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Motorhead - On Parole
( 6092 letture )
On Parole è un disco che non sarebbe dovuto uscire. O per lo meno non nel 1979.
Scusate la brutalità (non si tratta di essere prevenuti), ma era necessaria per mettere subito le carte in tavola e capire con cosa abbiamo a che fare. Certamente alcuni si staranno domandando il perchè di quest'affermazione, per capirlo è opportuno cominciare a narrare della genesi di questo album, che è anche parte della genesi dei Motörhead. All'indomani della sua cacciata dagli Hawkwind, Lemmy non si perse d'animo e cominciò a mettere in piedi il suo progetto, ovvero la creazione della più sporca band di Rock 'n' Roll sulla faccia della terra. Arruolato da prima Lucas Fox alla batteria e poi Larry Wallis alla chitarra non fu difficile trovare un contratto, almeno inizialmente: la United Artist aveva già lavorato con gli Hawkwind, quindi conosceva Lemmy e voleva continuare la collaborazione con lui. Durante le lavorazioni per quel disco Lucas Fox verrà però sostituito da Phil "Philty Animal" Taylor, ed il risultato di quelle session sarà On Parole.
Il punto di partenza del platter era il background dei singoli musicisti, infatti la maggior parte dei brani erano già stati scritti e composti in altri ambiti: Hawkwind (Motörhead, The Watcher, Lost Johnny), Pink Fairies (ex gruppo di Larry Wallis, dei quali è presente il brano City Kids) più Leaving Here, traccia che faceva parte del repertorio dei The Birds, band in cui aveva militato Ronnie Wood dei Rolling Stones e che ebbe un discreto successo in Inghilterra negli anni '60.

A parte il cambio di produttore avvenuto all'inizio delle lavorazioni e la sostituzione di Fox non ci furono grossi contrattempi ed il disco venne consegnato all'etichetta, la quale, però, una volta sentito il materiale cambiò idea sui Motörhead, decidendo di non pubblicarlo. Inoltre la band era legata alla label da un contratto che impedì loro di accordarsi con qualcun altro. Insomma, come inizio non c'è male e vedendo la storia tra i Motörhead e le case discografiche bisogna dire che fu un' anticipazione di quello che succederà in seguito. Lemmy ed i suoi riusciranno finalmente a pubblicare l'esordio nel 1977, nel quale erano presenti alcune delle canzoni registrate in On Parole, con Eddie Clarke alla chitarra, poi il passaggio alla Bronze e la pubblicazione di Overkill nel 1978 e di Bomber nel 1979 saranno l'inizio della scalata dei Motörhead. E qui ci fermiamo. Perchè Bomber uscì il 27 Ottobre 1979 pubblicato dalla Bronze ed era il nuovo disco inedito della formazione di Lemmy, ma poco più di un mese più tardi (l'8 dicembre 1979) la United Artist fece uscire le session del 1975, quel famoso album d'esordio che non vide mai la luce, On Parole. La label disse che, siccome erano cambiati i vertici societari, la loro posizione nei confronti della band era cambiata. In realtà vedendo il successo che i Motörhead cominciavano a riscuotere pensarono bene di lucrarci, approfittando del fatto che gli unici mezzi di propaganda tra i fans erano le riviste ed il passaparola. Il platter verrà poi ristampato in seguito diverse volte con diverse copertine, l'ultima dalla EMI che cambierà leggermente l'ordine delle tracce ed aggiungerà delle versioni alternative dei pezzi (quelle registrate con il primo produttore) come bonus track.

