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Essence - Lost In Violence
( 3433 letture )
Quando sulla scrivania finiscono dischi come questo Lost In Violence, l'adrenalina ricomincia a scorrere nei metalkids innamorati del vecchio, caro thrash anni '80. Dopo aver riacquistato colore e salivazione, persi magari al cospetto di qualche insipido clone di troppo (o, peggio ancora, di fronte a qualche figliastro di troppo uscitosene da chissÓ dove negli anni Novanta), l'headbanger munito di t-shirt e smanicato toppato potrebbe seriamente rischiare di bagnarsi, nel caso si imbattesse a sua insaputa in band come gli Essence. Onde evitare svarioni e cali di pressione, meglio mettere tutti al corrente di un dato di fatto: passano le mode, passano le degenerazioni, ma il thrash e l'heavy sono ben lontane dalla fine, tante volte invocata da gufi e detrattori ma mai definitiva. Per fortuna. Se la Fenice ha sempre saputo risorgere dalle proprie ceneri il merito Ŕ di giovani arrembanti come gli Essence, danesi di Nordjylland, nati nel 2005 ed appena giunti al debutto discografico. Un concentrato esplosivo di velocitÓ, potenza, melodia, songwriting eccellente e dinamismo strutturale che potrebbe spingerci a paragonarli ai loro connazionali Artillery, senza paura di bestemmiare. Anche, ma non solo, per le spruzzate di melodia orientale, abbastanza consuete nel carniere della seminale band danese e tese a rendere ancora pi¨ accattivante il thrash tecnico e rombante di questi tosti monellacci. Se non avranno una carriera stellare questi, Ŕ meglio che molte altre nuove leve prive di personalitÓ e innovativa si facciano da parte senza nemmeno illudersi troppo.

Attenzione, la glorificazione gratuita non Ŕ nostro mestiere, si sta solo valutando un disco eccellente che sembra elevarsi dalla media, anche considerando la giovane etÓ dei suoi artefici ed il fatto che si tratta di un debut. Le similitudini con gli Artillery non si limitano alla presenza di arabeschi melodici, ma sono riscontrabili anche nel thrash compatto e articolato, capace di passare indistintamente da rapide sfuriate fast'n'furious a pi¨ ritmati mid-tempo, anche se ovviamente sarÓ la prima soluzione quella pi¨ utilizzata, con esito strepitoso. Questi Essence dimostrano di vantare parecchie frecce al proprio arco: dagli assalti terremotanti ultrarapidi alle telluriche bordate ritmiche tipicamente old school, senza dimenticarsi poi dell'incendiaria sezione solista. Ritornelli da delirio e chorus fibrillanti completano il quadro di un disco che pu˛ contare anche su un riffing letale ed eccitante, classicamente improntato sulle mitragliate 'a rincorsa' figlie della tradizione pi¨ orgasmica del thrash. La sezione ritmica, robusta e compatta, retta dal drummer Martin Haumann, martella con decisione e abbraccia una gamma di rapiditÓ differenti, variabili anche nell'arco di uno stesso pezzo: le parti vengono assemblate alla perfezione, con una naturalezza innata e rimarchevole in una band tanto giovane, splendida nel prodigarsi in accelerazioni brucianti e melodie potenti. Al fianco dei pezzi pi¨ tirati, spiccano ottime stoccate di heavy compatto, melodico, tecnico e robusto, e alla fine possiamo affermare che questo pugno di brani possiede tutte le peculiaritÓ che un thrashers o un metalhead potrebbero richiedere. Non sono pochi i momenti da headbanging disinibito, quelli in cui l'act scandinavo pressa il piede sull'acceleratore e corre via, implacabile, sotto un diluvio di adrenalina frenetica. Le dieci tracce in scaletta sono ben elaborate, eppure la noia non affiora praticamente mai, grazie alla vasta gamma di trucchetti adoperati dai danesini: un'intro di basso di qua, un riff eccitante in pi¨ di lÓ, assoli sconquassanti a ripetizione e una fucina considerevole di refrain mai banali o eccessivamente orecchiabili. Anche la voce di Lasse Skov, graffiante e molto aggressiva, si staglia all'interno dell'Essence-sound offrendo dei refrain trascinanti e completando l'incoraggiante puzzle del quartetto nordico.

