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TesseracT - One
( 7643 letture )
L’Iper-cubo è un politopo che definisce il concetto di punto, segmento, quadrato e cubo, nelle dimensioni superiori alla terza. Tanto per non lasciarvi in balia di dubbi concernenti la geometria non euclidea, se pensate al cubo in tre dimensioni, il quadrato è il suo analogo bidimensionale, il segmento l’analogo monodimensionale e il punto il corrispettivo adimensionale. Il tesseratto (dal greco “quattro raggi”) è il cubo in quattro dimensioni.
Ben rappresentato sulla copertina di One dei TesseracT, appunto, il tesseratto non è solo un concetto puramente geometrico ma assurge a vera e propria chiave di lettura del concept, simbolico e musicale, che sta dietro al progetto musicale di Kahney & co.
Chi sono i TesseracT?
Il progetto, non ancora definibile band, nasce come “produzione da cameretta” di Acle Kahney (chitarrista degli sciolti Fellsilent), che in pochi anni trasforma il suo “laboratorio di sperimentazione” a vera e propria band.
Il risultato di questo percorso è la concretizzazione di quella che è la prima corrente musicale della YouTube-generation. I TesseracT, così come i vari Periphery, Monuments, Chimp Spanner ecc., di fatto impazzano e acquisiscono notorietà prima sul tubo che non tra gli addetti ai lavori. Notorietà tale da permettere a questi act di potersi esibire nel corso di manifestazione di un certo calibro ancor prima di aver pubblicato alcunché.
Definito, si narra, “Djent” da sua maestà Fredrik Thordendal in persona, il “nuovo” (si fa per dire) genere deve il suo nome al suono onomatopeico delle chitarre ribassate in palm-muting.
Partiamo da un presupposto basilare: a patto che non diventi l’ennesimo modo per spacciare per nuovo ciò che nuovo non è propriamente, il termine “Djent” è anche simpatico da utilizzare, ma, detto chiaramente, questo non è nient’altro che la prosecuzione di ciò che i SikTh decisero di dismettere, purtroppo per il sottoscritto, qualche anno fa. Nella fattispecie Kahney porta allo step successivo la sua esperienza nei Fellsilent, introducendo a quel sound tanto debitore ai già citati SikTh, ai Meshuggah ed ai Textures, elementi di Tooliana memoria ed una vena progressive di matrice scandinava e mitteleuropea.
In effetti i TesseracT suonano esattamente come potrebbe suonare un ibrido ideale tra SikTh (sì sempre loro), Textures, Tool e Circus Maximus.
Odio classificare e usare frasi fatte tipiche delle case discografiche, ma non me ne vogliate, dopotutto non vi sto vendendo nulla quindi avrete il buon senso di prendere ciò che è scritto come mera semplificazione a nostro uso e consumo.
Quasi dimenticavo (e concedetemi anche questa tecnica prosaica), il quintetto, oltre il già pluri-citato Kahney (chitarrista, principale compositore e in questa occasione anche produttore) conta il chitarrista James Monteith, il bassista Amos Williams, il batterista Jamie Postones e, infine, il vocalist Daniel Tompkins.
One suona modernissimo, pulito, profondo e per diversi tratti emozionale. Alle poliritmie imperanti si accavallano melodie eteree, atmosfere ricche di pathos e violente scariche di quel groove sghembo tanto caro ai “cinque di Umea”. Il sound elaborato dei cinque inglesi ben rappresenta il loro nome; non è infatti raro, specialmente se ascoltati in cuffia, ritrovarsi disorientati dalla stereofonia di certi passaggi, quasi fossimo in presenza di una dimensione sonora inusuale. Si viene calamitati dalla ricerca di quel suono indefinito che scorgiamo ma che non siamo abituati a isolare.
Le capacità tecniche dei cinque sono assolute, soprattutto gli incastri ritmici vengono eseguiti con una precisione robotica, forse per scelta in maniera eccessivamente meccanica. I brani sono senza dubbio alcuno di grande qualità e nel complesso personali anche se, salvo qualche eccezione, nel lungo termine soffrono di una certa omogeneità, ovvero le varie sezioni dei singoli brani tendono a mescolarsi nella memoria dell’ascoltatore, palesando, in questo senso, da un lato una certa continuità compositiva, dall’altro un naturale scemare dell’ispirazione. Molto interessanti i vari riarrangiamenti del tema portante della suite in sei parti Concealing Fate (già pubblicata interamente come EP) nella quale spiccano episodi come il singolo Deception, la strumentale Epiphany, la meravigliosa The Impossibile, vero e proprio manifesto del TesseracT-sound, e l’ottima Sunrise (ottima la resa finale della sublime linea melodica del ritornello).
Il platter non contiene filler anche se, come già detto, ripresenta troppo spesso soluzioni troppo omogenee che mal si sposano con la sperimentazione tout-court che i nostri tentano di proporre, ma riesce comunque a passare indenne a questo difetto di gioventù (forse?) grazie alla maestosa, e sottolineo maestosa, prestazione di Daniel Tompkins. Il frontman non solo paventa la sua ottima preparazione tecnica e l’invidiabile estensione vocale ma dimostra grandi doti interpretative e di arrangiatore. Le voci sono studiate ad arte e riescono a trasportare in ogni loro manifestazione, che si parli di passaggi delicati, di folli cavalcate poliritmiche o di vorticosi crescendo il buon Daniel non è mai inadeguato. Passa agevolmente da un discreto e corrosivo scream, quasi urlato, a vocalizzi che farebbero invidia a gran parte dei cantati power metal, ma è nei passaggi dove è l’interpretazione a farla da padrone dove il talentuoso singer passa l’esame a pieni voti.
