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Powermad - Absolute Power
( 2937 letture )
Provenienti dal Minnesota, dove si formarono nell'ormai remoto 1984, i power-thrashers Powermad si consegnano ai posteri attraverso un unico disco ufficiale, Absolute Power, pubblicato nel 1989 a seguito di due demo, due Ep ed uno split album, nel quale figuravano pezzi di band misconosciute ai più come gli Have Mercy o i Napalm. Il quartetto, composto da Joel Dubay (voce e chitarra), Todd Haug (chitarra solista), Jeff Litke (basso) e Dodd Lowder (batteria) dimostra eccellenza nel songwriting e sforna un disco avvincente e stilisticamente accattivante per i cultori della scena, pubblicato grazie all'appoggio della Warner. Purtroppo, per il combo a stelle e strisce sarà anche l'ultimo prodotto ufficiale rilasciato, prima di uno scioglimento prematuro che fece calare il sipario su una formazione interessante, che forse avrebbe potuto ancora dire qualcosa di significativo nel metalrama internazionale. Anzi, forse il meglio doveva ancora venire, anche se l'unica certezza che ci resta è proprio quell'Absolute Power che ora andremo ad esaminare. L'artwork, inquietante nella sua semplicità quasi ingenua, introduce l'ascoltatore all'interno di questi quarantadue minuti di speed metal americano, etichetta che ben amalgama sotto la propria egida le peculiarità delle due principali correnti dell'epoca.

Il sound del quartetto di Minneapolis poggia pesantemente sul riffing granitico ed esaltante perpetuato dalle due chitarre, ben accompagnato dal drumwork martellante e quadrato del buon Dodd Lowder, assestato sulle coordinate tipiche del thrash metal; la voce, pulita e melodica, di Joel Dubay dà un considerevole sapore di heavy-power alla proposta del combo americano, che si fa pertanto incline più allo stile vocale di un Belladonna piuttosto che di un Araya, tanto per citare qualche esempio celebre. Le vocals, per quanto orecchiabili, non saranno certo il punto forte del Powermad-sound, rintracciabile, piuttosto -oltre che nei già citati riff di chitarra, veramente eccitanti- nelle ottime sezioni soliste, calde e fortemente melodiche, e nel retrogusto heavy che viene dato ad un canovaccio di natura thrash. Ritmiche frenetiche e parecchia melodia, dunque: non aspettatevi un thrash metal squartatore, ma una serie di valide mazzate veloci, scoppiettanti, cariche di buona tecnica individuale ed impreziosite da assoli melodici ben fatti. Nulla di superlativo, ma godibile anche per il thrasher medio non troppo incazzato, che potrà godere dei consueti stacchi e delle immancabili ripartenze (sintomo di un sound completo e strutturato) senza pretendere apici qualitativi che competono solo ai Grandissimi. In scaletta si alternano pezzi dalla ritmica thrash trainati da riff di matrice heavy, ed altri nei quali l'intera struttura è orientata più ad un sound classico e non martellante: un mix valido che conferisce varietà al platter in questione, ritenuto un capisaldo delle 'reliquie nascoste' degli Eighties da non pochi cultori dell'underground dimenticato di quell'epoca gloriosa.

