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Die Apokalyptischen Reiter - Moral Und Wahnsinn
( 4354 letture )
“Il genio? Pazzia con metodo.” (Frank P. Herbert)
F. P. Herbert, il celebre autore della saga di Dune, non poteva, ovviamente, conoscere i Die Apokalyptischen Reiter, ma nessuno come lui ha espresso al meglio ciò che i cinque ragazzoni di Weimar sarebbero stati: dei pazzi con molto, moltissimo metodo.
L’ora degli aforismi è conclusa…
…anzi no!

“Un uomo di genio non commette errori: i suoi sbagli sono l'anticamera della scoperta.” (James A. A. Joyce)
Joyce, fine conoscitore del francese e dell’italiano, con molta probabilità non sapeva nemmeno come si scrivesse “I Cavalieri dell’Apocalisse” in tedesco, eppure descrive con precisione, quasi precognitiva, i nostri Cavalieri dell’Apocalisse.
Adesso ho davvero finito con gli aforismi.
Eppure, permettetemi, ciò che nessuno aveva previsto, né defunti e leggendari scrittori, né tantomeno i festanti fans dei nostri goliardici crucchi, è che i Die Apokalyptischen Reiter un giorno avrebbero smesso di far semplicemente stupire e sorridere. Non pensate male, i nostri non sono diventati tutt’a un tratto seri e posati, semplicemente, soprattutto per il sottoscritto, hanno sviluppato in questi anni una tale padronanza della propria “pazzia” da potersi definire, all’alba del nono LP, dei geni.
Dopo Samurai, per molti considerato la loro vetta espressiva (e sottolineo, espressiva), c’è stato il sentore, parlo per me ovviamente, di una nuova ricerca di se stessi da parte della band. Non che Riders On The Storm e Licht fossero brutti album, anzi, ma sicuramente hanno palesato un lieve calo di ispirazione e, soprattutto, una certa mancanza di freschezza.
Leggendo il titolo e credendo poco al caso, mi viene facile pensare ad una sorta di ideale collegamento con quella che è stata l’apripista di quel piccolo gioiello che risponde al nome di Samurai, Wahnsinn appunto. Non c’è dato sapere, o non m’è dato sapere, ma questo dettaglio, quasi insignificante, pare lasciato li, allo sguardo dei più attenti, come fosse un messaggio subliminale, una dichiarazione d’intenti bella e buona.
Sarà anche un caso che manchi all’appello il buon Pitrone (Chitarra)?
Ho già detto che credo poco al caso?
Detto questo veniamo al disco, ai contenuti e agli aspetti più concreti che ha da offrirci Moral & Wahnsinn. Rispetto ai quattro dischi precedenti segnalo l’ingresso (in sostituzione di Pitrone) del nuovo axeman Ady, mentre rimane invariata la restante e ormai decennale composizione del gruppo.
Fare un’analisi song by song di Moral & Wahnsinn richiederebbe la scrittura di una vera e propria guida tante sono le sensazioni e le emozioni che fa vivere, e non semplicemente trasmette. I DAR del 2011 si sono potuti permettere tanto, hanno osato come pochissimi, e il fatto che mi vengano in mente, fatte le debite proporzioni, i Mr. Bungle, in quanto ad attitudine, e gli ormai (ahinoi) sciolti Oceans Of Sadness, per carica emozionale, la dice lunga sulla caratura del disco in esame. Potrei sprecarmi nel citare le decine e decine di “influenze” riscontrabili nel disco ma chiamarle tali è riduttivo, se non offensivo, proprio per l’incredibile metodo con il quale sono stati arrangiati e fusi elementi musicali spesso lontani tra loro. Ciò che lascia a bocca aperta è la capacità di suonare sempre fedeli a se stessi, pur mescolando, al collaudato meltin’ pot tra i vari sottogeneri del metal, ora melodie arabeggianti (Gib Dich Hin, caratterizzata da un riffing violentissimo e accompagnata negli stacchi dall’irriverente fischiettare di Fuchs), ora evoluzioni dal sapore latino (con l’intermezzo flamenco di Die Boten). Qui la sperimentazione è tale che diventa la norma, dalla sezione di trombe di Dir Gehört Nichts (praticamente parliamo di ska metal) ai grevi lamenti orchestrali di Dr. Pest e della strumentale ed epica Heimkehr (breve brano completamente orchestrale), le chitarre funky della titletrack (qua siamo realmente di fronte alla classica canzone che da sola vale l’acquisto del disco). Tutto è incredibilmente funzionale ai brani, niente risulta fuori posto o incastrato a forza. Il termine corretto è, paradossalmente, spontaneità.
