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Buffalo Grillz - Grind Canyon
( 3003 letture )
“Roma a mano armata”

C’è un filo ideale che unisce i poliziotteschi -i film che hanno raccontato una certa Italia a cavallo tra gli anni ’70 e ’80- e determinati generi di musica. Uno di questi è il grindcore. Il legame che ritrovo non è nelle note, allora caratterizzate dalle partiture visionarie di maestri quali Micalizzi, De Masi, De Angelis, ma nella spregiudicatezza di fondo che nei veicola i contenuti.
Tomas Milian, che di quel genere è l’icona, non avrebbe mai apostrofato i propri nemici con termini quali villano, marrano, burlone; gli sarebbe corso dietro, col sudore sulla fronte, la rabbia nell’animo, e una volta di fronte avrebbe urlato loro: “a’nfameeee’.

Il grindcore è questo, la sintesi che si sposa alla forza del messaggio, è l’immediatezza della comunicazione, un cazzotto dritto sul muso, rispetto al quale è chi lo riceve che se ne deve chiedere il motivo. I poliziotteschi però non erano solo sparatorie e inseguimenti, ma coglievano anche quell’ironia popolana che identifica ogni società favorendo la capacità che ogni gruppo sociale ha di irridere se stesso per esorcizzare i propri mali.

Ironia e impatto, tali le linee rette che segnano la strada dei Buffalo Grillz.
Le quattro teste trucide di cui è composta la band -al suo esordio- sono figlie di una esperienza già rodata negli anni. Undertakers, The Orange Man Theory, Dr. Gore, Tsubo: i quattro “grinders in da ghetto” ne hanno viste di cotte e di crude negli anni coi proprio gruppi, sui palchi e forse anche nei peggiori bar di Caracas. La macelleria sonica che ne risulta è tutta qui a comprovarlo.

Grind Canyon è come ordinare un piatto di pasta e fagioli -sempre sia lodata- in un ristorante francese, è un cameriere dell’Excelsior che ti saluta con un bonjour e sei tu che gli rispondi “ma-vatten-affan-cù”, è la pernacchia che rifiuta l’ossequio, il marito che offende la suocera. Grind Canyon sono gli iracondi che dal girone dell’Inferno fanno il gesto dell’ombrello a Beatrice, perché se la vita è un rutto i rutti aiutano a vivere meglio.

Qui si fa il grind o si muore, quindi sporchiamoci di qualche dettaglio.
Passato l’intro, per il quale sto ancora ridendo, si viene catapultati nel fantastiglioso mondo lordo che i Buffalo G. hanno in testa. Gindcore nudo e crudo, dalla prima all’ultima nota. Raffiche ripetute e letali, un po’ come i pugni a mitraglia di Ken il Guerriero, citato anch’esso nella titletrack.
Si sa, quando si parla di questo singolare genere non c’è molto da raccontare in termini stilistici. E’ il risultato che conta, ed in tal caso io lo misuro con la vena del collo che mi si gonfia e pompa sangue a quel che rimane del cervello. Una voglia strepitevole -strepitosa e notevole- di scapocciare a destra e a manca, di alzare il volume e sbattersene del resto, di prendere il mondo, appallottolarlo e infilarlo nella sua stessa fogna. Grind Canyon cattura con la sua ripetuta ironia, col sarcasmo delle citazioni, attraverso la perseveranza dei blast beats, col grugnito della voce, il percuotere del basso, i graffi caustici delle chitarre.
Il disco è prodotto in maniera assolutamente puntigliosa, a dimostrazione del fatto che la band viva il proprio dualismo in maniera limpida: sarcasmo e furia da una parte, precisione e professionalità dall’altra.
In più, tale lavoro, usufruisce del mastering di Scott Hull, già all’opera con devastatori auricolari quali Pig Destroyer, Agoraphobic Nosebleed e Anal Cunt. I testi sono scritti in geroglifico, e pur non conoscendo l’antico idioma, sono convinto che qualora esso abbia qualche significato, non andrebbe al di là di un “vattela-piglià-nder-posto” elevato alla millesima.

