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Aerosmith - Nine Lives
( 5768 letture )
Nine Lives, ovvero come invecchiare con malizia. Ormai arrivati ad un livello di successo tale da garantire loro una serena e tranquilla anzianità artistica, gli Aerosmith si permettono un ulteriore passo verso sonorità pop e ampiamente mainstream. Da grande band quale i nostri restano, questo passaggio è gestito comunque con classe e apparente freschezza. Se ascoltati di seguito l’uno all’altro, gli album che vanno da Permanent Vacation a Nine Lives, rivelano chiaramente un deliberato percorso fatto di tappe, grandi o piccole, che conducono verso il progressivo accantonamento dell’aggettivo hard davanti alla parola rock. Passaggio mai realmente avvenuto, ma percorso che resta comunque innegabile. Niente di male se la qualità della musica resta alta e, da questo punto di vista, il gruppo di Boston sembra proprio incapace di produrre un album veramente brutto -un primato che, con una carriera lunga quaranta anni alle spalle, praticamente quasi nessuna altra band può vantare.

Nine Lives, prodotto da Kevin Shirley assieme agli stessi Aerosmith, segue, dopo quattro anni, il bestseller Get A Grip e tenta di rinnovarne il successo ma, soprattutto, l’invidiabile varietà stilistica. Obbiettivo ambizioso e fallito in entrambi i sensi, nonostante la grande profusione di autori esterni alla band che intervengono in tutti i brani del disco. La combinazione del successo dei famosi tre singoli -e video- che decretarono la fama del precedente album era evidentemente irripetibile. Detto questo, Nine Lives si rivela album godibile ed interessante, pieno di brio e, tutto sommato, ancora onesto nel suo essere slanciato verso la ricerca del successo e dell’attenzione dei media. Le varie influenze che compongono la musica degli Aerosmith sono presentate con dovizia in un album che si presenta con ben quindici brani, se aggiungiamo anche il tormentone I Don’t Want to Miss a Thing. In realtà, un numero così elevato di composizioni significa anche la presenza di brani meno ispirati ed una discontinuità che spesso danneggia il piacere di ascolto del disco. La partenza è interessante: la title-track, introdotta da miagolii psicotici, si rivela infatti un discreto hard rock e la ruffianissima Falling In Love (Is Hard On The Knees) è una di quelle canzoni che ti si stampano in testa alla prima. Arriva subito la ballad e Hole In My Soul è indubbiamente la migliore dell’album, degno sequel di Amazing e Crazy. Taste of India è un interessante hard rock pesante ed oscuro, vagamente zeppeliniano, condito da melodie orientali di buona presa e si qualifica senz’altro come uno degli episodi migliori dell’album, ancorché forse un po’ troppo lungo dato l’esile canovaccio su cui si regge. Quattro canzoni e quattro ispirazioni differenti. Ne aggiungiamo un’altra? Ecco Full Circle, quasi pastorale e country/folk, con tanto di cori da fattoria del midwest; sicuramente il brano meno riuscito ed interessante del disco, spezza il ritmo creato finora senza avere minimamente la statura di una What It Takes, ad esempio, nonostante l’ottimo solo di Perry. Something’s Gotta Give tenta di rialzare il voltaggio con un ritmo scatenato condito da innesti di armonica: non un episodio che passerà alla storia nella discografia degli Aerosmith -Heart’s Done Time è di tutt’altro spessore, nel genere- ma ottiene comunque il suo scopo e prepara ad un altro degli highlights dell’album: Ain’t That a Bitch. Apertura stralunata con sfondo jazz per un brano che non è una classica ballad ma calca molto sul piano emotivo. The Farm è nuovamente scanzonata e caciarona, stralunata quanto basta; lascia però il tempo che trova. Non so voi ma comincio a sentire il bisogno di un grande brano, uno di quelli che lasciano il segno. Purtroppo, né Crash, né Kiss Your Past Goodbye -altra semi-ballad- lo sono, nonostante la buona intensità rockeggiante che le fa apprezzare entrambe. Ma non era un album pop/rock, questo? Sì, lo è, ed ecco quindi il singolo di successo, il video che tutti ricordano, la canzone maledetta che non riesci a toglierti di testa e che vorresti odiare perché un metallaro che si rispetti non può urlare Pink senza sentirsi idiota. Eppure…eppure, proprio per questo, e nonostante la carrozzeria pop, Pink finisce per essere esattamente quello che il rock deve essere: divertente, sfrontato, irrispettoso anche nei propri confronti, paraculo. Viva gli Aerosmith. Falling Off -cantata da Perry- è il secondo episodio meno riuscito del disco ed assomiglia dannatamente ad una canzone di Tom Petty, mentre Attitude Adjustment alterna pop e riffoni hard rock risultando vincente anche ad ascolti ripetuti. Chiude Fallen Angels, buona ballad con prova convincente di tutto il gruppo, per il brano più lungo ed articolato dell’album.

