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Turisas - Stand Up And Fight
( 5702 letture )
Per la gioia di chi temeva il crollo e la delusione di chi attendeva un capolavoro, signore e signori, ecco a voi Stand Up And Fight. Viste le dichiarazioni rilasciate dalla band nei giorni precedenti, mi attendevo un album diretto, sfrontato, senza tanti fronzoli. Invece, ci troviamo di fronte al disco forse più cinematografico dei Turisas, a partire proprio dalla ormai nota copertina, che sembra espressamente una locandina da film eroico anni 50/60. Un approccio che si trasferisce direttamente alla musica del gruppo che, fateci caso, segue un andamento proprio da storyboard hollywoodiana, con tanto di finalone romantico/trionfante. Il disco ne esce fuori decisamente strutturato in maniera più lineare e gradevole: si percepisce lo sforzo della band di dare un’identità precisa ai singoli brani e di inserire ciascuno di essi in un contesto narrativo sensato. Operazione già tentata su The Varangian Way, ma che in questo disco raggiunge un livello ancor più elevato. Stand Up And Fight si inserisce quindi nel filone già intrapreso dalla band, esasperandone gli arrangiamenti e le componenti liriche e, di conseguenza, levigando ulteriormente il sound barbarico e gli elementi folk di Battle Metal. Non aspettatevi quindi fuochi d’artificio o mirabolanti invenzioni: se siete fan del gruppo, sapete cosa vi aspetta, anche se probabilmente non vi mancheranno le sorprese –se belle o brutte, dipende molto dai vostri gusti e aspettative-. Discorso diverso, invece, per chi non conoscesse la band ed il suo universo sonoro: Stand Up And Fight grazie al suo equilibrio compositivo e all’accuratezza maniacale negli arrangiamenti e nelle parti vocali, al suo gusto dichiaratamente teatrale e magniloquente, può senz’altro essere un ottimo punto di partenza per intraprendere il viaggio, anche per i non avvezzi a sonorità metal.

Parlando di “levigatura” del sound non voglio spaventare troppo i fan di vecchia data: non si tratta di una commercializzazione spinta e non vi troverete di fronte un disco easy-power gonfio d’aria. Il marchio dei Turisas è impresso a fuoco su questi solchi. Diciamo semplicemente che il gruppo ha scelto di amplificare alcuni aspetti già presenti nella propria musica, tenendone altri più in ombra ed a freno: una scelta che è conseguenza diretto dello script che il gruppo ha scelto di seguire nello svolgersi delle canzoni. Grande importanza rivestono infatti i fiati (in particolare le trombe), gli archi e il coro operistico, con l’evidente intenzione di dare al tutto un’impronta “imperiale” e magniloquente che esalti le gesta dei guerrieri Variaghi; una “gabbia” di arrangiamenti che soverchia e rinchiude tutti i brani dell’album, appiattendoli non poco, invero. Ovviamente, e non lo ripeterò più, la produzione è assolutamente incredibile, fantastica e perfetta sotto ogni aspetto.
Giusto per un’infarinatura storica di riferimento, dirò che i Variaghi (chiamati Rus’ dalle popolazioni slave di quei territori) furono guerrieri vichinghi svedesi che a partire dall’IX secolo D.C. si spinsero lungo i fiumi russi fino a raggiungere, attraverso essi, il Mar Morto e la corte dell’Imperatore Romano d’Oriente. Fondarono il primo Stato Russo con capitale Kiev e numerose stazioni, porti commerciali e fortificazioni, stabilirono commerci e compirono razzie e, nel 988, i rapporti tra lo Stato Russo di Kiev e Costantinopoli giunsero a un accordo grazie al matrimonio tra la figlia dell’Imperatore Basilio II e il Principe di Kiev, Vladimir I. Grazie a questo accordo, 6000 soldati Variaghi furono chiamati a fondare la Guardia dell’Imperatore, divenendone presto una elite riconosciuta e temuta che, tra alterne vicende, restò a difesa della città (da loro chiamata Miklagard o Mikligardur), fino alla sua caduta ad opera degli Ottomani nel 1453. Eventi storici già tracciati dal gruppo nel precedente The Varangian Way, che vengono ripresi ed ampliati nel presente Stand Up And Fight a partire dalla nota opener The March of The Varangian Guard; il racconto si interrompe quindi con la caduta di Costantinopoli e la fine dell’epopea Variaga.

