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Beardfish - Mammoth
( 3774 letture )
La sesta uscita discografica in nove anni. Un ritmo davvero sorprendente per i Beardfish, gruppo progressive rock svedese il cui primo album, Från En Plats Du Ej Kan Se, è uscito nel 2003. Da allora, il leader Rikard Sjöblom ha guidato il gruppo tra registrazioni, cambi di line up e spettacoli live con costante creatività.

La sostanza della proposta dei Beardfish è sempre consistita in un progressive rock evidentemente ispirato ai grandi degli anni Settanta che tutti conosciamo (Yes, Genesis eccetera) ma la band è riuscita anche ad assorbire un ampio ventaglio di influenze in quest’ultimo Mammoth, in particolare, la band non si esime, soprattutto nelle prime canzoni, ad esibire alcuni riff tipicamente hard rock, passaggi orientati al jazz, e ad assumere a tratti l’aggressività e la densità sonora peculiari del prog metal, soprattutto nell’ottima Green Waves; non dimentichiamoci che la band era stata scelta per il tour Progressive Nation fortemente voluto da Mike Portnoy, ma la partecipazione del gruppo andò a monte per motivi economici. Si avverte insomma un certo inasprimento nel suono dei Beardfish, grazie anche a una voce dotata a tratti di un’insolita aggressività; a questo si accompagna un songwriting di qualità ma senz’altro meno intricato e periglioso delle precedenti opere della band (senza per questo essere ruffiano!).

Il brano d’apertura, The Platform, è forse il più rappresentativo sotto questo punto di vista, mentre nella seconda metà del cd si tornano a respirare arie più pacate grazie alla struggente Outside/Inside, in cui il piano fa gli onori di casa, e al pezzo strumentale dal sapore fusion Akakabotu, impreziosito da un sax presente anche nella seconda traccia, And The Stone Said: If I Could Speak. È senz’altro questa canzone, della durata di quindici minuti, la vera protagonista dell’album, sia a livello compositivo che emozionale e atmosferico; l’apertura è affidata a fraseggi di tipico progressive rock a cui succedono intervalli di frizzante hard rock ed un importante passaggio jazz per approdare infine a un’esplosione di rabbia puramente metal grazie soprattutto a una voce davvero versatile capace in questo frangente di eseguire growl molto intensi.

È infine affidato a un pezzo di progressive nostalgico come Without Saying Anything la chiusura di un album davvero buono nel complesso, che conferma i Beardfish come uno dei gruppi prog migliori degli ultimi tempi, capaci non solo di vivere nel passato ma di saper anche riattualizzare e evolvere la propria offerta musicale; l’invito a continuare a seguirli è ufficialmente accettato.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
43 su 29 voti [ VOTA]
quattrobanane
Lunedì 12 Ottobre 2015, 21.49.53
7
Mi spiegate come fa questo album ad avere un voto di 39 da parte dei lettori? E' favoloso!! Come minimo merita 80 :/
walter abandoner
Venerdì 22 Agosto 2014, 10.16.14
6
Conosco questa band dal 2008, e da Sleeping In Traffic (voll. I e II) fino a questo Mammoth hanno sempre soddisfatto le mie aspettative, passando gradualmente dal Progressive al Prog-Metal. Consiglio vivamente l'ascolto/acquisto di Destined Solitaire (2009), in particolare il brano omonimo, Awakening the Sleeping, The Stuff That Dream Are Made Off, Until You Comply.
Echoes
Domenica 1 Maggio 2011, 11.22.10
5
Soperto casualmente, devo dire che mi garba molto
ayreon
Sabato 23 Aprile 2011, 17.41.52
4
già che parliamo di new prog ,consiglio di brutto "Suffering joy" dei Magic pie, se vi piacciono Karmakanic,Kaipa,Flower kings non dovete perderlo cosi' come i 2 precedenti che hanno fatto
Lizard
Venerdì 22 Aprile 2011, 16.07.19
3
Premio per una delle copertine più "peculiari" degli ultimi tempi
nihei
Venerdì 22 Aprile 2011, 14.07.48
2
Da non cultore del genere, l'ho scoperto per caso: posso dire solo che è bello. 80.
luci di ferro
Venerdì 22 Aprile 2011, 1.17.03
1
metal italia: 80, TrueMetal: 85, Metal.it: 85. Dal negozio di cd un acquisto quasi sicuro, prima lo ascolto sul tubo.
INFORMAZIONI
2011
Inside Out\Century Media
Prog Rock
Tracklist
01 The Platform
02 And The Stone Said: If I Could Speak
03 Tightrope
04 Green Waves
05 Outside/Inside
06 Akakabotu
07 Without Saying Anything (feat. Ventriloquist)
Line Up
Rikard Sjöblom: vocals, guitars, keys
David Zackrisson: guitars
Robert Hansen: bass
Magnus Östgren: drums
 
RECENSIONI
80
 
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