Il disco rispecchia in modo aperto i gusti musicali di Lemmy, da sempre fan del rock'n'roll: al suo interno possiamo trovare pezzi tipicamente blues come Iron Horse/Born To Lose (uno dei cavalli di battaglia della prima ora) e bordate di velocità al limite del punk rock, come Vibrator, Leaving Here e City Kids. Non è un caso, infatti, che ai primi concerti dei Motörhead si presentassero anche dei punk. Menzione a parte merita la canzone omonima della band, l'ultimo pezzo scritto da Lemmy per gli Hawkwind ed il primo ad apparire in un lavoro della sua band: introdotta dal rombo di un motore, rispetto all'"originale" si nota l'assenza del violino e del sax, ma la matrice grezza alla base del Motörhead-sound c'è già. La titletrack scritta da Wallis invece si muove su lidi più rock'n'roll... sembra strano da dirsi ma ha un ritmo quasi ballabile, bizzarro ma piacevole. Vibrator come detto in precedenza è un pezzo tipicamente punk rock, una corsa tutta d'un fiato interrotta solo da un breve break centrale. Pezzo brioso, anche se il titolo della canzone viene ripetuto un po' troppe volte durante i ritonelli, si arriva alla fine che non si ha più intenzione di sentirlo nominare. Iron Horse/Born To Lose è un pezzo blues al 100%, non ancora sporcato secondo i dettami che i Motörhead seguiranno in futuro. Larry Wallis si rende protagonista di una serie di interessanti fraseggi chitarristici che ci accompagnano sino alla conclusione sfumata del pezzo. City Kids è un altro pezzo mordi e fuggi sullo stile di Vibrator: veloce, canonico e con poche pretese. Divertente, ma se durasse dieci secondi di più avrebbe già stufato. Fools sin dalle prime note ricorda il repertorio dei Rolling Stones, infatti la canzone è un rock blues, godibile, ma alla fine lascia la sensazione di già sentito. In The Watcher i ritmi calano, il brano è cadenzato ed anche qui si sentono le influenze blues e Wallis infarcisce di assoli le parti non cantate tra una strofa e l'altra (un ritornello vero e proprio la canzone non ce l'ha). L'unica cover del disco è Leaving Here, brano dotato di un bel tiro ed in cui ci sono un sacco di stop'n go, anche questo sarà un altro dei primi classici e sarà anche il primo singolo pubblicato in seguito dalla band. La chiusura è affidata a Lost Johnny, l'unico pezzo in cui suona ancora Lucas Fox (tutti gli altri furono sovraincisi da Phil Taylor), ultimo ripescaggio dall'epoca degli Hawkwind... a parer mio poteva restarsene dov'era, una marcetta tutta uguale dall'inizio alla fine, niente di particolarmente importante.

Ricordo, quando comprai questo disco, di essere rimasto parecchio spiazzato dai suoni, così distanti dai Motörhead che conoscevo: la voce di Lemmy era già roca, ma non ancora ai livelli che conosciamo; il suo basso suonava già distorto, ma non assomigliava al trattore macina note di adesso. Phil Taylor fa il suo compitino ed ha tiro, considerando che la batteria è stata sovraincisa in seguito non si poteva chiedere altro. Larry Wallis è probabilmente il personaggio a sorpresa di questo disco: scrive (in compagnia del suo roadie Dez Brown) alcuni pezzi, canta e suona la chitarra. I suoi soli sono interessanti anche se un po'ripetitivi, mentre come potenza e velocità siamo ben lontani da quello che comparirà nei dischi successivi (ed in tutta onestà gli stessi brani suonati da Eddie Clarke rendono molto meglio). Si nota inoltre una certa differenza tra i suoi pezzi e quelli scritti da Lemmy: i primi sono ancorati a determinati clichè musicali che vengono ripetuti pedissequamente, mentre i secondi mostrano una voglia di fare un passo in aventi rispetto a quello che è già stato detto sino a quel momento.

Quindi cos'è On Parole? Uno scarto di studio? Il tentativo di fare un disco blues/punk/rock di un baffone dedito alle anfetamine? Personalmente ritengo che sia le fondamenta dei Motörhead, un album non trascendentale, ma che è utile ascoltare per scoprire da cosa si è partito. Lemmy anni dopo dichiarerà che lo ritiene uno dei dischi più brutti dei Motörhead assieme ad Iron Fist (io ci aggiungerei anche Rock 'n' Roll), probabilmente è così, ma è anche il più giustificabile passo falso della discografia, dato che testimonia il tentativo di una band (la miglior peggiore band del mondo per Sounds all'epoca) appena messa insieme e con poche ore di prove, alla ricerca della propria strada ed è per questo che ho scelto lasciarlo senza voto, anche se come valore sarebbe sicuramente inferiore al disco d'esordio.
