Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Falconer
From a Dying Ember
Demo

Chaosaint
In the Name of
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

09/07/20
NUCLEAR WINTER
StormScapes

10/07/20
VISION DIVINE
The Perfect Machine (ristampa)

10/07/20
DAWN OF ASHES
The Antinomian

10/07/20
ENUFF Z`NUFF
Brainwashed Generation

10/07/20
ENSIFERUM
Thalassic

10/07/20
SHINING BLACK
Shining Black

10/07/20
MARK SPIRO
2 + 2 = 5 - Best of & Rarities

10/07/20
KIKO LOUREIRO
Open Source

10/07/20
TOKYO MOTOR FIST
Lions

10/07/20
EXECUTIONERS MASK
Despair Anthems

CONCERTI

06/07/20
DEEP PURPLE + GUESTS (SOSPESO)
BOLOGNA SONIC PARK - ARENA PARCO NORD - BOLOGNA

06/07/20
FAITH NO MORE (SOSPESO)
IPPODROMO SNAI SAN SIRO - MILANO

06/07/20
MARKY RAMONE + WAHNSINN + RUNN + THE VORTICOUS (SOSPESO)
DRUSO - RANICA (BG)

08/07/20
THE DEAD DAISIES (SOSPESO)
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

08/07/20
GUANO APES + LACUNA COIL (SOSPESO)
PARCO DELLA CERTOSA - COLLEGNO (TO)

13/07/20
KISS (SOSPESO)
ARENA - VERONA

23/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

24/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

25/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

26/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

Ulcerate - The Destroyers Of All
( 5161 letture )
“Ti indichiamo la Luna e tu guardi il dito”

Giudicare The Destroyers Of All, ultima fatica discografica del trio di Auckland, comporta anche questo rischio. L’atto stesso, di trasporre su “carta” la grande mole di pensieri e digressioni scaturite dall’ascolto del nuovo nato di casa Ulcerate, deve fare i conti con l’impossibilità di non poter fare a meno di guardare quel dito che indica, fiero, la direzione, la via, che invita a non anteporre il Modo al Fine. Impossibile non cercare di capire se il dito, nell’indicare la “Luna”, sia rivolto nella direzione giusta. Questa è la croce e la delizia di chi si prende l’onere/onore di analizzare la musica, quell’eccesso di zelo che da sempre contribuisce a intorpidire alcuni aspetti della nostra sensibilità.
La visione del death in questo platter è quanto di più lontano, concettualmente parlando, ci sia dall’idea classica del death stesso, sia che si tratti della sua accezione più progressive sia che ci si riferisca al techno-death. Se Everything Is Fire aveva posto in essere le morbose e peculiari sfumature del sound degli Ulcerate, sfumature concepite e sorrette da un death metal grondante di quel Tampa Bay Style, The Destroyers Of All inverte, senza timore alcuno, l’ordine delle cose. Quelli che erano tratti ascrivibili come le così dette ciliegine sulla torta, ovvero i placidi lamenti armonici e le nervose dissonanze, retaggio di un certo amore per le sonorità vicine al post-metal, al post-core ed allo sludge, diventano la struttura portante di un sound che vuole radicalmente (indicando la luna) rettificare il concetto di pesantezza nel death metal. Quest’ultimo non scompare, al contrario risuona e scalpita nel drumming schizofrenico di Saint Merat, sempre preciso e tanto vario da cancellare i confini all’interno della struttura delle canzoni, e nel growl cupo e avvolgente di Paul Kelland, ma diventa inevitabilmente una sfumatura, si intensa, ma francamente non più imprescindibile. E affermo ciò conscio di come potrà essere inteso e di cosa potrà portare a pensare.

