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Lacuna Coil - Karmakode
( 6114 letture )
Karmacode mi ricapita in mano proprio in occasione di questa rece dopo un bel po' di tempo e qualche millimetro di polvere: apprezzo ancora il booklet, in particolare la copertina stessa, ma purtroppo sono arrivata alla conclusione che ciò che mi aspettavo di trovare inciso nel cd era ben altro; non che disprezzi in toto il lavoro, ma qui si tratta di una delle band maggiormente affermate nel territorio italiano e soprattutto estero, quindi sembra quasi inevitabile l'aspettarsi un prodotto soppesato ed intenso.
I Lacuna Coil, per ripercorrere brevemente la loro storia, nascono nel 1997 a Milano da una formazione basilare composta da Andrea Ferro, Marco Coti Zelati e Raffaele Zagaria con il nome di Sleep Of Right, formazione nella quale entreranno in seguito a far parte Cristina Scabbia, Claudio Leo e Leonardo Forti; dopo la firma del contratto con la Century Media ed il parziale cambio di formazione - nonchè i primi tour in USA - la band incide tre album ed un EP.

Karmacode è il quarto lavoro della formazione italiana, l'album che, dopo il clamoroso successo di Comalies, segna la (quasi) definitiva rottura con le sonorità vicine al gothic europeo (quello caratterizzato dal cantato femminile per intenderci) per approdare ad un sound di stampo americano dalle forti tinte nu metal (l'utilizzo del basso arpeggiato non può non far pensare ai Korn, per esempio). Ad ogni modo Karmacode è caratterizzato da ritmiche pesanti e marcatissime punteggiate da sonorità insolite (per essere loro, s'intende), che pur risultando piacevoli, rendono compessivamente il lavoro privo di veri e propri punti di spicco. La sensazione è quella che il gruppo si sia completamente messo nelle mani del produttore Waldemar Sorychta per raggiungere un sound il più possibile trendy e remunerativo e poter così sbancare definitivamente le classifiche americane.
Lasciando al lettore ogni tipo di giudizio in merito proseguo con l'analisi della tracklist dandovi un'idea dei brani a mio avviso migliori e degni di nota. L'album si apre con Fragile, brano che fin dal principio toglie ogni dubbio su quale sarà lo stile del cd: chitarre, basso e batteria danno vita ad una melodia dalle ritmiche pesantemente marcate, alla quale si sovrappone un vocalizzo spezzato della Scabbia; purtroppo dopo questo promettente intro la band dà vita ad una composizione piuttosto semplice, come sempre giocata sullo scambio di voci tra i due cantanti, che però non è così incisivo come di consueto.
To The Edge, soprattutto grazie alla linea vocale che irrompe nella melodia, è uno dei brani migliori dell'intero album: anche qui la pesantezza si fa sentire dall'inizio tramite il basso, che trasmette grande pienezza al suono; è apprezzabile anche il ritornello, nel quale si può percepire una decisa malinconia pervasa nel contempo da rabbia ed espressività.
Con OurTruth arriviamo al primo singolo rilasciato: ottimo l'inizio, effettato in modo originale ed arricchito con vocalizzi particolari, ma nel proseguire - e soprattutto nel ritornello - si riscontra una totale mancanza di personalità che lascia a bocca asciutta.
Ballad dell'album è Within Me, la quale si delinea su melodie di chitarra molto posate intrecciate alle linee vocali maschili e femminili, che dedicano il brano alla morte di un amico causato dall'abuso di droghe, cercando di affrontare il dolore della perdita e soprattutto il rimorso per non poter essergli rimasto accanto.
L'ultimo brano è Enjoy the Silence, cover trita e ritrita dei britannici Depeche Mode; la rivisitazione da parte della band ha ad ogni modo conferito un'ulteriore piacevole sfaccettatura a questa canzone che sembrava avere ormai ancora poco da svelare: le chitarre, decisamente più posate che nel resto dell'album, lasciano spazio ad un basso molto presente e ad atmosfere sussurrate e velate.

