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Slaughter (CAN) - Strappado
( 3514 letture )
Come mettere d'accordo i fanatici del thrash minimale e primigenio ed i seguaci del death essenziale e putrescente, non ancora definibile come genere a sè stante. Oggi è facile piazzare etichette e classificazioni da espertoni, ma negli anni Ottanta l'heavy metal era un gigantesco calderone nel quale era possibile osare, sperimentare, anche senza possedere una tecnica ed una perizia particolari. Tutto era ancora in fase di genesi. E se nel 1986 il thrash metal internazionale era portato all'apice dai celebri Big Four, il death muoveva timidamente i suoi primi passi, grazie anche all'uscita del seminale Seven Churches dei californiani Possessed. Sul labile confine che ancora divideva questi due generi si muovevano gli Slaughter, canadesi di Toronto (Ontario), sorti nel 1984 e strutturati come terzetto, approssimativo nella tecnica ma assolutamente distruttivo nella violenza dei propri suoni. Una formazione costituita da Dave Hewson (voce e chitarra), Terry Sadler (basso) e Ron Sumners (batteria) che, in quel 1986, aveva collaborato addirittura con un giovanissimo Chuck Schuldiner. Il quale, di lì a poco diverrà il leggendario guru del death metal e dei colossali Death, a mio avviso la più grandiosa e spettacolare heavy metal band, capace di pubblicare album veramente titanici nel corso dei bistrattati nineties. Schuldiner aveva lasciato la Florida, deluso dai pochi progressi dei suoi Mantas, ma anche alla corte degli Slaughter troverà poca soddisfazione: la sua continua voglia di evoluzione e la ricerca di un sound sempre più maturo e articolato lo riporterà a casa, per fare la storia del techno death con la sua band madre. Ma torniamo agli Slaughter, che sotto l'egidia della Fringe pubblicano (nel 1987) una manciata di pezzi sanguinolenti e schizofrenici, raccolti nell'album Strappado. Un esordio che fa seguito a quattro demo e un singolo e resterà l'unico studio album (da culto) di una band dall'esistenza breve ma significativa.

Chitarre sporche, riffing violento, spezzato, grezzo e martellante: la direzione stilistica sostenuta da Hewson non è certamente una dimostrazione di tecnica, quanto più una sfuriata grossolana di influenze thrash-black derivata dall'heavy non troppo accurato di pionieri come i Venom. Il singer utilizza un vocalism roco e aggressivo, non ancora definibile growl ma sicuramente all'estremo per l'epoca, e andrà a influenzare non poco lo stile canoro dei death vocalist. Non sono presenti molti 'ritornelli', perché Hewson si limita più che altro a 'vomitare' la sua furia a velocità considerevole, in una sorta di sfogo furioso privo di orpelli, strofe, cadenze vocali. Come detto in precedenza, la band canadese non eccelle in tecnica, né quando preme il piede sull'acceleratore né quando si approccia in parti dalla rapidità più contenuta: riff e ritmica vengono impastati furentemente sulle sei corde, con crudezza ed ignoranza inaudita, segno sì di inesperienza ma anche di affascinante approccio sanguigno ad un genere che all'epoca puzzava ancora maledettamente di scantinato metropolitano. Si zoppica non poco quando c'è da tirare in ballo la sezione solista del guitarwork, perché -proprio per sopperire ad una tecnica approssimativa- Hewson limita nella durata i già pochi assoli, troppo brevi e nonostante tutto discretamente lancinanti. La ruvidezza della chitarra sarà elemento cardine di tutto il disco, dall'inizio alla fine: va inoltre aggiunto che la gamma di riff proposti non tende all'eccitazione impazzita (come nei casi di moltissime thrash metal bands dell'underground ottantiano) ma è fortemente inclinato al death, al tetro ed è forse qui che il passaggio di Schuldiner avrà lasciato qualche traccia. Questo non significa che Strappado sia sopratutto un album death, anzi, l'attitudine e le serrate sfuriate fast'n'furious hanno un sapore fottutamente thrash. La ritmica, sostenuta dietro le pelli da Sumners, è asfissiante, irruenta e marcia, sospinta a velocità forsennata per quasi tutto il disco, anche se sono presenti alcune eccezioni più catacombali, nelle quali la musica si fa strascinata ed opprimente. A tratti il full length sembrerà monocorde e un po’ statico, assestato su pezzi troppo simili tra loro, anche se le atmosfere serrate e marce che lo permeano contribuiscono a dargli un alone di tenebroso che non guasta.