Ma, insomma… Com’è questo disco? Più semplice e lineare, dicevamo. Più maestoso e cinematografico. Molto meno “metal”, molto meno folk, molto meno aggressivo. Ragionato e strutturato, con una componente power che per forza di cose viene esaltata, Stand Up And Fight sembra quasi ricollegarsi musicalmente ad opere rock teatrali sul modello di Jesus Christ Superstar o del più recente Nostradamus di Nikolo Kotzev, mentre la grande versatilità del singer Mathias Nygard e la presenza del coro, riescono a supplire all’assenza di altre “voci” e personaggi. I brani prediligono mediamente una velocità sostenuta, con un grande profluvio di archi, fiati e cori, parti vocali apertamente teatrali e un uso più limitato e ragionato del growl, che diventa componente secondaria, mentre il cantante predilige i toni medio-bassi e baritonali della propria estensione. Eccezioni a questa regola si riscontrano qua e là: i primi due brani sono infatti dei mid tempos lirici ed intensi, in particolare Take The Day!, che esibisce un ritornello hollywoodiano ruffianissimo; Hunting Pirates è il brano più apertamente folk e raggiunge quasi vette prog, rimanendo scanzonato e un po’ pacchiano (parola che, parlando di questo gruppo, è comunque inevitabile); infine, la conclusiva The Bosphorus Freezes Over, con le sue armonie corali “russe”, che è in tutto e per tutto un bellissimo brano da colonna sonora. Mi sento inoltre di sottolineare la “citazione” –non so quanto voluta- di My Way presente in End of An Empire, perché non ho veramente potuto fare a meno di notarla.

Insomma e ancora… Com’è Stand Up And Fight? Dipende davvero dai gusti di chi ascolta e dalle sue aspettative. Personalmente l’ho gradito e applaudo la maturità e lo sforzo compositivo della band, il suo “osare” spingendo ai massimi livelli certi aspetti già insiti nella propria musica, che qui raggiungono un apice forse irripetibile. Certo non si può davvero non rimarcare che chi si attendeva brani guerrieri e ferocie barbariche rimarrà profondamente deluso, trovandone traccia solo in Venetoi! Prasinoi!, comunque strapiena di trombe; altrettanto delusi saranno tutti i folk metallers della prima ora, davanti ad un disco così patinato ed esteticamente perfetto, che porta in piena luce in un solo episodio –peraltro non eccelso- l’ispirazione folk. Io credo che la giusta interpretazione del disco vada ricondotta al percorso lirico intrapreso: la storia dei guerrieri Variaghi. In quest’ottica, l’evoluzione sonora della band è perfettamente concepibile e coerente: dopo le rapide e la conquista territoriale di un Regno in guerra, siamo sbarcati alla Corte dell’Imperatore Romano d’Oriente. La ricchezza e la potenza di quest’ultimo, i costumi raffinati e sontuosi della sua Corte e il calore mediterraneo del Bosforo, sono resi perfettamente dalla band. Il giudizio complessivo non può quindi prescindere dal tenere conto di questi fattori esaminando l’evoluzione coerente e necessaria del sound della band. Che questo sia sufficiente a fare di Stand Up And Fight un grande disco, o anche solo superiore ai suoi predecessori, però, è tutto da dimostrare. Come resta da dimostrare che questa sia l’incarnazione nella quale la band si esprime al suo meglio. A livello compositivo sono evidenti una certa stanchezza e anche una “pesantezza” di ascolto inedite: i primi tre brani non fanno davvero gridare al miracolo, il ritornello della title-track è veramente tirato via e per tutto l’album si percepisce chiaramente la mancanza di canzoni veramente superiori a quanto proposto dai Turisas fino ad oggi (con l'eccezione della citata End of An Empire: un vero