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Shakra - Back on Track
( 2440 letture )
Un singer va, un cantante nuovo di zecca entra in gioco. L’alternarsi delle parti, insomma. Forti del nuovo elemento John Prakesh, di origine indiana e sostituto del dimissionario e storico vocalist, Mark Fox, gli svizzeri Shakra si presentano in questo nuovo anno metallico, pubblicando Back On Track dalla copertina assai evocativa e suggestiva. Non si pensi a dei novellini, tutt’altro. Tra alterne fortune e crescite costanti, i rossocrociati sono giunti alla decima prova su dischetto ottico: esordio con l’omonimo ellepi nel ‘97, nel 2003 esordisce il citato Mark Fox, fornendo immediatamente un imprinting diverso alla band e pilotandola tra la giungla dei riscontri da classifica. Diventano una banda di rockers che, ogni qualvolta pubblica una release, accede alla classifiche tedesche e ovviamente a quelle del loro paese. Magari l'Italia rispecchiasse band e verifiche di vendite hard come avviene per i nostri vicini d’Alpi! Arrivano concerti importanti con Iron Maiden, Guns N’Roses, Hammerfall e Stratovarius e fanno parlare di loro in chiave positiva, poi grandinano tante critiche giustissime, quando nel clip della song Chains Of Temptation il singer Fox non trova di meglio che esibirsi in una iniezione che mostra la sua razione quotidiana di eroina. Complimenti vivissimi, sopratutto quando si vogliono sfatare i cliché negativi che girano attorno al metal da troppo tempo. Nel 2009 lanciano Everest, ma subito dopo la presentazione, il “geniaccio” Mark Fox abbandona le fila per esser rimpiazzato dal nuovo frontman John Prakesh. Da subito colpisce la produzione moderna, compressa, a tratti un po’ claustrofobica ma che mette in grande spolvero tutti gli strumenti con un cantante che fa del feeling e della potenza la sua armatura. Se proprio vogliamo incasellarlo in coordinate, pare di sentire un letale incrocio tra il compianto Steve Lee, Jeff Scott Soto e Paul Shortino dei grandi e misconosciuti Rough Cutt.

Be True Be U e I'll Be si dimostrano da subito due kappao durissimi con le chitarre che fulminano le atmosfere, tracimando note, mentre la voce potente muove le pedine vincenti su un’ipotetica scacchiera di dama. Ottimo inizio. La terza Crazy per assurdo va ancora oltre, prendendo un rock newyorkese e trasformandolo con la potenza e il gusto continentale. Ne esce fuori un lapillo molto valido, il break centrale ha chitarre da sala operatoria, squarcianti; solo bellissimo di Thom Blunier. Tutto perfettamente al suo posto, coralità, autorevolezza, atletismo ritmico, reticolato d’acciaio, via, si prosegue. La title-track è una botta furiosa, con Prakesh che si infila pantaloni di pelle e corre lungo la riga di mezzeria che separa hard e metal, negli acuti spunta il cappello di Brian Johnson (mica vorrete che sottolinei con quale kangaroo-act strepita?), e tutto fila via come una sorsata di gatorade energizzato al gin con uno spizzico di paprika e Filu‘e ferru. Tutto avvenente e molto potente. La prima zoppicatura la intravedo nella semi ballad When I See You, che è anche il primo singolo per i fans. Sinceramente il percorso armonico non mi pare all’altezza di emergere, nonostante suoni benissimo, ma come dire, manca il pathos e somiglia troppo ai Gotthard di ere dorate, merita solo una sufficienza stiracchiata. Peccato, si poteva fare meglio in questo ambito: solamente l’intervento solistico, melodico e pronto a toccare le giuste corde, si rivela d’eccellenza. Chitarre esplosive nuovamente su MMTWGR, che pedala su coralità americaneggianti ma con una robustezza impressionante e una voce che sfiora il growl leggero, quello non da death, che regala ulteriore sostanza alla traccia, poi quando arriva il solismo c’è da godere ulteriormente. Due chitarristi in formazione tipica metal che sanno il fatto loro, cementatori di riff e intagliatori di melodie energiche, squassatori di teste. Yesterday’s Gone sa di nuovo di Steve Lee e company nello sviluppo dell'esecuzione, la seguente Someday è spezzata da sei corde mostruose e metallare che la produzione pone in risalto senza indugio, con un intermezzo solistico da applausi a scena aperta. Lonesomeness è la ballata strappa lacrimuccia e riesce nel suo intento, interrompere il discorso di lucente metallicità, con aperture acustiche e pensieri misti tra il romanticismo e la voglia di copulare. Si va verso il finale, a tutta forza, con la rocciosa Unspoken Truth che mischia strofa melodica ad un chorus anthemico con cori adeguati: ecco, questo poteva essere un singolo di presa, a mio modesto parere, per conquistare l’airplay.

Una vera chicca, perlacea, preziosa. Brand New Day, penultimo ascolto di questo disco, ricalca schemi già presentati in precedenza, mentre Stronger Than Ever chiude precisamente il circolo di chitarre e song brillanti presenti in questo ritorno a firma della band elvetica. Da circolettare l’impeto della batteria e un ritornello molto pompato e di buona fruizione con le guitar che rivaleggiano in solos sfavillanti. Un gran bel disco, probabilmente il migliore sfornato dagli Shakra e che non mancherà di regalare loro ottime soddisfazioni come meritano. La produzione appare il punto in più di questo disco, guitar-oriented e di grande presa: senza alcuni passi di sufficienza la mia valutazione sarebbe un 90. In ogni caso questo è un cd da avere nella propria collezione anche solo per capire come deve essere costruito il sound nel 2011. Insomma, un’inattesa sorpresona viene paracadutata dalle valli violacee delle mucche milka, che se sentissero l’album, rimarrebbero inibite dal produrre latte. E allora addio cioccolato “sffizzero”.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
33.6 su 20 voti [ VOTA]
Celtic Warrior
Giovedì 26 Gennaio 2012, 13.16.04
2
Bella recensione !!! album di buon Hard Rock !!! ooyesss !!!
XXX
Domenica 22 Maggio 2011, 18.24.55
1
Questo disco mi sta sorprendendo di più ad ogni ascolto!!! Fantastico! Spero che il mondo se ne accorga! Ottima anche la recensione.
INFORMAZIONI
2011
AFM Records
Hard Rock
Tracklist
1. B True B You
2. I’ll Be
3. Crazy
4. Back On Track
5. When I See You
6. MMTWGR
7. Yesterday’s Gone
8. Someday
9. Lonesomeness
10. Unspoken Truth
11. Brand New Day
12. Stronger Than Ever
Line Up
John Prakesh - Vocals
Thom Blunier - Lead Guitar
Thomas Muster - Rhythm Guitar
Dominik Pfister - Bass Guitar
Roger Tanner - Drums
 
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