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Testament - The Ritual
( 8778 letture )
Straripanti e devastanti nel miscelare la potenza assassina degli Slayer e l'eccitante foga tecnica e melodica dei connazionali Metallica, i californiani Testament decidono, nel 1992, di dare una svolta alla loro carriera. Il thrash metal poderoso e rapidissimo dei leggendari The Legacy e The New Order, che già era stato stratificato, evoluto e tecnicamente levigato nei successivi Pratice What You Preach e Souls Of Black, lascia spazio ad un heavy metal arcigno e di gran fatturato melodico, teso ad emulare il successo commerciale che stava rimpinzando di dollaroni proprio i Metallica, un tempo vicini di pogo nelle fertili cantine della Bay Area ed ora proiettati alle grandi arene grazie al loro controverso album omonimo. Si affievolisce la furia vocale dell'enorme nativo americano Chuck Billy, si accentuano le radici del fine guitar hero Alex Skolnik, decisamente affondanti nel jazz e splendidamente dotate di un mood caldo ed altamente tecnico. Un disco ambizioso che si priva di episodi fast'n'furious, per focalizzarsi su mid-tempos rocciosi ma di stampo più commerciale rispetto ai fasti gloriosi dell'epopea aurea. Lasciato da parte l'artwork non troppo brillante, focalizziamoci sui cinquantaquattro minuti del quinto disco della band di Berkeley, sorta come Legacy nel 1983 ed ingiustamente esclusa dai Big Four del thrash a stelle e strisce, a causa di un contratto discografico che tardò ad arrivare, rinviando fino al 1987 la publicazione del dirompente e rivoluzionario album d'esordio.

I Testament si discostano del tutto dalle loro classiche coordinate thrash, abbandonato le velocità serrate e le killer tracks che li avevano consegnati alla leggenda del genere; la mano di Skolnick, per fortuna, si sente, eccome, ed è il fattore determinante per non far finire il disco in una dimensione completamente mainstream. Le sue sezioni soliste fanno la differenza, ed alzano la qualità tecnica, melodica, strutturale e 'metallica' delle tracce composte dalla band, che oltretutto non perdono di quella potenza quadrata ormai caratteristica. La registrazione, forse volutamente, non è stellare: a sonorità nitide ed ultrapatinate, i californiani preferiscono un sound duro e impastato dal riverbero, e ciò bilancia la scelta di vocals più orecchiabili, prive della furia urlata e orientate verso lidi canticchiabili decisamente insoliti per il gigantesco Chuck Billy. Tuttavia, pur presentando una tracklist ricca di belle canzoni, non salterà fuori nessuna hit-tormentone, come invece accadde ai colleghi Metallica. Nessuna canzone è definibile 'brutta', a conti fatti, e il disco permette di esplorare il lato nascosto (e più melodico) di questi furenti thrashers californiani, che già dai dischi successivi abbandoneranno ogni inflessione armonica per cimentarsi con quello che meglio riesce loro: i decibel, la velocità, fino alle soglie del death. Le critiche su questo lavoro si sono sprecate, e ancora ne pioveranno: tuttavia è innegabile che una band che pubblica dischi pedissequamente identici anno dopo anno risulta noiosa, e sarebbe peraltro accusata di mancanza di ispirazione e plagio di se stessa. Siamo abituati a non abituarci mai e criticare sempre e comunque, per cui lo scopo di chi scrive non è convincervi del valore comunque positivo di questa release quanto sottolineare l'interessante possibilità che ci offre per esplorare veramente tutti i meandri stilistici intrinsechi nel background di questa formazione seminale.Il platter è aperto da Signs of Chaos, trenta secondi di guitar solo bollente nei quali Skolnick sembra voler mettere tutti in guardia su quanto seguirà nel disco: undici pezzi squisitamente deliziati dalla fluida energia calda mossa dalle sue sei corde.

