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Bruce Dickinson - Accident Of Birth
( 6150 letture )
Quando appresi della definitiva fuoriuscita di Bruce Dickinson dagli Iron Maiden, per me fu un colpo al cuore. Intendiamoci, non che i prodromi dello split non fossero già facilmente individuabili in quanto avvenuto a cavallo tra il 1986, con Bruce che cominciò a manifestare alcune insofferenze verso la "vita da Maiden", ed il 1989, anno in cui di fatto avvia pienamente una carriera solistica, all'epoca ancora parallela rispetto a quella della Vergine di Ferro, per poi arrivare alla separazione ufficiale dopo il tour di Fear of The Dark. Perché lasciare una macchina da anni lanciata in una corsa dal successo senza precedenti nel mondo del metal? Cosa cercava Dickinson? Cosa non poteva più trovare nella sua permanenza all'interno della band? Credo che la risposta alle domande testé formulate sia piuttosto scontata e si possa riassumere semplicemente facendo riferimento alla mancanza di libertà espressiva. Il fatto che Bruce Dickinson fosse progressivamente sempre più insoddisfatto di una situazione che non gli permetteva di esplorare strade per lui sconosciute, ma che lo legava di fatto ad una certa subordinazione alle scelte di Steve Deus Ex Machina Harris, non poteva più essere accettato da uno come lui, in possesso di un bagaglio culturale superiore e di stimoli a cercare dell'altro (qualunque cosa questo "altro" rappresentasse). Una insoddisfazione che lo portò alla fine a separarsi dai compagni con cui aveva diviso anni di vita on the road e successi planetari, per curare dapprima le proprie passioni personali -in primis il volo- e poi, a partire dal 1994, a ritornare in pista con un progetto proprio. Quel che Bruce produsse tra quell'anno ed il 1997 -anno di pubblicazione di Accident of Birth- verrà probabilmente trattato in separata sede: mi limiterò qui a dire che quanto edito in quel lasso di tempo indica un musicista ancora alle prese con l'indecisione su cosa avrebbe potuto fare da grande; quasi obbligato psicologicamente a fare qualcosa di diverso rispetto al passato, al fine di giustificare e giustificarsi la scelta di abbandonare la band-madre, ma senza aver ancora focalizzato esattamente in quale direzione muoversi, troncando nettamente con un passato divenuto ingombrante, ma rivolgendosi ad una modernità dispersiva ed anche poco adatta a lui come cantante. Tutto ciò fino ad Accident of Birth.

Dopo un avvio di carriera piuttosto discutibile e comunque disomogeneo, il richiamo di Roy Z, di parte della crew dei Tribe of Gypsies, ed il ritrovarsi fianco a fianco con Adrian Smith -a sua volta transfuga dai Maiden- portò il singer a trovare un proprio equilibrio, figlio probabilmente di una ritrovata vena, a sua volta conseguenza sia della lontananza da Harris che della catarsi provocata dall'essersi misurato con stili molto diversi. Questa la storia dietro Accident of Birth, un album in cui oltre all'apporto di Bruce Bruce, si sentono molto sia la mano di Roy Z che l’influenza di Smith, che permetterà al cantante di ritrovare buona parte dei fans di provenienza maideniana e gliene farà acquisire di nuovi; i quali, probabilmente, lo seguono in buona parte tutt'oggi. Introdotto da una cover firmata da Derek Riggs (Derek, dove sei? Abbiamo bisogno di te, ti prego, torna), su cui campeggia il simpatico Edison -dai più individuato come figlio di Eddie- mentre fuoriesce dallo stomaco di un poco compassato signore, l'album è aperto da Freak. Si tratta di un quadrato pezzo heavy che evidenzia