Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Living Colour
Shade
Demo

In Vain (SPA)
IV
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

14/12/17
HAMKA
Multiversal

15/12/17
MISTHERIA
Gemini

15/12/17
ASKING ALEXANDRIA
Asking Alexandria

15/12/17
MATERDEA
A Rose for Egeria - Deluxe Edition

15/12/17
NEIGE MORTE
Trinnt

15/12/17
L`ALBA DI NUOVO
L`Alba di Nuovo

15/12/17
DIRGE
Alma | Baltica

15/12/17
AVENGED SEVENFOLD
The Stage - deluxe edition

15/12/17
MIDNIGHT
Sweet Death and Ecstasy

15/12/17
OBSCURE BURIAL
Obscure Burial

CONCERTI

12/12/17
NORTHLANE + ERRA + INVENT ANIMATE + OCEAN GROVE
LEGEND CLUB - MILANO

12/12/17
MICHAEL ANGELO BATIO & BLACK HORNETS
POCOLOCO - PAGANICA (AQ)

12/12/17
INGLORIOUS + DOBERMANN
SALUMERIA DELLA MUSICA - MILANO

14/12/17
GENUS ORDINIS DEI + GIGANTOMACHIA
TRAFFIC CLUB - ROMA

15/12/17
MOLLY HATCHET
BLOOM - MEZZAGO (MB)

15/12/17
SPEED STROKE + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

15/12/17
ELVENKING + ANCESTRAL
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

15/12/17
IFMT WINTER FEST (day 1)
CENTRO GIOVANILE CA VAINA - IMOLA

16/12/17
JOHN DALLAS + GUESTS
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

16/12/17
CADAVERIA + GUESTS
CRASH - POZZUOLI (NA)

Gotthard - G.
( 2697 letture )
Quando G. uscì sul mercato nel 1996, aveva il compito di bissare il successo di Dial Hard, un lavoro che aveva proiettato la band Svizzera in una dimensione di successo internazionale che, probabilmente, in pochi avevano inizialmente pronosticato per loro. Il loro terzo album venne registrato a Los Angels e segnò una ulteriore svolta verso sonorità ancor più tipicamente americane, conservando un atteggiamento di fondo riconducibile in buona parte alla tradizione hard rock di matrice europea. Ad ogni modo, se il target di G. era quello di aumentare il successo dei Gotthard, la conquista del disco di platino e lo stazionamento nelle zone alte di molte charts europee del singolo Father Is That Enough?, consentì senz’altro di raggiungere questo obbiettivo. Quello che i Gotthard offrivano in questo album -ed in tutti gli altri, se è per questo- è la loro riproposizione dei dettami dell'hard rock più classico, non conferendo alcun apporto allo sviluppo di uno stile che, peraltro, è cristallizzato ormai da lungo tempo. Il loro merito è quello di elaborarlo al meglio restituendolo al pubblico con sofisticata immediatezza ed innata classe e -perché no?- anche con una buona dose di commercialità. In questa ottica G. rappresenta una delle loro migliori realizzazioni.

Aperto da un pezzo a cavallo tra le sonorità country americane e l'hard rock più immediato come Sister Moon, l'album metteva subito in mostra le sue qualità più peculiari, basate sull'immediatezza e su una freschezza esecutiva che è prerogativa dei grandi gruppi. L'equilibrio espressivo dei Gotthard già all'epoca era vicino al massimo livello possibile, con una forte coesione strumentale, dei soli sempre coinvolgenti, e la voce del compianto Steve Lee a governare il tutto insieme all'"organizzatore supremo" Chris Von Rohr. Piede ancora a battere il tempo con Make My Day: stessa impostazione generale -meno americaneggiante- e assolo che ricorda -forse troppo- qualcosa di già sentito targato AC/DC. E' il turno della coverizzazione di Mighty Quinn (Quinn the Eskimo) di Bob Dylan (la versione dei Manfred Mann è posteriore di qualche mese) un pezzo che nelle mani dei Gotthard splende come se fosse stato concepito nella variante ascoltabile da G.
Ancora trascinante hard rock per Movin' On, che poi lascia spazio ad una ballata rock come Let It Be che, su un album del genere (o "di" genere, se preferite), non può mancare. Personalmente ho già più volte espresso la mia personale ritrosia nell'approcciarmi a questo tipo di brano, ma per i cultori del genere è probabilmente irrinunciabile, ed i Gotthard anche in questo caso sanno riproporre la lezione dei grandi dando quasi l'impressione di essere loro ad aver iniziato la tradizione. Segue il singolo Father Is That Enough, commerciale QB per essere tale. Discorso valido in una certa misura anche per la ruffiana Sweet Little R'R'. Il ritmo risale in maniera sostenuta con la carica di Fist In Your Face -il cui titolo dice tutto- e Ride On, doppietta di hard rock aggressivo e quadrato della migliore qualità, quello che preferisco. Freno a mano tirato per rifiatare con In The Name, ma subito dopo Lay Down the Law e Hole in One imprimono una accelerazione secca sull'autostrada del rock e viaggiare non è mai stato così piacevole. Spiritualmente l'album si chiuderebbe in maniera soft con l'ispirata ballad One life, One Soul, ma in realtà c'è ancora spazio per la cover di He Ain't Heavy, He's My Brother dei Merseybeaters Hollies o per quella di Immigrant Song degli Zeppelin, a seconda che si possieda la versione europea o quella asiatica.

