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Whitesnake - Forevermore
( 7801 letture )
Allora, fans dei Whitesnake, cosa vi aspettate da Coverdale e dai suoi accoliti del Serpente Bianco? Cambiamenti? Mutamenti di rotta? Addirittura (empietà) rivoluzioni? No, certo che no. Il nuovo album Forevermore è qui proprio per rassicurarvi, per darvi delle conferme, insomma: per darvi esattamente quello che vi aspettavate fin dalla cover e dal titolo del lavoro, ambedue certamente fuori dalla terna di nomi che passeranno alla storia nei rispettivi ambiti. A distanza di circa tre anni dalla buona prova di Good To Be Bad, David -spalleggiato dal sempre più fido Aldrich, col quale firma tutti i pezzi- rimaneggia la formazione quel tanto che basta per dare un lifting molto superficiale alla musica della band, che cambia fondamentalmente molto poco, variando leggermente l'apporto delle singole correnti musicali che lo compongono (blues in primis) per sfornare un prodotto che è sempre, invariabilmente, ottimamente simile e se stesso.

Preceduto da un battage pubblicitario del quale parleremo dopo, l'undicesimo album da studio targato Whitesnake si apre con Steal Your Heart Away. Attacco southern che poi porta subito ad un hard rock sanguigno e molto americano, assolutamente canonico sia nella musica che nei testi (I want it all, and I want it now non è certo il massimo dell'originalità), ritornello da memorizzazione immediata, ed ottimo solo per poco più di cinque minuti di musica tanto prevedibile, quanto piacevole. Più massiccio il mid di All Out Of Luck, solita storia di un "loser" innestata su una solida base di hard rock americano. Anche qui ritornello che dal vivo farà sfracelli; ancora buono il solo. Tocca poi al singolo Love Will Set You Free che immagino abbiate già ascoltato più volte, data la sua disponibilità a partire da oltre un mese prima dell'uscita ufficiale dell'album. Altro brano tipicamente alla Coverdale con testo risibile (You can trust in me, Love will set you free), ma hard rock di grande classe ed ancora dal ritornello irresistibile, per quanto simile a tanti altri marchiati Whitesnake. A questo punto della scaletta, dopo tre brani piuttosto tirati, non può che essere il turno della canonica ballad. Come sapete non è un tipo di pezzo che di norma digerisco, trovandone stucchevole la gran parte. Non sarà Easier Said That Done a farmi cambiare idea, ma scorre via piacevole assolvendo al suo compito e, per me, è già molto. Ritmo che risale subito con il riff quadrato di Tell Me How, mid di impatto che poi si apre con un bridge che porta ad un altro di quei ritornelli "aperti", con la voce di Coverdale a farla da padrona, sostenuta da un basso continuo su una linea molto semplice che ha solo il compito di far risaltare il lavoro del cantante. Ancora buoni -per quanto non certo originali- gli incroci solisitici delle chitarre e subito dopo David alle prese col suo solito "Babe, Baaaabeee", il cui inserimento all'interno del tessuto musicale di un pezzo è sempre per me sintomo di ricorso al facile effetto, ma che sembra essere sempre apprezzato dai fans. Decisamente più volto verso l'airplay radiofonico (prossimo singolo estratto?) il rock americano di I Need You (Shine A Light), pezzo con tanto di coretti in falsetto concepito ed eseguito per essere trasmesso in radio. Discreto l'inciso, amichevole il solo.
Atmosfere acustiche da viaggio piovoso in autostrada per One Of These Days, anche questo potenziale singolo, forse ancora di più del brano precedente, in quanto adatto a qualsiasi tipo di pubblico. A questo è necessario ripompare in circolo un po' di adrenalina agli ascoltatori e per farlo i Whitesnake ricorrono a Love And Treat Me Right, blues rock aggressivo QB per ridestare l'attenzione del pubblico senza ricorrere ad atmosfere troppo pesanti. Buon pezzo e piede impossibilitato a stare fermo. Occhio dunque, se lo ascoltate in macchina potreste procedere con continue accelerazioni involontarie, siete avvertiti. E' però con Dogs In The Streets che si ritorna sui veri binari dell'Hard Rock d'assalto: potente, veloce, ruffiana, con assoli al fulmicotone, insomma il tipico grande pezzo che ci si aspetta da questo gruppo. Subito dopo però torniamo in pieno climax romanticista con Fare Thee Weel, un pezzo che arrangiato in maniera appena leggermente diversa, potrebbe tranquillamente stare su un album di Bruce Springsteen ed ho detto tutto. Non poteva mancare un chiarissimo riferimento alle radici blues del gruppo e Whipping Boy Blues è messa lì apposta per ricordarci quanto l'Hard Rock debba a nonno Blues, ed è sempre un piacere ripiombare in certe sonorità. Siamo quasi in chiusura: dopo il blues, un altro salto all'indietro con My Evil Ways, Rock 'n' Roll anni 50 elettrificato e reso più moderno senza riuscire però a nasconderne le origini, anche se negli anni 50 ben difficilmente sarebbe stato possibile concepire assoli così selvaggi. A chiudere Forevermore è la title-track, una ballad che mi piace molto e questo dovrebbe dirvi tutto.