immediatamente quanto Bruce avesse ritrovato la carica e la voglia di stare on stage, visto che la canzone sembra fatta apposta per i concerti, e quanto la sua nuova (?) strada lo portasse lontano dallo sperimentalismo indeciso di Skunkworks. Dopo l'intermezzo Toltec 7 Arrival, tocca a Starchildren: testo apparentemente fantascientifico per un brano che in realtà parla della Morte, e che musicalmente prosegue nel consolidare il mood stabilito dal pezzo d'apertura; buona atmosfera relativamente malefica, pur senza spunti di particolare rilievo. Con Taking The Queen arriviamo al primo brano veramente importante dell'album e non perché si tratti di una pietra miliare della storia della musica, ma perché, se da una lato si dimostra comunque ottima, passando da momenti di forte coinvolgimento emotivo ad altri più rabbiosamente struggenti, dall'altro introduce elementi che ritroveremo spesso nella parte di carriera degli Iron Maiden post Bayley, ma questo è un discorso che riprenderemo in chiusura di recensione. La seguente Darkside of Acquarius è da molti considerata la punta di diamante dell'album e lo stesso Dickinson ha dichiarato di considerarla tra le sue tre migliori. Personalmente la considero una buona canzone nobilitata da un ritornello estremamente riuscito e da un solismo che -anche qui- riporta a fasti trascorsi, e del resto diversamente non potrebbe essere, visto il nome di uno dei chitarristi. La parte finale del pezzo, infine, sembra proprio presa di peso da una album dei Maiden, specialmente se vi immaginate sotto un basso più metallico e sferragliante. Quasi in maniera scontata, Road to Hell non fa confermare e rafforzare questa impressione: immediata e veloce, basata su un riff ed una linea vocale che sono maideniane fino al midollo, e su un ritornello che -ancora- ci si stupisce di non sentire su un album marchiato Iron Maiden. Interessante anche il testo che si interroga sui sentimenti provati da Gesù nell'approssimarsi alla morte. La seconda parte del disco parte dall'intensa ballad Man Of Sorrow, che basando il testo sulla gioventù e sugli sviluppi della vita di Aleister Crowley, offre momenti di intenso e malinconico coinvolgimento, mediati da una ottima interpretazione da parte di Dickinson. E' il turno della title-track, che di per sé stessa non rappresenta affatto la canzone migliore di Accident of Birth, ma offre la possibilità di ascoltare un "cazzutissimo" Bruce alle prese con un pezzo molto tirato, sul quale riversa una interpretazione più che sentita, certamente a causa della tematica affrontata dal testo riguardate la sua nascita avvenuta per caso, a seguito di un aborto non andato a fine. Ancora dedicata a Crowley la successiva The Magician, ed anche in questo caso un pezzo che definirei "normalmente buono", riesce a risultare vincente a causa di un ritornello tanto semplice, quanto efficace, e proprio per questo è uno di quelli che si ricordano meglio, mentre trovo poco più che un filler Welcome To The Pit. Siamo alla fine: Omega parte in sordina, con un paio di strofe lente, per poi salire di tono specialmente all'altezza dei soli di chitarra, per un brano dal sapore apocalittico; indi Arc of Space, una riuscita ballad che ci porta fuori da Accident of Birth in maniera soft, ma con grande classe.
Di questo album esistono le versione Giapponese ed Americana (con cover edulcorata), con la bonus track The Ghost of Cain posta al numero 11 della scaletta; ed una extended version con un altro cd contenente versioni demo ed alternative di alcuni pezzi, niente di imperdibile.

