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Anvil - Speed Of Sound
( 2821 letture )
Ci sono scene metal nazionali che, negli anni, non sempre raccolgono quanto davvero meritano; questo può accadere sia per delle defaillance dei gruppi che precludono loro le possibilità di assurgere ad un livello di fama più elevato, sia per altri motivi tra i più disparati: sfortuna, scarsa pubblicità da parte delle case discografiche, pubblico locale poco recettivo, dissolvimento delle band principali, scarso interesse da parte dei media; a tal proposito possiamo sicuramente citare la scena del Canada, che ha prodotto gruppi fantastici come Annihilator, Strapping Young Lad, e Voivod, ma anche Razor, Exciter, Triumph ed, ovviamente, Rush.

Un altro gruppo, però, uno dei primi in assoluto della scena canadese a produrre musica metal, è spesso e volentieri dimenticato dagli appassionati di questo genere musicale: stiamo parlando degli Anvil, nati a Toronto nel lontano 1977 ad opera del cantante/chitarrista Steve ‘Lips’ Kudlow e del batterista Robb Reiner. La loro storia, come già accennato in apertura di recensione, è tipica di molti gruppi di quegli anni, in particolare di quelli della NWOBHM, autori in molti casi di debut album splendidi a cui non è seguito il giusto riconoscimento di fama e successo (un esempio su tutti può essere quello dei Angel Witch). Gli Anvil hanno difatti prodotto almeno due album che, al di là di quanto si possa pensare al loro riguardo, sono stati importantissimi per lo sviluppo del metal in quegli anni: Metal On Metal e Forged In Fire. Successivamente, tuttavia, una lunga serie di eventi (album successivi non all’altezza, troppi cambi nella line-up, l’esplosione della succitata NWOBHM che per qualche anno ha oscurato ogni altra scena) ha precluso al gruppo la possibilità di sfondare davvero, rendendolo il classico gruppo di culto e per appassionati, seppur citato varie volte come ispirazione da band del calibro di Metallica e Megadeth. Eppure gli Anvil, pur non brillando sempre per qualità, non sono certo morti: anzi, hanno pienamente accettato il loro ruolo da rispettati gregari del metal ed hanno continuato caparbiamente a battere sull’incudine per tutti questi anni.

Degno di nota è in particolare l’album con cui hanno chiuso il ventesimo secolo: stiamo parlando di Speed Of Sound, uscito nel 1999, loro nono album in studio. Qui, accanto ai leader storici Steve ‘Lips’ Kudlow e Robb Reiner, troviamo anche il chitarrista Ivan Hurd ed il bassista Glenn Gyorffy. Il lavoro ci presenta il suo marchio di fabbrica fin dalla prima canzone, title-track del disco: Speed Of Sound, infatti, inizia con un’intro di batteria che cita vagamente Rust In Peace…Polaris dei Megadeth, per poi sfociare in un brano di puro speed metal, dal ritornello non convincente ma comunque buono. La voce di Lips, purtroppo, non è più quella dei tempi che furono, ma si è evoluta in un timbro più sporco e oscuro, risultando a tratti egualmente piacevole (nei suoi passaggi migliori ricorda vagamente le tonalità più acide di Paul Di’Anno), a tratti assai meno. Meno rapida, ma altrettanto graffiante è la successiva Blood In The Playground: anche in questo caso ritroviamo un ritornello non particolarmente ispirato, fortunatamente l’assolo di Ivan Hurd ci fa dimenticare questa pecca. Il lavoro solista del chitarrista va evidenziato anche nella successiva traccia, Deadbeat Dad, musicalmente assolutamente eccellente e dotata anche di una parte vocale non banale. Man Over Board è un’altra traccia rapida e coinvolgente, dove Steve Kudlow sembra quasi fare il verso, in alcuni passaggi vocali, a Dave Mustaine, in un bizzarro esempio di ex maestri che scimmiottano ex allievi. No Evil è probabilmente la traccia migliore dell’album assieme alla title-track, nonostante alcune parti di Kudlow cantate a tonalità particolarmente basse risultino francamente sgradevoli all’ascolto: inizia infatti con un ritmo quasi doom per poi erompere in una sfuriata che, stavolta, ha poco di heavy o di speed trattandosi di un vero e proprio brano thrash, che mantiene comunque anche parti più lente. Robb Reiner e Ivan Hurd, al contrario del cantante, sono qui al massimo della loro forma. Bullshit è meno memorabile a dispetto di un riff discretamente coinvolgente, dal momento che si sviluppa lungo una linea eccessivamente ripetitiva; per fortuna ci pensa Matress Mambo a riportare il livello dell’album in alto, con un Lips finalmente autore di una prestazione vocale sopra le righe. Secret Agent si fa ricordare per un assolo da brividi di Ivan Hurd più che per altri motivi; in compenso, le due tracce conclusive sono due bordate, due autentiche sfuriate di metal assolutamente entusiasmanti, a parte il solito cantante che in Park That Truck non brilla particolarmente.