capolavoro). Dico questo con la piena consapevolezza che scrivere e, soprattutto, arrangiare brani del peso specifico di quelli qui presenti resta appannaggio di pochi fortunati. Tenendo conto di questi fattori e ricordandoci sempre che stiamo parlando di un disco così ricco e compositivamente denso da richiedere decine di ascolti per essere assorbito realmente, non resta che lanciare un facile pronostico: Stand Up And Fight a differenza dei due album che lo hanno preceduto, dividerà ferocemente gli ascoltatori tra i delusi e chi lo esalterà come capolavoro assoluto. La Storia ci dirà quale fazione prevarrà. Senza pormi salomonicamente nel mezzo, dirò che nonostante l'evidente maturità compositiva raggiunta dal gruppo, lo ritengo inferiore al suo predecessore ma comunque di un livello difficilmente raggiungibile per altri gruppi. I Turisas si pongono al di sopra della mischia, in un territorio in cui pochi osano, e lo fanno con forza e orgoglio. A voi scegliere se seguirli o meno.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
64.51 su 74 voti [ VOTA]
zerba
Martedì 10 Settembre 2013, 2.49.29
41
in attesa della recensione del nuovo "Turisas2013" vorrei anticipare che anche quest'ultimo si dimostra riuscito, sulla linea di "Stand Up And Fight": a mio avviso sono riusciti ad evolvere il loro sound, cosa che riesce a ben poche band. Bravi così
Sylvietto36(papi)
Mercoledì 26 Giugno 2013, 21.50.11
40
Se non fosse per End of an Empire, avrei votato 70-75 massimo. Secondo me questo album merita molto, non è alla portata di tutte le band. Si sente chiaramente che questa è gente matura insomma. P.S. La breve nota storica sui Vareghi ha vinto tutto.
il vichingo
Venerdì 14 Giugno 2013, 21.18.33
39
Purtroppo ennesimo disco che esalta al primo ascolto ma poi con il passare del tempo cala in termini di coinvolgimento e freschezza, risultando -almeno per il sottoscritto- una minestra riscaldata e piuttosto insapore dopo numerosi ascolti. Restano molto belle Venetoi Prasinoi (sarà perché sono veneto? Misteri....), l'opener e la frizzante Hunting Pirates, il resto mi concilia il sonno e soprattutto mi induce a ripescare The Varangian way, a mio avviso il miglior lavoro della band. In definitiva uscita soprassedibile, non andrei oltre un 67 massimo 70/100 in un eccesso di generosità. PS: per me i Turisas son sempre stati un gruppo Power (qui molto sinfonico) scivolato per sbaglio nel calderone Folk per motivi che mi sono ancora oscuri, non basta un violino per essere Folk come d'altro canto io personalmente non ho mai visto la minima somiglianza con gruppi come Temnozor, Storm, Skyclad o i Falkenbach per citarne qualcuno a caso. Poi ad ognuno la sua opinione, come sempre.
Theo
Domenica 2 Dicembre 2012, 19.34.44
38
Beh, continuo in completo stile Turisas... Accentuando però la parte operistica e sinfonica (che c'è sempre stata...). Strozzate un po troppo le chitarre e gli strumenti più prettamente metal, messi un po in contorni... Però il risultato finale è molto gradevole, ho preferito The Varangian Way nel complesso, ma questo nuovo lavoro ha senz'altro una maturità compositiva e una ricerca dei dettagli invidiabile e superiore ai precedenti, e di molto anche. Per me, voto: 80
ZAGOR
Martedì 10 Luglio 2012, 15.01.09
37
ottima recensione molto obiettiva ed esauriente bravo ....ho scoperto per caso di recente i turisas ed ho acquistato sia il primo metal battle che l'ultimo in questione! (mi premurero' di acquistare anche il secondo a breve dove ho visto c'e' la cover di rasputin)mi sembrano una band per come si propone e suona un'ottima idea!.......ach finlandia terra di novita'!!