Una curiosità? Anni fa, il pezzo d'apertura Slaughterhouse veniva utilizzato anche da emittenti televisive italiane come sigla di un programma di attualità sulle ultimissime uscite cinematografiche. Proprio Slaughterhouse sintetizza immediatamente l'efficacia dei riffoni potenti ed elettrizzanti di cui si parlava sopra, peculiarità ribadite nella titletrack Absolute Power , nella quale emergono un buon gusto musicale e le vocals leggermente meno incisive; Nice Dreams è un altro di quegli episodi in cui la fanno da padrone riff epici e vocals malinconiche, mentre Return from Fear presenta un'ottima alternanza tra parti heavy ed accelerazioni thrash, candidandosi tra i passaggi più azzeccati del lotto (anche se la voce stenta ancora a convincere). Tra i brani più 'pepati' spicca Test the Steel (Powermad), arrangiata attorno a riff, cori e buona velocità di fondo; il drummer fa sentire la sua abilità col doppio pedale in Plastic Town (pezzo nel quale si segnala un tentativo di imitazione vocale, da parte del singer Joel Dubay, nei confronti del MetalGod Rob Halford), traccia che antecede l'accelerazione da headbanging di B.N.R., improvvisamente stoccata dopo una lunga intro di riffs sinistreggianti. Se la frenetica Failsafe mantiene alto il livello del full length, Brainstorms è più zoppicante, ma il finale, assegnato alla stupenda Final Frontier , si rivela veramente coinvolgente: potenti riff al vetriolo e magistrale utilizzo del doppio pedale. il punto 'debole' resta la voce, troppo poco aggressiva, ma per il resto l'album merita di essere ascoltato -pur essendo un prodotto di secondo piano rispetto ai classicissimi del tempo, sia chiaro- e racchiude in sé l'essenza di tanti dischi dimenticati e mai saliti alla ribalta, ma che custodiscono la nobiltà musicale di un'epoca d'oro.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
79.70 su 81 voti [ VOTA]
tragedia675
Domenica 3 Gennaio 2016, 23.43.22
9
No scusate ho davvero scritto MY DREAMS?? Qualcuno mi prepari la Katana, me ne vado con onore.
tragedia675
Domenica 3 Gennaio 2016, 23.41.09
8
plastic town, final frontier e my dreams sono i capolavori. Il resto è bello compatto voto 85
mardonziak
Domenica 16 Agosto 2015, 20.09.04
7
A mio avviso... almeno una dozzina di punti in più (come voto) questo disco ci vale. Band scoperta per caso GRAZIE ad una cover di "nice dreams" presente sul secondo disco dei Symphorce.
LAMBRUSCORE
Domenica 16 Agosto 2015, 16.46.34
6
Anch'io lo avevo scoperto grazie alla colonna sonora del film ,in italiano si chiama Cuore selvaggio....non la telenovela. Comunque bel disco davvero.
Anders
Sabato 1 Novembre 2014, 16.33.25
5
Una segnalazione. Nel disco la batteria la suona un certo John Macaluso a parte un solo pezzo... Il batterista segnalato non suona in questo disco. 70 e' un voto senza senso per un disco fenomenale come questo!
d.r.i.
Domenica 9 Giugno 2013, 22.42.12
4
Ce l'ho, l'avevo preso usato negli anni '90. Disco bello, potente, cattivo e tecnico. Un bel 83 se lo merita!! Dopo tanti anni mi piace ancora e sono pochi i dischi che se lo possono permettere
Sambalzalzal
Domenica 9 Giugno 2013, 22.16.15
3
90 per me! Uno dei dischi più belli di una band passata sempre, purtroppo, in secondo piano! P.s. il brano Slaughterhouse viene suonato dalla stessa band nel film di David Lynch Wild At Heart ma senza il cantato e fa parte della colonna sonora dello stesso film.
uvkii
Martedì 21 Maggio 2013, 17.39.30
2
Dare un voto così basso a quest'opera è semplicemente blasfemo. Se questo disco presentasse sulla cover il logo dei Megadeth o degli Anthrax sarebbe considerato un classico. voto 95. Anzi, visto che qui la gente vota con il culo, tiro 99 per alzare la media.
DEFEIS86
Lunedì 8 Aprile 2013, 12.01.35
1
solo 70 a sto disco??? ma stiamo skerzando?? è un capolavoro assoluto uno dei dischi thrash piu belli di sempre
INFORMAZIONI
1989
Warner Music
Speed Metal
Tracklist
01. Slaughterhouse
02. Absolute Power
03. Nice Dreams
04. Return From Fear
05. Test The Steel (Powermad)
06. Plastic Town
07. B.N.R.
08. Failsafe
09. Brainstorms
10. Final Frontier
Line Up
Joel DuBay (Chitarra, Voce)
Todd Haug (Chitarra)
Jeff Litke (Basso)
Adrian Liberty (Batteria)
 
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