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Paradise Lost - Paradise Lost
( 12076 letture )
Vi dico subito che aspettavo il nuovo album dei Paradise Lost in trepidante attesa... nonostante la loro evoluzione (anche se alcuni la chiamano INvoluzione) che li ha portati, almeno fino al precedente Symbol of Life, a distaccarsi sempre di più dalle origini di doom/death metal, fino ad arrivare ad un quasi synth-pop che, checché ne dicessero i Paradise Lost stessi, rimandava pesantemente ai grandi Depeche Mode; ho sempre apprezzato tutti i loro album, sentendo in ognuno di essi tocchi di originalità degni di un grande gruppo: i Paradise Lost, a mio parere, sono sempre riusciti a percorrere, nonostante le evidenti influenze, una loro strada, sicuramente irta di ostacoli, ma che ha permesso loro di essere conosciuti nel mondo, amati/odiati, ma sempre rispettati.
Bene, la strada che i Paradise Lost hanno sempre percorso a marcia avanti si è interrotta, perché Paradise Lost segna un deciso ritorno a sonorità più metalliche rispetto al passato (non aspettatevi però che l'affermazione, detta da uno dei componenti qualche mese fa, secondo cui avevano composto il loro disco più pesante, sia vera), sonorità che ricordano fortemente tutti gli album che vanno dal 1992 (Shades of God) fino al 1997 (One Second). Forse consci del fatto che modificare il proprio sound sarebbe stato sempre più difficile senza lasciare quantomeno sconcertati gli ascoltatori, i quattro inglesi hanno preso l'ispirazione dal loro periodo più caratteristico, quello di metà carriera (diciamo che questo album sembra soprattutto un mix tra Icon e Draconian Times), nel quale hanno raggiunto le vette del gothic metal che hanno contribuito a creare, realizzando due album dal feeling davvero toccante e poetico.
Il problema di questo album è che l'ispirazione sembra essersene -almeno parzialmente- andata, nel senso che sono davvero pochi i brani che riescono a colpire in quanto ad atmosfera, delicatezza, e coesione... la maggior parte dei brani sono sì sufficienti, ma nulla di più, senza quel tocco caratteristico che aveva contribuito a renderli unici nel panorama metal mondiale... anzi, in alcuni casi i brani sembrano sforzati, artificiali, preda di passaggi "stoppati", avulsi dal contesto del brano, con Nick Holmes (autore di tutti i testi) che passa da una delicata voce quasi pop a momenti più aggressivi, ma senza mordente, quasi svogliato (e copiando comunque l'impostazione dei dischi citati sopra), e il resto della band che lo segue, tra chitarre fin troppo pesanti alternate a passaggi semiacustici completamente inadatti al brano. I tocchi di classe ci sono, ma riguardano pochi momenti (come la bellissima Spirit o l'introduzione di Don't Belong), e affogano nel mare di soluzioni ripetute che i Paradise Lost cercano inutilmente di elevare ai loro livelli. In generale, questo album sembra un "ripensamento", ovvero un tentativo tardivo di tornare al periodo che li ha resi celebri, ma senza averne la convinzione necessaria, di conseguenza Paradise Lost è riuscito solo a metà, anche a causa dell'abisso che spesso separa la voce dal resto degli strumenti, dato che la band inglese commette non di rado l'errore di associare la voce delicata, da brani synth-pop, a scorrerie gothic metal, con un effetto stridente e fastidioso, che ci fa dubitare del fatto che i Paradise Lost abbiano analizzato in profondità quest'album, prima di pubblicarlo.
Ripeto, in generale non è un brutto lavoro (molte band non raggiungeranno comunque mai il livello di questo disco), ma i Paradise Lost hanno il talento per comporre dischi nettamente migliori di questo... e forse il loro unico errore è stato proprio quello di voler a tutti i costi fare dei passi indietro, con la (evitabile, nel loro caso) conseguenza di inciampare a più riprese... peccato!



