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Ancient Dome - Perception Of This World
( 2496 letture )
Il grande momento di rinascita vissuto in tempi recenti dal thrash metal ottantiano, ispirato ai grandi titani della fertile zona di San Francisco, tocca con successo anche la scena italiana, attraverso l'esperienza ormai decennale e la grinta scoppiettante dei lombardi Ancient Dome, thrashers tricolori che tengono ben alta la bandiera del nostro Paese e quella del più amato, forse, sottogenere metallico in circolazione. Provenienti da Saronno (Varese) e fondati nel 2000, gli Ancient Dome sono riusciti nella piccola impresa di pubblicare un live album dopo un primo demo, quindi altri due EP prima di giungere al debutto soltanto nel 2009, col ben accolto Human Key, disco che li ha consolidati nella scena underground nostrana. La svolta storica della band era arrivata nel 2004, quando il progetto iniziale -adagiato su lidi più classic heavy- aveva lasciato spazio ad una forte inclinazione thrash, portando i Nostri indietro nel tempo fino alla gloriosa decade d'oro dell'acciaio internazionale. Ancora scritturati dalla Punishment 18 Records, i quattro lombardi, guidati dal vocalist e guitarist Paolo "Paul" Porro tornano ora in azione col nuovo album, Perception of this World, griffato dallo splendido logo acuminato, anch'esso degno figlio della tradizione. otto tracce, due strumentali e un'intro di quasi un minuto costituiscono l'ossatura di un platter valido e incoraggiante, che abbina sonorità molto tirate e linee vocali più digeribile, andando a costituire una proposta valida e indicata a chi ama i lavori dei primissimi Metallica, Exodus e compagnia tambureggiante proveniente dalla mitica Bay Area.

Quello che balza immediatamente all'orecchio è il riffing ad alta tensione, abbinato a vertiginose accelerazioni; la sezione ritmica, guidata alle pelli da Giorgio "Joe" Alberti, è decisamente elettrizzante nella sua foga martellante ultrarapida, e l'orgasmica combinazione d riff e rullate 'a rincorsa' garantisce l'headbanging forsennato all'appassionato insaziabile di thrash old school. Stop'n'go, ripartenze, velocità e adrenalina infarcisono il disco di elementi ottantiani ipereccitati, anche se la rapidità razziante è talvolta modulata in certi passaggi più ragionati atti a conferire varietà e stratificazione al sound del combo nostrano. A completare il confortante quadro generale vi è una tagliente sezione solista, imperniata su assoli fluidi e ben strutturati melodicamente. Il vocalism di Porro è pulito, semi-urlato, non troppo conforme agli standard adrenalinici al vetriolo canonici del thrash californiano ma comunque avvincenti. La struttura dei vari pezzi non è assolutamente piatta o monotona, anche perchè la scaletta non è infarcita di pezzi ugualmente martellanti dal primo all'ultimo secondo, come spesso accade in tante pubblicazioni di thrash ignorante privo di ogni minimo orpello stilistico; come si diceva in incipit, spicca il riffing eccellente, di vero stampo thrash, talvolta alternato, a folle velocità, ad una serie di riff più melodici, tesi a spezzare la tensione e ripartire a briglia sciolta, fattore quest'ultimo che vale un suono più articolato e affilato. La notevole melodia dei guitar solos viene alternata alla spudorata ripetizione del riff portante, generando un effetto altamente esplosivo. Non viene mai a mancare una certa venatura melodica, sia vocale che musicale, nel senso che il thrash proposto da questi metallers italici non è estremizzato e cacofonico ma ispirato fieramente al Bay Area sound. Nel complesso, menzione speciale per la sezione ritmica e la produzione, mentre gli ultimissimi pezzi appesantiscono un pò il giudizio, che sarebbe stato ancor più entusiastico se la durata del full length si fosse stabilizzata su trentacinque-quaranta minuti anzichè i quarantasette effettivi. Piccolezze, dinnanzi ad una tecnica, una struttura, un songwriting, un'aggressività ritmica ed una melodia letale più che distinte.

Superata l'intro, l'opener Liar sintetizza con la sua foga e la sua velocità l'intera direzione stilistica degli Ancient Dome: adrenalina, ritmica e riffing martellante, assoli non stellari ma validi, un continuo 'mordi & fuggi' quasi implacabile. Vocals non da delirio ma gradevoli e abbastanza dinamiche, come sarà per tutta la durata del disco. When Day Dies s'apre con un assolo sferzante e prosegue sulle ali di un azzeccato refrain vocale, circondato dalla canonica scorribanda di riff impazziti; Predominance mette ben in mostra la sapiente alternanza tra riff serrati ed eccitanti con altri più moderati e melodici, mentre Perception of this World, la titletrack, accelera improvvisamente attorno ai due minuti: dopo una lunghissima intro pacata abbastanza armonica, la sezione ritmica inizia a martellare la consueta sfuriata fast'n'furious, con le chitarre pronte a mitragliare seccamente riff al vetriolo. Immancabile, un assolo da capogiro. Da citare gli esaltanti ed eclettici incroci di riff e trame chitarristiche di pezzi come Confused Certainty, cucite dalla ritmica velocissima e tambureggiante. Purtroppo viene in parte steccato l'episodio-ballad (Dream Again, leggermente noiosa), mentre dopo una discreta strumentale (Gordian Knot) si giunge ad alcune ulteriori, poderose mazzata di thrash violento e melodico scavezzacollo (Face The Facts, DevastHate) che poco aggiungono ad un album incalzante, eccitante, adrenalinico: thrash, thrash, thrash, fottutamente thrash, come negli Eighties, nulla di più, nulla di meno. Chi ama quel periodo e quelle sonorità, lo apprezzerà sicuramente.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
44.89 su 19 voti [ VOTA]
NIkolas
Giovedì 24 Febbraio 2011, 0.40.27
3
Mi correggo: parlo di Human Key, che non era demo ma già sotto Punishment 18, chiedo venia
Nikolas
Giovedì 24 Febbraio 2011, 0.39.59
2
L'ultimo demo mi era piaciuto davvero molto, ora ascolterò fiducisoso questo, bravi ragazzi!
fdrulovic
Giovedì 24 Febbraio 2011, 0.14.03
1
Voto giusto.Ovunque questo disco è stato trattato con sufficienza, in tutti i sensi, ma in realtà è un bel disco di thrash. Ce ne fossero.A me è piaciuto,
INFORMAZIONI
2010
Punishment 18 Records
Thrash
Tracklist
1. Intro (Mission)
2. Liar
3. When Day Dies...
4. Predominance
5. Perception of this World
6. Confused Certainty
7. Dream Again
8. Gordian Knot
9. Face The Facts
10. Collision
11. DevastHate
Line Up
Paolo "Paul" Porro - Guitar, Vocals
Alessandro "Ale" Fontana - Guitar
Matteo "Cuz" Cuzzolin - Bass
Giorgio "Joe" Alberti - Drums
 
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