Al tirar delle somme un album più importante di quel che comunemente si crede, se non altro dal punto di vista storico, e che pone anche dei quesiti ai quali ognuno può rispondere come crede. Innanzi tutto perché lasciare gli Iron Maiden per poi girare un po' a vuoto, ed infine tornare su quelle coordinate che caratterizzavano la band d'origine? Non sarebbe stato meglio per tutti magari fermare i Maiden per un paio d'anni e poi riprendere con le batterie ricaricate? Guardando la cosa dal lato opposto: perché sostituire Dickinson con un singer bravo, ma inadatto alla Vergine senza mutare mai tonalità per favorirlo? Perché arrivare a produrre dischi che quasi unanimemente vengono considerati pessimi, mentre il cantante fuoriuscito produceva un album molto più Maideniano di quanto prodotto dai Maiden stessi in quel periodo (ricordiamo che di lì a poco sarebbe uscito Virtual XI), per poi ritrovarsi nuovamente tutti insieme su quelle sonorità che si erano abbandonate? Vi parlavo prima dell'importanza storica di Accident of Birth: ebbene, non trovate che pezzi come Darkside of Acquarius e più ancora Man of Sorrow siano assolutamente vicini a quanto fatto dagli Iron Maiden in questi ultimi tempi? Non trovate che certe ballate con accenti progressive siano annunciati con chiarezza già qui? Se così fosse, allora bisognerebbe concludere che la diatriba caratteriale Dickinson/Harris si sia risolta a favore del primo, con buona pace dell'assolutismo con cui il bassista si è sempre piccato di condurre la band. Insomma: da qui parte la grande carriera solista di Bruce, ma forse anche quella degli Iron Maiden di oggi.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
79.15 su 80 voti [ VOTA]
Savatta I
Venerdì 30 Novembre 2018, 19.03.43
28
Album della Madonna!!!! Altro che 81! Forse era 8181...
Silvia
Venerdì 30 Novembre 2018, 14.14.06
27
Recensione veramente interessante, giuste le domande proposte. Impossibile considerare questo album ignorando il grande nome di chi l'ha scritto e il gruppo di cui e' simbolo
Andre72
Mercoledì 8 Agosto 2018, 18.42.30
26
Bellissimo album,grande Bruce.
Aceshigh
Sabato 28 Luglio 2018, 9.58.54
25
Ottimo! Uno dei vertici della carriera solistica di Bruce, autore su quest'album di una bellissima performance, che arricchisce canzoni di livello veramente molto alto (forse il disco parte un po' in sordina con i primi due pezzi, ma da Taking the Queen in poi ... decolla!). Sono già passati vent'anni dalla sua pubblicazione, ma ogni volta che lo rimetto nel lettore lo ascolto con grandissimo piacere! Voto 85
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 19.46.58
24
discreto
Philosopher3185
Domenica 23 Giugno 2013, 10.51.08
23
ottimo album.Metal nell'attitudine ma propenso a sperimentare...non so voi,ma io visti gli ultimi dischi abomini allucinanti della vergine di ferro,ho rispolverato gli album solisti di Dickinson..e non cè paragone..specie con l'ultimo dei maiden..leggerino e piatto come una sogliola...
enzo
Mercoledì 24 Aprile 2013, 16.01.24
22
bellissimo bruce strepitoso interpretazione vocale mostruosa fa cose pazzesche numero 1
blackie
Lunedì 17 Ottobre 2011, 12.51.26
21
a livello personale lo reputo il piu bel disco di bruce in alcuni casi anche l album che vorrei ascoltare dai maiden pensate a darkside of acquarius spettacolare.un disco pieno di gemme preziose con dickinson sempre fantastico.
Davide
Giovedì 7 Luglio 2011, 13.58.52
20
L'ho ascoltato circa un'anno fa, e sono ancora convinto che quest'album basta e avanza per spazzare via quei 2 album spazzatura degli Iron con Blaze (non ho niente contro lui, ma è stato semplicemente l'uomo sbagliato nel posto sbagliato)
Andrea
Giovedì 12 Maggio 2011, 20.49.42
19
A gusto personale il picco della carriera solista di Dickinson, anche se pure "Balls to Picasso", per quanto più sperimentale, è un grandissimo disco. Di "Accident of Birth" mi piace l'armonia di fondo. E' un disco con atmosfere diverse e brani che si compensano a vicenda, meglio che noi nei due lavori successivi. "Darkside of Acquarius", "Taking the Queen", "Man of Sorrows", "Road to Hell", "Arc of Space" sono tutti brani da best-of. E sì... è un disco che a modo suo anticipa non poco talune atmosfere delle nuove composizioni dei Maiden. Ma qui i brani sono mediamente più snelli e fruibili.