Quando si ha che fare con una band come i Gotthard e con un genere come l'hard rock è scontato che parlare di originalità sotto qualsiasi forma è assolutamente fuori luogo, ed i rimandi agli stessi Led Zeppelin in primo luogo ed ai Whitesnake in seconda battuta, si sprecano sia nel songwriting che nella vocalità di Steve Lee. Il tutto senza considerare anche le citazioni di altri grandi del settore, AC/DC in testa. Tuttavia -come detto- la branca d'appartenenza impone senza sconti questo citazionismo, l'importante è che non sia liquidato d'accatto, ma vestito di classe e padronanza dei propri mezzi: da questo punto di vista i Gotthard non possono essere criticati più di tanto. Fatte salve le precisazioni di cui sopra, infatti, G. è un ottimo album, godibile in tutte le sue sfaccettature ed inappuntabile come produzione e resa sonora.
Un coacervo di qualità che rende G. degno di essere piazzato sullo scaffale di ogni cultore del genere in una posizione di rilievo.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
53.37 su 29 voti [ VOTA]
Andy
Lunedì 18 Settembre 2017, 21.45.02
8
a mio parere questo e' il piu' bel album partorito da questa grande band elvetica...gia' al terzo album si capisce la grandezza e la facilita' di songwriting del duo Lee/Leoni...l'album parte con un hard rock che sembra pacato ma che canzone dopo canzone aumenta la sua intensita'....la seconda parte e' addirittura piu' carica della prima...le songs sono tutte azzeccate e coinvolgenti...ricordo che saltai sulla sedia all'ascolto ed esclamai... maronna ma questi spaccano sul serio ad alti livelli!!!!
Rob Fleming
Domenica 24 Gennaio 2016, 12.57.40
7
Leggermente inferiore al debutto, ma comunque bellissimo. Il gruppo è grande sia nei pezzi più hard rock come Sister Moon, Make my day, Ride on e la purpleiana Hole in one sia nelle ballate Let it be (più Whitesnake dei Whitesnake stessi), Father in that enough? e soprattutto nel gioiello One life One soul. 78
Argo
Lunedì 28 Maggio 2012, 20.40.38
6
Per parafrasare il grande Mosconi: "ma chi è chel mona che ha abbassato la media...". Grandissimo cd!!!!
Sonny
Mercoledì 21 Settembre 2011, 19.00.48
5
Splendida recensione! Disco bellissimo, con uno Steve indimenticabile..
Maurizio
Martedì 19 Aprile 2011, 16.13.31
4
Capolavoro degli svizzeri che hanno pure migliorato rispetto a Dial hard che già era grande. Purtroppo da qui in poi la vena dei lentoni ha preso il sopravvento, pur rimanendo una band di gran classe. Qui di filler non ce ne sono...R.I.P. Steve, grande singer.
Rock Of 80's
Martedì 22 Febbraio 2011, 13.24.04
3
il disco piùbello degli svizzeri è proprio questo. Originali + cover tutte da urlo! Nove in pagella per G.
Raven
Martedì 22 Febbraio 2011, 8.29.22
2
MI associo.
Crushed Liver
Martedì 22 Febbraio 2011, 0.58.39
1
Album che non propone nulla di trascendentale ma proprio per questo risulta sincero, cristallino e travolgente. Vorrei porre un saluto, dovunque sia, a Steve Lee a cui il destino ha riservato un epilogo beffardo ma al tempo stesso affascinante : andarsene coronando il sogno della sua vita.
INFORMAZIONI
1996
Ariola Records
Hard Rock
Tracklist
1. Sister Moon
2. Make My Day
3. Mighty Quinn (Quinn the Eskimo)
4. Movin' On
5. Let It Be
6. Father Is That Enough
7. Sweet Little R'R'
8. Fist In Your Face
9. Ride On
10. In The Name
11. Lay Down The Law
12. Hole In One
13. One Life, One Soul
14. He Ain't Heavy, He's My Brother
Line Up
Steve Lee - voce
Leo Leoni - chitarra, cori
Marc Lynn - basso
Hena Habegger - batteria
 
RECENSIONI
78
74
79
78
80
75
71
68
83
89
79
ARTICOLI
22/10/2014
Live Report
GOTTHARD + PLANETHARD
Orion Live Club, Ciampino (RM), 15/10/2014
04/10/2011
Intervista
GOTTHARD
Un anno senza Steve, ma la vita deve andare avanti
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]