Speed Of Sound, dunque, è un album di livello notevolissimo, specie se consideriamo il periodo in cui è venuto alla luce: nel 1999 eravamo in pieno periodo nu-metal e molti artisti della vecchia guardia si trovavano in difficoltà madornale, mentre altri avevano proprio cambiato genere musicale pur di sopravvivere. Un album del genere è invece una boccata di aria fresca per tutti i fan confusi e disorientati di quel periodo, che suona moderno e godibile anche a distanza di 12 anni a causa di un sound generale decisamente brillante. I musicisti del gruppo -escluso Glenn Gyorffy, che si limita quasi sempre a ricalcare le parti di chitarra ritmica-, sono tutti in forma smagliante ed offrono prestazioni da incorniciare, con un Ivan Hurd sugli scudi ed un Robb Reiner davvero terremotante alla batteria. Le uniche note dolenti, come già detto, sono dei ritornelli non sempre all’altezza dei brani proposti ed una prestazione vocale di Steve Kudlow che a tratti risulta sgradevole, tanto che in alcuni casi il frontman degli Anvil sembra quasi abbaiare le parole con una mancanza di perizia assai rimarchevole. Questo, purtroppo, abbassa il giudizio sull’album, ma stiamo comunque parlando di un lavoro di livello assolutamente positivo.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
44.55 su 27 voti [ VOTA]
Celtic Warrior
Lunedì 11 Febbraio 2013, 21.13.10
7
Grande Jek! hai tutta la mia stima , pure a me gli ANVIL piacciono un botto , non ai livelli di Forged in Fire , ma più che un disrcreto album , recensione giusta .
blackiesan74
Martedì 2 Ottobre 2012, 16.36.25
6
Non è un disco fondamentale, nemmeno un ottimo lavoro, ma un onesto lavoro di sano e incontaminato heavy metal. E considerando che ai tempi il mainstream era nu-metal, post-grunge e roba simile, non mi sembra poco.
jek
Venerdì 20 Aprile 2012, 14.29.54
5
Per quanto riguarda la media basta aggiungere un 0 e il gioco è fatto. Controlla in giro ci sono voti dei lettori inspiegabili
Stefano
Giovedì 19 Aprile 2012, 14.28.38
4
Mmmmhh... per carità, libere opinioni in libero paese !! Però guarda la media dei voti dati dai lettori!!
jek
Venerdì 23 Marzo 2012, 20.25.37
3
@Stefano: mi fa piacere parlare con un coetaneo che probabilmente conosce gli Anvil da "Metal on Metal" e da "Forged in Fire" che effettivamente son superiori a speeed of sound, ma questo non toglie che di grinta gli Anvil secondo me ne hanno da vendere, che siano "orecchiabili" ci mancherebbe altro e sull'originalita cosa pretendi, gli Anvil devono continuare a fare gli Anvil, non sono i Judas o gli Iron ma fanno un metal semplice cattivo spensierato e senza pretese, per cui concordo con la recensione sul livllo del disco. Forse se lo riascolti bene cambi opinione.
Stefano
Martedì 20 Marzo 2012, 10.33.10
2
Scusa ma che disco hai sentito? Questo sarebbe un album di livello notevolissimo? Dai, per favore...in 35 anni (ne ho 47) di lavori hard/heavy ne ho ascoltati abbastanza per permettermi di affermare che qualcosa ne capisco e anche se la vita mi ha portato verso altre strade non ho dimenticato come dev'essere un buon disco (non dico un capolavoro, un semplice buon disco): questo non ne ha nemmeno UNA caratteristica!! Senza idee, piatto, monotono, corto, cantato maluccio (e qui ti do ragione, Lips non è più quello dei primi Anvil e pazienza), suonato onestamente da mestieranti (a esclusione di Robb Reiner che però da solo può fare ben poco per risollevare l'album)...non una canzone che si distingua per originalità, orecchiabilità, grinta...insomma, neanche un lontano parente dei migliori lavori degli Anvil, qualcuno dei quali sì, di livello notevolissimo (uno per tutti Forged in Fire).
jek
Domenica 13 Novembre 2011, 20.50.02
1
Beh che dire, a me gli Anvil piacciono da morire. Fanno un metal senza fronzoli puro e "cazzuto" non mi stanco mai di ascoltarli. Purtroppo come riportato nella recensione non hanno mai avuto il riconoscimento dovuto. Speed of Sound e una cavalcata che mi lascia senza fiato, forse non sarà il loro miglior disco ma resta sempre un disco a livelli alti.
INFORMAZIONI
1999
Massacre
Heavy
Tracklist
01. Speed Of Sound
02. Blood In The Playground
03. Deadbeat Dad
04. Man Over Board
05. No Evil
06. Bullshit
07. Mastress Mambo
08. Secret Agent
09. Life To Lead
10. Park That Truck
Line Up
Steve 'Lips' Kudlow (Voce/Chitarra)
Ivan Hurd (Chitarra)
Robb Reiner (Batteria)
Glenn Gyorffy (Basso)
 
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