STORMLORD
Venerdì 20 Gennaio 2012, 16.28.55
36
Grandissimo album! La titletrack e la tanto criticata VenotoiPrasinoi sono stupende! STAND UP AND FIGHT!!!!
Master
Mercoledì 2 Novembre 2011, 22.59.59
35
Stand up and fight e fear the fear secondo me abbassano un po' il livello dell'album, livello che comunque rimane più che buono...per me siamo sull'80...ma the varangian way era un'altra cosa...
Finntrollfan
Mercoledì 21 Settembre 2011, 16.50.26
34
Grande disco! Il voto dei lettori mi fa pena
Celtic Warrior
Domenica 4 Settembre 2011, 10.28.50
33
Grande recensione e Buon Album , voto dei lettori troppo basso secondo me .
RedOgre
Lunedì 9 Maggio 2011, 16.00.13
32
Per quanto non sia un esperto di Folk, ma per quel che so e per "assonanza", questo non mi sembra un disco folk. Comunque mi pare un buon prodotto anche perché a me le pompate e le fanfare attizzano non poco. Alcuni pezzi mi lasciano un po' perplesso tipo Venetoi! - Prasinoi! ed anche The great escape, ma credo che con altri ascolti potrei capirli meglio.
Feanor
Venerdì 8 Aprile 2011, 14.55.08
31
Ok, dopo numerosi ascolti posso dire che il disco mi piace molto, ma non è al livello di The Varangian Way. Non è un disco Folk, però, e qui casca l'asino. Però per una volta ho deciso di non badare troppo alla classificazione, perché canzoni come "End of an Empire" veramente non sono molte, oggi come oggi.
Flag Of Hate
Giovedì 31 Marzo 2011, 20.06.46
30
Ho trovato questo disco molto "plasticoso", se si può dire. Troppo sinfonico. Non vorrei venir tacciato di essere un paleoconservatore retrogrado, ma sono convinto che, a certe band, il successo faccia molto male dal punto di vista qualitativo.
Smau
Giovedì 31 Marzo 2011, 17.15.32
29
Bel disco. Un po' sottotono rispetto agli altri 2 lavori secondo me.
Giasse
Martedì 15 Marzo 2011, 0.04.07
28
Bisogna ammettere che il lavoro è di pregio, ma esagerato in termini synpho e strapompato dal punto di vista produttivo. Il gradimento dipende molto dal lato da cui si mira il prodotto: per dirla alla "metallized" è più un album da "Ancient Power" che da "Slow Blackness"... ))
enry
Martedì 8 Marzo 2011, 18.59.34
27
Non mi è piaciuto, le motivazioni sono più o meno quelle di Blackster. Disco sovraprodotto, ritornelli da sagra della salsiccia, componente sinfonica che prende il sopravvento e alle mie orecchie risulta tediosa, sound pompatissimo identico a quello di altre decine di band. Noia.
Fulvio
Domenica 6 Marzo 2011, 21.29.45
26
@Quorth_on : beh fossero tutte della qualità di End Of An Empire le composizioni epico/orchestrali.... Anyway si, end of an empire la vedrei davvero bene come brano soundtrack per un film o uno spettacolo teatrale, che c'e' di male nell'aver provato a comporre musica che potrebbe essere definita "hollywood/film score metal"? mmmm no ok, meglio non definirla così perchè è davvero una definizio oscena. Ai poveri Turisas meglio evitare certi accostamenti.
