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Pat Metheny - A Map Of The World
( 2902 letture )
Pat Metheny rappresenta un caso atipico tra i big del jazz: è un VIP talmente versatile da abbisognare di una diversa presentazione ogni qualvolta si ripropone sul mercato discografico. E così svanisce, nel caso specifico di A Map Of The World, ogni possibilità di eludere le annose presentazioni dell'autore.
Patrick Bruce "Pat" Metheny, chitarrista jazz nato nel 1954, si trova catapultato, a circa metà della sua permanenza su questa Terra e dopo 5 lavori solisti tra cui spiccano 2 colonne sonore, a dover gestire ancora una volta le partiture di un film, per giunta americano come lui. Fin qui nulla di atipico o impossibile, ma come armonizzare il suo stile preminentemente fusion con la classica europea ed i valori americani, in altre parole la base scelta per sviluppare la maggior parte dei temi musicali del film? Come incastrare lo stile moderno ed antinconformista delle correnti discendenti dal jazz con il conservatorismo mutuato dal '700?
La mia opinione è che pochissimi artisti sarebbero in grado di vincere una sfida simile, e Pat Metheny è uno di questi.

Prendete le sue chitarre più dolci, intingetele nel folk americano, privatele della scorza coriacea delle metriche jazz e spennellatele di accondiscendenti dialoghi con gli archi e con i fiati: otterrete così un prodotto fresco, estremamente rilassante, stranamente originale (dico "stranamente" perché in genere il folk vive alimentato dai cliché) e per certi versi commovente.
Sì perché, bisogna ammetterlo, quando Metheny si libera delle inibizioni e delle complicate elucubrazioni mentali dalle quali la fusion ed il jazz traggono ispirazione, si può ammirare la classe infinita delle melodie sfornate dalla sua sei corde: è come se la chitarra parlasse senza bisogno di proferire parole, costruendo linee melodiche corpose e varie su malinconici letti di arpeggi (A Map Of The World), su schitarrate vibranti di passione (Family) e corroborate dalla freschezza degli archi, su partiture orchestrali profonde (North) e perfettamente integrate con le linee di chitarra (cosa rara, cosa davvero rara), su giri di accordi splendidamente tributari di tutta la sua esperienza nel campo della fusion (Sisters).
Ce n'é per tutti i gusti, e anche qualcosa di più -magari evitabile- come nei brani dominati da violoncelli cupissimi ed imbarazzanti silenzi, oppure in quei pochi pezzi spazzati da incursioni percussive elettroniche (Sunday) di dubbio gusto, ma anche questo è un sistema per godere maggiormente dei momenti gioiosi (senza contare il fatto che sicuramente i periodi di stanca coincidono con le scene più drammatiche del film).

Non tutto il disco risulta egualmente godibile, ma la prima parte senza dubbio ne giustifica l'acquisto, considerando anche che, nel suo complesso, rappresenta uno dei prodotti probabilmente più riusciti dell'artista, negli ultimi anni.
A Map Of The World é, lo ripetiamo, un prodotto stranamente audace, vincente da più punti di vista, un sogno irraggiungibile per molti compositori di colonne sonore ben più ferrati in materia di Pat Metheny, e che merita sicuramente uno spazio di rilievo nella vostra collezione discografica.
Non aspettatevi numeri mirabolanti, ne' partiture pompose: A Map Of The World vi stupirà con la sua dolcezza un po' ingenua ed il suo amore per la Musica vera, senza l'aiuto di moderne tecnologie, ricerche formali o concept astrusi.




VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
18.75 su 16 voti [ VOTA]
Renaz
Mercoledì 18 Maggio 2011, 12.54.54
2
Un disco che ascolto da anni senza mai stancarmi!
Lizard
Mercoledì 18 Maggio 2011, 12.37.25
1
Bello bello... Mi hai incuriosito, nonostante la mia sostanziale avversione per i dischi strumentali
INFORMAZIONI
1999
Warner Bros
Folk/Classica
Tracklist
1. "A Map of the World" – 5:38
2. "Family" – 2:09
3. "North" – 4:19
4. "Home" – 0:42
5. "Sisters" – 4:08
6. "Childhood" – 1:26
7. "Fall from Grace" – 2:37
8. "Memory" – 0:55
9. "Gone" – 6:31
10. "Flight" – 0:54
11. "Alone" – 1:22
12. "Outcasts" – 1:30
13. "Sunday" – 1:38
14. "Discovery" – 2:34
15. "Acceptance" – 1:15
16. "Realization" – 1:23
17. "Soliloquy" – 2:52
18. "Night" – 2:00
19. "Sunrise" – 0:51
20. "Resolution" – 3:46
21. "Pictures" – 0:21
22. "Patience" – 1:22
23. "Transition" – 0:52
24. "Reunion" – 1:17
25. "Renewal" – 1:53
26. "Homecoming" – 3:25
27. "Forgiving" – 4:36
28. "Holding Us" – 4:09
Line Up
Pat Metheny (Piano, Keyboards, Acoustic guitar)
Gil Goldstein (Organ)
Steve Rodby (Acoustic bass)
David Samuels (Percussion)
 
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