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King Diamond - Them
( 7379 letture )
King Diamond, al secolo Kim Bendix Petersen, è senza ombra di dubbio uno degli artisti più geniali e particolari della storia dell’heavy metal: niente di più, niente di meno. Chi, fra noi metalheads, giovani e meno giovani, non ha mai provato un brivido nell’ascoltare la cavalcata di riff di Evil, forse la più famosa canzone dei leggendari Mercyful Fate? Chi non è mai rimasto a bocca aperta di fronte alla potenza del falsetto di Diamond nell’oscura e maligna Into The Coven? Infine, quanti non sono mai rimasti affascinati dai lugubri testi (alcuni anche un po’ infantili, per la verità) scaturiti dalla sua penna prolifica? E’ anche e soprattutto grazie a lui ed alle sue spettacolari performance dal vivo (ricordiamo il suo face-painting, il suo cilindro, il suo particolarissimo microfono a forma di croce fatto con ossa) che i Mercyful Fate sono assurti a gruppi di culto, fonte di ispirazione per innumerevoli band, nell’heavy metal come nel thrash (ricordiamo le cover incise dai Metallica in Garage Inc..

King Diamond, tuttavia, dopo i due mastodontici album Melissa e Don’t Break The Oath, con un percorso che ricorda vagamente quello del buon vecchio Ozzy Osbourne, ha scelto di intraprendere una carriera solista che, ad ora, lo ha portato ad incidere 12 concept album di elevato livello qualitativo: uno dei migliori, risalente al 1988, è senza ombra di dubbio Them, in cui King Diamond è affiancato dai virtuosi della sei corde Andy LaRocque e Pete Blakk, del terremotante batterista Mikkey Dee, ora nei Motorhead e del bassista Hal Patino. Il gruppo aveva sfornato l’anno precedente Abigail, universalmente riconosciuto come uno dei massimi capolavori dell’heavy metal ed era pertanto atteso da una dura prova nel dare un degno seguito ad un album così riuscito: possiamo tranquillamente dire che Them, pur non raggiungendo le vette del suo illustre predecessore, assolve appieno il compito. Anzi, il disco si conferma come un ulteriore capolavoro di King Diamond e della Musica del Diavolo: si tratta infatti di un altro concept album dove l’oscuro, la follia umana ed il soprannaturale fanno da padroni, assieme ad un tappeto musicale di livello assoluto ed alla solita, luciferina voce di Diamond, in forma assolutamente smagliante nel declamare il suo personalissimo racconto dell’orrore. L’inizio è affidato alla spettrale intro Out From The Asylum e poi alla splendida Welcome Home, dove apprendiamo che una madre ed i due giovanissimi figli, King e Missy, danno il bentornato a casa alla nonna, appena uscita dal manicomio dove è stata tenuta per lungo tempo a causa di non specificati problemi mentali; una notte, nel sonno, King viene svegliato da alcuni rumori provenienti dalla stanza accanto alla sua e, di soppiatto, vi si reca… solo per trovarsi di fronte ad una scena terrificante: la nonna è da sola sulla sua sedia e rivolge parole ad entità imprecisate (The Invisible Guests), mentre attorno a lei piccole tazze da tè sono sospese nell’aria. Subito dopo la nonna si accorge della presenza di King e gli intima:

Look me deep in
the eyes: you will forget what you saw here tonight,
I will let you in the secret of this house:
The secret of Amon…that’s what we call this house.
Now I want you to go back to sleep…
Now go back to sleep, my dear…


Benché terrorizzato dalla nonna e da ciò a cui ha assistito, King non rivela nulla alla madre ed alla sorella, finché, il venerdì successivo, non viene chiamato dalla nonna per essere ammesso alla conoscenza del “Segreto di Amon”: con orrore, King vede la nonna incidere una ferita nella mano di sua madre e versarne il sangue in una tazza di tè (Tea), mentre gli spiriti della casa, paghi del sacrificio consumato dalla vecchia, si risvegliano. Giusto per ricordarci che stiamo pur sempre parlando di musica, vale la pena notare che i riff dei due chitarristi, nei brani appena descritti, sono affilati come rasoi e fanno da magistrale contorno alla folle storia cantata dal Re Diamante. Tornando alla storia, dopo ciò che ha visto quella notte King è terrorizzato a tal punto da non voler chiamare aiuto nemmeno quando, tempo dopo, la sorella Missy gli fa notare con preoccupazione che la madre diventa sempre più debole (Mother’s Getting Weaker). Disgustata dall’atteggiamento del fratello, Missy affronta direttamente la nonna posseduta dagli spiriti, spaccando a terra la teiera che contiene il sanguinolento infuso; gli spiriti, furibondi, attaccano direttamente la ragazza, uccidendola e bruciandone i resti davanti agli occhi di King (Bye Bye Missy), che esce dalla casa in preda al terrore. Qui, però, il ragazzo realizza che il potere degli spettri è meno forte grazie al fatto che la teiera è andata in pezzi (A Broken Spell) e decide di tornare dentro per porre fine alla maledizione uccidendo la nonna: il ragazzo riesce nell’impresa di porre fine alla vita dell’anziana posseduta sgozzandola, ma gli spiriti, pur fortemente indeboliti, continuano a tormentarlo, tanto che King ci dice, alla fine di The Accusation Chair:

I hear their voices all the time…

Successivamente, dopo la breve strumentale Them, in cui un delicato arpeggio è accompagnato da lugubri cori e tastiere, veniamo a conoscenza del fatto che King, con la mente devastata, è stato interrogato dalla polizia e rinchiuso nello stesso manicomio di sua nonna (è verosimilmente alla polizia, o magari al gelido Dottor Landau, che il ragazzo racconta ciò che è avvenuto in The Accusation Chair). Le sofferenze mentali del protagonista ci sono narrate nella meravigliosa Twilight Symphony, dove King Diamond è al massimo della sua espressività: alterna difatti ogni tecnica vocale di cui è capace, dal suo celebre e micidiale falsetto ad una voce rauca e minacciosa, passando per la sua intonazione lugubre e lamentosa, altrettanto famosa. Non ci è dato sapere quanti anni King passi nell’ospedale, assistito dal Dottor Landau. Sappiamo soltanto che, un bel giorno, il giovane ormai cresciuto fa ritorno a casa… E, mentre apre la porta, sente la voce della nonna sussurrargli:

I knew it was you at the door,
I saw you from the window.
Now come inside my dear.
It's good to see you again, despite what you did to my throat.
"THEY" are waiting upstairs.
Come. Missy is there too. She's sitting on Grandpa's lap.
I bet you're dying for a cup of tea…
.

L’incubo dunque non è ancora finito, gli spiriti abitano albergano ancora ad Amon e King, dopo tanti anni e tanto terrore, dovrà nuovamente confrontarsi con loro in Conspiracy, seconda parte della sua storia del terrore.

Che dire, signori? Them ha tutto ciò che un ascoltatore di musica possa desiderare: siete fan delle chitarre? I due axemen del gruppo sfoggiano riff glaciali ed assoli magnifici, passando attraverso cavalcate al limite dello speed e momenti che potrebbero essere etichettati come puro doom metal, accompagnate da un magnifico uso delle tastiere; amate alla follia ascoltare i colpi sulle casse e sul rullante? Mikkey Dee sfoggia una prestazione pressoché perfetta; amate bearvi dell’ampiezza del registro vocale del singer? King Diamond qui è assolutamente straordinario e, oltre alla voce, ha dalla sua una straordinaria capacità interpretativa, facendoci davvero sentire protagonisti della oscura vicenda che affligge il suo omonimo. Chissà che, dopo aver ascoltato a lungo questa perla di heavy metal, in qualche notte particolarmente buia non udiate anche voi delle voci che sussurrano nelle vostre orecchie:

Do you want a cup of tea?



