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Fear Factory - Soul of a New Machine
( 5360 letture )
Un futuro apocalittico dominato dalle macchine. L’uomo diventa schiavo delle sue stesse creazioni e sono pochi i coraggiosi che tentano di sfidare questo sistema. I Fear Factory non hanno mai negato di essere dei grandi fan di James Cameron e del suo primo capolavoro cinematografico. E come il grande regista, la band non riuscirà a fare breccia nei cuori dei fan con il suo primo lavoro. Questo non vuol dire assolutamente che la loro prima fatica discografica sia un lavoro scadente, anzi, ma procediamo a piccoli passi. Il seme dei nascenti Fear Factory viene piantato dal chitarrista Dino Cazares e dal batterista Raymond Herrera nel nel 1989 a Los Angeles. Con l’arrivo del cantante Burton C. Bell la band adotta il famoso monicker e i tre iniziano a registrare le prime demo. Nel 1991 viene registrato il primo album, Concrete, che tuttavia, a causa di questioni contrattuali, non vedrà la luce fino al 2002, quando la band deciderà di pubblicarlo come quinto album in studio. Un anno dopo la band ci riprova e finalmente viene pubblicato il loro disco di debutto.

Soul of a New Machine è un concept album che, come anticipato all’inizio, tratta della creazione di macchine che prenderanno il sopravvento sull’uomo. Oggi l’idea non sembra certo fra le più originali, ma nei primi anni novanta ci troviamo di fronte a un progetto innovativo. La band unisce stilemi tipici del thrash e del death a sonorità allucinogene e claustrofobiche tipiche dell’industrial dei Godflesh e dei Ministry. Cazares ripudia assoli o virtuosismi e si dedica principalmente a un riffing veloce e potente, mentre Herrera picchia come un dannato, violento, veloce e preciso. Ciò che contraddistingue i Fear Factory dalle numerose band groove e death è però la voce di Burton C. Bell. Il cantante è stato fra i primi ad alternare il growl brutale e potente del death a linee vocali pulite e melodiche. Se i primi due pezzi dell’album, Martyr e Leechmaster, tutto sommato si mantengono su un thrash-death violento e coinvolgente ma di certo non molto originale, carico dei riff di Cazares e con Herrera che non si risparmia, ma è al terzo colpo che l’album mostra la sua vena innovativa. In Scapegoat entrano in scena i refrain melodici di un Burton che ci mostra le sue qualità di vocalist anche senza sporcare la gola. Se al primo impatto c’è il pericolo di restare sconcertati dal violento cambio di tonalità, è a mente aperta che si trova la naturale continuità delle linee cupe e trascinate che rendono ogni pezzo angosciante e glaciale, catapultando l’ascoltatore in quella realtà violenta e spaventosa che il concept si è imposto di creare. La successiva Crisis non è da meno e mostra senza paura le virtù che la band ha da offrirci in questo ottimo ma ancora acerbo debutto. Crash Test e Flesh Hold ci riportano alla pura violenza incontaminata del death dei Morbid Angel. Lifeblind e Scumgrief brillano particolarmente per delle linee vocali che trascinano il malcapitato di turno nell’inferno che fonde l’organico con il meccanico. Ed è proprio nella meccanicità dei pezzi che martellano incessantemente la mente dell’ascoltatore che si rivela la vena industrial della band. Il resto dell’album non si discosta molto dal percorso, con qualche ottimo momento da citare come Escape Confusion e la monumentale Suffer Age. Nonostante sia composto da ben 17 pezzi, il disco è lineare e compatto e scivola via senza particolari intoppi.

I Fear Factory danno vita a un disco con un sound innovativo ma che non ha ancora raggiunto la completa maturità. L’album si rivela comunque un ottimo debutto che però non riscuoterà molto successo. Nonostante ciò, la band non si farà scoraggiare e a distanza di tre anni pubblicherà il suo capolavoro assoluto…



