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Battle Dagorath - Ancient Wraith
( 3690 letture )
…dopo tanto girovagare per il mondo (virtuale e non), senza però dimenticare di offrire in questi ultimi mesi il mio apporto\supporto a Metallized come semplice lettore, ritorno nuovamente all’ovile della Slow Blackness, presso il mitico pastore Giasse, pronto, e soprattutto carico, per affrontare le nuove uscite discografiche recapitatemi dal nostro amato caporedattore. Ringrazio quindi tutto lo staff di Metallized, che mi ha nuovamente accolto nella sua allargata famiglia, e, sperando che questa nuova collaborazione riesca a durare più a lungo, mi auguro soprattutto di essere in grado di dare interessanti indicazioni sulle releases che andrò a recensire prossimamente.

Finiti i convenevoli di rito, passiamo senza indugi ad introdurre i protagonisti di questa recensione, gli americani Battle Dagorath. Si tratta di una band dal ristretto curriculum discografico: ha, infatti, all’attivo un solo altro album, Eternal Wrath, pubblicato per conto della Mercenary Music e, in seguito, ristampato dalla Cold Dimension, attuale label del gruppo. Quest’ultimo, in particolare, si compone del duo Black Sorcerer BattleAxe e ShadowVoid, formazione alla quale si aggiunge l’apporto, per quanto concerne le tastiere e le parti ambient, di Mr. Christoph Ziegler, in arte Viterriket. Pur non avendo mai ascoltato in precedenza qualcosa della band in questione, avevo comunque già sentito parlare dei Battle Dagorath da parte di alcuni amici, cultori estremi del progetto Viterriket, i quali, discutendo del precedente lavoro Eternal Wrath, lo descrivevano come un disco dalle atmosfere nevose, in pieno accordo con l’immagine della montagna imbiancata presente sulla cover art del suddetto. Dal momento che la neve ritorna anche sulla copertina di questo Ancient Wraith, presumo che la band, anche in questa nuova uscita, abbia mantenuto intatte le caratteristiche principali del menzionato debut album.

Infatti, appena si fa partire lo stereo, passata la piacevole intro Spirits of Winter Darkness ad opera di Vinterriket, si viene subito investiti dalla furia devastante di Empire of Imperial Shadows. La chitarra è una tormenta infuriata, ben sorretta da una batteria (drum machine?) tanto monolitica quanto incalzante, la voce è un lamento indistinto, mentre il basso risulta disperso nelle nevi. Appare subito ben evidente l’influenza massiccia di band “gelide” quali i primi Immortal, i Setherial di Nord, ma soprattutto di un certo filone black metal tipico dell’Est Europa, fatto di minutaggi elevati, monoliticità estrema e martoriamento continuo: Branikald ed Hate Forest sono i nomi che mi saltano subito in mente. Si continua a pestare duro con Where Darkness & Frost Prevails e la successiva Spellbound Requiem of the Winter Night, veri e propri blocchi di ghiaccio tirati in faccia all’ascoltatore che, però, sia per l’eccessiva lunghezza che per l’estenuante ripetitività del canovaccio musicale, iniziano a risultare particolarmente indigesti. Si cambia, invece, letteralmente registro con Kingdom of Black Abyss, un brano che finalmente rallenta i tempi, mostrando una band alle prese con suoni sempre e comunque freddi e glaciali, ma dai quali traspare anche una notevole dose di epicità e drammaticità riconducibile come influenza agli ultimi lavori dei Graveland ed ulteriormente ampliata dai brevi inserti di synth da parte di Viterriket. Kingdom of Black Abyss è sicuramente la traccia che mi ha colpito maggiormente, sia per l’evidente cambio stilistico che ha decisamente rinfrescato le mie orecchie, sia per questa ben riuscita epicità probabilmente ripresa in parte dai Graveland. Chiudono il disco venti minuti e passa di noise-ambient di vario tipo che, ideati da Mr. Ziegler, risultano a mio avviso decisamente skippabili.

Insomma, un lavoro alquanto controverso questo Ancient Wraith. Da una parte apprezzo la grande coerenza nel voler proporre un black metal decisamente estremo e senza compromessi, per non dire “elitario”, dal quale emerge comunque una discreta abilità nel saper avvolgere\coinvolgere l’ascoltatore con il proprio sound: un’onestà compositiva che emerge sempre di più con l’aumentare del numero degli ascolti, rendendo un po’ meno tediosa anche l’estrema monotematicità dei brani. Dall’altra, ci sono però determinate cose che non sono riuscito proprio a digerire. Innanzitutto, la voce. Non riesco a trovarci alcun senso, eccetto quello di voler imitare il suono di una folata di vento durante la tempesta, ma buttare urletti effettati così a casaccio secondo me porta ad un depotenziamento, piuttosto che ad un aumento del pathos sonoro creato dalla band. Successivamente, la batteria. Anche qui, va bene voler essere monolitici, mantenere dei tempi tirati allo stremo, ma programmare lo stesso identico tempo di batteria per diversi pezzi mi sembra eccessivo. Comunque sia, volendo tirare le somme dell’album, lo ritengo un lavoro che probabilmente potrà incontrare i favori degli appassionati di un certo tipo di sonorità black metal, sebbene, mi duole dirlo, in Ancient Wraith non vi sia nulla di veramente imperdibile.



VOTO RECENSORE
57
VOTO LETTORI
39.44 su 27 voti [ VOTA]
Kronos
Martedì 19 Aprile 2011, 23.36.04
2
bello. Bel disco.
Giasse
Lunedì 18 Aprile 2011, 21.45.28
1
Accolgo a braccia aperte il figliol prodigo Bloody Karma!!! Bentornato!
INFORMAZIONI
2011
Cold Dimension
Black
Tracklist
1. Spirits of Winter Darkness
2. Empire of Imperial Shadows
3. Where Darkness & Frost Prevails
4. Spellbound Requiem of the Winter Night
5. Kingdom of Black Abyss
6. Ancient Spectre of Oblivion
Line Up
Black Sorcerer BattleAxe - Vocals, Guitars, Bass
ShadowVoid - Guitar, Drums
Vinterriket (Christoph Ziegler) - Keyboards
 
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