Macbeth
Giovedì 12 Maggio 2011, 18.42.54
18
Grandissimo disco...molto meglio degli ultimi 3 insulsi dischi degli Iron!!!
Enzo
Martedì 3 Maggio 2011, 20.29.43
17
GRAN DISCO VERAMENTE ECCEZZIIUNALEEE!!!!QUESTA E' MUSICA ISPIRATA!!!!ALTROCHE' DANCES OF DEATH O THE FINAL FRONTIERS AHAHAAHAH QUESTO DISCO METTE IN MOSTRA L'ISPIRAZIONE DI QUANDO SI COMPONE UN DISCO...COSA CHE NEGLI IRON NON ESISTE PIU' PURTROPPO....DA QUANDO STEVE HARRIS E' DIVENTATO NONNO LE COSE NON VANNO PIU' BENE....E' QUESTA LA VERITA' AL POSTO CHE BERE BIRRA BEVE CAMOMILLA,E AL POSTO DEGLI HAMBURGER TOZZI SI MANGIA IL POLLO LESSO...AHAHAH!!!
Radamanthis
Martedì 12 Aprile 2011, 16.07.59
16
Grande album per un grandissimo artista!
AL
Martedì 12 Aprile 2011, 9.44.51
15
bell'album con alcuni pezzi sicuramente migliori degli ultimi maiden.. anche se nel complesso preferisco chemical wedding.. man of sorrow a me personalmente non piace ed è pallosa quanto wasting love e out of the shadows. invece darkside e anche the magician sono ottimi pezzi
leonardo
Lunedì 11 Aprile 2011, 15.19.13
14
la produzione di tff è veramente inappropriata ,così come quella di the x factor , ciò non toglie che per giudicare i pezzi si dovrebbe guardare oltre la mera produzione. inoltre nella produzione più recente della vergine troviamo delle composizioni davvero buone , a tratti eccellenti ( soprattutto in a matter of life and death), penalizzate da delle chitarre smorzate ed assenti . credetemi sentire suonare the reincarnation of b.b con un' amplificazione degna è da pelle d' oca
Lizard
Lunedì 11 Aprile 2011, 10.11.55
13
Che poi secondo me le "chitarrine" leggere dipendono più da Harris che da Shirley (X Factor docet).
Zarathustra
Lunedì 11 Aprile 2011, 10.06.08
12
Ad esempio, su YouTube si trovano le canzoni di TFF con un balance più heavy...intendiamoci, è un lavoretto amatoriale eh, però interessante. Fermo restando che difenderò Shirley fino alla morte, per tutta una serie di motivi che spiegai a suo tempo.
Raven
Lunedì 11 Aprile 2011, 8.54.52
11
che probabilmente è l'unica sintesi possibile delle visioni di Harris e Dickinson, ma non tralascerei la grande importanza del produttore. Lo stesso disco prodotto diversamente avrebbe fatto una impressione diversa.
Painkiller
Lunedì 11 Aprile 2011, 8.46.41
10
@Raven: vero quel che dici, ma i presupposti per l'ascolto sono ben diversi. Dickinson ha esordito con tattoed millionaire e proseguito con balls to picasso, con un rock molto più leggero e "easy" dei Maiden d'annata. Ecco perchè l'innesto di Adrian Smith ha reso più corposo il sound e più fantasiosi gli assoli rendendo speciali accident e birth. Ma se considero splendidi questi due episodi del Dickinson solista altrettanto non sopporto la vena "easy listening" dei maiden dell'ultimo album.....