Si parte con l'eloquente Disintegrator/Incinerator, il brano forse migliore del lotto: una sporchissima mitragliata priva di inflessioni melodiche, un corpo centrale in cui viene utilizzata una voce pulita -in alternativa a quella gutturale che copre la maggior parte delle vocals- ed un ritornello da urlare con i pugni al cielo. Nocturnal Hell e F.O.D. (Fuck Of Death) sono più cadenzate, arroccate attorno ad un riff pesante e oscuro, definibile tranquillamente death metal. Pezzi pachidermici che, però, alla lunga tendono ad annoiare. Con Tortured Souls si torna su sentieri distruttivi: il pezzo è tirato come una molla, riporta la musica a correre furiosa (pur con pesanti break cadenzati) e circondata da fumi sulfurei dall'effetto degenerante. Dopo l'incalzante Parasites, una vera e propria scheggia impazzita, si passa al riff fibrillante di Curse, mazzata tambureggiante con tanto di ulaccio iniziale, al ritmo scatenato della titletrack, da hedbanging se vogliamo, e di Maim To Please. Si fa piacere Tyrant Of Hell, che come l'opener prevede l'utilizzo di una voce pulita, che coincide dunque con un refrain più trascinante, mentre Death Dealer è l'ennesima mazzata da moshpit che precede la conclusiva Tales Of The Macabre, dall'incedere solenne, turpe e caracollante. Le dodici tracce, molto brevi e fulminee, sfuggono abbastanza velocemente, sempre marcate dal suono rude e grattato della sei corde di Hewson, pronte a rimarcare la tecnica scarna improntata su schitarrate violente e velocità sempre (o quasi) in primo piano. Gli Slaughter sono esclusivamente questo: sporchi e bastardi aggressori, a cavallo tra death e thrash metal primordiale, con qualche similitudine di troppo e nessun elemento di particolare variazione da pezzo a pezzo (ma per gli amanti dell'underground più grossolano questo non potrà essere altro che un pregio), con un'irruenza e una violenza notevoli per il tempo. Sicuramente, un disco che non è un capolavoro ma potrà piacere sia agli appassionati di reliquie di thrash 'provinciale' che a quelli interessati ai passi pioneristici del death.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
48.33 su 24 voti [ VOTA]
Silvia
Mercoledì 12 Dicembre 2018, 23.18.01
16
Questo album ha un sound molto “pesante”, pieno di bassi ma soprattutto è una bella sfuriata, ha un tiro notevole e x me come voto merita anche una decina di punti in piu’. Alessio è molto bello avere sempre “fame” 😄. Anche a me piacciono tutti e 3 i generi e anche altri piu’ melodici ma il thrash è probabilmente il mio preferito. rik è vero è molto efficace!
Alessio
Mercoledì 12 Dicembre 2018, 21.48.45
15
Rik, vai tranquillo con me non devi farti mica problemi, tu sei un appassionato come me e tanti altri e questo basta. Le altre cazzate non interessano! Per il resto si Rik, io ho cominciato a viver il metal dai primi 90 in poi... il Black metal e il Death metal ce l'ho nel sangue dato che in quel periodo li avevano il loro massimo splendore. Ma anche il thrash metal è stato molto importante per me, una sorta di primo amore...senza di quello non sarei arrivato agli appunto due step successivi su menzionati. Poi mi difendo bene anche su Heavy, doom e altra roba . Insomma ho fatto anche io la gavetta per così dire e la "fame" mi ha portato sempre oltre. E per l'appunto mi ha portato anche qui a scoprire come dici tu sti gruppozzi putrescenti che tante soddisfazioni hanno dato. Come dico sempre però e ne sono ben contento, quella fame ce l'ho ancora addosso e tutt'oggi mi porta a scoprire gruppi nuovi che sanno regalare emozioni. Quindi grandi Slaughter e "For these fuckin' sounds my angry heart calls Canadian Metal" cit. Ciao Rik
Rik bay area thrash
Mercoledì 12 Dicembre 2018, 20.42.34
14
@Alessio, ti faccio i complimenti per la cultura musicale in ambito thrash che hai. Da quello che mi pare di capire (nel caso correggimi 😉, segui anche il black e il death. Per quanto mi concerne, e sicuramente forse lo hai già inteso, io seguo il thrash nella sua forma più ortodossa, cioè il bay area, anche se di black (inteso quello dei eighties), erano per esempio i venom, mercyful fate, i primi bathory, hellhammer, Sodom, ecc... diciamo quel tipo di band. Faccio prima a dirti non seguo altro, tranne il glam e la n.w.o.b.h.m., questo per riuscire a dialogare con Te senza che ci creiamo fraintendimenti e malintesi 😉. Slaughter, beh anche se ho già commentato, posso dire : belli marci e putrescenti ma terribilmente efficaci. Pochi fronzoli e dritti al punto. (imho)
Alessio
Mercoledì 12 Dicembre 2018, 19.32.32
13
Ciao Rik, ti rispondo qui, per non "liberare" un pò di là . Come ben vedi gia ne parlavamo nei nostri vecchi commenti. Anche gli Slaughter tornando alla song "Canadian Metal" ( by Darkthrone) non potevano essere non omaggiati e precisamente " Whimsical Uproar, TORTURED SOULS, For these fuckin' sounds my angry heart calls Canadian Metal, just obey, On your weak sounds (new plastic metal) we will prey...". Gli Altri erano oltre ai già citati Sacrifice e Piledriver, anche i Razor e i technotrasher Obliveon. Ovviamente non potevano mancare i primissimi Voivod nell'esplicito titolo all'Album Fuck Off and Die e nel pezzo dell'album precedente come detto da No Fun. La scena Canadese ha sempre offerto un gran contributo alla causa, anche in altri generi, basta pensare ai geniali Gorguts nel Death metal e alla sconfinata scena black metal canadese. Insomma l'hai capito che il Canadian Metal mi piace assai da sempre, e gli Slaughter ne sono uno di quei gruppi di culto ( come appunto oggi i Deathhammer o Nekromantheon) che facevano del grezzo e sporco la loro bandiera. E per me anche anche questo album sarebbe da avere gelosamente nel proprio reliquario, tra l'altro Fenriz su alcuni dei suoi video mostrava sempre con orgoglio questo vinile dalla sua collezione.