I TesseracT erano attesi al varco, soprattutto alla luce di un anno e più di assaggini e stuzzichini di quel che sarebbe stato il loro debutto, e non si può negar loro di essere stati all’altezza delle aspettative. Non possiamo considerarli dei debuttanti, cosa che, non nascondiamoci dietro il dito, è spesso una connotazione che in qualche modo viene premiata in sede di recensione, ma è dovuta loro una grande considerazione in virtù dell’estrema complessità che si cela dietro la stessa concezione di un lavoro di tale genere e levatura.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
70.59 su 74 voti [ VOTA]
Daniel Tompkins, SEGUITE LUI ;-).
Lunedì 26 Settembre 2016, 22.18.07
18
Troppo violento, mi stanno bene gli Skyharbor e qualche urlo sporadico, tanto per dare potenza, ma qui si esagera! Cosi buttano troppo fuori la melodia, e un disco senza melodia non ha nulla, è solo ritmica anche se è studiata bene. E' vuoto.
Matteo
Mercoledì 24 Settembre 2014, 22.57.23
17
Sto cd lo ascolto a cazzo dritto. Davvero, ottima recensione e ottimo disco.
Taste Of Chaos
Martedì 26 Febbraio 2013, 2.26.05
16
Eden fa accapponare la pelle, ogni volta...
J.M.L.Esperanto
Sabato 22 Dicembre 2012, 13.24.03
15
Album veramente figo!
Ascarioth
Giovedì 7 Giugno 2012, 20.08.36
14
Grandi, mi piacciono, hanno delle atmosfere molto ricche di pathos come si diceva in sede di recensione, e poi... c'è il djent di mezzo... è PERFETTO! "sbav"
Aelfwine
Mercoledì 30 Maggio 2012, 19.13.27
13
Confermo anch'io il voto, bravo Nagash e grande band, appena ci sono novità sul solo futuro fateci sapere qualcosa... E comunque la media dei voti attualmente è 61.
Psycroptic
Domenica 27 Maggio 2012, 18.27.32
12
Gran bella band. Confermo il voto del recensore. ThreePieces il gruppo a cui ti riferisci erano i Textures. Anch'io ero li ;D
jonny
Venerdì 7 Ottobre 2011, 18.48.38
11
Album perfetto, band stupenda
Celtic Warrior
Domenica 2 Ottobre 2011, 13.06.43
10
Me l ha consigliato un amico veramente bello .
Jimi The Ghost
Domenica 2 Ottobre 2011, 12.52.02
9
Ho seguito da subito, e con tutti i mezzi informatici questi artisti. Bravissimi nel sezionare ritmicamente il brano. Perfetti, ma Ieri mi hanno dato lo stesso album, One, ma in versione totalmente instrumental. A me piace soprattutto per la fissa che ho esclusivamente per il genere ipertecnico-instrumental. Consigliato e da ascoltarlo con le cuffiette...Ciao Jimi TG
Skogarmaidur
Venerdì 22 Luglio 2011, 22.13.17
8
Folli. Pazzi. Geniali!
lucydark
Lunedì 16 Maggio 2011, 8.44.06
7
Il futuro
AXEL NEUMANN
Giovedì 31 Marzo 2011, 17.34.30
6
...non originale, ma molto INGEGNOSO... UN DISCHETTO DA POTER ASCOLTARE ALMENO UNA DECINA DI VOLTE... basta con i dischi che prima di averli ascoltati sai già cosa ti aspetta...
ThreePieces
Mercoledì 30 Marzo 2011, 14.52.32
5
Bellissima band... vista dal vivo quest'estate al contestato sikelian Hell.... sono stati bravi... anche se non hanno fatto tanto colpo sul pubblico come i WFAHM [questi ultimi devastanti]... cmq veramente preparati
NagasH
Mercoledì 30 Marzo 2011, 13.19.02
4
Fine anni 80, pardon.
NagasH
Mercoledì 30 Marzo 2011, 13.18.06
3
Diciamo che è una semplificazione. Il suffisso Math, ovvero matematica, è dovuto all'uso di ritmiche asimmetriche come 11/8 e 13/8 e risale agli anni 80 in riferimento ad act quali i Don Caballero. Nel caso specifico vengono, più o meno correttamente, incluse nel Math-Core band come i The Human Abstract, Periphery, The Dillinger Escape Plan, Protest The Hero ecc. Ad ogni modo eccoti un sample: http://www.youtube.com/watch?v=JF_YIiRoRFM
LAMBRUSCORE
Mercoledì 30 Marzo 2011, 13.01.28
2
non capisco cosa suonino questi qua, e neanche cosa voglia dire math-core, se qualcuno me lo spiega lo ringrazio.
Cipmunk
Mercoledì 30 Marzo 2011, 12.11.21
1
Top disco, questi ragazi son cazzuti veramente!!! recensione e voto giustissima, forse c'è un po troppo di cantato Scream,..ma è proprio andare a cercare il pelo nell'uovo in un album ke merita.......Decisamente..!!!
INFORMAZIONI
2011
Century Media
Metal
Tracklist
01. Lament
02. Nascent
03. Concealing Fate Part I: Acceptance
04. Concealing Fate Part II: Deception
05. Concealing Fate Part III: The Impossible
06. Concealing Fate Part IV: Perfection
07. Concealing Fate Part V: Epiphany
08. Concealing Fate Part VI: Origin
09. Sunrise
10. April
11. Eden
Line Up
Daniel Tompkins - Vocals
Acle Kahney - Guitars
James Monteith - Guitars
Amos Williams - Bass/Vocals
Jay Postones - Drum
 
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