A proposito di battage pubblicitario, di Forevermore usciranno parecchie versioni: quella normale, quella Giapponese con una versione alternativa di Whipping Boys Blues, quella DeLuxe con tre brani in versione alternativa, e lo Snake Pack per fans, con due brani live ed un magazine di 132 pagine, (quest'ultimo solo per l'Inghilterra). Alcune bonus tracks sono disponibili sulle piattaforme digitali. Personalmente preferisco leggermente Good To Be Bad, ma è solo una questione di gusto. Forevermore è esattamente quello che tutti aspettano: l'ennesima ottima rielaborazione del più che consolidato canovaccio Hard Rock dei Whitesnake. Ancora una volta ben rivisto, scritto, arrangiato, suonato ed inciso, ed ancora una volta basterà ai loro fans, specialmente in sede live, come è giusto che sia.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
60.89 su 56 voti [ VOTA]
jo-lunch
Domenica 21 Febbraio 2016, 21.29.04
40
Grazie Raven. Mi sono perso qualcosa. Provvederò.
Raven
Domenica 21 Febbraio 2016, 21.16.41
39
E siamo pieni di sue recensioni
Raven
Domenica 21 Febbraio 2016, 21.15.21
38
Ne abbiamo già parlato in Legends of Rock 22
jo-lunch
Domenica 21 Febbraio 2016, 18.51.54
37
Forse sono inopportuno, ma mi rivolgo a Raven e Metalraw che sono i miei redattori preferiti (non me ne vogliano gli altri, tutti bravi e disponibili) per chiedere se conoscono in maniera un po' approfondita Rory Gallagher e in particolare il suo "Tattoo", cd eccezionale, pieno di verve . Confesso la mia ignoranza, non conoscevo questo artista ma, da quando l'ho scoperto non faccio altro che ascoltarlo, mi dà allegria, entusiasmo, e quella chitarra.... è una meraviglia. Voce stupenda, musica eccelsa. Bello, bello. Cosa mi raccontate di questo artista? E a quando una recensione? Sarebbe veramente una bella cosa. Grazie. Arrivederci.
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 17.39.24
36
Le mie preferite sono senza dubbio Steal your heart away, la zeppeliniana Whipping boy blues, My evil ways (che mi ricorda molto "Feeling hot" del bellissimo Coverdale/Page), la ballad Fare thee well (che voce! che voce!) e la title track. Una riflessione. Ma pare solo a me o a volte gli assoli sembrano "fuori luogo"; troppo veloci o tecnici, rispetto alla struttura della canzone? Insomma, meno velocità e più passione (chi ha parlato di Moody e Marsden. Ma anche Sykes?)
Raven
Venerdì 25 Aprile 2014, 14.11.30
35
col tempo verrà dato spazio a tutto.
DP
Venerdì 25 Aprile 2014, 14.06.44
34
Snakebite, Northwinds, Love Hunter , Ready An Willing, Come An Get It, Saints e Sinners........Gentile redazione, a quando le recensioni degli altri album ? Grazie. Rock ' on
DP
Venerdì 25 Aprile 2014, 13.42.43
33
tempo fa' un mio amico giornalista, di cui per riservatezza non faro' il nome e che fu' per anni anche recensore di musica rock sulle maggiori testate specializzate , mi confido' che nel 2011 si erano gettate le basi per una una storica reunion della mark classica (DC , Moody, Marsden, Lord, Murray e Paice) con relativo nuovo album e tour promozionale. Ma la morte del maestro Lord nel 2012 cancello' per sempre il progetto.........
