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No Gravity - Worlds In Collision
( 2775 letture )
I No Gravity sono una nuova band messa in piedi da Simone Fiorletta, apprezzato chitarrista italiano già nei Moonlight Comedy ma anche protagonista di una parallela carriera solista, che lo ha portato finora a pubblicare tre album, l'ultimo dei quali è stato il bellissimo When reality is nothing del 2009. Rispetto a quest'ultimo lavoro, tuttavia, Fiorletta ha preferito percorrere una strada un po' differente con i No Gravity, dando vita ad una band vera e propria, che vede coinvolti musicisti di grande talento e diversi cantanti tra i più noti nomi italiani (e non solo).

Tra gli strumentisti, accanto a Simone, ritroviamo alle tastiere uno stratosferico Andrea De Paoli (che, lo ricordiamo, collabora con Fiorletta ormai dai tempi di My secret diary del 2007), Davide Perruzza come secondo chitarrista, Andrea Casali degli Astra al basso, mentre dietro le pelli siede Marco Aiello (con Fiorletta anche nel suo ultimo album solista), musicista ancora molto giovane ma di grandissimo talento, che si rende autore di una prova di altissimo spessore. Per il ruolo di cantante, invece, anzichè affidarsi ad un unico solista, come accennavamo sopra, i No Gravity si sono avvalsi della collaborazione di più vocalist: la parte del leone è ricoperta da Emiliano Germani (anche lui già nei Moonlight Comedy), il quale canta in quattro brani, però fra gli altri singers spiccano i nomi di Roberto Tiranti, Fabio Lione, Michele Luppi, Andy Kuntz e Mark Basile. Insomma, una line up di altissimo livello, nella quale Fiorletta si cala con umiltà e professionalità facendo sì che i No Gravity suonino come un'autentica band, rifuggendo da sterili protagonismi o evitando di enfatizzare oltre misura il suo virtusosismo chitarristico.

Sotto questo profilo, possiamo dire che l'album è riuscito veramente bene: l'amalgama tra i membri della band è davvero ottimo e ciascuno riesce a dare il meglio di sè. Stilisticamente i No Gravity suonano essenzialmente un classico metal prog di scuola Dream Theater, seguendo un filone che in Italia ormai costituisce una realtà consolidata, ma cogliendo senz'altro anche diversi elementi dalle varie band principali dei protagonisti coinvolti: ci riferiamo, in particolare, ad acts quali Vanden Plas, Vision Divine, DGM e Labyrinth, con l'aggiunta di venature neoclassiche che talvolta riaffiorano in maniera un po' più evidente.

I brani in linea di massima sono alquanto lunghi però nonostante ciò si mantengono abbastanza legati alla forma-canzone, dalla quale alquanto raramente si discostano, privilegiando una struttura che, pur prevedendo anche diversi cambi di tema, bene o male riconduce comunque a strofe accompagnate da un ritornello molto melodico. L'album si apre nel migliore dei modi con Sailing in sight, un'opener di grandissimo impatto, grazie ad un sound caldo e robusto, che riesce ad essere particolarmente coinvolgente. Non sono da meno The Killer, cantata da Mark Basile dei DGM e Voices from the past, che vede Fabio Lione dietro i microfoni, ma con Can't dream anymore i No Gravity arrivano a stupire, grazie soprattutto ad una fantastica interpretazione di uno straordinario Andy Kuntz, davvero in grande spolvero. Di Religious Beliefs va evidenziato il fatto che il tema principale presenta motivi orientaleggianti: si tratta di un brano gradevole e abbastanza veloce, nel quale peraltro Fiorletta dà finalmente un po' di sfogo alla sua esuberanza chitarristica, sfoderando un bell'assolo di stampo palesemente neoclassico. Con la successiva I'm bleeding, l'album tocca senz'altro il suo apice: l'album vede la presenza anche di eleganti chitarre acustiche, che si dimostrano ideale accompagnamento per la voce di Michele Luppi, davvero un cantante che oseremmo definire di un altro pianeta (senza, ovviamente, nulla togliere agli altri presenti nel disco), che mostra ancora una volta tutte le sue grandissime qualità impreziosendo notevolmente il brano con il suo contributo. Non finisce qui però perchè su Nowadays non può fare a meno di registrarsi un'altra grandissima performance, quella di Roberto Tiranti dei Labyrinth, davvero bravo ed espressivo nella sua interpretazione. I No Gravity si prendono un attimo di respiro con Touchin' my enemy, il brano più breve (di appena tre minuti), che suona molto tranquillo ed atmosferico e nel quale gioca ancora una volta un ruolo preponderante la chitarra acustica. La conclusiva Unexpected gift è la traccia più lunga e anche quella che maggiormente si discosta dalla forma-canzone: infatti, il brano si apre con una lunga parte strumentale, dalle evidenti influenze dei Dream Theater e solo oltre il quarto minuto comincia il cantato; splendido, peraltro, in questo brano, l'assolo finale, che merita di essere evidenziato.

Bel disco, dunque, che non brilla magari in quanto ad originalità dal punto di vista stilistico, ma assolutamente valido sia dal punto di vista compositivo che esecutivo. Consigliato dunque agli amanti del metal prog.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
33.31 su 19 voti [ VOTA]
metalheads
Martedì 29 Marzo 2011, 21.55.01
4
questo album è fantastico! ragazzi assolutamente da ascoltare e da comprare!!! fabio, michele e roberto in un'unico album.....e in più c'è pure il mitico andrea alle tastiere...cioè da non credereeeeee!!!!!! DDDDDDDDD andreeeeeeeeeeeewwwwwww for president!!!!!
Khaine
Lunedì 28 Marzo 2011, 19.56.43
3
In effetti le prestazioni dei cantanti sono da brividi. Da avere a tutti i costi.
Zack
Sabato 26 Marzo 2011, 14.32.51
2
Fantastico Album..merita davvero!
Electric Warrior
Venerdì 25 Marzo 2011, 14.51.22
1
Ma quante belle voci come guest star! Ascolto obbligato
INFORMAZIONI
2011
Lion music
Prog Metal
Tracklist
1. Sailing On Sight
2. The Killer
3. Can?t Dream Anymore
4. Voices From The Past
5. Religious Beliefs
6. I?m Bleeding
7. Nowadays
8. Touchin? My Enemy
9. Unexpected Gift
Line Up
Simone Fiorletta (acoustic and electric guitars)
Davide Perruzza (electric guitars)
Andrea De Paoli (keyboards)
Andrea Casali (bass)
Marco Aiello (drums)

Michele Luppi (vocals on track 6)
Andy Kuntz (vocals on track 3)
Emiliano Germani (vocals on tracks 1,5,8,9)
Fabio Lione (vocals on track 4)
Mark Basile (vocals on track 2)
Roberto Tiranti (vocals on track 7)
 
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