Karmacode, pur non avendomi convinta come i precendenti album, rimane comunque un lavoro più che apprezzabile. Certo, le strutture qui si fanno ancora più semplici ed un filo meno ispirate che in passato (scadendo a volte nel banale e monotono) ma nel complesso i Lacuna Coil si sono dimostrati ancora una volta molto abili nel “giocare” sul sottile confine tra l'easy listening e lo spessore del metal. Che poi quest'ultimo sia più “nu” che mai, beh, sta a voi stabilire se sia o meno un problema.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
66.66 su 75 voti [ VOTA]
Indigo
Lunedì 4 Gennaio 2021, 0.09.31
18
Li ho conosciuti proprio grazie alla cover di enjoy the silence ( nel 2006 su mtv era in heavy rotation) e quindi quest'album è il mio primo approccio ai Lacuna Coil. Leggo che la band si era affidata in toto al produttore: qualcuno però doveva dirgli che era già fuori tempo massimo perché il nu metal nel 2006 era già bello che dimenticato dal mainstream americano che aveva già dal 2004 eletto il melodic metalcore come nuovo trend da sfruttare.
Max '74
Martedì 20 Novembre 2018, 21.12.22
17
Ho conosciuto i L.C. con i primi tre album che secondo me erano ottimi. Poi è uscito questo karmacode e da allora ho smesso di seguirli. Ok.....dopo tre album e un ep è lecito apportare qualche cambiamento nel proprio stile, ma passare dal fare gothic al suonare come i korn per fare cassa mi pare un po' eccessivo. Le canzoni sono tutte molto simili e anche Cristina Scabbia dopo un po' risulta noiosa dando una prestazione al di sotto delle sue potenzialità. Mi viene il dubbio che per anni sia stata molto sopravvalutata, ma d'altronde se si pensa che ha iniziato la sua carriera come cantante pop/dance si fa in fretta a capire come la ricerca di un ampio successo sia stato da sempre un suo obbiettivo.....per non parlare della sua ridicola partecipazione a the voice. Album scadente che dà inizio alla fase discendente di questa band. Peccato.....all'inizio erano davvero interessanti. Voto 50.
ElectricVomit
Giovedì 26 Luglio 2018, 17.37.35
16
Forse mi attirerò le critiche di molti, ma davvero non trovo nulla di eclatante che mi spinga ad ascoltare questo gruppo. Ho trovato questo cd negli album di mia figlia e l’ho ascoltato per curiosità, anche perché i Lacuna hanno un certo seguito. Ma davvero non ci trovo nulla di incredibile. Le canzoni sono ben arrangiate ma è tutto lì. Forse, però, è pur vero che l’essere legato al death e al trash influisce. È che pensando che hanno un seguito assai più folto dei Necrodeath, mi domando se non ci sia qualcosa di capovolto nella percezione del pubblico italiano. E comunque i Paradise Lost avevano già detto tutto in ambito goth.
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 18.21.43
15
Conferma del loro valore 75
herr julius
Martedì 4 Settembre 2012, 15.45.15
14
Disco che non aggiunge nulla di quanto già detto in precedenza: belle canzoni potenti e orecchiabili quindi voto positivo (75)
spadaccinonero
Sabato 8 Ottobre 2011, 13.04.30
13
coomerciali... ttt canzoni da 3:30... strofa, ritornello, strofa, ritornello ogni 30 sec... produzione alla Mara Maionki d x factor (:
MAIDEN 65
Mercoledì 20 Luglio 2011, 22.11.33
12
Bel disco voto 70
Painkiller
Lunedì 9 Maggio 2011, 10.11.02
11
Il mio preferito di questa band, produzione eccezionale, canzoni più che buone, recensione davvero centrata. Erano sul trampolino di lancio (to the edge ha davvero un bel tiro) poi quello SCHIFO assoluto di shallow life...70
Straisand
Domenica 8 Maggio 2011, 21.47.07
10
Con quest'album ha avuto l'inzio del declino dei Lacuna Coil.
Frankiss
Sabato 7 Maggio 2011, 23.18.27
9
@Jena...probabilmente a te darà questo tipo di feedback, nn ne dubito, a me semplicemente non piace e non la trovo particolarmente curata...forse con una resa grafica migliore avrebbe fatto colpo....così..decisamente no.
Screamforme77
Sabato 7 Maggio 2011, 20.06.00
8
Dopo lo splendido Comalies,che ascoltai tantissime volte dopo averlo appena aquistato;mi aspettavo che i LC erano riusciti a superarsi a giudicare dai singoli in uscita:Our Truth,Within Me,Closer,i quali mi piaquero molto, eccetto ovviamente di Enjoy The Silence(che è una canzone che adoro,ma questa loro versione non mi ha mai molto convinto e inoltre i numerosi passagi televisivi non hanno certo aiutato).Poi dopo l'ascolto dell'intero platter arrivai alla conclusione che il lavoro precedente era decisamente più ispirato.Buon disco ma mi aspettavo di più,è la sensazione che provo ogni volta che tra i singoli estrapolano proprio le migliori del disco.Una curiosita:le intro delle prime te tracce sembrano identici.
Metal4ever
Sabato 7 Maggio 2011, 19.39.35
7
Non è scarso come disco, però è ci sono veramente troppi filer... Comalies è decisamente migliore.
Jena plissken
Sabato 7 Maggio 2011, 17.34.59
6
@Frankiss: Di per sé forse nn stimoa nulla, anzi, ricorda lontanamente Anthems Of Rebellion; però si sposa bene col titolo, che è una contrapposizione fa qualcosa di antico ( il Karma) e qualcosa attinenta alla modernità, (il codice a barre).
Frankiss
Sabato 7 Maggio 2011, 16.58.18
5
@Jena...perchè pacchiana? ...è un'immagine con una resa grafica finale non certo ottimale....paragonala ad altre cover di mezzo mondo metal....non procura effetti, non stimola nulla. Opinione soggettiva...ovviamente
Undercover
Sabato 7 Maggio 2011, 16.43.27
4
Se eliminano Ferro su disco come dal vivo e la finiscono di uccidere brani storici come "Enjoy The Silence" ok, in caso contrario non li rimetterò su più nella mia vita, peccato perché gli inizi erano più che soddisfacenti adesso le derive pop mi han fatto calare le braghe e sto disco più che easy listening è proprio adatto alla classifica italiana il che non è bello.
BILLOROCK fci.
Sabato 7 Maggio 2011, 16.40.32
3
una delle poche serie realtà nostrane!! bravi lacuna coil!!! sii, m'immagino già qualcuno, che grida : commerciali......
Jena plissken
Sabato 7 Maggio 2011, 16.33.20
2
@Frankiss: xché pacchiana?
Frankiss
Sabato 7 Maggio 2011, 16.01.26
1
Non discuto i contenuti musicali..ma la cover è di un pacchiano al limite del ridicolo...
INFORMAZIONI
2006
Century Media Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Fragile
2. To the Edge
3. Our Truth
4. Within Me
5. Devoted
6. You Create
7. What I See
8. Fragments of Faith
9. Closer
10. In Visible Light
11. The Game
12. Without Fear
13. Enjoy the Silence
Line Up
• Cristina Scabbia - Vocals
• Andrea Ferro - Vocals
• Marco Coti Zelati - Bass
• Marco Emanuele Biazzi - Guitars
• Cristiano Migliore - Guitars
• Cristiano Mozzati - Drums
 
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