli ultimi dieci anni; la cosa che però non sopoorto è che il sostituto di Mickey Barker, che era il batterista originale, non vale un centesimo. Il suono piatto e inpersonale rendono anche i live mosci rispetto a quello che facevano con Barker; andate ad ascoltarvi il cd live " The Spirit" dove suonano con la formazione originale e poi ascoltate "Wings of heaven live" e capirete cosa sto dicendo. Detto questo, sono il miglior gruppo pomp rock che esista oggi.
Sandro70
Domenica 23 Gennaio 2011, 20.58.18
3
Nel mondo musicale non c'è giustizia perchè se così non fosse i Magnum sarebbero delle megastar. Anche questa volta hanno fatto un disco bellissimo, da brividi. Il miglior gruppo hard pomp rock esistente. COMPRATELO!!!
NoRemorse
Sabato 22 Gennaio 2011, 18.29.44
2
Ne sbagliassero uno...li ho sempre amati da quando ho scoperto quel gioiello di "days of no trust"...Immensi
Alice Where You Are?
Sabato 22 Gennaio 2011, 17.56.52
1
Non male per niente
INFORMAZIONI
2011
SPV/Steamhammer
AOR
Tracklist
1. Black Skies
2. Doors To Nowhere
3. The Visitation
4. Wild Angels
5. Spin Like A Wheel
6. The Last Frontier
7. Freedom Day
8. Mother Nature’s Final Dance
9. Midnight Kings
10.Tonight’s The Night
Line Up
Bob Catley - voce
Tony Clarkin - chitarra
Mark Stanway - tastiere
Al Barrow - basso
Harry James - batteria
 
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