Lizard
Domenica 10 Aprile 2011, 21.19.56
9
Io speravo sinceramente che gli Iron Maiden prendessero qualcosa del Dickinson solista di questo disco e di Chemical Wedding, ma devo constatare che quel poco sono le cose peggiori: i ritornelli ripetuti all'estenuazione e una certa monocordità di Dickinson nel modo di cantare (alto-altissimo-strozzato) che pure sembrava aver abbandonato in parte nella sua carriera solista... Speravo che prendessero spunto per un uso più marcato di riff "massicci e incazzati" come quelli presenti qua, anche a discapito delle celeberrime cavalcate (che comunque su Chemical.... non mancano) e invece noto che in realtà i dischi recenti degli Iron somigliano moltissimo a X Factor (più che a Virtual XI, per fortuna) ma con una pesantezza e una mancanza di brio incredibili. Sì, come dice giustamente Raven, alcune ballate "progressive" si sentono già in questi dischi e sicuramente Bruce ha tentato di riportarle negli Iron, ma vogliamo mettere a paragone una "Jerusalem" con una "Isle of Avalon"?? No davvero... Qua si avverte lo sforzo, c'è una certa premeditazione nel songwriting ma si sentono anche la freschezza e l'irruenza. Negli Iron solo costruzione e organizzazione, senza gioia nè spregiudicatezza. Un'occasione persa.
Maurilio
Domenica 10 Aprile 2011, 8.29.34
8
Si qualcosa c´é, ma a me i dischi solisti di Bruce piacciono un sacco mentre gli Iron del dopo Brave new world non mi piacciono quasi per niente( salvo solo qualche pezzo qua e la). Non so , nei dischi di Bruce c´é un tocco diverso, naturalmente dovuto alla band diversa e secondo me ad un ottimo chitarrista/ produttore come Roy Z, che anche con Halford ha fatto un ottimo lavoro. Proprio questo suono piú basso e cupo delle chitarre mi piace molto.
Raven
Sabato 9 Aprile 2011, 21.32.35
7
Ma concordate sul fatto che qui c'è qualcosa dei maiden di oggi?
Maurilio
Sabato 9 Aprile 2011, 20.24.36
6
Questo e Chemichal Wedding sono 2 grandi dischi, superiori di gran lunga alle ultime produzioni dei Maiden. E poi Roy Z alla chitarra e alla produzione é davvero un grande.
leonardo
Sabato 9 Aprile 2011, 18.05.14
5
85 un signor disco con molti buoni spunti
Argo
Sabato 9 Aprile 2011, 16.58.26
4
Io ho votato 70, questo disco mi piace, però lo trovo debole in certi punti, per esempio Man of Sorrow mi fa schifo, la trovo pallosa e troppo simile a qualcosa di palloso già sentito dai Maiden (forse Wasting Love). Preferisco di gran lunga il disco successivo.
Metal4ever
Sabato 9 Aprile 2011, 16.53.59
3
Grande album, Darkside of Acquarius (la mia preferita), e Man of Sorrow sono dei grandissimi pezzi.
Nightblast
Sabato 9 Aprile 2011, 16.12.32
2
Magari i Maiden riuscissero a sfornare oggi un disco di questo livello...
Gemini
Sabato 9 Aprile 2011, 14.47.30
1
Per me il migliore di Bruce solista, anche meglio del successivo... "Darkside...", "Man of Sorrow" e "Omega" sono tra le migliori canzoni che abbia mai fatto; riuscite anche le più "classiche" "Road..." e "The Magician". Mi fa sempre un po' rabbrividire la storia dell'aborto non riuscito, della nascita per caso... mamma mia! comunque per me è un disco da 90 pieno
INFORMAZIONI
1997
CMC International
Heavy
Tracklist
1. Freak
2. Toltec 7 Arrival
3. Starchildren
0. Taking the Queen
5. Darkside of Aquarius
6. Road to Hell
7. Man of Sorrows
8. Accident of Birth
9. The Magician
10. Welcome to the Pit
11. Omega
12. Arc of Spaces
Line Up
Bruce Dickinson - Vocals
Roy Z - Guitar
Adrian Smith - Guitar
David Ingraham - Drums
Eddie Casillas - Bass

Guests
Sylvia Tsai - Violin
Richard Baker - Piano
Rebecca Yeh - Cello
 
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