Ho fin’ora tralasciato intenzionalmente l’aspetto prettamente metal-oriented ma non temente, qui di metal ve n’è a palate, e di una qualità raramente riscontrabile in un unico disco. Quando c’è da pestare i DAR pestano come degli ossessi ma è nel riffing più debitore alla tradizione tedesca (qualcuno ha detto Iron Savior o Grave Digger?) dove i nostri danno il meglio, reinterpretando dei cliché che, proprio perché tali, rischiano di circondare di banalità l’opera del quintetto turingio. Niente di più lontano dal risultato che ho sotto le mie orecchie. A confortare questa idea, sentire per credere, i ritornelli delle già citate Die Boten e Gib Dich Hin, ed Erwache. Come non parlare di Hammer Oder Amboß, mid tempo che spazia da un suadente giro di chitarra che porta alla delicata strofa, fino al massiccio riff del ritornello. Non ci sono brani atti a rimpinguare il minutaggio, non c’è un brano realmente debole, tutt’al più qualcuno può piacere meno di altri.
Oltre alla straordinaria prestazione strumentale di tutta la band, menzione particolare va a Fuchs (Daniel Täumel), autore di una prova eccezionale, il quale si disimpegna con estrema semplicità sia nei momenti più tirati sia nelle parti che richiedono una certa leggerezza. Il suo timbro, grezzo e potente, si adatta dannatamente bene al sound della band (così come la lingua tedesca, e lo dice uno che la ritiene la lingua meno musicale al mondo). Spicca il suo cantato fortemente teatrale soprattutto in episodi come Dr. Pest e la conclusiva Ein Liebes Leid (che ricorda molto alla lontana, nella strofa, Aisha di Cheb Khaled… non è uno scherzo) e non disdegna di regalarci qualche secondo del suo potentissimo e profondo growl sulla cupa Hört Auf. Non si può inoltre dimenticare di citare nuovamente Ady e la sua enorme prova. Il nuovo entrato, oltre ad essere a mio parere la chiave che ha innescato questo esponenziale processo di maturazione, si dimostra un chitarrista, oltre che preparato tecnicamente, anche molto istrionico e ispirato per quel che concerne i solismi. Nessuna patetica ricerca del numero e del virtuosismo fine a se stesso ma soli ispirati che si fondono perfettamente con il contenuto ed il tema musicale proposto nei vari brani.
La produzione ovviamente è all’altezza, risultando bilanciata nel far risaltare sia le parti estreme, in particolare le chitarre, sia i momenti più atmosferici e sognanti, oltre che gli elementi “esterni” rispetto a quelli canonici.
In conclusione questo non è solo un disco divertente e dalla sorprendente immediatezza (un pregio se pensiamo alla quantità della così detta “carne al fuoco”) ma soprattutto un viaggio in musica ricco di colori, sfumature, dimensioni e umori. I Die Apokalyptischen Reiter si ripresentano nel nuovo decennio con un vero, autentico, capolavoro, senza però la pretesa che questo debba necessariamente piacere a tutti i costi. Non appaiono mai pacchiani o eccessivamente spinti nel suonare se stessi e vi accorgerete da voi quanto siano spontanei nel proporre qualcosa che per molti, solo a leggerlo, può sembrare forzato.
Ho iniziato con un aforisma, e per quanto abbia detto che erano finiti… beh, vi ho mentito!

“Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso.” (Ennio Flaiano)
Ecco, lui si sbagliava.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
46.13 su 30 voti [ VOTA]
Painkiller
Lunedì 23 Giugno 2014, 1.15.12
28
conobbi questa band dagli esordi , bhe che dire un album magnifico insieme a have nice trip e all you need is love che reputo i migliori album da loro prodotti gli altri li considero troppo commerciale e privi di idee visto le competenze che riescono a sfoderare quando vogliono merita un bel 85 , supportiamo questa band che purtroppo viene poco considerata
ASD
Martedì 9 Agosto 2011, 12.56.20
27
Gran bell'album! Più sperimentale e sinfonoco dei precedenti! La confermata scelta della sola lingua tedesca è apprezzatissima. Dò all'album un 83, a mio avviso Samurai e Have a Nice Trip erano un pò più vari nel sound.
Deathead
Domenica 17 Aprile 2011, 22.45.31
26
@Dave Insane, perchè scusa? Allora i Mr. Bungle non dovrebbero meritare più di 90 per perle come Disco Volante e California
Dave Insane
Domenica 10 Aprile 2011, 23.12.12
25
i voti dal 90 in su si dovrebbero dare solo a "Master of Reality" o "Kill 'em All" o "De Mysteriis Dom Sathanas", ecc. Non vi sembra di esagerare?
Marco
Lunedì 28 Marzo 2011, 21.39.35
24
grandissimo album, raccolta di perle heavy,death, alternative e symphonic metal.........non c'è una traccia che non sarebbe da incorniciare. Ottimo album e ottima band
Pùlaster
Martedì 22 Marzo 2011, 0.17.48
23
sentito in macchina con NoRemorse.. grandissimi!!
Corpse
Lunedì 21 Marzo 2011, 20.20.03
22
stupenda recensione,complimenti,anche se trovo il voto decisamente alto. La copertina è semplicemente orribile :|
NoRemorse
Domenica 20 Marzo 2011, 14.42.34
21
Gran disco, sono d'accordo col voto, la prova di maturità dei Die...un po' tardi magari, ma non fa niente... Veramente un ottimo disco! Complimenti per la recensione, davvero ben scritta e in linea con l'altissimo standard ormai consolidato su questo sito!
