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Between The Buried And Me - The Parallax: Hypersleep Dialogues
( 4363 letture )
“Quando la tecnica è un mezzo e non il fine”.

“Il mondo è bello perché è vario”: questo il motto che sembra guidare l’intento creativo dei Between The Buried And Me da dieci anni a questa parte. La band di cui si parla è relativamente giovane, ma in pochi anni ha fatto parlare di sé in ogni dove, in maniera crescente e proporzionale alla qualità delle proprie uscite. Nati inizialmente come ibrido deathcore, i cinque visionari del North Carolina sono diventati per molti uno dei riferimenti colti della musica moderna, staccandosi ben presto dai dettami nei quali l’industria discografica rifugia i propri interessi materiali. Sono andati oltre il consueto sonoro adoperando al meglio due doti tra le tante: tecnica e cultura.

Come nelle ultime uscite, il gruppo, anche con The Parallax: Hypersleep Dialogues, si muove in un campo minato, nello spazio entro il quale se non si è esperti, si rischia di finire gambe all’aria.
Nel nuovo album però, il livello di sfida viene innalzato da un fatto per niente trascurabile, che avrebbe complicato la vita a molti artisti che con gli strumenti raccontano la propria anima: la durata delle tracce. Tre canzoni in tutto, in media dieci minuti ciascuna, sono difatti una prova estremamente complessa da reggere. Ci sono varie insidie in un tale approccio, una delle quali, la più temibile, è rappresentata dal calo d’intensità che lo scorrere del tempo può comportare in chi ascolta. Se a questo ci si aggiunge che la band è devota alle più variegate influenze -death, avant-garde, matchcore, rock, jazz- è palese che i rischi aumentino. Io stesso mi sono avvicinato scettico, dubbioso per tale scelta, convinto questa volta che l’apparenza venisse comprovata dai fatti, ma come chiunque si fidi delle sole apparenze, anche io ho toppato. Mi sbagliavo e ne sono felice, perché, con il nuovo disco, i Between The Buried And Me hanno regalato l’ennesima perla, confermandosi sui livelli degli ultimi lavori.

Poche inquietanti note di un piano accompagnate da una orchestrazione fosca, allarmante nei propri toni, ed ecco che si viene catapultati nel teatro dell’assurdo in musica. Dapprima aggressività, poi melodia, tecnica, arpeggi, ritmi sincopati e voce growl; quindi i refrain, freschi, arrotondati dagli effetti delle tastiere, interposti all’insieme e parte del tutto. Specular Reflection non poteva rappresentare un inizio migliore: undici minuti volati via in un batter di ciglia.
Augment Of Rebirth parte con impeto: distorsione e rabbia caustica dominano la voce, i riff ed il rincorrere ossessivo della batteria. Quando ormai penso che queste saranno le linee portanti, i cinque mi spiazzano e tirano fuori dal cilindro, poco prima del quarto minuto, un riferimento che difficilmente avrei auspicato, gli Arcturus. Nemmeno il tempo per riprendermi da una simile sorpresa che i Between The Buried And Me afferrano il freno a mano e attraverso il suono di una fisarmonica regalano un breve intermezzo folk. Giusto alcuni secondi per immaginare di essere finito in un film di Emir Kusturica e la band ripropone lo stesso giro, questa volta però distorto, potenziato all’inverosimile e non più accompagnato dalla voce pulita, ma spinto all’eccesso dal rancore in urla che Tommy Rogers sa esprimere come pochi.
Un arpeggio malinconico e il basso fretless introducono l’ultima traccia, Lunar Wilderness. Un breve crescendo si intervalla al refrain e tutto sembra soave, calmo. Così è ma non rimane, ed è tempesta dopo la quiete. Il gruppo accelera verso le ultra velocità di cui è capace, modula mille note, e tra break e improvvise ripartenze riesce ad infilare perfino un organo, ricordando così quanto si possa cogliere di buono dagli anni ’70. La canzone termina come l’album era iniziato, sprofondando l’inconscio in un caleidoscopio di sensazioni, contrastanti ma funzionali le une alle altre.