L’aspetto chiave di questo disco è senz’altro il concetto di sfumatura, e se da un lato è individuabile una componente strutturale solida, questa è verificabile solo guardando al disco come opera compiuta e non soffermandosi sui singoli episodi. Come ogni opera concepita sullo sfumare di forme e tonalità le une sulle altre, la logica vuole che ci si allontani sempre di più per poter coglierne il senso e l’interezza espressiva. Per quanto sia notevole ognuno dei sette brani ivi contenuto, nessuno di essi riesce a simulare gli effetti che porta il platter nella sua interezza. Parliamo di brani complessi, privi di una vera struttura, che alternano sfuriate in blast-beat ad atmosfere plumbee, grevi, acide. Ed è proprio in quei frangenti che gli Ulcerate paradossalmente suonano ancora più pesanti e morbosi. Le armonie e le dissonanze si attaccano placidamente ai sensi, divengono quasi emozionali nel loro “parlare”.
Per allontanarci da un qualcosa dobbiamo ovviamente prima avvicinarci ad esso e, da vicino, la componente che più spicca è indubbiamente quella che concerne l’aspetto prettamente sonoro (quindi esule dal contesto stilistico). La produzione, la scelta e la qualità dei suoni, la saturazione, non sono solo un valore aggiunto, tutt’altro. Questi infondo la costante sensazione di essere parte integrante della nascita degli stessi riffs, i quali devono molta delle loro carica espressiva agli aspetti elencati poc’anzi. Le chitarre nei momenti più atmosferici cullano l’ascoltatore come farebbe una dama oscura e, così com’ella, alimentano, con i loro stonati lamenti, quel senso di torpore, una tormentata quiete, l’immaginazione degli udenti. Oscura dama che, nel suo nichilismo, non si nega all’appassionata furia. A fare da contraltare, il wall of sound si delinea avvolgente, eppure carico di dinamismo. Tutto questo contribuisce ad allargare la percezione della musica a diversi livelli, un disco capace di farsi ascoltare con la testa e con le viscere ma che rimane comunque un disco corposo, dato il genere, da assimilare e complesso nella fruizione.

Pongo le distanze ideali fra me e gli Ulcerate, ignoro lo scorrere della tracklist, non mi pongo domande su chi o cosa mi ricordano i singoli passaggi ed è allora che scorgo la Luna senza più dover seguire la direzione nella quale punta il dito. L’evoluzione del terzetto neozelandese guarda palesemente al domani. The Destroyers Of All non è semplicemente uno step successivo ad Everything Is Fire, ne sfrutta i medesimi aspetti, li ricombina, ne espande lo spettro sonoro e comunicativo, ma indica anche una sorta di terza via, attualmente non giudicabile ma sicuramente alternativa ad una concezione, del progressive e del techno-death, paradossalmente incastrata su delle forme espressive collaudate e oramai stereotipate. Non è sicuramente il disco da colpo sicuro, e solo questo andrebbe premiato, ed è decisamente difficile non farsi entusiasmare dal prodotto finale, ma è vitale smorzare, seppur leggermente, certi entusiasmi. Il materiale death metal oriented è argilla nelle mani degli Ulcerate ed è di qualità eccelsa ma in un giudizio generale è doveroso ammettere che gli elementi contaminanti (che definisco così anche se come detto rappresentano addirittura l’intelaiatura dei brani), proprio per la loro massiccia integrazione, necessitano sicuramente di ulteriore affinamento, non tanto nella loro concezione ma più nella varietà espressiva. L’aspetto prettamente tecnico nemmeno lo pongo in essere data la caratura dei musicisti, impeccabili come da copione.
Che volete che vi dica, per chi scrive il disco è stato un autentico trip dal quale sono riuscito a fatica a distaccarmi al fine di essere il più possibile oggettivo. A certi livelli valutare diventa un semplice esercizio che nulla toglie e nulla aggiunge, mentre analizzare senza un reale giudizio di fondo risulta sicuramente più consono e significativo.
A me personalmente la loro Luna è piaciuta, ma anche il dito era nella direzione giusta!



