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Colosseum (FIN) - Chapter 3: Parasomnia
( 3417 letture )
Qualche anno fa, durante i miei consueti rastrellamenti della scena doom underground, la mia attenzione fu catturata da una misteriosa band chiamata Mausoleum, dedita al funeral doom; così mi procurai l'album e, dopo l'ascolto, la delusione fu tale che cercai di rimuovere immediatamente l'accaduto, così come accade per le sciagure peggiori. Il tempo riuscì a cancellare parzialmente il fatto - così come il nome della band - persistendo solamente un vago ricordo che, ogni qual volta venivano nominate bands con nomi riconducibili ad architetture, il mio subconscio mi spingeva ad evitarle, temendo di incorrere nuovamente in quel penoso progetto arabo. Questo atteggiamento protettivo subì una fase d'arresto nel momento in cui il mio capo-redattore mi affidò quest'ultimo capitolo della trilogia dei Colosseum; dunque mi approcciai all'ascolto di questo lavoro con un distaccato timore che questa volta - al vibrare delle primissime note - sparì come per incanto, liberandomi da questa turbe mentale. (Grazie Giasse ti sono debitore. nda!)

Per chi non conoscesse la band in questione, si tratta di una spaventosa creatura funeral doom proveniente dalla gelida Finlandia - nelle cui file è presente Juhani Palomäki, già noto per il suo operato negli Yearning – e che col presente Parasomnia giunge alla terza fatica in studio, chiudendo una trilogia davvero strepitosa e composta da Delirium del 2007, Numquam del 2009 ed appunto il nuovo Parasomnia, uscito pochi giorni fa su Firebox Records.
L'album è un monumentale esempio di funeral doom all'ennesima potenza, composto da soli cinque brani per una durata complessiva di un’ora abbondante, nella quale i nostri sfidano qualsiasi metronomo in commercio a riuscire a battere dei tempi così lenti, raggiungendo dei picchi di rarefazione sonora terrificanti. La band è da sempre contraddistinta da un suono abbastanza pulito e con una buona propensione per la melodia, oltre ad un sapiente uso dei synth che - senza rubare la scena agli strumenti tradizionali - si ritagliano un angolo importante all'interno di un ambiente saturo fino allo sfinimento, mentre le vocals del compianto Juhani ruggiscono un growling tra i più interessanti della scena doom. Si, purtroppo compianto: poiché è di qualche settimana fa la notizia che, poco dopo la fine delle registrazioni del nuovo album, è stato ritrovato il corpo senza vita del buon Juhani. Notizia che, tra l'altro, getta un'ombra sul futuro della band, la quale - solamente adesso - iniziava a raccogliere un certo consenso in ambito internazionale.

L'ascolto di questo album è paragonabile ad un’immersione notturna in un oceano in tempesta, tanta è la potenza delle atmosfere scaturite dalle note di questo Parasomnia: introdotto brutalmente dall'opener Dilapidation And Death, che senza intro o smancerie varie ci immerge subito dentro un abisso nerissimo. Chiunque abbia mai fatto un bagno notturno non può dimenticare quella sensazione: il buio, la paura dell'ignoto, il freddo della notte e, d'improvviso, un tonfo nell'acqua e per qualche istante lo smarrimento, nel silenzio degli abissi... Ma una volta immersi si è immediatamente rapiti dalla bellezza dell'oscurità, dal caldo abbraccio delle correnti e dall’adrenalina che sale fin sulla pelle. Neanche il tempo di ambientarsi e le acque si gonfiano, le chitarre iniziano a macinare riffs sempre più corposi e l'atmosfera si riempie di pathos; i synth creano uno strato di suoni che, così come le onde, ci trascina senza rendercene nemmeno conto lontani dalla riva, in un’angosciosa deriva. Con Questioning Existence si ha un breve respiro (strumentale) prima di venir sommersi dalla terza lunghissima Passage To Eternity, che rappresenta idealmente la disperata lotta per la sopravvivenza - disperata ma allo stesso tempo agguerrita - e che, nel momento in cui sembra che sia davvero la fine, torna la forza per uno slancio d'insperato vigore, così come per il brano che riparte sempre con nuove aperture che gli donano una nuova vita, lasciando sul finire una speranza di salvezza.

Inutile spendere parole per le restanti tracce, in quanto si tratta della stessa identica materia sonora - splendidamente composta - che vi risucchierà in un vortice sonoro senza ritorno. Parasomnia non ha grandi sbalzi stilistici rispetto al precedente Nunquam, dal quale si discosta sensibilmente per un affinamento delle atmosfere che adesso suonano leggermente più maestose, seppur rimane ben ancorato ai suoni e soprattutto alle dinamiche che avevano fatto la felicità di tutti i doomers più oltranzisti. Un unico appunto... Cambiate 'sto cazzo di nome! Dopo Mausoleum, Monumentum, Colosseum e chissà quanti altri, forse è il caso di cambiare registro!



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
42.92 su 27 voti [ VOTA]
piggod
Venerdì 3 Febbraio 2012, 11.18.24
9
Buon disco di una band che aveva ottimi margini di crescita che purtroppo non verranno mai sfruttati. Riposa in pace Juhani.
remy
Sabato 12 Novembre 2011, 11.36.50
8
Mancheranno. Si sfiora il capolavoro.
Fabrizio"Doc.51"
Sabato 9 Aprile 2011, 12.18.02
7
Intenso e Tragico ...brani che sanno graffiare ...lentamente e in modo inesorabile dove sei già ferito. A Presto Juhani ... prima o poi tocca a tutti !
Gnezz
Sabato 2 Aprile 2011, 18.13.00
6
Stupendo.. R.I.P. Juhani..
Blackout
Sabato 2 Aprile 2011, 16.13.46
5
Da pelle d'oca. Bravo Furio, R.I.P. Juhani.
Tromba De Cueo
Sabato 2 Aprile 2011, 16.12.09
4
Disco, che nella sua soffocante disperazione, trovo stupendo.
Undercover
Sabato 2 Aprile 2011, 15.40.37
3
Spiace solo che dopo questo non ne arriveranno altri... che sfiga ragazzi.
Ubik
Sabato 2 Aprile 2011, 14.49.43
2
Ottima recensione complimenti! sto disco lo aspettavo da un pò in quanto sia Delirium che Numquam mi son piaciuti molto. Appena lo rimedio do il responso
Khaine
Sabato 2 Aprile 2011, 14.28.16
1
Non avevo dubbi sulla bontà di questo platter. RIP Juhani Palomäki.
INFORMAZIONI
2011
Firebox Records
Funeral Doom
Tracklist
1 - Dilapidation And Death
2 - Questioning Existence
3 - Passage to Eternity
4 - On The Strand Of Nightmares
5 - Parasomnia
Line Up
Juhani Palomäki (vocals, guitar)
Olli Haaranen (guitar)
Janne Rämö (bass)
Sameli Köykkä (drums)
 
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