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
88.3 su 240 voti [ VOTA]
Gianluca
Martedì 6 Giugno 2017, 11.53.32
18
davvero allibito per questo voto, è un album assolutamente gothic, melodico, con brani meravigliosi ed alcuni filler che però non possono far precipitare un giudizio a 60. Album in cui fondono le loro ultime esperienze melodiche (troppo) con la voglia di tornare a fare metal (troppo perzialmente recuperata nel comunque bellissimo symbol of life)... Siamo a livelli molto alti, questa stroncatura è fuori luogo, io forse esagero, ma darei 90 e solo a causa di qualche brano che mi piace meno. Mi associo, rivedere la recensione please.
InvictuSteele
Sabato 13 Maggio 2017, 15.36.34
17
Incantevole, questo album rappresenta la rinascita dei PL e dopo di questo si ricomincia con i capolavori. A questo do un 77
Rob Fleming
Mercoledì 3 Febbraio 2016, 13.01.53
16
Quasi capolavoro! Dopo 15 anni si tornano alle sonorità di metà anni '90 e così Don't belong, Close your eyes e Grey ci rimandano ai tempi di D.T..E il resto non è da meno. 85
michele
Martedì 9 Giugno 2015, 20.51.45
15
60 voto perfetto, ma se il sound si colloca a metà tra icon e draconian times io sono babbo natale
Steelminded
Lunedì 8 Luglio 2013, 11.20.24
14
Ma sono i Paradise Lost o i Linkin Park?
Diego
Sabato 18 Maggio 2013, 10.06.55
13
60 è un madornale errore. Non sarà il loro miglior disco ma 60 è una bocciatura che non merita assolutamente...disco di transizione sì, ma eseguito con consueta maestria...
satanasso
Mercoledì 31 Ottobre 2012, 10.43.30
12
recensione - e voto - assolutamente insensati per una band che, non so per quale motivo, su questo sito viene regolarmente castigata....immagino sia semplicemente questione di gusti....detto questo, il disco è favoloso e cresce esponenzialmente dopo qualche ascolto...oltre il 90 per me!
Masterburner
Giovedì 9 Agosto 2012, 9.49.22
11
Lo sto ascoltando ora. Non me lo ricordavo così bello! 85
Sbiriguda
Martedì 17 Aprile 2012, 19.36.05
10
Per carità, che qualcuno riscriva questa recensione totalmente fuori fuoco e fuori luogo. Classica analisi da pseudo-critico d'arte con la verità in tasca che cerca disperatamente attenzione sparando sui nomi grossi. Album sontuoso che nella peggiore delle ipotesi meriterebbe almeno 80, non certo questa disamina acidula da "cinque giorni di tristezza" [cit. Elio].
yurtis
Giovedì 17 Novembre 2011, 18.05.02
9
da 80, almeno, melodie stuuuuupende!!
Thorfinn
Lunedì 9 Luglio 2007, 15.29.28
8
Come album non mi fa impazzire..il pezzo migliore che ascolto volentieri è l'ultimo.."over the madness" che è splendida come canzone oltre ad essere veramente decadente,oscura e malinconica..il resto non mi dice un granchè..
northwinds66
Martedì 24 Ottobre 2006, 21.27.21
7
I Paradise Lost sono tornati all'epoca di Draconian Times e con questo disco dimostrano che quella è la loro dimensione migliore. Ottimo.
one second
Martedì 8 Novembre 2005, 21.10.41
6
i paradise lost inventano (gothic)la gente ricopia e fa i soldoni,I PARADISE LOST arinventano LA GENTE RICOPIA E CI FA LI SORDONI!GREGOR NONSI BATTE HA UNO STILE UNICO!SI LEGANO AL CAZZO TUTTI!E SU L'ULTIMO RAMMSTEIN CERTE CANZONI SO PARE PARE CERTE SONG DI one second ALTRO DISCO CHE NON CERTO è IL LORO MIGLIORE MA è STATO FONDAMENTALE PER IL GOTHIC METAL PIU MAINSTREAM!QUESTO DISCO è UN CAPOLAVORO!
