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Jag Panzer - The Scourge Of The Light
( 3343 letture )
Nella musica, col termine cult band si intende un gruppo musicale che, pur non avendo raggiunto il successo nel grande pubblico, gode tuttavia di grande considerazione fra i propri ammiratori o della critica” (cit. Wikipedia).

Sono ormai trent’anni che i Jag Panzer convivono con lo scomodo appellativo di cult band. Loro malgrado, infatti, alla band di Colorado Springs si attagliano in tutto e per tutto i cliché di questa definizione. Attivi sin dal 1981 col monicker Tyrant, modificato successivamente per problemi di omonimia, i nostri arrivano al primo Lp nel 1984 con lo storico Ample Destruction che ne mostra da subito i connotati portanti: heavy metal possente, melodico negli assoli del guitar hero Joey Tafolla, memore della lezione del metal inglese e al tempo stesso dell’esplosione speed/thrash, con un senso tutto americano per il ritornello anthemico. In una definizione, padrini dello US Power Metal, corrente che include altre grandi band quali Savatage, Armored Saint, Vicious Rumors e soprattutto Metal Church. Gruppi questi che a dispetto dell’enorme valore non troveranno mai il grande successo, scavandosi però una nicchia di tutto rispetto nel cuore degli estimatori del metallo. Cult band appunto, con tutto quello che significa. Perché col rispetto ci si riempie il cuore ma spesso non il portafogli e a forza di strette di mano nonostante album ottimi e concerti da cardiopalma, si può anche credere che la fortuna abbia altri paladini da tenere d’occhio. Il gruppo si scioglie durante le registrazioni del secondo album per tornare poi nel 1994, in piena era grunge, riprendendo una scalata interrotta troppo presto. Altri grandi album, tra cui lo splendido Thane To The Throne del 2000, e una attitudine mai venuta meno, fanno di questa band una delle più oneste e pure della scena. Arriva un altro stop nel 2004, a cui fanno seguito una lunga pausa e l’abbandono del talentuoso solista Chris Broderick, arruolato sul vascello Megadeth. Torna in formazione Christian Lasegue che era stato nella band durante le registrazioni del secondo album e i nostri trovano l’orgoglio e la forza di riproporre il loro roccioso e potente heavy metal alle soglie del 2011, spengendo così nel migliore dei modi le trenta candeline dall’inizio della loro storia.

The Scourge of The Light rilasciato dal colosso SPV/Steamhammer ha tutte le caratteristiche che ci si aspettano da un gruppo con una carriera di così lungo corso che non ha però rinunciato ad arricchire il proprio sound con nuove sfaccettature. L’album si allontana dagli ultimi prodotti in casa Jag Panzer, come era lecito attendersi dopo uno stop così prolungato. La band non ha certo rinnegato il proprio stile né ha tentato improbabili evoluzioni: si può dire che abbia al contrario cercato di fare un passo indietro asciugando le proprie composizioni a favore di un impatto meno ampolloso e più “live”, senza però rinunciare ad inserire partiture più complesse e strutturate in alcune canzoni. Nell’album troviamo quindi un approccio legato al metal più diretto, come nell’opener Condemned To Fight vicina allo speed/thrash più possente e terribilmente anni ’80 nel ritornello, nell’anthem Call To Arms, nella cavalcata speed Let It Out, e nella cadenzata Union che rimanda direttamente ai maestri Judas Priest. A questa apparente semplificazione fa da contraltare una ricerca di venature meno scontate che, senza raggiungere gli arabeschi e le strutture ardite del progressive, dimostra come la band abbia imparato a gestire gli eccessi del precedente Casting The Stones piegandoli all’ottimizzazione delle canzoni. Si tratta di brani come Setting of The Sun orchestrale e magniloquente, l’arabeggiante Bringing On The Night dagli intrecci vocali suadenti, Burn canzone che sembra quasi provenire da un incestuoso incrocio tra Judas Priest e King Diamond, e la conclusiva sepolcrale The Book of Kellis, brano epic su cui cala un’atmosfera quasi sinfonica, con degli archi spettrali che ne esaltano l’atmosfera eroica. Con Cycles il baricentro si sposta verso arrangiamenti moderni, vagamente simili a quanto proposto dai Judas in Jugulator, un esperimento riuscito. Il gruppo cerca un bis stavolta non perfettamente centrato nella successiva Overlord, un po’ faticosa nel suo incedere. Ricordando che stiamo comunque parlando di un album dei Jag Panzer siamo quindi di fronte ad una piccola rivoluzione che, a mio avviso, non ha il semplice scopo di svecchiarne il sound. E’ come se il gruppo avesse cercato di raggiungere un equilibrio compositivo che cogliesse tutte le proprie incarnazioni che si sono succedute nel tempo. L’operazione slega il platter dal concetto di tempo e lo rende superbo ma al tempo stesso aperto: pregno di tutto quello che può significare la parola heavy metal nel senso più ampio e puro, senza fare di questo concetto un puro mausoleo alla memoria e restituendolo invece come elemento vivo e dinamico. Un’opera che rende merito ai suoi autori. La stupenda voce di Harry “The Tyrant” Conklin non solo non sembra risentire minimamente del tempo ma assume ancora sfumature nuove mantenendo una estensione davvero incredibile unita a tanta potenza. Una caratteristica che rimanda direttamente al miglior Bruce Dickinson e, soprattutto, all’eroe di gioventù Ronnie James Dio, omaggiato apertamente in Let It Out. La chitarra di Lasegue si cala perfettamente nell’atmosfera del disco, riempiendo e completando le strutture dei brani col suo stile neoclassico e melodico che, a conti fatti, non fa rimpiangere l’illustre predecessore. Ma è tutta la band a girare ad alti livelli ponendosi al servizio delle composizioni e confermando al tempo stesso l’elevato valore di ciascuno nel proprio ruolo.