Sadwings
Martedì 11 Marzo 2014, 17.49.02
32
A me questo disco piace non è ovviamente un capolavoro ma è comunque. Lo preferisco a good to be bad. 75
enzo
Giovedì 13 Febbraio 2014, 23.12.18
31
bel disco e la title track e un capolavoro assoluto grande david
DP
Giovedì 24 Ottobre 2013, 19.32.24
30
Dopo la tragica parentesi della morte di Bolin l'inevitabile scioglimento dei Deep Purple diventa purtroppo realta' nel 1976. David Coverdale preso dallo sconforto (come gli altri del resto) ebbe comunque la forza di reaggire subito e riusci' a cogliere l' occasione per cimentarsi e dimostrare finalmente le propie doti compositive in piena liberta', libero dai canoni estetici che comunque i Purple "imponevano" e libero di esprimersi finalmente nel genere da lui sempre amato. Nascono i Whitesnake suo personallisimo progetto nel quale ebbe modo di esprimere tutto il suo straordinario e unico talento vocale e il suo amore incondizionato per un moderato hard rock fortemente innervato di blues. Si dovra' aspettare poco per l'uscita di "Snakebite" (vero debutto) in cui collaborano anche Marsden e Moddy che faranno a breve anche loro la fortuna della band. Grazie alla produzione di Roger Glover che fu' in grado di mettere al suo servizio musicisti come Simon Philips alla batteria (lo stesso Glover al basso) nacque nel 78 il successivo "Northwinds" che insieme ai Ready...Come An.....Saints.....e' il mio preferito. Bellissimo album ma non molto conosciuto commercialmente dove David puo' mettere in risalto tutto il suo carisma e la sua innata personalita' e puo' considerarsi a tutti gli effetti un suo personale tributo ai Deep Purple band che lo rese ricco e famoso e a cui deve tutto. Il resto e' storia.
DP
Venerdì 4 Ottobre 2013, 19.17.43
29
riallacciandomi a cosa ho espresso aggiungo che la triade "Ready 'an Willing" "Come 'an Get It" e "Saints 'an Sinners" sia tutt'ora la migliore loro espressione. In particolare "Saints 'an Sinners" lo ritengo forse il migliore dei tre, suonato magistralmente dalla mark storica composta da DC,Moody,Marsden,Lord, Murray, Paice con brani diretti e incisivi ricchi di quel sound Hard-Blues che li rese grandi. Volete paragonare la versione qui presente di "Crying In The Rain" con quella di "1987" ? Siamo obbiettivi. E poi cosa dire di David. La sua voce e' qui al top, il timbro meraviglioso che regala brividi a ogni parola. Peccato che durante la registrazione i contrasti e dissapori interni furono incontrollabili e presto portarono allo scioglimento di questa grande formazione. Paice chiamato in causa in merito a quel periodo disse alcuni anni dopo : " Eravamo una grande band che ha fatto ottime cose e grandi songs ma la egocentricita' di David contribui a guastare il giocattolo che funzionava a meraviglia. La sua innovazione musicale che porto' poi a "1987" non era in linea con le nostre e mie vedute musicali. Ricordo con molto piacere comunque il momento che David mi chiese di entrare nel lontano 1979 nei Whitesnake al posto del pur eccellente Dowle. Dissi immediatamente di si. Era per me come rinascere dopo un periodo non propio eccellente e lo ringraziero' per sempre". Ecco, questi erano i Whitesnake.
DP
Sabato 7 Settembre 2013, 16.23.50
28
in effetti il gia' sentito riempie i solchi. Qui DC ha voluto senza ombra di dubbio riavvicinarsi al groove e alle sonorita' dei tempi migliori per capirci alla Ready an Willing, Come An Get It, etc ma l ' impiego di musicisti decisamente piu' "metallari " dei blues man's Moody, Marsden, Murray etc fa si' che il risultato sia decisamente scadente sotto questo punto di vista. Pero' buoni spunti ci sono che dimostrano quanto meno l ' impegno prefuso. E poi gli anni passano inesorabili anche per un grandissimo "vecchietto" come Coverdale il cui spunto non e' piu' quello di una volta. Ma sempre lunga vita a "The Voice".
Maurizio
Mercoledì 21 Settembre 2011, 15.47.49
27
Acquistato in edizione de luxe, ascoltato, piaciuto di sicuro, ma lentamente e inesorabilmente caduto nel "già sentito, meglio Good to be bad anche se già era una minestrina riscaldata". Il deja-vu è troppo presente.
Francesco
Venerdì 10 Giugno 2011, 15.26.05
26
Io non definirei sbagliato definire hair metal i Whitesnake, da Slide it in ad oggi si possono tranquillamente definire così. I Whitesnake prima maniera sono da considerare heavy metal classico con influenze blues.