Eppure l'opener Electric Crown lascia al contempo basiti i vecchi aficionados della band americana, che si ritrovano davanti ad un pezzo che avrebbe fatto la sua figura proprio nel Black Album: ritmi trascinanti, vocals catchy, nulla a che vedere col vecchio thrash violento e tecnico del passato. La sovrapposizione di assoli melodici, fluidi e adrenalinici, portano il disco ad un discreto livello tecnico. So Many Lies è un brano cadenzato alla Sad But True, un pò ripetitivo, Let Go of My World è dotata di chorus piacevole ma affatto letale (anzi, molto canticchiabile): man mano che le tracce scorrono, ci si avvede dell'importanza dei guitar solos di Skolnick, oltre che della loro magnifica melodia, così ricchi di improvvisazioni e cambi di armonia. La titletrack The Ritual è sinistra, lenta, oscura e decadente: pur non essendo una ballad, non è dotata di quella forza e quella durezza riscontrabile, ad esempio, in pezzi simili ai quali i Nostri si sembrano ispirati (per esempio, The Thing That Should Not Be): resta un epsodio molto singolare, e ancor più anomalo è il guitar solo, molto soft. Deadline e As the Seasons Grey presentano ritmi solenni, vocals orecchiabili, assoli entusiasmanti ed un bel riffing, teso e potente, mentre l'interpretazione di Chuck Billy si fa ancor più evocativa ed inedita nelle seguenti Agony e The Sermon, quest'ultima sorretta da un bel riffone portante; come Nothing Else Matters, il pomo della discordia è Return to Serenity, potente power ballad addolcita dalla suadente interpretazione di Chuck Billy, tra assoli morbidi e arpeggi suadenti. Dolcissima la melodia dell'assolo cenrale di Skolnick. Le danze si chiudono con un discreto mid-tempo come Troubled Dreams: l'idea che resta non è quella di un disco memorabile, ma sicuramente gradevole e capace di meritarsi qualche ascolto. Nessuno ha mai costretto i Testament a suonare forzatamente solo ed esclusivamente thrash, è vero, e di sicuro ai fans storici poco importa approfondire la vena più morbida dei propri beniamini. A voi la scelta: gustare l'insolita variante stilistica o additare i Nostri di alto tradimento.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
67.40 su 76 voti [ VOTA]
Enrico
Domenica 16 Giugno 2019, 9.56.26
35
Disco che all'epoca non capii. Oggi lo rivaluto molto. Per me vale un 90 pieno. Classe.
Krond
Sabato 23 Marzo 2019, 14.43.35
34
A me questo disco piace moltissimo. Verissimo: è decisamente leggero dei precedenti, ma non lo trovo poi così commerciale. Sicuramente molto meno commerciale del Black Album dei Metallica e nettamente migliore qualitativamente
Doom
Mercoledì 15 Marzo 2017, 14.45.30
33
Anche a me sinceramente questo album e' sempre piaciuto. Chiaramente non stiamo parlando chissà di cosa...ma ci sono bei brani e ottime parti solistiche di Alex. L'ho preferii ad altri album ( del periodo piu "leggero") dello stesso lasso di tempo. Tra l'altro fu il primo in originale che comprai di loro..Da Ricordi a p.zza indipendenza a Roma. Ne e' passato di tempo, ca##o.
Trancy97
Mercoledì 15 Marzo 2017, 10.31.09
32
Album molto bello, nonostante il cambiamento stilistico adottato. Canzoni come Electric Crown (e la fantastica Sign of Chaos), Return To Serenity e la titletrack valgono l'album, carina anche So Many Lies. La maestria chitarristica di Skolnick alza di molto il valore del disco Voto=75
terzo menati
Mercoledì 29 Giugno 2016, 18.19.18
31
Beh piatto practice...casomai questo. Practice secondo me è quello che ha raggiunto le vette più alte. Solo gli assoli sono memorabili
nonchalance
Mercoledì 29 Giugno 2016, 17.51.17
30
P.S.: Loro, secondo me, non rientrano nel cosiddetto Big Four perché, sono semplicemente arrivati dopo e, quindi, di fatto sono derivativi in quel genere..così come i vari Overkill, Nuclear Assault, Forbidden, ecc. _ Gli unici che si potrebbero "lamentare" dell'onorificenza, piuttosto, sono gli Exodus: nati prima di tutti le altre band Thrash! Purtroppo, non sono riusciti ad arrivare ad avere una certa fama come i Megadeth..
nonchalance
Mercoledì 29 Giugno 2016, 16.15.28
29
Pessimo disco! E, lo dico a malincuore..dato che, contiene due tra le mie preferite song dei "nostri": Electric Crown e Return To Serenity, penultime da entrambi i punti di vista della track-list! Produzione pessima anche qui (c'è un certo Nigel Green al mixer..) e, se avessero realizzato un EP di 6 tracce, forse, sarebbe stato più dignitoso!