Quasi dimenticavo, i nostri, oltre che omaggiare l’irruenza dei Napalm Death, mutuare le provocazioni degli Asesino ed irridere l’universo circostante, hanno profondo rispetto per l’attrezzatura del bravo musicista. L’intestazione nel retro del booklet è chiara conferma di come anche loro dicano NO alla violenza sugli strumenti musicali.

“No ride Cymbal Blasted During This Recording”

Ad maiora.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
39.24 su 25 voti [ VOTA]
gigetto
Domenica 27 Ottobre 2013, 17.27.01
15
La mitraglia di kenshiro è un pochino paccata dai leng t'che...
IlPerseverante
Sabato 21 Aprile 2012, 23.46.58
14
"Corri Forrest Corri!" xD
Hamon
Martedì 15 Marzo 2011, 20.06.29
13
li ho visto a Catanzaro, al Calabria metal Inferno...ho comprato sia il cd che la maglietta a scatola chiusa...dal vivo mi sono piaciuti moltissimo, davvero notevoli, mentre su disco, ahimè, qualche pecca l'ho trovata: la voce è incredibilmente ripetitiva e il basso fine a se stesso è tecnicamente a terra..il grind vero secondo me è un altra cosa...
TheTodd
Giovedì 10 Marzo 2011, 15.02.33
12
li ho visti live a Salerno!! Molto bravi..la cover di Battisti mi fa schiattare dalle risate!! il cantante è pazzo!
Alex Ve
Giovedì 10 Marzo 2011, 13.17.34
11
Grazie Andrea
Maiden1976
Giovedì 10 Marzo 2011, 10.36.21
10
Complimenti per la recensione Alex, ancora più divertente dell'album!!
Alex Ve
Giovedì 10 Marzo 2011, 8.18.50
9
Cinghio: è stato un grind piacere
Mika
Mercoledì 9 Marzo 2011, 19.33.45
8
La mitraglia di ken il guerriero mi ha fatto impazzire, Geni!!!
Gnezz
Mercoledì 9 Marzo 2011, 17.11.50
7
Gux e er Cinghio, due idoli dei bambini a scrivere su Metallized. E' un onore ahahah
Gux!
Mercoledì 9 Marzo 2011, 8.59.11
6
“vattela-piglià-nder-posto”la dicitura piu bella del secolo!! Ad maiora!!!Grazie Grandi!!!gux & Buffalo Grillz!!!
Persephone
Mercoledì 9 Marzo 2011, 0.52.39
5
Daje regà!!!
Cinghio
Martedì 8 Marzo 2011, 22.21.25
4
Grande alex, grazie mille!
Blackout
Martedì 8 Marzo 2011, 20.06.07
3
BLAAAAAAAAST D:
Castiel
Martedì 8 Marzo 2011, 19.04.51
2
Li ho visti live a Cosenza in un locale. Non sono male neanche dal vivo
Gnezz
Martedì 8 Marzo 2011, 18.15.42
1
Cinghio! Cinghio! Cinghio! Un discone!!
INFORMAZIONI
2011
Gangsta Paradise
Grindcore
Tracklist
1. Il Grind E' Servito
2. Cous Cous Clan
3. Elisir
4. Part I: The Birth
5. The Bossa Anova
6. Grindasia
7. Part I I: The Life
8. Grind Canyon
9. Fisting Daisy
10. Veni Vidi Grindi
11. New World Disagium
12. Graind Raccordo Anulare
13. Part I I I: The Death
14. Il Lago Dei Cinghi
15. Grind Magne
16. Grind Gala
17. No Mastino No Grind
Line Up
Enrico ‘Tombinor’ Giannone - Vocals
Marco ‘Cinghio’ Mastrobuono - Guitars, Backing Vocals
Luciano ‘Gux’ Robibaro - Bass, Backing Vocals
Massimo ‘Mastino’ Romano - Drums
 
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