Quorth_on
Domenica 6 Marzo 2011, 20.49.48
25
End of an Empire è la cristallizzazione del film score metal di Tour Hill
Fulvio
Domenica 6 Marzo 2011, 14.11.50
24
Sinceramente io non amo il Pauer Sinfonico...oddio l'ho amato quando ero un giovincello metalluso e avevo meno di 20 anni... tutto questo 10 anni fa Leggo di gente che mi paragona Stand up And Fight ai lavori dei Rhapsody e company definendolo un disco sinfonico pauerotto fantasy.... -_- Sinceramente questo disco lo trovo molto più epico,la musica classica E' EPICA, di altre opus guerresche tutte growl e sfuriate di chitarre. IO AMO il genere folk metal intendiamoci, amo il black anche nelle sue forme più grezze....ma non riesco a non amare questo disco! Ho apprezzato molto i precedenti lavori della band, ma questo disco che si distacca di molto, anche se l'evoluzione da album a album si sente, è di sicuro il mio preferito! Poi ovvio...de gustibus...
Michele
Domenica 6 Marzo 2011, 12.36.06
23
@Blackster : ci avrei giurato xD
Blackster
Domenica 6 Marzo 2011, 12.05.50
22
Riascoltato diverse volte e devo ricredermi, si esatto... questo non è un buon disco bensì una noia mortale, a parte la componente folk ridotta al minimo, la componente symphonic è opprimente, ritornelloni brutti. Contento colui che ama il symphonic power, io no di certo.
blinder02
Sabato 5 Marzo 2011, 16.20.23
21
ho adorato il predecessore e trovo questo splendido bello davvero
Lizard
Sabato 5 Marzo 2011, 11.04.48
20
Piacere mio... Keep in tune with us!!
HyperX
Sabato 5 Marzo 2011, 9.59.43
19
Grazie per la spiegazione Lizard e devo dire che mi trovo pure d`accordo. Sebbene il ritornello rimanga subito in testa, dopo diversi ascolti perde di incisivita`, segno che forse un po` scontato lo e`... peccato perche` il pezzo nel complesso lo trovo molto buono. alla prossima.
Lizard
Venerdì 4 Marzo 2011, 22.53.59
18
Perdonami tu allora, cercherò di spiegarmi meglio non ha un'accezione strettamente negativa, diciamo che il fatto che rimanga impresso al primo ascolto non sottointende che sia bello, curato, particolarmente espressivo o ricercato. Non è un difetto, intendiamoci, ma credo appunto che, visto il brano, avrebbe dovuto essere un po' meno scontato e banalotto. Spero di eseere stato più esaustivo stavolta!
HyperX
Venerdì 4 Marzo 2011, 22.47.55
17
perdonami ma credo di non conoscere il significato dell'espressione "tirato via"... era comunque solo una curiosità, non capivo se aveva un'accezione positiva o meno.
Lizard
Venerdì 4 Marzo 2011, 22.31.26
16
Beh... Più o meno significa quello che c'è scritto, direi.
HyperX
Venerdì 4 Marzo 2011, 21.09.40
15
Ho ascoltato finora solo il singolo Stand Up and Fight e l'ho trovato notevole. Grandissimo pathos, arrangiamenti magniloquenti, liriche epiche che di più non si può e ritornello che ti si stampa in testa. Mi sfugge quindi il significato della frase sulla recensione "il ritornello della title-track è veramente tirato via"...
Lizard
Mercoledì 2 Marzo 2011, 21.28.02
14
Sì Michele, hai ragione Corretta, grazie della segnalazione!
Michele
Mercoledì 2 Marzo 2011, 16.01.44
13
P.S. Non dovrebbe esserci "The Bosphorus Freezes Over" alla traccia 9? D:
Rob
Martedì 1 Marzo 2011, 19.22.21
12
Che cannonata! Grandissimo disco!
Michele
Martedì 1 Marzo 2011, 10.08.18
11
Sono alla mia prima esperienza con i Turisas,e mi trovo pienamente d'accordo con la recensione =) End of An Empire è spettacolare.