The Parallax: Hypersleep Dialogues è un disco prodotto molto bene, in cui sono svariate le citazioni, le influenze e le sensazioni indotte. In particolar modo appare notevole lo stile col quale il gruppo riesce a gestire le enormi capacità tecniche di cui dispone per metterle al servizio della scrittura, evitando di relegarle come tanti altri fanno, a mero sfoggio esteriore. Il voto è alto ma non quanto il precedente perché si ha a che fare con sole tre canzoni, che seppur molto lunghe, non raggiungono la quantità espressiva che la band ci ha regalato negli ultimi dischi.

Sarebbero troppe le parole per descrivere tutte le sfumature dell’album e quindi, invitando ognuno a procurarsi il disco, termino con una provocazione che non pochi farà “infasticazzidire”(cit. Strafumati): un tempo c’erano gli Opeth, ora ci sono i Between The Buried And Me.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
55.08 su 34 voti [ VOTA]
Ascarioth
Lunedì 14 Novembre 2011, 13.41.02
11
Non ti preoccupare Alex, sono un fan estremista degli Opeth, ma vista ora come ora la situazione devo dire che la tua ultima affermazione non è del tutto fuori luogo
dann666
Martedì 12 Aprile 2011, 13.44.08
10
Grandissimo EP, ottimo gruppo. Hanno un enorme potenziale, é impressionante quanto si rimane spiaziati al primo ascolto. Riescono ad unire perfettamente moltissime sonorità, senza mai cadere nel monoto. Ottima recenzione, consiglio l'ascolto di questo album.
nihei
Domenica 10 Aprile 2011, 20.56.48
9
Da sentire, bella rece, anche se la provocazione mi fa in effetti "infasticazzidire" non poco: gli Opeth ci sono ancora, basta aspettare il disco in uscita in autunno, oltretutto
Alex Ve
Domenica 10 Aprile 2011, 12.41.41
8
Sì, ragazzi è un EP, ho dimenticato di segnalarlo. Nonostante questo vale molto di più di moooooooolti album full lenght - Maiden1976: dai, l'ho scritto che è una provocazione, certo se si paragonano le ultime due uscite dei BTBAM con l'ultima degli Opeth, i Between vincono 10 a 0 (almeno per me)
btbam
Domenica 10 Aprile 2011, 11.03.00
7
Occhio a questi ragazzi, diventeranno (lo sono gia) i musicisti più bravi di sempre....Peccato che sia solo un EP, ma è bellissimo come i lavori precedenti, anche questo l'ho imparato a memoria Gli Opeth però....sono complessissimi anche loro, e meritano un rispetto a parte!
Flag Of Hate
Sabato 9 Aprile 2011, 21.03.30
6
Ho sentito la prima, "Specular Reflection", e mi è sembrata valida. Se anche le altre sono a questo livello, il voto della recensione sembra proprio adeguato! In ogni caso, non comprerei mai questo disco: trenta minuti di musica sono troppo pochi, quasi da presa in giro. Soprattutto se consideriamo la durata degli altri album del gruppo della North Carolina, come "Alaska".
Maiden1976
Sabato 9 Aprile 2011, 20.06.13
5
dai Alex...che c'entrano gli Opeth con questi quà....
tribal axis
Sabato 9 Aprile 2011, 20.00.19
4
@NagasH: si ok però da quel che si capisce dalla recensione Alex gli da un voto come fosse un album vero e proprio, "penalizzandolo" per il minutaggio contenuto. Magari, anche se sembra strano e improbabile, queste tre tracce andranno a finire in un disco vero e proprio.
Malleus
Sabato 9 Aprile 2011, 19.56.40
3
beh anche perke ep o lp rimane sempre discoidale gran bel disco comunque!
NagasH
Sabato 9 Aprile 2011, 18.39.16
2
In effetti è un EP, ma alex non sbaglia a definirlo un album vero e proprio visto che con il minutaggio siamo proprio al limite per essere un EP.
tribal axis
Sabato 9 Aprile 2011, 18.05.56
1
accidenti sono estremamente incuriosito. tra l''altro io ero convinto fosse un ep.
INFORMAZIONI
2011
Metal Blade Records
Prog Death
Tracklist
01. Specular Reflection
02. Augment Of Rebirth
03. Lunar Wilderness
Line Up
Tommy Rogers - Vocals/Keyboards
Paul Waggoner - Guitars
Dan Briggs - Bass
Dusty Waring - Guitars
Blake Richardson - Drums
 
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