Qui di metal c'è solo l'inconsapevole attitudine, sappiatelo.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
63.52 su 53 voti [ VOTA]
LexLutor
Domenica 12 Febbraio 2017, 10.42.50
41
...in buona sostanza piace solo a me! Ahahahahahah
LexLutor
Domenica 12 Febbraio 2017, 10.32.53
40
Cassetta (mitica serie midprice) e vinile consumato in trentanni di musica . Tant'è che l'anno scorso ho acquistato anche il cd! XD On parole è un album vario con brani diversi l'uno dall'altro in cui il blues fa da padrone. Attenzione però: un blues rumoroso pieno di ruggine, fumo e alcol. Poche tirate "a-la-motorhead". Uno dei miei preferiti della loro produzione dei primi due lustri della loro carriera.
Fabio Rasta
Lunedì 2 Gennaio 2017, 15.13.55
39
Si è parlato nella recensione di cosa è On Parole e nei commenti della oscenità del medesimo. La mia opinione, per quel che vale, rispecchia un po' quel "senza voto" sopra. Ossia che se non fosse mai uscito come disco ufficiale, oggi si parlerebbe di rarità ad uso e consumo degli appassionati che lo valuterebbero per quello che c'è in realtà: una Band in fase sperimentale che sta ancora cercando la sua strada, ma nella quale si intravede già un futuro da protagonisti. Prenderei come esempio le tracce che mi sembrerebbero obbiettivamente + definite e brillanti come On Parole, Leaving Here e City Kids,mentre le altre sembrano ancora in fase di studio (come infatti si riveleranno, non dimentichiamo che è il 1976). La Un. Artists avrebbe fatto in ogni caso meglio a farsi i cazzi suoi in quanto molti "profani" credono che questi siano i MOTÖRHEAD (quale abbaglio!!!), dal momento che questo semi-LP ha avuto inspiegabilmente un'ampia diffusione (e quindi distribuzione?), almeno dalle mie parti, perdendo di fatto molti possibili estimatori..... Quando lo ascoltai da un amico, e poi su cassetta, proprio non lo digerivo. Avevo già Motorhead, lo adoravo, e qui neanche li riconoscevo. Oggi xò, che mi sparo pere di SON HOUSE e ROBERT JOHNSON, lo apprezzo totalmente e l'ho rivalutato assai (sempre per quello che avrebbe dovuto essere, ossia una rarità). Appoggio il commento 38 di Rob Fleming sulla varieta e su Larry wallis (confermata quest'ultima dallo stesso LEMMY), e aggiungerei la bontà della traccia Fools da rivalutare con orecchie "non metalliche". CITY KIDS DON'T LAY DOWN!!!!!!
Rob Fleming
Venerdì 17 Giugno 2016, 8.00.25
38
A me è sempre piaciuto moltissimo; vario nella proposta, il loro album più strano. Quando mai riascolteremo i Motorhead così "pop" come in Vibrator? E si sente quanto il modo di suonare e vivere la musica di Larry Wallis abbia inciso agli esordi. In seguito arriverà Eddie Clarke e niente sarà più come prima
dario
Venerdì 28 Agosto 2015, 16.22.03
37
Album decente, un 65 glielo do. Comunque uno dei punti più bassi dei Motorhead se non il più basso in assoluto.
tartu
Mercoledì 23 Ottobre 2013, 9.15.34
36
beh, definire iron fist un album tra i piu' brutti e' un delitto....
blackie
Sabato 15 Settembre 2012, 4.03.38
35
non e un gran che le versioni che finirono sul primo lp ri registrate sono superbe,qui troppo acerbe.mafu l inizio diella storia di un gruppo intramontabile con un leader che incarnera per sempre la parola rock n roll!lemmy!!!!