Cult band dicevamo, con tutto quel che ne consegue. Nel suo complesso, infatti, si tratta di un lavoro che non farà la Storia, legato a strutture e armonie tipiche ed ampiamente sfruttate anche nei momenti più ricercati. Eppure nel suo essere classico e familiare non troviamo momenti di debolezza evidenti o canzoni non ispirate, né tanto meno autocompiacimento fine a se stesso. C’è solo buona musica, leggermente retrò nel gusto ma splendidamente interpretata, melodica ma strutturata, suonata con passione e tiro da una band che merita non solo rispetto ma anche e finalmente un riconoscimento profondo. Un disco del genere, infatti, può piacere davvero a tutti per merito del suo alto valore intrinseco e mi auguro che lo status che circonda questo nome non induca a sottovalutare un album davvero buono che girerà a lungo nei vostri lettori e magari vi condurrà alla scoperta dei lavori migliori di questa splendida, grande band.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
49.23 su 30 voti [ VOTA]
Lizard
Giovedì 23 Maggio 2013, 0.56.44
14
Guarda... Aspettavamo giusto te. Sono due redazioni diverse come potrai notare dalla nostra pagina staff. Comunque, di roba da fare ce n'e' tanta, sicuramente tocchera' anche ai Jag Panzer.
theclansman74
Giovedì 23 Maggio 2013, 0.45.47
13
Scusate,ma che aspettate a recensire gli altri capolavori dei jag panzer? Avete recensito tutti i nightwish e qui non siete neanche a meta', Da pazzi ! O forse sono io che sono invecchiato..... Conklin e soci tra i piu grandi di sempre
Flag Of Hate
Venerdì 29 Luglio 2011, 19.53.40
12
Che tristezza sapere che questo sarà ricordato come il canto del cigno dei cari vecchi Jag.... era davvero belluccio, speravo che fosse il nuovo inizio, invece è andata così. Me li ricorderò per sempre, "Ample Destruction" e gli altri grandi lavori. 80/100
PanTheoN
Venerdì 29 Luglio 2011, 19.10.29
11
Grandissima band, gli Jag Panzer, che purtroppo non hanno ottenuto il il successo che meritano. Non credo di esagerare dicendo che questa band merita di diritto un posto tra i big dell'heavy (Maiden, Priest,..). bellissimo quest'album, anche se secondo me inferiore a Mechanized Warfare. Overlord è forse la traccia migliore scritta dal combo americano, non c'è proprio niente da dire
zerba
Venerdì 11 Marzo 2011, 17.05.06
10
bello, davvero bello questo nuovo lavoro: l'ho trovato un prodotto fresco ed ispirato. Il cantante poi è in gran forma, ben fatto JAG PANZER
Sacred Oath
Venerdì 4 Marzo 2011, 18.46.42
9
Potenti, preparati, umili e agguerriti... JAG PANZER means US METAL!!!
Lizard
Mercoledì 2 Marzo 2011, 21.25.10
8
La cosa non può che farmi piacere Tenebra Occulta!
tenebra occulta
Mercoledì 2 Marzo 2011, 21.03.33
7
Finalmente l'ho ascoltato. Ben suonato, meno complesso (per fortuna) del precedente ma anche meno veloce. Un tappeto sonoro perfetto per la voce stratosferica di Conklyn. Non un capolavoro, ma buona musica da ascoltare e riascoltare. E' straordinario come le tue conclusioni nella rece siano esattamente uguali alle mie!
COSMIC ILLUSION
Giovedì 24 Febbraio 2011, 22.21.29
6
UNA DELLE BAND HEAVY METAL CHE RISPETTO DI PIU'!! !BEN TORNATI
Lizard
Mercoledì 23 Febbraio 2011, 11.59.50
5
Grazie!!! In effetti a me è proprio piaciuto... Si metabolizza bene ma regge agli ascolti. Non è poco!!
Electric Warrior
Mercoledì 23 Febbraio 2011, 9.33.46
4
Bravo Lizard! Ottima e corposa recensione che fa venire l'acquilina in bocca. Mi procuro subito il disco.
tenebra occulta
Mercoledì 23 Febbraio 2011, 0.50.15
3
Molto bene! La prox settimana allora tocca a jag panzer e destruction. A marzo poi esce di tutto da children of bodom, the hounted, burzum ma sopratutto amon amarth! Aspetto con ansia le recensioni!
Lizard
Martedì 22 Febbraio 2011, 22.45.20
2
Tenebra Occulta: vai a colpo sicuro allora!!!!
tenebra occulta
Martedì 22 Febbraio 2011, 22.24.27
1
Li conobbi con lo spettacolare The age of mastery. E' una vita che non si fanno sentire, spero in un ritorno potente, epico e VARIO cnme da tradizione. quando usci' quel disco nel '98 spazzò via metà del power fantasy birraiolo in voga in quegli anni.
INFORMAZIONI
2011
SPV/Steamhammer
Heavy
Tracklist
1) Condemned To Fight
2) The Setting of The Sun
3) Bringing On The End
4) Call To Arms
5) Cycles
6) Overlord
7) Let It Out
8) Union
9) Burn
10) The Book of Kellis
Line Up
Harry “The Tyrant” Conklin: Voce
Chris Lasegue: Chitarra solista
Mark Briody: Chitarra
John Tetley: Basso
Rikard Stjernquist: Batteria
 
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