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
76.27 su 59 voti [ VOTA]
Luka2112
Domenica 24 Marzo 2019, 23.09.22
16
Nulla da eccepire sulla creatività del re diamante, la sua personalissima impronta vocale può piacere o meno,ma specie in alcuni frangenti risulta efficacissima. Personalmente però trovo inarrivabile ed irripetibile un disco come Melissa, superiore anche al successivo, I lavori solisti pur ottimi non raggiungono mai quei livelli, nei Mercifull fate c’era un qualcosa in più.
Fra
Mercoledì 11 Aprile 2018, 19.13.50
15
Niente storie, per me Abigail, Them e Conspiracy meritano tutti e tre un 100 come voto, talmente perfetti da rimanere impietriti. Per me quel guizzo che faceva dei lavori di Diamond dei veri e propri capolavori era Mikey Dee, ma non che i lavori in cui in figurava quest'ultimo fossero roba da niente, anzi! Un artista fenomenale King Diamond, puro godimento per gli amanti dell'heavy.
Mulo
Lunedì 8 Maggio 2017, 20.53.15
14
Capolavoro allucinate,5 musicisti paurosi a dire poco!!!Certo che vocalmente è proprio ostico eh eh,pero 100/100 non si può non darlo (questo e il successivo sono i suoi più belli)
Emiliano
Martedì 3 Maggio 2016, 1.38.06
13
il mio preferito dell' intera discografia del RE DIAMANTE
andy usurper
Martedì 28 Luglio 2015, 10.31.10
12
Voto perfetto,capolavoro,ma inferiore ad Abigail il mio preferito!Cmq da Fatal,ad The Eye,tutti capolavori,poi inizia a calare,ma una carriera solista con 5 capolavori di ffila,dove li trovi,quello però meno ispirato,un filo sotto e Fatal,pero il voto è congruo,poi è andato assolutamente oltre fino ,per me a The Eye appunto,poi ,alti e bassi,troppi......
Iron maiden
Venerdì 6 Marzo 2015, 22.15.45
11
Uno degli album piu' belli del Re, sopratutto la mia preferita e' twilight symphony. Masterpiece assoluto
aliceinhell
Martedì 21 Agosto 2012, 11.53.43
10
bellissimo
fabio II
Martedì 30 Agosto 2011, 16.52.25
9
Nessun lp di King D. per quello che mi riguarda vale 'Melissa' e 'Don't Break'; 'Them' e 'Abigal' sono comunque sublimi ( anche il primo non è di molto inferiore ). Il massimo del metal europeo dell'epoca: molto tecnico, con una tensione descrittiva sempre probante. Eppoi l'artwork di 'Them' era meraviglioso, le prime copie contenevano anche un book fotografico ( con scatti invero anche appartenenti all'era Mercyful )
Flag Of Hate
Venerdì 6 Maggio 2011, 19.44.40
8
1983: Melissa 1984: Don't Break The Oath 1986: Fatal Portrait 1987: Abigail 1988: Them. Che periodo d'oro per uno dei più grandi artisti nella storia del Metal! Una serie di capolavori che impressiona sempre. Questo Them è uno di quei dischi da esibire con orgoglio nella propria collezione, la potenza evocativa trasuda da ogni singola nota, e il Re conferisce quel tocco teatrale che l'ha reso leggenda. E pensare che all'inizio non mi piaceva il suo falsetto... ora è uno dei miei cantanti preferiti! 96/100
Vittorio
Giovedì 28 Aprile 2011, 9.59.22
7
Capolavoro. Da vent'anni spesso e volentieri mi torna in mente il motivo di Welcome Home...
Lizard
Lunedì 25 Aprile 2011, 10.40.55
6
Gran disco... Dopo Abigail non era facile tornare su questi livelli ma King Diamond è un fuoriclasse assoluto...
Radamanthis
Sabato 23 Aprile 2011, 18.09.42
5
Disco immenso a livelli di Abigail! Lavoro vocale strepitoso e il solito guitar work coi fiocchi! Dischi così non ne escono piu' purtroppo...
Lontano
Sabato 23 Aprile 2011, 17.25.48
4
Come ho scritto precedentemente, il trittico Fatal Portrait, Abigail e Them è un must per qualsiasi metalkid che si comandi. Personalmente trovo Them superiore al suo predecessore, la voce è più lavorata (la vocina della nonna è strepitosa), le chitarre favolose, le tastiere presenti ma mai prioritarie, batteria e basso super. 99 per me. Anzi, 100
Flight 666
Sabato 23 Aprile 2011, 17.11.17
3
Album sublime, meritevole di una recensione così ben impostata e magistralmente scritta! Complimenti!
Nightblast
Sabato 23 Aprile 2011, 15.11.23
2
Capolavoro.I massimo, amchje meglio di Abigail...Grandamaaaaaa, welcome home...
Hellion
Sabato 23 Aprile 2011, 13.26.26
1
..il mio preferito, disco incredibile, le parti di batteria sono a dir poco stupende, l'intro di Welcome home per non parlare del tempo, non mi è più capitato di comprare nella stessa settimana capolavori di questa fattura...mi riferisco a Operation mindcrime, 7th son of a 7th son e South of heaven...che tempi.....quasi sincopati!
INFORMAZIONI
1988
Roadrunner Records
Heavy
Tracklist
01. Out From The Asylum
02. Welcome Home
03. The Invisible Guests
04. Tea
05. Mother’s Getting Weaker
06. Bye Bye Missy
07. A Broken Spell
08. The Accusation Chair
09. Them
10. Twilight symphony
11. Coming Home
Line Up
King Diamond: Voce
Andy LaRocque: Chitarra
Pete Blakk: Chitarra
Mikkey Dee: Batteria
Hal Patino: Basso
 
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Articolo
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Melissa ed Abigail - Le donne nei testi di King Diamond
 
 
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