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Balrog - A Dark Passage
( 1717 letture )
Avevo lasciato i Balrog nel 2008 alle prese con il demo The Rise, un lavoro che pur non essendo di per sé stesso da disprezzare, soffriva troppo di una prestazione vocale assolutamente priva di ogni controllo, che inevitabilmente ne appiattiva la resa finale. Nonostante ciò avevo alla fine deciso di gratificarlo di un voto non malvagio, più che altro a causa del fatto che la notizia dell'abbandono del gruppo da parte proprio del cantante "incriminato", mi aveva indotto ad immaginare le potenzialità del disco veicolate da un cantante decente: l'uscita di A Dark Passage offre proprio questa possibilità. L'album in questione, infatti, non è altro che il demo appena ricordato reinciso di sana pianta con l'utilizzo di un nuovo cantante, ossia Stefano Castagna che rileva il posto che fu di Roberto Pavesi. Le qualità ed i difetti musicali del demo sono quindi ovviamente replicati anche qui, ma ridimensionati dalla qualità della rimasterizzazione che rende il suono maggiormente incisivo e fruibile, rendendo migliore la resa di una proposta che per sua natura oscilla tra diversi generi quali thrash, epic, prog, heavy, toccandoli tutti senza mai entrare organicamente a fare parte di nessuno di questi. In generale, possiamo pertanto sostenere dire che la musica dei Balrog è un ibrido potenzialmente in grado di soddisfare una gamma piuttosto ampia di ascoltatori. A fare il resto -come detto- il netto miglioramento seguente al cambio del vocalist, che aumenta le potenzialità di ogni pezzo.

Tutta la tracklist mantiene le sue prerogative, con momenti molto pesanti alternati a passaggi melodici che alleggeriscono una atmosfera generale che comunque conserva sempre la propria impronta metallica. The Wait mette subito in mostra la vena oscura di tutto l'album, ed anche una compattezza esecutiva sulla quale spicca leggermente il drumming di Tommaso Colombo, ma sono i cambi di atmosfera di At The Black Gates (di sapore Tolkieniano) ed ancor di più quelli di The Rise a spiegare al meglio quali siano le migliori qualità della proposta dei Balrog. Molto immediata la rasoiante Shadows, più canonica rispetto al resto della tracklist, poi la strumentale Tears fa da preludio a Change Woman For Hell, riuscito mid-time che nella parte finale sale di tono sì da introdurre degnamente la conclusiva Perpetual Circle, la canzone più strutturata del lotto, che probabilmente può essere utilizzata dall'ascoltatore quale riassunto delle qualità del gruppo.

Niente di particolare, ma un lavoro piacevole che mette in luce più che altro le potenzialità di un gruppo di musicisti i quali, potenzialmente, possono evolvere in futuro verso uno standard più elevato e più in grado di rendere giustizia alle loro qualità. Per il momento queste stesse qualità sono ancora ad un livello poco più che embrionale, ma sono comunque percepibili. Come sempre accade in questi casi, solo il futuro ci dirà se i Balrog sono solo una band da "salvezza tranquilla" o se saranno in grado di dire la loro nel campionato metal nazionale.




VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
32.82 su 17 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2010
My Graveyard Productions
Heavy
Tracklist
1. The Wait
2. At The Black Gates
3. The Rise
4. Shadows
5. Tears
6. Change Woman For Hell
7. Perpetual Circle
Line Up
Stefano Castagna (Voce)
Stefano Luoni (Chitarra)
Andreas Tibiletti (Chitarra)
Andrea Bossi (Basso)
Tommaso Colombo (Batteria)
 
RECENSIONI
67
s.v.
 
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