Particolare folkloristico: la copertina originale rappresentava un’immagine della divinità Hindu Krishna che danza sul corpo del demone serpente Kaliya. Molte confessioni religiose si offesero perché sulla copertina la testa di Krishna era stata sostituita dalla testa di un gatto. Le proteste furono tali che gli Aerosmith stessi, all’oscuro della fonte di ispirazione della copertina, chiesero di cambiarla con un’altra immagine. Tornando alla musica, Nine Lives si presenta quindi bene se si considerano i singoli episodi che lo compongono, ma nel complesso risulta davvero troppo lungo a fronte di una certa scarsità di canzoni memorabili. Salvato da tanto buon mestiere, non è la commercialità sfacciata ad essere il difetto di fondo, perché alla fine anche il tiro non manca. I punti deboli sono, casomai, l’eccessiva eterogeneità e, appunto, i troppi brani di livello non eccelso. Certo, dopo trent’anni di carriera onorata, gli Aerosmith se lo potevano ben permettere e, comunque, se lo comprate vi piacerà. Non si scappa dalla regola con questi vecchietti maliziosi.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
69.76 su 46 voti [ VOTA]
Aceshigh
Venerdì 11 Ottobre 2019, 15.30.05
15
Presa ieri la ristampa su vinile; dopo averlo riascoltato non posso che confermare l’impressione che ho sempre avuto: grandissimo album. È quello che conclude un periodo d’oro (in tutti i sensi) cominciato 10 anni prima con Permanent Vacation. Quasi impossibile fare meglio di Get a Grip, ma non ci vanno molto lontani. La title-track, Hole in my Soul, Taste of India, Ain’t That a Bitch e tanti altri pezzi ne fanno un album che è un gran piacere ascoltare ancora a distanza di più di vent’anni. Voto 88
InvictuSteele
Mercoledì 28 Novembre 2018, 18.21.25
14
Appena riascoltato, bellissimo, una canzone della.madonna dietro laltra, ogni pezzo una potenziale hit. Voto 80
IRON799
Domenica 24 Gennaio 2016, 13.31.56
13
Album forse meno immediato e commerciale dei 3 precedenti, ma secondo me molto valido. Dopo questo, il declino totale...
manaroth85
Domenica 18 Ottobre 2015, 22.20.09
12
Grande disco. Quanto l ho ascoltato!un grandino sotto get a grip ma 85 se lo merita. Nine lives la migliore
VomitSelf
Giovedì 3 Settembre 2015, 14.42.58
11
Ce l'avevo nella versione originale, con la copertina originale. Non saprei per il resto...non mi fece impazzire. Idem il precedente, 'Get a Grip'.
Philosopher3185
Lunedì 2 Marzo 2015, 13.15.17
10
Gran bell'album,ben prodotto belle composizioni,ma di Hard Rock cè rimasto poco,e quando lo comprai rimasi molto deluso...
Macca
Venerdì 21 Giugno 2013, 10.14.33
9
Mi passò la cassetta originale un mio compagno di classe al liceo (se non ricordo male la copertina era proprio quella censurata, ma potrei confondermi avendola già vista da altre parti). Ricordo che mi piacque parecchio, era il periodo dei miei primi vagiti hard rock e metal perchè ne venivo dal punk californiano. Poi nella mia vita arrivò anche il Black Album e da lì iniziai a fare sul serio Cmq un album al quale sono affezionato, un 80 con affetto glielo dò volentieri!!