L'intro Allegiance, potente e melodica, ci trasporta subito in una suadente atmosfera da bazar mediorientale, prima che nello stereo esploda Unlimited Chaos, trascinante nonostante non si tratti di un thrash serrato quanto di un heavy compatto e piacevole, ancora una volta bagnato d'Oriente nelle vene melodiche; si inizia a correre a ritmi esagerati con Pestilence, song dall'impatto frontale spaccaossa, una mitragliata ritmica che garantirÓ l'headbanging sfrenato ed un ritornello cento per cento old school che si farÓ urlare, da solo, a squarciagola: tra i riff mitragliati e il moshpit ipereccitato, Mark Drastrup sferra un fendente solista turbinoso. La tensione Ŕ portata a mille, nella successiva Blood Culture, da un'elegante intro di basso e dal seguente riffone adrenalinico, mentre il disco procede spedito fino a Shades of Black, ancora potente ma caratterizzata da una forte e ruvida melodia malinconica: un brano emozionante ma al contempo roboante, chiara espressione di un sound a pi¨ dimensioni. Tutte le caratteristiche del sound della band nordeuropea sono sintetizzate in pezzi come Trace of Terror, ma i bravissimi Essence tengono da parte le loro mazzate pi¨ vigorose, sistemando alla fine del disco Aggressive Attack e la titletrack, una batosta di thrash impazzito, con ritornello da spasimo, ritmiche allucinate ed un'annichilente sezione strumentale sfociante in un assolo forsennato velocissimo. Un sound curato, un pacchetto di soluzioni stilistiche molto ampio, fresco e dinamico, ritmi e suoni sempre coinvolgenti: in Lost In Violence l'adrenalina e la tensione tengono sempre elevatissima la soglia di attenzione dell'ascoltatore. Non Ŕ eccessivo dire che questa release potrebbe fare la felicitÓ sia dei thrashers oltranzisti amanti delle sonoritÓ ruvide come di quelli pi¨ attenti alla stratificazione delle strutture. Gridare al miracolo sarebbe esagerato, ma questi ragazzi sono decisamente promettenti, e questo disco si candida tra le migliori uscite dell'intero 2011.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
51.5 su 28 voti [ VOTA]
The Void
Giovedý 20 Settembre 2012, 10.16.28
13
Sicuramente gli ascolter˛ a breve (: un altro gruppo da ascoltare ma praticamente sconosciuto sono gli Holy Moses...
Sonny
Sabato 9 Aprile 2011, 12.26.02
12
Mamma mia che album! Mamma mia che band! Grande recensione
the Thrasher
Domenica 27 Marzo 2011, 21.57.15
11
eh eh eh per fortuna esistono ancora band cosý!
alzailcorno93
Domenica 27 Marzo 2011, 13.25.14
10
ho iniziato ad ascoltarli adesso: che piacevole scoperta!!!!! come sempre grande the thrasher
jeffwaters
Venerdý 25 Marzo 2011, 19.53.12
9
Ho sentito l'intero album,molto bello. Titletrack e blood culture 2 pezzi veramente allucinanti...Grazie ancora The Thrasher
LAMBRUSCORE
Venerdý 25 Marzo 2011, 15.50.47
8
ho ascoltato solo un pezzo, mi ricordano sacrifice, demolition hammer, devastation...bravi direi.
the Thrasher
Giovedý 24 Marzo 2011, 21.14.37
7
eh eh grazie ragazzi troppo buoni!
jeffwaters
Giovedý 24 Marzo 2011, 19.30.36
6
Si Rino ancora mille grazie per avermi fatto ascoltare i Pessimist te ne sar˛ riconoscente a vita,vado sul sicuro anche con gli Essence credo.
ALESSIO ER LAZIALE!
Giovedý 24 Marzo 2011, 12.07.02
5
Se Rino il censore ha dato un 85, allora Ŕ da compare a scatola chiusa! Dopo i Pessimist ascolteremo anche questi! Thrash till death!
Undercover
Giovedý 24 Marzo 2011, 9.58.34
4
Buon disco di sicuro ma se questo Ŕ realmente da 85 quello degli Artillery (74) dovrebbe ricevere 40 per la pochezza, i voti sono sproporzionati in entrambi i casi. Concordo con Electric Warrior sul fatto che siano talmente "perfettini" da risultare finti e questo limita l'esplodere dei pezzi, 70 per quanto mi riguarda Ŕ buono, oltre sarebbe tutto di regalato.
Electric Warrior
Giovedý 24 Marzo 2011, 8.59.45
3
Sinceramente mi suonano veramente troppo forzati e freddi. La tecnica strumentale Ŕ talmente perfetta da sembrare finta, suonata da qualcun'altro o creata con qualche programma. I richiami a Slayer e Sodom sono lampanti (soprattutto nelle accelerazioni).
Mika
Giovedý 24 Marzo 2011, 1.23.23
2
Davvero un album con le contropalle
Flag Of Hate
Giovedý 24 Marzo 2011, 0.47.24
1
Ho scoperto questo gruppo assolutamente a caso, curiosando nella sezione "amici" sulla pagina Myspace degli Artillery. Mi Ŕ piaciuto l'artwork, ma credevo di aver trovato l'ennesimo gruppetto da revival, fautore di un Thrash canonico, immaturo. Invece faccio partire "Shades of Black", ascolto l'assolo iniziale... e mi si prosciugano le ghiandole salivari! Questo gruppo Ŕ da tenere d'occhio: tecnici, melodici, con una grande fantasia compositiva, e un tiro da paura. Questa si chiama attitudine! Headbang assicurato. Per fortuna che esistono ancora giovanotti che vogliono suonare del buon Thrash, ancorati nella tradizione ma con uno sguardo verso il futuro! (ma cosa ho scritto, sembra uno slogan politico di serie B...). 80/100 @Thrasher: sei stato di parola, grande!
INFORMAZIONI
2011
UltimHate Records
Thrash
Tracklist
1. Allegiance
2. Unlimited Chaos
3. Pestilence
4. Blood Culture
5. Night's Destruction
6. Oblivion
7. Shades Of Black
8. Trace Of Terror
9. Lost In Violence
10. Aggressive Attack
Line Up
Lasse Skov (Chitarra, Voce)
Mark Drastrup (Chitarra)
Nefer (Basso, Voce)
Martin Haumann (Batteria)
 
RECENSIONI
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