Francesco
Venerdì 10 Giugno 2011, 15.26.05
25
Io non definirei sbagliato definire hair metal i Whitesnake, da Slide it in ad oggi si possono tranquillamente definire così. I Whitesnake prima maniera sono da considerare heavy metal classico con influenze blues.
Gianluca Ronin Gaggi
Mercoledì 8 Giugno 2011, 11.06.40
24
SEnza aver ascolatto l'album ma letto la recensione.... Loro sono Loro, Coverdale in Primis. Non hanno bisogno di inventare, stravolgere o farsi il mazzo. Per il Live basterebbe (e avanza a mio parere) qeullo che hanno fatto. Se poi ogni tanto fanno un disco ben venga ! Bello o brutto che sia basta che suonino. Il mio è un mezzo atto di fede ! Come avete detto in molti (in primis la recensione) la Classe ( e il mestiere) non è acqua e si vede e si sente. C'è molto di peggio in giro nel Rock e fuori. Lunga vita a Whitesnakle (che a quanto ho sentito a S. Pietroburgo hanno kickassato (!!) tutti !!
federico
Domenica 15 Maggio 2011, 13.25.08
23
Belli gli accenni al reintegro del grandioso Coverdale-Page che a mio parere è uno dei più grandi album del ventennio trascorso.
B-DEEP
Sabato 16 Aprile 2011, 17.16.15
22
Fortunatamente il tempo passa inesorabile. Ma in questo caso mi sento di dire che purtroppo passa inesorabile. Northwinds, Love Hunter ,Ready An Willing , Live...in the heart, Come An Get It, Saint An Sinner, Slide It In : Whitesnake, David, dove siete ? Senza piu' il groove, la tecnica e la immensa classe (la vera classe) di musicisti unici che li hanno resi grandi si sono persi (gia' dal sopravalutato 1987) nei meandri affaristici dei dollaroni americani . Il risultato ? Freddi, patinati , palestrati e senza cuore. David, torna il vero Coverdale e non colui che ti sforzi di apparire. Ti ammireremo sempre, anzi molto di piu'. Ogni tre anni un disco cosi' ? Mah ! Rock
mik
Venerdì 15 Aprile 2011, 19.12.22
21
G R A N D I
Andrea70
Giovedì 31 Marzo 2011, 14.01.17
20
Che dire...gli Whitesnake sono sempre gli Whitesnake! Voto: 78
Raven
Martedì 29 Marzo 2011, 9.01.26
19
Infatti, ma fa parte del pacchetto
P2K!
Martedì 29 Marzo 2011, 8.48.52
18
Ascoltato questa mattina e come prima impressione è quella di un buon disco un tintino sotto il precedente (più hard questo più blues). Ma è una mera questioni dii gusti (a me piace la pezza!!!). Comunque eccellente prova dei musicisti, Coverdale IMPRESSIONANTE come carisma (meno tirato/urlato nei vocalizzi ma che classe però!!!). Certo è che a livello di testi potrebbe scrivere anche pezzi per Sanremo vista la monotematicità sul "Love"...
Radamanthis
Lunedì 28 Marzo 2011, 21.37.29
17
@SabbraCadabra: beh..come and get it è il loro apice...
SabbraCadabra
Lunedì 28 Marzo 2011, 18.44.04
16
A me al primo ascolto non è piaciuto, quasi quasi mi riascolto Come and get it,quello si un capolavoro... (anche Good to be bad mi sembra meglio).
A-Lex
Lunedì 28 Marzo 2011, 11.09.29
15
Blues-hard rock di altissima classe. è migliore del precedente Good to be bad e sembra essere stato preso dalla discografia dei Whitesnake di un trentennio fa......grande albmu! dopo un fugace ascolto non mi risultano esserci canzoni deboli. voto 80
Antonello
Sabato 26 Marzo 2011, 11.13.51
14
Questo è un disco che I Whitesnake dovevano necessariamente incidere così.. Per un nostalgico come il sottoscritto, che adora l'Hard Rock degli anni '70 e quello dei primissimi anni '80, con il Blues sempre dietro l'angolo, quasi a fare da "supervisore", Forevermore si piazza sicuramente qualche gradino sopra il precedente Good to be bad.. E poi, anche se i Whitesnake ci hanno abituati ai soliti "Babe Baaaabeee" (che Coverdale peraltro porta avanti dai tempi dei Deep Purple) e ai ritornelli, diciamo... scontati, io dico che è meglio così, perché "pisciare" fuori dal vaso (scusate l'eufemismo) non è proprio cosa piacevole.. Io azzardo con un 8+, perché la qualità non si discute e trovarne al giorno d'oggi è quasi una "mission impossible"..
