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Twinspirits - Legacy
( 2874 letture )
Il nome di Daniele Liverani è legato a quello di diversi moniker, quali Genius, Cosmics, Khymera, Twinspirits, ecc. Da un po' di tempo a questa parte, suona con lui un gruppo di musicisti affiatato, costituito da Dario Ciccioni (batteria), Alberto Rigoni (basso) e Tommy Ermolli (chitarra): che si tratti di un loro progetto solista o di una delle band sopra menzionate, lo zoccolo duro è rappresentato proprio da questa formazione di base. Ebbene, a furia di suonare insieme per progetti a volte anche alquanto diversi, probabilmente Daniele e soci hanno fatto un po' di confusione, perchè questo nuovo lavoro dei Twinspirits ha ben poco di accostabile a quanto finora avevamo potuto ascoltare con questo moniker. In passato, infatti, avevamo apprezzato di questa band la capacità di realizzare un perfetto equilibrio tra tecnica, potenza e melodia, innestate su una forma progressiva, con una notevole cura per i particolari ed una grande forza espressiva: tutte qualità che erano culminate nel bellissimo album The Forbidden City del 2009. Purtroppo, ben poco di tutto ciò smbra potersi riscontrare nel nuovo Legacy.

Anzitutto, stranamente, per la prima volta, viene messa da parte l'idea del concept-album, preferendo invece una formula simile a quella adottata di recente dai Seventh Wonder: la prima parte del disco, infatti, è composta da brani a sè stanti slegati tra di loro, mentre la seconda parte è riservata ad una lunghissima suite, nello specifico suddivisa in cinque parti.

La prima parte del disco, deludendo qualsiasi aspettativa, obiettivamente non va molto oltre la mediocrità, si tratta di brani dove la grinta, le trame progressive, le geniali intuizioni a cui i Twinspirits ci avevano abituati, sono del tutto assenti o compaiono solo a sprazzi. Già l'iniziale Senseless è un interminabile brano di oltre otto minuti che fatica a partire e quando finalmente entra nel cuore della traccia si assesta su ritmi irrimediabilmente lenti; Pay for their art ha momenti senz'altro molto più veloci, ma manca della giusta aggressività. Blind Soul passa via senza lasciare il segno, mentre finalmente solo con Slave to the World si può ascoltare un brano davvero interessante, con una bellissima prova della sezione ritmica e simpatici duetti tra chitarre e tastiere. A seguire, Don't kill your dreams è una canzone tendenzialmente più melodica, con un bel ritornello e bei cori, mentre Over and over again non riesce mai ad incanalarsi verso la migliore direzione: il lavoro tastieristico è molto buono, ma a volte appare un po' avulso rispetto al resto della band. L'unica autentica nota positiva, rispetto a quanto finora ascoltato nella tracklist, è rappresentata dalla performance del cantante Goram Nystrom, semplicemente sublime in tutte le sue interpretazioni, con la sua voce che riesce ad essere calda, potente, intensa e sempre molto espressiva.

La seconda metà del disco è sostituita, come anticipato, dalle cinque parti di The Endless Sleep e qui il livello si eleva sensibilmente, anche se non appare sufficiente a far compiere un significativo salto di qualità a tutto l'album. La suite è ispirata ad una storia, che, in estrema sintesi, tratta di un personaggio morto prematuramente, al quale sarebbe stata data la possibilità da parte di un'entità superiore, di tornare in vita, a patto di compiere una missione. La prima parte è puramente sinfonica, mentre nella seconda, What am I supposed to do, si possono ascoltare interessanti spunti metal prog, ma anche qui solo un po' a sprazzi, perchè la canzone si concentra troppo sul ritornello, ripetuto fino alla nausea. Più riuscita la terza parte, Legacy, dove si può ascoltare un buon ritmo, che sorregge belle melodie, nonchè l'ennesima splendida prestazione da parte di Nystrom. I'm leaving this world poteva essere a questo punto l'occasione per segnare un cambio di passo nella suite, che puntualmente però non avviene, per quanto si possa scorgere il tentativo di ottenere qualcosa che possa esprimere un senso di forte drammaticità. D'altronde, anche a livello di concept, si tratta di un momento importante, perchè il protagonista pone fine definitivamente alla sua esperienza terrena, lasciando il suo corpo. La parte conclusiva, Tell me the truth è parecchio melodica e punta molto sul tema del ritornello, concludendo su atmosfere molto dolci e delicate.

