Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Striker
Play to Win
Demo

BlurryCloud
Pedesis
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

21/01/19
NOCTAMBULIST
Atmospheres of Desolation

21/01/19
RAVENOUS DEATH
Chapters of an Evil Transition

21/01/19
VILE APPARITION
Depravity Ordained

22/01/19
DREAM THEATER
Distance Over Time

22/01/19
DARK MIRROR OV TRAGEDY
The Lord Ov Shadows

25/01/19
JEFF HUGHELL
Sleep Deprivation

25/01/19
CRYING STEEL
Steel Alive

25/01/19
INGLORIOUS
Ride to Nowhere

25/01/19
MALAMORTE
Hell for All

25/01/19
KING DIAMOND
Songs For The Dead Live

CONCERTI

19/01/19
DON BROCO
LEGEND CLUB - MILANO

19/01/19
TERRORIZER + SKELETAL REMAINS + DE PROFUNDIS + GUEST
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

25/01/19
EMBRYO
HAPPY DAYS PUB - NAPOLI

25/01/19
TOTHEM + SOUND STORM + ELARMIR
JAILBREAK - ROMA

25/01/19
NODE + FIVE MINUTES HATE
MADHOUSE PUB - MORNAGO (VA)

25/01/19
ARCANA OPERA + CONSTRAINT
ARCI TOM - MANTOVA

25/01/19
MILL OF STONE + GUEST
GALIVM GARAGE - PIEVE DI SOLIGO (TV)

26/01/19
EMBRYO + COEXISTENCE + DRANEKS ORDEN
FUCKSIA - ROMA

26/01/19
DISTRUZIONE + ERESIA + DESCEND INTO MAELSTROM
THE FACTORY - AZZANO VENETO (VERONA)

26/01/19
SOUND STORM + KANTICA + REVENIENCE
OFFICINE SONORE - VERCELLI

Midnattsol - The Metamorphosis Melody
( 3218 letture )
I tedeschi Midnattsol giungono al loro terzo album e lo fanno con alle spalle due lavori di dubbia utilità: i precedenti album risultano infatti insipidi e privi di qualsiasi stile, ossia destinati a finire nel cosiddetto dimenticatoio. Ci si aspetterebbe dunque una scossa - in positivo - alla loro carriera ma, anticipiamolo, non è così.

Il primo elemento da notare è che neanche la casa discografica conosce ciò che i Midnattsol propongono veramente: leggendo la biografia offerta dalla Napalm Records, mi sono imbattuto in etichette, quali “nordic folk metal” o “nordic gothic metal”, che mi hanno lasciato relativamente perplesso dato che, dopo diversi ed accurati ascolti, ho riscontrato che né il termine “nordic”, né la dicitura “folk” hanno reali riscontri all’interno del sound. Ciò che invece pare probabile, è che tali etichettature siano state rese pubbliche per motivi d’immagine dovuti alla grande diffusione di cui gode al giorno d’oggi la musica con richiami contemporaneamente nordici e popolari. Rimanendo su ciò che viene scritto nella biografia, sono rimasto sconcertato anche dal fatto che i Midnattsol vengano avvicinati a gruppi celebri quali Bathory o Amorphis, e descritti come una band capace di attirare una grossa cerchia di ascoltatori. La loro musica, a detta della label, sarebbe inoltre misteriosa quanto l’aurora boreale. Il tutto suona davvero divertente.

Dopo svariate risate derivanti dalla lettura di questa generosa biografia (tanto per usare un eufemismo), passo a descrivervi ciò che realmente questo disco contiene: innanzitutto non vi sono tracce di folk metal, a meno di non intendere quest’ultimo come l’esecuzione di un brano acustico, oppure di qualche accordo di chitarra elettrica in pulito; inoltre, data l’immensa varietà delle canzoni (sono ironico), la cosa che rimane maggiormente impressa è la pochezza di questo lavoro (sono realista), al punto che già dal terzo brano si rischiano sbadigli; infine, la voce, incapace di donare carattere ai componimenti e di intrattenere l‘ascoltatore, portando quest’ultimo verso disinteressati lidi della propria mente.
Indiscutibilmente insufficiente la performance del cantato, in evidente difficoltà nei toni alti e totalmente piatta in qualsiasi istante della tracklist. Per il resto The Metamorphosis Melody si apre con Alva, una intro sinfonica accompagnata da un corposo riff di chitarra elettrica che introduce verso la title-track, traccia di per sé non orribile ma rovinata dalla conduzione chitarristica: il drumming, grazie all’uso della doppia cassa, riesce a valorizzare l’insieme; il riffing è potente, merito anche dell’ottima produzione, ma purtroppo banale e ripetitivo, così come l’assolo e il motivetto melodico del finale, entrambi “malati” di “già sentito”. Ed il problema non è essere di fronte ad un (unico) brano mal riuscito, cosa che può effettivamente capitare, ma ad una serie insulsa di idee identiche. Arpeggi, riff e tempi sono sempre i medesimi; unica nota positiva è data dalle tastiere senza che queste corrispondono comunque a concetti musicalmente innovativi. L’unica traccia che si differenzia (anche per il risultato) è Goodbye: totalmente acustica e, in fin dei conti, anche ben riuscita, vi donerà poco meno di quattro minuti di relax, sempre che riusciate ad arrivare sin qui.

Traendo le dovute conclusioni, posso dire che questo lavoro si introduce quasi inutilmente nel panorama musicale di quest’anno, mancando di qualsiasi aspetto positivo. Non mi dovrei permettere di dare consigli a formazioni professionistiche (o presunte tali), ma nello specifico c’è bisogno di un netto cambiamento, a partire dal songwriting.
Sappiate, qualora vogliate comunque procedere all’acquisto, che io vi ho avvertito...



VOTO RECENSORE
45
VOTO LETTORI
38.84 su 26 voti [ VOTA]
Aelfwine
Giovedì 22 Agosto 2013, 11.57.43
4
Questa band non ha mai brillato di originalità, il primo album era un power ascoltabile con qualche pezzo carino, stesso dicasi per il secondo. Questo è leggermente più sottotono, originalità pari a zero e qualcosa da canticchiare. Accostamento a Bathory ed Amorphis totalmente insensato.
Paul
Domenica 3 Marzo 2013, 17.00.50
3
Grandissimo disco, per me vale un 80 pieno....ovviamente non sono per niente d'accordo con la recensione, purtroppo per la mole di recensioni da fare si ascoltano i cd in modo superficiale e frettoloso...un vero peccato perchè non si dà il giusto merito a lavori che meritano ben altre attenzioni.
Theo
Domenica 16 Settembre 2012, 14.11.52
2
Ahahahah! I Bathory!!! Ahahahah!
Bloody Karma
Venerdì 15 Aprile 2011, 16.32.56
1
oddio ma come se so vestite le due tipe???
INFORMAZIONI
2011
Napalm Records
Gothic
Tracklist
1. Alva
2. The Metamorphosis Melody
3. Spellbound
4. The Tide
5. A Poet’s Prayer
6. Forlorn
7. Kong Valemons Kamp
8. Goodbye
9. Forvandlingen
10. Motets Makt
11. My Re-Creation
Line Up
Carmen Elise Espenaes – voce
Birgit Öllbrunner – basso
Alex Kautz – chitarra
Daniel Droste – chitarra
Daniel Fischer – tastiere
Christopher Merzinsky - batteria
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]