jaw
Lunedì 5 Febbraio 2018, 23.57.04
12
Li fanno a pezzi i machine head, metal? Altra cosa rivolgersi a judas ( svevo ,aspetto l album), Maiden, accept, manowar devo continuare? Dai..
jJaw
Venerdì 24 Novembre 2017, 23.43.36
11
Ahhhh! Ciattone!
Mulo
Mercoledì 20 Aprile 2016, 14.37.31
10
Mai piaciuto,x l'anno in cui è uscito c'era già roba migliore e più estrema (scream bloody gore,seven churches,pleasure to kill,reign in blood,i primi che mi vengono in mente)
Doomale
Mercoledì 20 Aprile 2016, 14.05.45
9
@Undercover.....parole "sacre" !!!!
Undercover
Mercoledì 20 Aprile 2016, 14.00.38
8
@Doomale, ma quanto servono 'sti dischi, quante giornate mi han sistemato
rik bay area thrash
Mercoledì 20 Aprile 2016, 13.54.07
7
Per chi cerca tecnica e innovazione, l'imput è : stare alla larga da questo album. Per chi invece, a cui piace una produzione 'spartana' ma efficace e che le song abbiano ' tiro', beh qui un pensierino lo può fare. Lo acquistai appena pubblicato senza uno straccio di recensione ma sulla base di un' anticipazione della rivista hm. Thrash metal con qualche influenza death che non guasta. Diciamo pure rumorosissimo e con tanta voglia di 'spaccare'. Adesso le produzioni sembrano tutte finte, ma sarò fatto male io .....nel mio piccolo però il voto lo alzo : un bel 80 !
Doomale
Mercoledì 20 Aprile 2016, 13.35.25
6
@Undercover, appunto hai centrato in pieno...quanto amo sti album da cui non pretendo nulla se nn svagarmi la testa in momenti in cui spaccherei tutto...ah ah..😂 Grandi!
Undercover
Mercoledì 20 Aprile 2016, 13.23.11
5
Per me "Strappado" è divertentissimo, scatenato e grezzo come dovrebbe essere un certo tipo di thrash, da un disco simile non si dovrebbero pretendere a priori né variazioni particolari né chissà quale formula magica per farsi attirare, se uno cerca violenza e rozzume l'ascolto non lo si può evitare e neanche l'acquisto, sarò di manica larga, ma per almeno è da 80.
Doomale
Mercoledì 20 Aprile 2016, 12.46.56
4
Secondo me qualche punticino in più ci stava tutto...almeno un 70-75. Soprattutto perchè lo reputo un album molto importante e storico per il Death-Thrash. Ricordo un documentario sui Darkthrone in cui Fenriz mostrava orgogliosamente questo vinile....Seminali
LAMBRUSCORE
Martedì 10 Giugno 2014, 12.23.51
3
Disco da avere, almeno per conoscere lo sviluppo della musica estrema, io gli darei 70 ed oltre..
Golosone 666
Venerdì 13 Gennaio 2012, 23.25.01
2
Wrooaargh ecc. ecc. ecc. apprezzare con gusssto
reborn in violence
Lunedì 8 Agosto 2011, 13.24.47
1
Non sarà un capolavoro però come è stato detto nella recensione rimane un ottimo disco thrash importante per l evoluzione del death....un 75/80 se lo merita
INFORMAZIONI
1987
Fringe Records
Thrash
Tracklist
1. Disintegrator/Incinerator
2. Nocturnal Hell
3. F.O.D. (Fuck Of Death)
4. Tortured Souls
5. Parasites
6. Curse
7. Strappado
8. Maim To Please
9. One Foot In The Grave
10. Tyrant Of Hell
11. Death Dealer
12. Tales Of The Macabre
Line Up
Dave Hewson (Chitarra, Voce)
Terry Sadler (Basso)
Ron Sumners (Batteria)
 
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