Mack
Giovedì 26 Maggio 2016, 18.23.20
28
mah, a me piace, e a distanza di tanti anni "the ritual" lo riascolto sempre volentieri. 65 mi pare veramente poco.
andreastark
Giovedì 26 Novembre 2015, 11.24.00
27
mah....a me piace...e parecchio!
MetalNeverDie!
Martedì 1 Settembre 2015, 16.56.28
26
I Testament sono unici, riescono a fare bella figura sia nell'aggressività che nella melodia, questo è un gran bel lavoro, Return To Serenity è qualcosa di epico. Lo preferisco di gran lunga al piattissimo Practice What You Preach... almeno quì ci stavano con la testa. Si merita un 80/100.
acciaio inglese
Domenica 31 Maggio 2015, 16.36.16
25
disco senza infamia e senza lode, probabilmente con un po' di cattiveria in più il risultato sarebbe stato migliore. paradossalmente, nonostante in quest'album manchino un paio di perle (come nei precedenti due), l'ascolto nel complesso risulta meno noioso. voto 65
Visual Lies
Sabato 12 Aprile 2014, 15.16.19
24
Sempre più bello.
Alberto Fuser
Sabato 11 Gennaio 2014, 23.17.51
23
I Testament rimangono di un altro livello anche in questo episodio... La qualita' dell'album non si discute , poi puo' piacere o meno
Giovanni
Venerdì 3 Gennaio 2014, 11.10.22
22
Un disco figlio del momento con poche cose buone. Quoto in toto la recensione.
Cynic
Giovedì 2 Gennaio 2014, 22.40.57
21
nessun filler, tutte bellissime voto: 92/100
Luca
Venerdì 20 Dicembre 2013, 18.03.32
20
A me piace
Arj
Lunedì 14 Ottobre 2013, 14.44.19
19
E accadde che dopo il Black Album tutti rallentarono, che pareva strano lo facessero solo a San Francisco. Taluni presero pernacchie, altri fecero cose che non ti sto a dire, tra cui questo bel dischetto, che all'epoca mi fece sentire uno scemo quasi fossi l'unico a cui piaceva. La cosa strana è che mi piace ancora, peccato che poi fecero quel che fecero... va beh, che ve lo dico a fare.
Diff
Sabato 5 Ottobre 2013, 17.04.42
18
Curiosamente ho scoperto i Testament proprio grazie a quest album, nel lontano 1993 ,e devo dire che lo trovo davvero bellissimo.Non solo l ho apprezzato molto ma, personalmente, avrei addirittura preferito che tutti gli albums successivi avessero seguito questa variante stilistica.De gustibus Ad ogni modo uno dei miei album preferiti di sempre..90/100
Masterburner
Lunedì 26 Agosto 2013, 10.45.03
17
Un disco molto bello, non un capolavoro ma ha alcuni grandi pezzi, e alcuni buoni pezzi. Nessuna canzone da buttare. Una ottima produzione, strepitosi solo di Skolnick. Tutto sommato almeno un 75 se lo merita.
Galilee
Giovedì 20 Giugno 2013, 9.04.07
16
Disco strepitoso, e dopo il black album, il migliore nel suo genere. Non c'è niente che non funzioni, le canzoni sono una più bella dell'altra , i solos di Skolncik sono ispiratissimi, e Billy non ha mai cantato cosi bene. Dopo The Legacy e Practice, The Ritual s'impone prepotentemente sul podio dei migliori dischi di questa band. 90/100
matteo36
Martedì 16 Ottobre 2012, 11.11.21
15
fino a quel momento fu il loro peggior album. rispetto ai successivi è superiore agli ultini due e all' orrendo demonic. non è tuttavia cosi schifoso come le recensioni del tempo lo dipinsero alcuni pezzi son davvero belli ad es so many lies voto 75
fabio
Domenica 25 Marzo 2012, 1.31.41
14
commerciale sull'onda del black album e di countdown to extinction, solo con molte meno idee. 3 brani carini, return to serenity, electric crown e let go off my world, il resto da dimenticare. 50
StreetsOfGold
Lunedì 17 Ottobre 2011, 22.44.43
13
Vado un po' "controcorrente" Questo disco mi piace,anche se non è ai livelli dei primi! The Ritual,Sign of Chaos,Agony e Let me go of my world le mie preferite!