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
64.54 su 55 voti [ VOTA]
gianko
Mercoledì 4 Ottobre 2017, 17.13.17
24
io li preferivo cosi' voto 100
Demanufattura
Lunedì 4 Settembre 2017, 14.06.41
23
Spettacolare, dietro solo ai due successori che sono anche meglio. 93/100
Jorg
Lunedì 21 Novembre 2016, 23.34.52
22
Macchi industrial!! Questo album mi ricorda a volte i napalm death. Mi ha sorpreso piacevolmente. 92
Feffa la cagna
Martedì 14 Giugno 2016, 14.20.05
21
So che non è l'album più importante dei FF, ma è il mio preferito. Voto: 90
Marco 75
Sabato 13 Giugno 2015, 10.34.03
20
Con il passare degli anni questo disco ha dimostrato una longevità di molto superiore a Demanufacture e Obsolete. Nonostante la bellezza di questi due album, considerati i capolavori dei F:F., alla lunga distanza, Soul of a new machine vince perchè all'epoca della sua uscita era moderno e oggi suona ancora perfettamente al passo con i tempi. Un disco originale e dal fascino oscuro, diverso da tutto quello che i F.F. faranno in seguito e davvero molto originale.
Galilee
Lunedì 26 Gennaio 2015, 15.14.31
19
Per me capolavoro. 90/100 In effetti questo disco è un pugno in faccia. Lo ascolti ora, sembra uscito domani. Un nuovo inizio.
MetalDeprival
Giovedì 17 Luglio 2014, 13.15.31
18
Nella mia personale classifica è alla pari con Digimortal (e Mechanize) un terzo posto meritato. Secondo me si può dividere in 2 parti, Natividad è lo spartiacque: - Tracce 1-8 il seme del Fear Factory sound che verrà - Tracce 10-17: "... e la musica si tinse di Grind"
JFMetalMusic
Domenica 17 Febbraio 2013, 22.24.06
17
Album grezzo , un pò sottovalutato forse per la vena thrash/death.. non si parla di capolavoro però lo reputo un album veramente buono.
Steelminded
Martedì 18 Settembre 2012, 23.03.33
16
Grande lambrusco, concordo!
LAMBRUSCORE
Sabato 4 Febbraio 2012, 21.16.15
15
All'epoca della sua uscita, molti lo definirono come il disco più pesante mai prodotto....sì, da digerire sicuramente, quasi un'ora di durata, auguri....
Giasse
Lunedì 26 Settembre 2011, 22.50.21
14
Eccezionale. Lo comprai appena uscito e ne rimasi stregato. Assolutamente immaturo ma grandissimo.
Enrico
Mercoledì 13 Aprile 2011, 15.55.47
13
Mah.. per me 100! non un voto in meno.
AL
Martedì 12 Aprile 2011, 9.41.00
12
album devastante e tra i miei preferiti dei FF... 90 pieno!
DIMMONIU73
Lunedì 11 Aprile 2011, 16.42.16
11
Do un 100 pieno e tondo, signori...io lo preferisco a tutti gli altri dischi dei FF, per un motivo semplicissimo: qui si mena sul serio!!! Capolavoro inarrivabile!!!
Maiden1976
Lunedì 11 Aprile 2011, 11.43.59
10
Suuufferrrr....Baaastard!!!!!!
AdemaFilth
Domenica 10 Aprile 2011, 14.07.05
9
@luci di ferro: @JUSTICE: Evidentemente non è cosi
JUSTICE
Domenica 10 Aprile 2011, 0.27.15
8
wow! ormai credevo di exere l unico a pensare che questo fosse un gran bell album!
eddie
Sabato 9 Aprile 2011, 21.55.24
7
In America today, every 25 fucking seconds someone is viciously raped, someone is brutally violated; 250 times a day, someone is murdered, someone's life is taken, In America; This is America, This is America, and I love America, I love America!
luci di ferro
Sabato 9 Aprile 2011, 18.09.18
6
bella rece....... 'AdemaFilth'
NeuRath
Sabato 9 Aprile 2011, 16.05.48
5
Sinceramente è l'alum con Cazares che mi piace meno. Non è male, ma solo una pallida eco di ciò che arriverà di lì a poco...
Ubik
Sabato 9 Aprile 2011, 15.38.56
4
Stupendo!
Edgecrusher
Sabato 9 Aprile 2011, 15.37.13
3
Non mi stancherei mai di ascoltare questa bomba!
hm is the law
Sabato 9 Aprile 2011, 15.04.06
2
Un album semplicemente pazzesco lo acquistai casualmente quando uscì ed è quello che preferisco dei FF!
Crushed Liver
Sabato 9 Aprile 2011, 14.51.32
1
Album storicamente e qualitativamente epocale. Per me quasi alla pari di Demanufacture.
INFORMAZIONI
1992
Roadrunner Records
Industrial
Tracklist
1. Martyr
2. Leechmaster
3. Scapegoat
4. Crisis
5. Crash Test
6. Flesh Hold
7. Lifeblind
8. Scumgrief
9. Natividad
10. Big God/Raped Souls
11. Arise Above Oppression
12. Self Immolation
13. Suffer Age
14. W.O.E.
15. Desecrate
16. Escape Confusion
17. Manipulation
Line Up
Burton C. Bell - Voce
Dino Cazares - Chitarra, Basso, Audio mixing
Raymond Herrera - Batteria
 
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