Khaine
Sabato 19 Marzo 2011, 13.33.29
20
Si si, non c'è problema figurati!
NagasH
Sabato 19 Marzo 2011, 13.08.44
19
Il mio voleva solo essere un chiarimento sulla mia chiave di letture del disco.
Khaine
Sabato 19 Marzo 2011, 12.19.12
18
@ xutij: l'utente a cui ti riferisci (che in questa recensione si firma :O) ha l'abitudine di denigrare il lavoro dei nostri redattori, cambiando nickname di tanto in tanto. Non prenderlo troppo sul serio...
NagasH
Venerdì 18 Marzo 2011, 21.29.39
17
Partendo dal presupposto, che di novellini non ce ne sono e che la presenza di cliché del genere non può gioco forza più essere celata, (non dopo l'enorme mole di band sperimentali, alcune realmente giunte ad un credibile punto di arrivo, il quale è poi anche di ripartenza, altre che sembrano nemmeno sapere dove stanno andando), il valore di questo disco per il sottoscritto è realmente incrementato del lavoro di arrangiamento. A me sono arrivati molto spontanei, non hanno avuto bisogno di creare architetture stilistiche laboriose per sorreggere la varietà musicale. Il valore numerico è discutibilissimo ma io ho ammesso nella recensione che non c'è la pretesa di piacere a tutti come non c'è la pretesa di stupire al di là del necessario a rendere l'ascolto leggerissimo. E per questo, da musicista con un forte amore per l'arte del comporre, dico chapeau! E comunque, ai posteri l'ardua sentenza.
Alex Ve
Venerdì 18 Marzo 2011, 19.36.55
16
Sto ragazzo nuovo scrive proprio bene, complimenti!
Thomas
Venerdì 18 Marzo 2011, 18.29.09
15
Welcome home...
Fulvio
Venerdì 18 Marzo 2011, 18.08.48
14
Bel disco, ma nulla più. Preferisco ancora altri lavori passati della band. Non mi ha colpito come speravo.
xutij
Venerdì 18 Marzo 2011, 18.02.21
13
@:O pure per me il novanta è troppo ma la recensione è fatta davvero bene. lai almeno letta o solo il voto ti interessa?
:O
Venerdì 18 Marzo 2011, 17.54.31
12
Tipica recensione da fanboy....90 ahhahah e meno male che su altre recensioni si parlava di tenersi stretti con i voti ahahhah
Blackster
Venerdì 18 Marzo 2011, 15.22.13
11
Disco carino e ben suonato, anche se io gli avrei dato un po' di meno.. e bella recensione!
xutij
Venerdì 18 Marzo 2011, 13.27.06
10
benvenuto e bella recensione . per quanto riguarda l'album io gli avrei dato un voto molto piu basso a volte sembra un insieme di generi messi li a casaccio e altre volte la versione per metallari dei mr bungle senza raggiungere la loro fantasia e capacità. è solo una mia impressione o le tastiere sono molto influenzate dallo stile di roddy bottum ? qualcuno mi delucidi sulla faccenda
Blackout
Venerdì 18 Marzo 2011, 13.05.47
9
Benvenuto Nagash!
NagasH
Venerdì 18 Marzo 2011, 1.12.35
8
Grazie dell'accoglienza ragazzi, e grazie per gli apprezzamenti.
Room 101
Venerdì 18 Marzo 2011, 0.25.33
7
Benvenutissimo e gran recensione !!
Khaine
Venerdì 18 Marzo 2011, 0.14.55
6
Benvenuto Rami
Gnezz
Venerdì 18 Marzo 2011, 0.05.18
5
Welcome Nagash!
Lizard
Giovedì 17 Marzo 2011, 23.56.36
4
Benvenuto Nagash!!!
tribal axis
Giovedì 17 Marzo 2011, 23.51.47
3
mi accodo a NeuRath: recensione eccelsa. complimenti e benvenuto.
NagasH
Giovedì 17 Marzo 2011, 23.19.00
2
Grazie NauRath...non farmi commuovere però!
NeuRath
Giovedì 17 Marzo 2011, 22.41.35
1
Benvenuto al nuovo Nagash. Uno che esordisce citando Herbert e paragonando i Reiter a Khaled ha tutta la mia stima!!!
INFORMAZIONI
2011
Nuclear Blast/The End Records
Avantgarde
Tracklist
01. Die Boten
02. Gib Dich Hin
03. Hammer Oder Amboß
04. Dir Gehört Nichts
05. Dr. Pest
06. Moral & Wahnsinn
07. Erwache
08. Heimkehr
09. Wir Reiten
10. Hört Auf
11. Ein Liebes Lied
Line Up
Fuchs - Vocals
Ady - Guitars
Volk-Man - Bass, Vocals
Dr. Pest - Keyboards, Synths
Sir G. - Drums
 
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