hm is the law
Martedì 1 Febbraio 2011, 13.28.46
12
Un album deludente sotto ogni aspetto che sancì l'inizio di una crisi culminata con l'addio di Clemente e Scholnick: voto 50
DIMMONIU73
Martedì 1 Febbraio 2011, 8.51.44
11
D'accordissimo con kvmetternich: due gemme di rara bellezza!!! Secondo me (de gustibus...) disco assolutamente superiore a Souls of black, ma soprattutto disco che con soli 3 pezzi demolisce quella ruffianata del black album, iper-pompato ma poverissimo (Skolnick vs. Hammett? Improponibile!!!)...voto almeno 90!!!
kvmetternich
Lunedì 31 Gennaio 2011, 22.46.33
10
Disco niente male. Tuttavia le sole Electict crown e Return tu serenity valgono il prezzo del biglietto. Due gemme di rara bellezza.
Electric Warrior
Lunedì 31 Gennaio 2011, 14.38.16
9
Buona rece, concordo su tutto. Disco ascoltabile ma non memorabile
Nikolas
Lunedì 31 Gennaio 2011, 13.50.17
8
Godibile, ma lo considero l'unico vero passo falso in una discografia che a me piace molto (compresi Low e Demonic, oh yeas), voto: 69 ()
Ghenes
Lunedì 31 Gennaio 2011, 13.43.33
7
d'accordo con la recensione. disco uscito in un momento un po strano per il thrash.
Er Trucido
Lunedì 31 Gennaio 2011, 12.41.35
6
Undercover mi hai fatto ricordare di quell'abominio di Force Of Habit, speravo di dimenticarlo per sempre... Comunque il disco è valido, ha la pecca di essere meno duro, ma ci sono dei bei pezzi. Probabilmente l'avesse fatto uscire qualche band con un passato meno "ingombrante" sarebbe stato valutato diversamente all'epoca. concordo con la valutazione
Undercover
Lunedì 31 Gennaio 2011, 12.22.34
5
Io quoto Painkiller non è così Mainstream, ha un approccio più easy ma non così tanto da paragonarlo a un "Black Album" o al moscio "Force Of Habit", ci sono dei pezzi intramontabili come "Electric Crown", "The Ritual" e "Return To Serenity" e bastano per tenerlo a galla più che degnamente per quanto mi riguarda.
AL
Lunedì 31 Gennaio 2011, 12.01.24
4
confermo il voto di Rino ma considero questo album abbastanza noioso... avrei preferito qualcosa di più simile ai dischi precedenti anche se non innovativo...
Painkiller
Lunedì 31 Gennaio 2011, 8.25.36
3
mmmh, secondo me questo disco non è poi così mainstream, se non nelle intenzioni forse. Paga alla distanza l'eccessiva uniformità della struttura a lentezza dei brani ma ho sempre trovato questo album niente male. Voto comunque corretto secondo me, toh, forse 70.
testo
Domenica 30 Gennaio 2011, 12.06.04
2
Disco secondo me sottovalutato. Secondo me il voto è un po' bassino, gli do 10 punti in più.
metal4ever
Sabato 29 Gennaio 2011, 18.07.47
1
D'accordissimo con la recensione! Disco non memorabile ma neanche scarso..
INFORMAZIONI
1992
Atlantic Records
Heavy
Tracklist
1. Signs Of Chaos
2. Electric Crown
3. So Many Lies
4. Let Go Of My World
5. The Ritual
6. Deadline
7. As The Seasons Grey
8. Agony
9. The Sermon
10. Return To Serenity
11. Troubled Dreams
Line Up
Chuck Billy: Vocals
Eric Peterson: Guitars
Alex Skolnick: Guitars
Greg Christian: Bass
Louie Clemente: Drums6
 
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