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Iroha - Iroha
( 1366 letture )
Sono stato a lungo combattuto su dove dislocare Iroha, album omonimo degli inglesi Iroha, sulle nostre pagine di Metallized. Di Metal non si tratta, su questo non ci piove: Iroha è quanto di più shoe-gaze si possa trovare in circolazione in Europa oggi, con tutti i tempi cadenzati di rito, le distorsioni rock sostenute prepotentemente dalle linee di basso, le linee vocali quasi sussurrate. Non c'è alcuna volontà di trasgredire violentemente, nonostante le radici punk del musicista Andy Swan, ma piuttosto di creare una danza marcescente ma mansueta, persa tra le saturazioni delle chitarre e l'ugola arrochita da anni di eccessi.
E' stata forse proprio l'immagine della danza, di un qualcosa cioè di atemporale, nobile e sensuale allo stesso tempo, ad indurmi a scegliere la sezione Low Gain per parlarvi del disco. Ma bando alle ciance, queste restano solo inutili etichette e non è il caso di dedicarci ulteriore tempo: è il momento, adesso, di scavare più a fondo possibile nel prodotto, e capire cosa veramente esso ci vuole comunicare ad ogni livello di indagine.

LA SUPERFICIE
Visto che è un aspetto che sta molto a cuore a quelli della Denovali Records, partiamo subito dal packaging: il prodotto si presenta come un elegante digipack da 6 pannelli, vellutato al tatto e rilassante nei colori, e comprende due dischi, vale a dire l'album vero e proprio più un CD di remix a cura di vari artisti (Justin K. Broadrick, Transitional, Jesu, Black Galaxy).
Per quanto riguarda la presentazione audio, la produzione è molto piacevole e mi ricorda -con una punta di malinconia- i suoni pastosi e riverberati che andavano tanto di moda ai tempi di Disintegration degli immortali The Cure, delay escluso. Da un artista come Andy Swan, ben intenzionato a mescolare il sound anni '80 da cui proviene (con riferimento ai New Order, nelle sue intenzioni) con il più moderno shoe-gaze, non ci saremmo potuti aspettare nulla di diverso.
A quanto pare, da qualsiasi punto lo si guardi, Iroha si presenta molto bene e invoglia all'ascolto; ora bisogna capire se, sotto la piacevole superficie patinata, si nasconde l'arrosto oppure solo tanto fumo.

IN PROFONDITA'
E, in effetti, in profondità Iroha non nasconde nessun tesoro, ma soltanto un onesto lavoro di routine confezionato da gente esperta. In nessuno degli 8 brani che compongono l'album ho riscontrato una luce particolare, un qualche elemento di distinzione che possa fare la differenza rispetto alla massa delle uscite discografiche similari tuttora in circolazione, e di cui valga la pena parlare.
In particolar modo il cantato, che dovrebbe essere uno degli aspetti trainanti dei prodotti come questo, non riesce mai ad emergere, e finisce per adagiarsi sulle linee di chitarra e di basso in maniera lineare e noiosa, senza alcun guizzo creativo. Qualche bridge di tastiera, come ad esempio nella lunga Eternal, o il cantato della conclusiva titletrack (grazie a Mio), garantiscono un minimo di varietà extra, ma senza mai prendere davvero il controllo della situazione.
Insomma, non so voi, ma io torno ad ascoltare Billy Corgan: più a fondo di così negli Iroha non riesco a scavare.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
24.61 su 18 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2011
Denovali Records
Rock
Tracklist
1. Last Day Of Summer
2. Autumn Leaves
3. Watercolours
4. Reminisce
5. Dreams
6. Drifted
7. Eternal
8. Iroha
Line Up
Andy Swan
 
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