Witchcraft
Sabato 26 Marzo 2011, 1.16.51
13
mi è piaciuto molto l'album..ottima disamina Raven..mi trovi in sintonia anche sul voto..75 pieno..
Radamanthis
Venerdì 25 Marzo 2011, 20.19.41
12
Gruppo stratosferico...e da loro ci si aspetta un ottimo album ogni volta...e ogni volta NON deludono!
iwantout
Venerdì 25 Marzo 2011, 20.00.05
11
il punto è uno solo: dove sono in giro cantanti che abbiano almeno la meta' del carisma di quest'uomo??
pincheloco
Venerdì 25 Marzo 2011, 19.54.49
10
non l'ho ancora sentito ma cercherò di farlo nei prossimi giorni. sono molto curioso.
ixo
Venerdì 25 Marzo 2011, 18.37.43
9
ascoltato un paio di volte, non mi ha detto un granchè
olmetalheart61
Venerdì 25 Marzo 2011, 16.33.07
8
direi ottimo blues'n'roll
Raven
Venerdì 25 Marzo 2011, 14.41.23
7
anche io non definirei affatto Hair Metal i Whitesnake.
Broken Dream
Venerdì 25 Marzo 2011, 14.38.01
6
Buon disco, lontanissimo dai livelli di 1987 e Slip Of The Tongue
Painkiller
Venerdì 25 Marzo 2011, 14.32.13
5
Gli Whitesnake un gruppo hair? No davvero!!!
Lizard
Venerdì 25 Marzo 2011, 14.28.54
4
Alla fine ho sempre ritenuto sbagliato accumunare i Whitesnake ai gruppi hair metal: anche se i loro album più venduti sono venuti fuori nel periodo di maggior diffusione del genere, i WHitesnake avevano già una carriera lunga alle spalle. 1987 è chiaramente un album laccato ma non lo definerei similare in alcun modo a Poison, Ratt o Enuff'z'Nuff!!!!
Absynthe6886
Venerdì 25 Marzo 2011, 14.20.05
3
Sono molto lontano dall'hair metal, sia musicalmente che concettualmente. Tuttavia, il Serpente ha sempre rappresentato un'eccezione, ma se dovessi spiegarne la ragione... Devo ancora comprendere perché io subisca un tale fascino da questa band, nonostante la mia avversione per tematiche trite e ritrite, nonché anacronistiche, come quelle trattate anche in quest'ultima fatica di Coverdale e soci. Mi rispondo con un sostantivo: CLASSE. Ebbene si. Se non ve ne fosse, non avrei neanche preso in considerazione l'ascolto di questo Forevermore. In due parole: ottima prova esecutiva, ed interpretativa, con qualche calo in ballad poco incisive, e un paio di fillers. Nel complesso, finora reputo superiore il precedente Good To Be Bad. P.S.: ma ho notato solo io la somiglianza imbarazzante tra il riff portante di I Need You (Shine A Light) e quello di Wouldn't You Like To Know Me dal primo solista di Paul Stanley (artista e band, i Kiss, che a differenza dei Whitesnake, rientrano nelle band che detesto con tutta l'anima!!!), datato 1978!?
Raven
Venerdì 25 Marzo 2011, 14.16.05
2
Allora è l'album per te
Painkiller
Venerdì 25 Marzo 2011, 13.41.54
1
Che dire, non mi aspetto stravolgimenti da questo album e da chi ha scritto le pagine migliori dell'hard rock, ma della musica da viaggio e da concerto.....non vedo l'ora del gods......
INFORMAZIONI
2011
EMI
Hard Rock
Tracklist
1. Steal Your Heart Away
2. All Out Of Luck
3. Love Will Set You Free
4. Easier Said Than Done
5. Tell Me How
6. I Need You (Shine A Light)
7. One Of These Days
8. Love And Treat Me Right
9. Dogs In The Street
10. Fare Thee Well
11. Whipping Boy Blues
12. My Evil Ways
13. Forevermore
Line Up
David Coverdale (Voce solista e Cori)
Doug Aldrich (Chitarra solista e ritmica)
Reb Beach (Chitarra solista e ritmica, Cori)
Michael Devin (Basso, Cori)
Brian Tichy (Batteria, Percussioni)

Timothy Drury (Tastiera)
 
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