Er Trucido
Giovedì 31 Marzo 2011, 2.12.43
34
Buonanotte anche a te, pure a me fa piacere discutere (anche in modo appassionato) di musica, amen per i commenti
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 2.09.51
33
vabbé er trucido buonanotte! fa sempre piacere fare queste discussioni sulla musica (anche se abbiamo invaso di commenti la recensione)
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.53.12
32
Finito il tormento mi do ai Tangerine Zoo ahahah almeno On Parole per decadi non lo vedrò più
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.43.40
31
non dirlo a me
Er Trucido
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.36.25
30
Ovvio Comunque anche per me potevano risparmiarselo, ma una volta che c'è bisogna parlarne. Da parte mia ho cercato di raccontarne la storia mettendo anche in guardia che comunque è un brutto disco. Poi se uno è curioso e vuole sentirselo è libero. Io per scrivere la rece me lo sono dovuto sentire anche troppo
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.33.13
29
punti di vista, amico mio, punti di vista
Er Trucido
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.31.21
28
Calma un'attimo: la Chiswick ebbe il coraggio di offire a Lemmy e soci una notte di registrazione e loro tirarono giù motorhead. La United Artist si tenne i nastri di On Parole e li pubblicò per lucrarci in seguito. Sai alla fine per me il discorso rilevante implica anche che ci sia una storia dietro e qui c'è, oltre al fatto di dire questo disco è fatto così e cosà
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.29.05
27
Lo reputo un flop tra tanti come Caress of Steel dei Rush, ma dire che si tratta di un album rilevante storicamente mi sembra grossolano, potevano evitare e mettere le tracce come bonus track se proprio volevano lucrare.
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.26.35
26
Eppure la Chiswick vide che faceva cagare ed ebbe le balle di fermare lo scempio permettendo un inizio con un album già più decente, per questo non reputo una produzione del genere rilevante!
Er Trucido
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.24.08
25
Certo, prima si parlava di 79 e nel 79 erano sotto Bronze. La rilevanza storica che può avere questo non sta nel peso che avrà nel corso degli anni (come Ace Of Spades o Bomber o Overkill) ma indica solo gli inizi di una band, come può farlo un demo ristampato. fa cagare? vero, ma testimonia un periodo della band
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.20.26
24
per la cronaca la casa discografica di Motorhead il primo era la Chiswick, non la Bronze
Er Trucido
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.20.01
23
ho risposto e non ho visto il tuo commento: la United Artist ha prima fermato lo "scempio" e poi lo ha distribuito... quindi la colpa è tutta sua
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.18.08
22
Anche Pretties for you di Alice Cooper è stata la sua prima pessima ed oscena produzione, ma hanno avuto il fegato di pubblicarla ugualmente nonostante facesse pena, rilevante storicamente? NO, più rilevante storicamente Love it to Death, primo album di successo della band, almeno per il singolo Caught in a Dream (per altro non di Furner) e I'm Eighteen.
Er Trucido
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.17.58
21
Si ma la casa discografica (che non era la Bronze) ha poi cambiato idea pubblicandolo 3 anni dopo, senza dire niente alla band, quindi vuol dire che c'ha lucrato bellamente. Aveva senso pubblicarlo nel 76 (ed in tal caso gli avrei dato un voto, comunque insufficente), nel 79 il motivo non c'era e Lemmy non credo proprio che l'avrebbe fatto uscire. Sicuramente è più importante Motorhead, ma questa è la loro prima registrazione ed il valore storico è questo.
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.14.17
20
sarebbe stato più rilevante se l'avessero pubblicato a tempo debito, ossia dopo la registrazione, ma fortunatamente la casa discografica dell'epoca fermò lo scempio, che la United Artist non ha fatto, pubblicando una fetecchia di produzione
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.09.42
19
Molto più rilevante Motorhead, anche se registrato abbastanza sotto i canoni dello stesso anno porta già quella "grezzura" che caratterizza la band.
Alex Metalheart
Giovedì 31 Marzo 2011, 1.08.44
18
Permettimi di dire che la casa discografica ha fatto sol bene a non pubblicarlo! e potevano evitarsi di pubblicarlo dopo due album come Overkill e Bomber, una perdita di tempo soldi e stile. Un album osceno.