Wind Rose
Martedì 1 Marzo 2011, 9.31.58
10
Bellissimo disco, sempre più fantasiosi. Però secondo me come "the Varangian Way" non ce n'è!
Lizard
Lunedì 28 Febbraio 2011, 13.25.33
9
Direi che per adesso vincono gli entusiasti!! Anche secondo avranno qualche problema a riproporre alcuni brani del disco dal vivo, a meno di usare un'orchestra ed un coro, che comunque comportano un costo enorme e difficoltà logistiche di spostamento. Direi che al massimo potrebbero usarli in occasione di un grande festival!
Fulvio
Lunedì 28 Febbraio 2011, 12.49.45
8
Non mi stupirei se organizzassero un bel live con tanto di orchestra al seguito, cosa invero molto di moda nell'ambiente da qualche anno, per celebrare degnamente questa metal opera!! I Turisas mi son sempre piaciuti, anche se non erano tra le mie band favorite...ma quest'album mi ha davvero incantato! Non riesco a smettere di sentirlo!
Madblade
Lunedì 28 Febbraio 2011, 10.34.06
7
Davvero molto bello! Coinvolgente ed Epico come pochi altri. Il primo ascolto mi ha spiazzato completamente, affascinandomi subito. Oltre alla stupenda End Of An Empire citerei come picco dell'album anche la precedente Fear The Fear, che non c'entra nulla con il concept del disco ma ci sta benissimo. Complimentoni alla band ed al recensore.
Fulvio
Domenica 27 Febbraio 2011, 12.51.16
6
Una sorpresa grandissima! Mi aspettavo il "solito" disco folk metal....ed invece scopro che i Turisas hanno osato e per Odino hanno partorito un disco davvero bello!! Per carità non sarà stilisticamente perfetto...ma l'importante in questo settore, è il coinvolgimento emotivo...e questo disco centra in pieno l'obiettivo!!! COMPLIMENTI DAVVERO!!!
Zarathustra
Domenica 27 Febbraio 2011, 11.57.10
5
Una conferma importantissima. Già da quando girava il singolone Stand Up & Fight avevo pochi dubbi comunque.
alzailcorno93
Sabato 26 Febbraio 2011, 21.08.28
4
complimenti per la bella recensione! il disco l'ho ascoltato 4/5 volte in streaming (forse sono ancora un pò troppe poche) e, dopo l'iniziale smarrimento in alcuni brani più lo ascolto e più mi piace!! (nonstante ADORI alla follia i primi due album) l'unica cosa su cui ho dei dubbi è la resa live di alcuni brani che a mio parere, non avendo tutte le orchestrazioni sotto, perderanno un pò del loro fascino
zerba
Sabato 26 Febbraio 2011, 21.06.18
3
bello, davvero bello. Mi aspettavo anch'io un album diretto, e invece ho trovato una sorpresa PIACEVOLE. Hanno osato e secondo me ci sono riusciti, bene così.
Blackster
Sabato 26 Febbraio 2011, 20.39.16
2
Buon disco sì, ma non così tanto. Lo riascolterò nei prossimi giorni , forse la parte symphonic è presente in quantità troppo elevata... Comunque album niente male, credevo peggio.
Marco
Sabato 26 Febbraio 2011, 20.01.02
1
questo disco è una immensa gioia
INFORMAZIONI
2011
Century Media
Folk Metal
Tracklist
1. The March Of The Varangian Guard
2. Take The Day!
3. Hunting Pirates
4. Venetoi! Prasinoi!
5. Stand Up And Fight
6. The Great Escape
7. Fear The Fear
8. End Of An Empire
9. The Bosphorus Freezes Over
Line Up
Mathias D.G. "Warlord" Nygård (Voce)
Jussi Wickström (Chitarra)
Olli Vänskä (Violino)
Netta Skog (Fisarmonica)
Hannes "Hannu" Horma (Basso)
Tuomas "Tude" Lehtonen (Batteria)
 
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