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
81.76 su 123 voti [ VOTA]
lisablack
Sabato 6 Giugno 2020, 22.13.07
24
Album incredibile, da ascoltare più volte per capire la sua enorme bellezza e profondita'. 90
Ihsahn
Domenica 9 Ottobre 2016, 15.37.52
23
@fdrulovic: "noioso a bestia e sopravvalutato"? Sopravvalutata ci sarà tua madre e probabilmente sono una delle band più originali degli ultimi anni. Trovami un gruppo che mischi il technical death atmosferico con sonorità sludge e post metal e poi ne riparliamo HAHAHAHAH
God of Emptiness 89
Domenica 9 Ottobre 2016, 15.12.29
22
immenso una delle migliori uscite Death dal 2000 a questa parte
Macca
Mercoledì 6 Aprile 2016, 10.43.42
21
Questo è un fottuto capolavoro: technical/prog death opprimente, dissonante, devastante. Musica che avvolge nelle sue spire per non mollarti più. Secondo me superiore a Everything Is Fire ed in generale il loro miglior lavoro, band e album incredibili. Voto 91
Macca
Giovedì 2 Luglio 2015, 9.15.37
20
Ascoltai Vermis e non mi piacque, forse non ero ancora pronto a certe sonorità. Pian piano invece mi sono avvicinato al genere e anche a loro, ad esempio questo mi ha colpito immediatamente: tra l'altro, ecco a chi si sono fortemente ispirati i Nero di Marte nel loro debut...a sto punto l'ho inserito nel prossimo ordine.
fdrulovic
Martedì 11 Ottobre 2011, 23.18.01
19
Ascoltato e riascoltato. Per me noioso a bestia e soprvvalutato.Non li trovo nemmeno originali.Boh.....Preferisco di gran lunga la genialità dei Fuck The Facts o degli Origin. Meno sbrodoloni e piu' incisivi.
AD NAUSEAM
Lunedì 29 Agosto 2011, 22.03.29
18
album assolutamente spettacolare, per ora rimane la migliore uscita di questo 2011 in ambito death, purtroppo tanta gente faticherà a capire che questo cd insieme ad "everything is fire" sono da tramandare ai posteri
Flag Of Hate
Sabato 11 Giugno 2011, 16.25.09
17
Va bene, ragazzi: escano allo scoperto i furboni che hanno abbassato la media dei voti. Dare 46 a lavori di tale portata vuol dire bestemmiare.
JUSTICE
Domenica 27 Marzo 2011, 14.18.12
16
i deathspell ce li sento molto anche io, però non ce solo quello. bisogna ammettere che questi tipi si stanno inventando davvero qualcosa di nuovo per fare death, mentre gli obscura hanno fatto un concentrato dell'evoluzione del death fino ad ora. certo, non sono molto facili da ascoltare, ma io dico che faranno storia
edo
Mercoledì 23 Marzo 2011, 15.50.52
15
per carità di dio. deathspell omega + Obscura dei Gorguts cd che lascia il tempo che trova
NagasH
Martedì 22 Marzo 2011, 18.52.48
14
Er Trucido ha colto perfettamente, e non credo di essermi espresso diversamente da come ha potuto cogliere lui.
Er Trucido
Martedì 22 Marzo 2011, 17.08.50
13
penso che il riferimento ad Individual non si riferisca allo stile del disco, ma al ruolo che ebbe nella discografia dei Death e che potrebbe essere lo stesso che questo potrebbe svolgere in quella degli Ulcerate
teddy
Martedì 22 Marzo 2011, 17.03.52
12
Scusate ma io non capisco come fate a paragonare Individual Though Patterns a questo disco degli Ulcerate???? Non hanno per niente lo stesso stile .... Lo Stesso discorso va anche nel giudicare due gruppi come i su citati e gli Obscura che son due tipi di death metal ben diversi, dove l'unica cosa che li rende uguali è la bravura dei batteristi ma analizzando la composizione delle parti di basso e chitarra sono di due mondi opposti!!!! Anzi a me questo "the destroyer of all" sembra pure abbastanza prolisso e noioso!!! De Gustibus ...... Io dal canto mio ho cercato di rispondere un po a tutti i commenti ... a tenebra occulta gli posso solo consigliare di cercare bene su internet che Omnivium già c'è per il download e ..... SPACCA DI BRRRRRRRRRUTTO! Ciao Ragà
Er Trucido
Martedì 22 Marzo 2011, 16.49.09
11
Molto interessante...
tenebra occulta
Martedì 22 Marzo 2011, 16.42.01
10