Er Trucido
Mercoledì 30 Marzo 2011, 23.49.03
17
Alex permettimi, ma l'hai letta la recensione? Questa è a prima registrazione in assoluto dei motorhead, doveva uscire nel 1976, poi la casa discografica ha deciso non pubblicarlo. Nel 1979 vedendo che i motorhead tiravano han deciso di mangiarci su.
Alex Metalheart
Mercoledì 30 Marzo 2011, 23.38.50
16
Non è importante nemmeno storicamente in quanto risulta più rilevante overkill, su tre album pubblicati nel 1979, on parole risulta abbastanza fuori luogo, la band regredisce in quanto composizioni e presenta una carenza di originalità, mettendo in esso ben quattro pezzi derivanti dal primo imperdibile Motorhead, grezzo fino al midollo, ma storicamente migliore di codesto EP truccato a mo' di album. Non brillando nemmeno per registrazione questo album non può che prendersi una bella bocciatura.
Razor
Mercoledì 16 Febbraio 2011, 18.46.10
15
Uno dei primi dischi che ho acquistato, avendolo trovato in offerta. Effettivamente è più importante storicamente che qualitativamente.
Masterburner
Mercoledì 16 Febbraio 2011, 9.45.03
14
On Parole rimane un grande pezzo originale di questo album, oltre ad Iron Horse che è stupenda, anche se renderà molto di più su Motorhead
hellvis
Lunedì 14 Febbraio 2011, 10.30.01
13
Brutto.
AL
Domenica 13 Febbraio 2011, 16.27.30
12
disco discreto e nulla più. quoto la recensione. complimenti! è un classico da avere ma solo x conoscere la storia del metal....
Joe91
Domenica 13 Febbraio 2011, 15.12.15
11
Giusta recensione. La verità e solo la verità. Cmq neanche a me RocknRoll non dispiace anzi
hm is the law
Domenica 13 Febbraio 2011, 0.00.11
10
Er Trucido ti straquoto!
Er Trucido
Sabato 12 Febbraio 2011, 21.19.43
9
@Pincheloco: probabilmente è un mio problema, non l'ho mai digerito più di tanto. magari uno di questi giorni lo risento. @Enzo: sai alla fine è anche una questione di gusti, a me non è mai piaciuto l'andamento del pezzo. Sulla voce di Lemmy intendevo che se ci si avvicina al disco dopo aver sentito del materiale più recente si nota della differenza. @zoso82: brutti no, ma ce ne sono di riusciti meglio o peggio
zoso82
Sabato 12 Febbraio 2011, 21.12.11
8
evitabile.....però....non esiste un ablum dei motorhead brutto!
Enzo
Sabato 12 Febbraio 2011, 21.06.13
7
D'accordo con quasi tutto,a parte su Lost Johnny che io trovo una gran canzone incompresa da molti e sulla voce di Lemmy che è meravigliosa!
pincheloco
Sabato 12 Febbraio 2011, 20.48.47
6
Sono d'accordo anch'io tranne che per Rock'n'Roll che a me non dispiace.
ale75
Sabato 12 Febbraio 2011, 19.46.04
5
concordo in tutto anche con il sv
ale75
Sabato 12 Febbraio 2011, 19.46.02
4
concordo in tutto anche con il sv
Nikolas
Sabato 12 Febbraio 2011, 17.46.55
3
PErfettamente d'accordo, un brutto disco da conoscere, ma sempre brutto
Electric Warrior
Sabato 12 Febbraio 2011, 17.42.39
2
Ottima recensione, disco pallosissimo, registrato in una maniera vergognosa
Raven
Sabato 12 Febbraio 2011, 17.39.05
1
Non fa una piega, da conoscere per questioni storiche.
INFORMAZIONI
1979
United Artists
Inclassificabile
Tracklist
1. Motörhead
2. On Parole
3. Vibrator
4. Iron Horse / Born to Lose
5. City Kids
6. Fools
7. The Watcher
8. Leaving Here
9. Lost Johnny
Line Up
Lemmy: basso e voce
Larry Wallis: chitarra e voce
Phil Taylor: batteria
Lucas Fox: batteria in Lost Johnny
 
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