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Eternity Stands Still - The Reckoning
( 1202 letture )
The Reckoning, il secondo ep degli italiani Eternity Stands Still, si presenta a primo ascolto come un lavoro piacevole, molto semplice nelle strutture e calibrato su modelli non proprio aderenti agli standard gothic moderni, a causa dell'assenza di tastierista, elemento indispensabile per la creazione di brani più d'atmosfera.
La band nasce nel 2006 dall'amicizia di Riccardo Savage Pungetti e Riccardo “Richy” Pozzoli, i quali nel 2008 riescono a dare finalmente una formazione stabile alla band con l'entrata di Fulvio “Phulvio” Mura alla batteria e Melissa alla voce; ciò che ne scaturisce è un genere orientato al gothic che li porta ad incidere un demo lo stesso anno ed a far conoscere la band per tutta l'Emilia Romagna.
Nel 2009 al posto di Melissa subentra nel gruppo Valentina “Vale” Martoni e con questa formazione riescono a sviluppare il nuovo ep, The Reckoning per l'appunto.
Proprio quest'ultimo si sviluppa in modo abbastanza irruento: le ritmiche sono spesso lanciate e trascinanti con dei riff particolarmente taglienti, e ciò stride in maniera violenta con la voce di Valentina, la quale delinea delle morbide linee che spesso corrono parallele alla struttura della canzone ma senza davvero riuscire ad instaurarvi un rapporto coeso. Ciò di cui infatti si percepisce subito la mancanza è la tastiera, presente unicamente nel brano The Nameless City – seppur in maniera abbondante - e nella title track.
La tracklist si apre con The Forsaken God, un brano dall'intro quasi violenta grazie alla velocità e secchezza dei riff e all'agilità della batteria; ciò che però ho trovato inizialmente difficile da affrontare è stato l'utilizzo della linea vocale che predomina per la sua "dolcezza" (se confrontata con la parte strumentale) risultando tuttavia poco decifrabiele proprio per la mancanza di un elemento melodico che la leghi maggiormente alla base stessa. Ad ogni modo, il buon uso dello sdoppiamento della voce rende il brano molto più melodico nel ritornello.
la seconda traccia che troviamo è The Light che, nonostante l'intro abbastanza sostenuta, si rivela quale ballad dell'ep: su un continuo climax ascendente di chitarre è la voce a delineare in modo predominante il brano che in tal modo risulta semplice e pulito.
Episodio migliore, che ad essere sincera mi ricorda vagamente le sonorità tipiche degli After Forever, è The Nameless City, nel quale, guarda caso, sono proprio le tastiere a segnare il punto di svolta; la canzone è inoltre costellata di brevi stacchi, spesso accompagnati da vocalizzi "orientaleggianti", che la rendono decisamente la più interessante e diretta del lotto.
Il quarto brano presente è The Pilgrim: equilibrato e contenuto, melodico al punto giusto grazie ai giochi vocali presenti nelle strofe, sembra però non svilupparsi mai se non verso la fine.
L'ep si conclude con The Reckoning, di cui ho davvero apprezzato solo lo stacco, munito appositamente di cori, ed il lato strutturale, che delinea un'interessante unità fra strofa e ritornello e riesce quindi a dare continuità e particolarità alla composizione.

Il risultato è dunque buono e, anche se non eccessivamente originale, riesce a coinvolgere l'ascoltatore grazie al largo utilizzo di ritmiche impetuose ed irresistibili; ho trovato però deleterio il fatto che la tastiera non fosse presente in ogni brano, visto che questo accorgimento avrebbe portato ad un livello decisamente più alto e coeso le composizioni; inoltre ho percepito in alcuni tratti vocali una certa difficoltà, a volte sottolineata dallo sdoppiamento della linea, prettamente in punti di salita, nei quali la voce (mi chiedo se volutamente) risulta particolarmente stridente ed affaticata; queste, unite ad alcune imprecisioni tonali sparse per i brani, risultano purtroppo in alcuni punti piuttosto evidenti.
Credo comunque che questa band sia meritevole di una chance, nonostante le diverse lacune (certamente colmabili) che si evidenziano durante l'ascolto.
Consiglio loro - vivamente - di continuare ad impegnarsi, poichè la materia prima per migliorare e migliorarsi certamente non manca.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
31.25 su 20 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2010
Autoprodotto
Gothic
Tracklist
1. The Reckoning
2. The Pilgrim
3. The Forsaken God
4. The Nameless City
5. The Light
Line Up
Vale - Voice
Savage - Bass
Richy 25 - Guitar
Phulvio - Drums
 
 
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