@Nagash: Cosmogenesis l'ho consumato e mi è piaciuto moltissimo, ho però avuto l'occasione di ascoltare più volte il promo del prossimo Omnivium (in uscita il 4 aprile) e non posso certo esaltarmi. Per questo considero Cosmogenesis il picco (per ora) degli Obscura, mentre gli Ulcerate hanno fatto qualcosa di grande con questo disco, non so se si ripeteranno, ma per ora godo. Individual Though Patterns è lassù e il maestro Chuck ne ha sfornati di capolavori... Gli Ulcerate cominciano ora, nessuno può dire dove possano arrivare. Paragoni a parte, mi accontento di ascoltare buona musica, (fatto non scontato di questi tempi) che una band sia all'esordio o già affermata non influisce sul mio giudizio. Voto: 85/100
NagasH
Martedì 22 Marzo 2011, 11.17.39
9
L'aspetto del gusto personale rimane il primo aspetto, e forse l'unico aspetto, che realmente conta. Io non voglio nemmeno entrare nel merito proprio perché questo prescinde da ogni considerazione. Io non credo che gli Obscura siano necessariamente in fase calante, dico che sono "padroni" di un sound più definito, che può piacere o meno, ma che personalmente trovo appagante da fruitore. Gli Ulcerate per quel che mi riguarda, lo dico sotto voce, hanno appena composto il loro "Individual Thought Patterns", quindi ora per me l'aspettativa e molta se ben ricordate cosa è venuto fuori dopo quel disco per i Death!
tenebra occulta
Martedì 22 Marzo 2011, 11.04.58
8
Conncordo sul fatto che gli Obscura siano in fase calante. Non so per quanti dischi gli Ulcerate possano continuare a proporre cose interessanti, ma questo The destroyers of all spacca il culo. Ascolto parecchio death ma devo dire che questi ragazzi hanno qualcpsa in più anche di buone realtà come Abysmal Dawn, Calm Hatchery, etc.
Undercover
Martedì 22 Marzo 2011, 11.00.32
7
Probabilmente è come dici, l'aspetto tecnico non lo discuto sei sicuramente più adatto di me per esprimere tali concetti, siamo sempre però al punto cosa arriva e cosa no. Gli Ulcerate li ascolto, mi dimeno, finisce un pezzo e lo rimetto su, gli Obscura metto un pezzo e ho già voglia di toglierli, questa per me (e sottolineo per me) nella musica è l'unica differenza che conta, la tecnica che non m'arriva né favoresce longevità d'ascolto produce solo buoni esercizi. Ho avuto il piacere di metterli su entrambi e il risultato dal mio punto di vista rimane Ulcerate batte Obscura 10-0.
NagasH
Martedì 22 Marzo 2011, 10.44.17
6
Io escluderei l'aspetto onanistico a monte, non danno mai l'impressione di cercare la soluzione più complicata dal punto di vista tecnico, nonostante l'alto tasso tecnico che comporta questo disco. Il parallelismo con gli Obscura è troppo forzato e non rappresenta una reale contrapposizione. Obscura e Ulcerate non sono alternativi l'un l'altro ma battono due strade evolutive lontane tra loro. Questo degli Ulcerate è un sound in divenire, quello degli Obscura è già alla fase due, ovvero in affinamento.
Undercover
Martedì 22 Marzo 2011, 9.19.52
5
Onanisti con gusto, questi si che mi coinvolgono, non me ne voglia "Nagash" ma fra Ulcerate e Obscura se voglio qualcosa di tecnico metto su 'sti ragazzi a vita, gran disco.
Maiden1976
Martedì 22 Marzo 2011, 8.51.15
4
Prolissi e noiosi a dismisura.
NagasH
Martedì 22 Marzo 2011, 0.59.38
3
Extra recensione, devo dirvi che questo disco è da 85 perché è uscito nel 2011 e siamo nel 2011. Ma qui stiamo parlando di quello che tra 10 anni non faticherà ad essere definito un capolavoro del genere (perché qui siamo dinanzi realmente al nuovo).
Nikolas
Martedì 22 Marzo 2011, 0.19.58
2
Che band devastate ragazzi, meravigliosi!
Giasse
Martedì 22 Marzo 2011, 0.05.01
1
Pazzesco! Riesco a dire solo questo!
INFORMAZIONI
2011
Willowtip Records
Prog Death
Tracklist
01. Burning Skies
02. Dead Oceans
03. Cold Becoming
04. Beneath
05. The Hollow Idols 
06. Omens
07. The Destroyers of All
Line Up
Paul Kelland - Vocals, Bass
Michael Hoggard - Guitars
Jamie Saint Merat - Drums
 
RECENSIONI
85
85
90
79
ARTICOLI
08/12/2014
Live Report
ULCERATE + WORMED + SOLACE OF REQUIEM + GIGAN+ DÉPARTE
Lo-Fi Club, Milano - 03/12/14
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]