Simone
Mercoledì 21 Novembre 2012, 12.03.00
8
mmmmm..non sono molto d accordo con alcune cose della recensione (comunque valida e ben scritta dall amico Lizard).Intanto,considerare un album degli Aerosmith un album pop/rock è un azzardo.è vero che in questo lavoro sono presenti pezzi pop/rock ma ce ne sono molti altri Hard e Heavy,prendi ad esempio Nine Lives,Crash,Taste of India,Sometimes gotta give ecc.Poi,caro Lizard,devi spiegarmi cosa trovi di pop in un pezzo che spacca come Attitude Adjustement.. Io credo che Nine Lives sia un album che meriti molto e ne alzo il voto fino ad 80.Sul pessimo voto dato a Get A Grip e la pessima recensione mi sono gia espresso nell apposito blog e non lo farò di nuovo qui.Grandi Aerosmith
GZ
Domenica 10 Giugno 2012, 17.53.27
7
Vi state dimenticando di Taste Of India, che secondo me è uno spettacolo.
blackie
Sabato 18 Giugno 2011, 15.42.59
6
disco stupendo anche qui un lotto di canzoni indimenticabili.la formula musicale degli aerosmith a dawero qualcosa di magico,se togliamo il breve periodo di inizio anni 80,i loro dischi sono sempre stati fantastici!steven tyler e joe perry semplicemente inarrivabili!
Bloody Karma
Lunedì 4 Aprile 2011, 9.15.18
5
disco che dovrei recuperare, vista anche l'interessante disamina di lizard, visto che all'epoca mi rifiutai di ascoltare in seguito al tormentone di pink, che con il senno di adesso è un bellissimo brano..
David Shake
Lunedì 4 Aprile 2011, 8.21.28
4
Bel disco davvero.... non ai livelli di Get A grip e Pump.. ma un album più che degno del nome che porta.... Full Circle è stupenda... come tutte la balland incluse in questo disco... Fallen Angels è meravigliosa....
Lizard
Domenica 3 Aprile 2011, 22.01.54
3
Confermo che Full Circle mi sembra l'episodio meno riuscito o quanto meno rispetto ad altre canzoni similari, anche degli stessi Aerosmith, risulta abbastanza manierista, poco spirito e molto mestiere.
Matocc
Sabato 2 Aprile 2011, 11.14.43
2
a me l'album piacque da subito, Tyler & Co. da vecchi volponi quali sono avevano capito qual'era la strada da continuare a percorrere per mantenere il successo nell'era Mtv. i miei brani preferiti sono la title-track (pezzo trascinante), ATAB che mi fa impazzire, KYPG e Full Circle: per quest'ultima non sono d'accordo con la rece, io la trovo stupenda, ma ovviamente si tratta di gusti... ho 2 copie di questo CD, una con la copertina originale censurata e l'altra con il nuovo artwork -e l'aggiunta della ballatona IDWTMAT... nel complesso un buonissimo disco, gli Aerosmith non deludono nemmeno questa volta
jak
Sabato 2 Aprile 2011, 10.59.09
1
alla luce di questo 75 (comunque giusto), il 68 dato a Get a grip stona ancor di più.....buon album, sarebbe stato ancora meglio senza The farm, Crash, Falling off e una tra Kiss your past goodbye e Attitude adjustement; non sono però d'accordo sul considerare Full circle la peggiore
INFORMAZIONI
1997
Columbia Records
Hard Rock
Tracklist
1. Nine Lives
2. Falling In Love (Is HArd On The Knees)
3. Hole In My soul
4. Taste of India
5. Full Circle
6. Something'S Gotta Give
7. Ain't That a Bitch
8. The Farm
9. Crash
10. Kiss Your Past Goodbye
11. Pink
12. Falling Off
13. Attitude Adjustement
14. Fallen Angels
Line Up
Steven Tyler (lead vocals, percussion, harmonica on "Pink", backing vocals on "Falling Off")
Joe Perry (guitar, backing vocals, lead vocals on "Falling Off")
Brad Whitford (guitar)
Tom Hamilton (bass)
Joey Kramer (drums, percussion)
 
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