In conclusione, Legacy non riesce davvero a convincere: il disco è ben suonato e soprattutto il cantante Nystrom è in grande spolvero, ma il songwriting stavolta non riesce ad essere all'altezza delle precedenti produzioni della band. La suite The Endless Sleep non è di certo disprezzabile, ma siamo lontani nel complesso dagli standard qualitativi del gruppo, così come le soluzioni tecniche adottate spesso sono troppo semplicistiche e scontate. Un album destinato a deludere perciò sia gli amanti del metal che del prog: forse incontrerà i favori di qualche fan di recital alla Trans-Siberian Orchestra, che potrebbe trovare gradevoli alcuni brani, specialmente in alcuni passaggi incentrati su voce e piano, ma di certo mancano nel complesso quella verve, quella magnificienza e quella armoniosità che si ritrovano nel progetto di Paul O'Neill. Si poteva fare meglio, peccato davvero.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
42.32 su 31 voti [ VOTA]
Sy
Mercoledì 13 Aprile 2011, 17.36.57
8
Li ho sentiti live giusto la fine di marzo, a vicenza, e devo dire che non li ho apprezzati come pensavo. Resta il fatto che l'album mi è piaciuto molto, soprattutto la Suite. Può darsi che abbiano provato a lavorare in modo diverso dal solito, ma la qualità trovo ci sia tutta. Poi, i gusti son gusti, ma almeno un 70 da conto mio se lo meritano. E un applauso a Goran, il cantante Svedese pazzo!! Non so chi adoro di più tra lui e Ciccioni!
Holydiver
Giovedì 10 Marzo 2011, 19.05.29
7
Non metto in dubbio che la tecnica ci sia, mentre sulle idee sono meno d'accordo. Non passi l'idea però che ho dato un ascolto superficiale, perchè non è mia abitudine dare giudizi affrettati, specialmente quando si parla di dischi di una certa complessità. Peraltro, ho sempre apprezzato tutta la loro produzione,compreso il disco precedente che mi era piaciuto non poco. Stavolta però sono rimasto alquanto deluso, più l'ascolto e meno mi prende....
Franco 73
Mercoledì 9 Marzo 2011, 14.17.15
6
Mi sembra che 55 sia un voto decisamente ingiusto per un disco come questo. La tecnica c'è, e ci sono anche le idee. Ascoltato bene è anche capace di dare quelle emozioni che solo la buona musica sa dare.
enrico86
Lunedì 7 Marzo 2011, 16.23.27
5
55 a sto disco?! Questi si mangiano più di due terzi della scena prog-metal di questi anni....
Salvatore
Martedì 1 Marzo 2011, 20.44.34
4
Al momento vedo una differenza abissale tra il voto del recensore e dei lettori (e questo dice tutto). Non l'ho ascoltato tutto con attenzione ma finora mi sembra che la migliore sia Slave to This World
Zarathustra
Mercoledì 23 Febbraio 2011, 9.44.51
3
lucydark continua la sua crociata contro gli artisti italiani. Niente di nuovo sotto il sole -.-
Khaine
Martedì 22 Febbraio 2011, 23.49.09
2
Francamente continuo a non capire cosa abbia tanta gente contro Liverani. Non è che si tratta d'invidia?
lucydark
Martedì 22 Febbraio 2011, 8.00.30
1
cazzo liverani è un incubo, basta fare dischi!
INFORMAZIONI
2011
Lion Music
Prog Metal
Tracklist
1. Senseless
2. Pay For Their Art
3. Blind Soul
4. Slave To The World
5. Don?t Kill Your Dreams
6. Over And Over Again
7. The Endless Sleep: I The Endless Sleep
8. The Endless Sleep: II What Am I Supposed To Do
9. The Endless Sleep: III Legacy
10. The Endless Sleep: IV I?m Leaving This World
11. The Endless Sleep: V Tell Me The Truth
Line Up
Goram Nystrom (lead and backing vocals)
Tommy Ermolli (guitars)
Daniele Liverani (keyboards)
Alberto Rigoni (bass)
Dario Ciccioni (drums)



Robin Olson (additional orchestration, violins and violas on "The Endless Sleep")
 
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