Dario
Mercoledì 13 Aprile 2005, 0.13.02
5
Io,da buon nostalgico,continuo a far girare sul mio lettore cd l'immortale Gothic.Se devo ascoltare sonorita' vicine ai Depeche Mode mi ascolto i Depeche Mode.
Gino
Martedì 29 Marzo 2005, 3.30.59
4
nessuno ha presente che già con Believe In Nothing il sound si era decisamente appesantito rispetto all'electropop di Host... infatti mi sorpresero tantissimo. Per non parlare di Symbol Of Life che mi ha spiazzato ancora per la tenacia delle loro composizioni fottutamente accattivanti... ma purtroppo non c'è stata nessuna sorpresa per quest'ultimo platter. La band ha preferito andare sul sicuro anzichè sperimentare. Non disdegno un ritorno a sonorità heavy (infatti SOL è spettacolare) ma i deja-vu sono troppi! E i PL mi hanno abituato troppo bene in passato a non aspettarmi mai nulla...qui non ci siamo proprio. Ciò non toglie che il disco è suonato e registrato in maniera superba! Ma io volevo qualcos'altro... qualcos'altro di meno prevedibile. PS: vorrei sottolineare che io amo TUTTI i loro albums...da Icon ad Host! ) Speriamo in un cambiamento più marcato per il prossimo disco...
OzzyRotten
Sabato 26 Marzo 2005, 19.30.40
3
Bel disco, che è distante centomila leghe da, ad esempio, Symbol of Life che, seppur bello, sarebbe stato tagliato apposta per la colonna sonora di "Buffy l'ammazzavampiri" e non per altro. Il mio parere in generale è che "Paradise Lost" sia un gran bel disco, con una maggiore introspezione rispetto all'ultimo periodo, e, finalmente, si risente "Holmes ringhiare come faceva ai bei tempi di "Draconian Times". Certo, di brani orecchiabili ce ne sono pochi (meno male), ma chi ha mai detto che due note di pianoforte, una voce melodica e sussurrata e due accordi facciano un bel brano gothic? Io preferisco i Paradise Lost di "Over the Madness" a quelli di "Erased" (anche se questo brano non è per nulla male); e poi, sinceramente, i Lost sono sempre i Lost, e ciò significa che stanno in cima ad un genere che altri se lo possono solamente sognare...
dheim
Venerdì 18 Marzo 2005, 1.31.58
2
dissento quasi completamente dalla recensione... innanzitutto perchè credo che i PL non abbiano fatto un passo indietro... un ritorno a sonorità più metal, senza dubbio, ma assolutamente non un ripensamento... per quanto mi sforzi non riesco a trovare un nesso tra PL e draconian times o altri vecchi album... PL , inoltre, mi sembra perfettamente equilibrato, forse troppo omogeneo ma comunque pervaso da un'atmosfera indefinibile, oscura e unica... in breve, un grandissimo disco.
rebecca
Lunedì 14 Marzo 2005, 16.21.02
1
Purtroppo non sono per niente daccordo con il recensore. Trovo questo album davvero godibile ed affascinante come solo i Paradise Lost e pochi altri sanno fare. Reputo inoltre errata l'affermazione dove si ritiene che questo album sia un incrocio tra Icon e Draconian times, mentre credo io sia una perfetta crasi tra Draconian times e One second, cioé i più bEI dischi della band! Questo è, credo, quello che abbiano voluto ottenere e che tutti i fans dei del Paradiso perduto chiedevano alla loro ban preferita. DA AVERE
INFORMAZIONI
2005
GUN Records
Gothic
Tracklist
1. Don't Belong
2. Close Your Eyes
3. Grey
4. Redshift
5. Forever After
6. Sun Fading
7. Laws Of Cause
8. All You Leave Behind
9. Accept The Pain
10. Shine
11. Spirit
12. Over The Madness
Line Up
Nick Holmes (vocals)
Gregor Mackintosh (lead guitar)
Aaron Aedy (rhythm & acoustic guitar)
Steve Edmonson (bass)
 
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