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Aerosmith - Honkin’ On Bobo
( 4886 letture )
Musicisti: gente idolatrata da fan adoranti e (meno spesso) da riviste compiacenti, eroi senza tempo per generazioni intere e, a volte, icone di un’epoca storica. Eppure, dicendo la più classica delle banalità, ma anche la più classica delle verità, anche loro sono uomini; cosa più importante, anche loro sono stati giovani affamati di successo, soldi, donne, sostanze più o meno lecite; anche loro un tempo erano come noi, semplici ragazzi con un sogno da inseguire, magari emulando le gesta dei propri miti. Capita poi ogni tanto che questi infiniti sognatori, anche all’apice del proprio meritato e tanto agognato successo, ritornino improvvisamente ciò che sono stati in gioventù, semplici appassionati e devoti nei confronti dei loro predecessori, e decidano di omaggiare loro e le proprie radici incidendo una o più cover. In alcuni rari casi, infine, l’ammirazione per determinati musicisti o certi generi musicali è talmente radicata che i nostri beniamini scelgono di produrre un intero album composto esclusivamente da cover, realizzate –sperabilmente- con omaggio e deferenza nei confronti di chi li ha ispirati ed ha loro aperto la strada: potremmo a tal proposito citare gli onnipresenti Metallica, con il loro celebre e discusso Garage Inc. Nel caso di specie gli “omaggianti” sono gli Aerosmith, uno dei gruppi di maggior successo della storia dell’hard rock, ed il genere omaggiato è il blues: puro, efficace, intramontabile blues.

Ecco dunque a noi Honkin’ On Bobo, quattordicesimo album in studio di Steven Tyler e soci, concepito appositamente per riportare alla luce sonorità oggi forse un po’ trascurate, che costituiscono però la base del rock e di ogni genere da esso derivante; impossibile, ascoltando il disco, non immaginare di trovarsi a percorrere le strade di Memphis, o di attraversare in battello le acque del gigantesco Mississippi. Molti sono gli artisti omaggiati in queste undici tracce (più un brano originale, The Grind): da Willie Dixon, fonte di ispirazione anche per i Led Zeppelin, a Sonny Boy Williamson II, passando per Mississippi Fred McDowell, Walter Jacobs (aka Little Walter) e per gli assai più recenti –ed inglesi- Fleetwood Mac. Guai, però, a pensare che gli Aerosmith propongano versioni fredde e semplicemente ben eseguite di questi classici del blues: le loro versioni sono sapientemente pompate con un robusto carburante hard & heavy, che le rende incredibilmente attuali, ma che comunque contribuisce a conservarne il timbro “sporco” del blues. Si ha l’impressione di ascoltare una delle versioni modernizzate -ma altrettanto efficaci- delle prime canzoni di repertorio dei Rolling Stones, a loro volta celebri per aver pescato a piene mani nelle torbide acque del Mississippi. Un’altra caratteristica da non sottovalutare di questo album è il fatto che, pur mantenendosi sempre in ambito blues, esso veda anche un non trascurabile grado di poliedricità: possiamo infatti ascoltare un brano dal sapore gospel come Jesus Is On The Main Line al fianco di un ruvido rhythm & blues come quello della splendida Baby Please Don’t Go, passando anche per una rivisitazione del lento Never Loved A Man (qui ribattezzata Never Loved A Girl), portato al successo in passato da Aretha Franklin. Anche la traccia originale dell’album, The Grind, inizia infatti come brano totalmente blues per poi sfociare in un ritornello melodico di puro stampo Aerosmith. E’ proprio in queste ultime due tracce che Steven Tyler ci offre le migliori interpretazioni di tutto l’album, fermo restando che la sua ugola è in forma a dir poco straordinaria. Ma si può dire praticamente lo stesso anche dei suoi compagni, dal momento che il tocco di Joe Perry e Brad Whitford rendono giustizia agli indimenticabili passaggi blues dei suonatori del Delta, mentre Tom Hamilton sferza sapientemente il suo basso. L’interpretazione collettiva del gruppo è quella che solo chi è sulla scena da quasi 40 anni può offrire.

Honkin’ On Bobo, insomma, centra in pieno il suo bersaglio: prende una serie di brani dal retrogusto deliziosamente nostalgico, li ammanta di una patina hard rock, li condisce con l’ugola di Steven Tyler e guarnisce il tutto con chitarre affilate e calde al tempo stesso. E, se qualcuno vuole ancora negare che il rock, l’hard rock ed il metal abbiano radici blues, rammenti una citazione immortale di Willie Dixon.

The blues is the roots; everything else is the fruits



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
51.13 su 36 voti [ VOTA]
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 5 Settembre 2019, 13.28.20
12
Molto bello, sorprendente davvero. Uno dei pochi casi dove le venature delle radici tributate sono ben visibili. Sai quando ti aspetti il "dischetto" ed invece ti si sloga la mascella... 80 tutto. E anche grazie!
IRON799
Sabato 23 Gennaio 2016, 17.57.42
11
anche se si tratta di cover, a mio parere un capolavoro. Chi non lo ha apprezzato semplicemente non apprezza il blue's
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 13.31.43
10
L'album che non ti aspetti. Dopo tanto pop/rock e ballate (strepitose) zuccherose si torna alle origini. E il risultato è credibile e Back Back Train e Jesus Is On The Main Line sono dei must Voto 80
blackie
Martedì 4 Settembre 2012, 1.13.10
9
a ragione lizard un disco di cover raramente e un capolavoro tranne questo perche fatto da una band insuperabile artisti nel vero senso della parola.meraviglioso
Lizard
Giovedì 26 Maggio 2011, 23.05.15
8
Beh... Un disco di cover raramente è un capolavoro! Questo è molto piacevole e si fa riascoltare anche a distanza di tempo e non è poco!!
A-Lex
Giovedì 26 Maggio 2011, 15.38.32
7
non conoscevo l'esistenza di questo disco e anche io sono curioso di ascoltarlo anche se mi sa che i capolavori degli aerosmith sono ben altri
Painkiller
Martedì 24 Maggio 2011, 10.25.07
6
Grab bel disco davvero!!! Ottima scelta delle canzoni, riarrangiate al punto giusto da risultare "100% Aerosmith" senza stravolgere gli originali, produzione eccellente. Roba da inserire il cd in auto e partire in viaggio con gli amici...
Bloody Karma
Martedì 24 Maggio 2011, 9.19.43
5
pensa te non sapevo nemmeno dell'esistenza di questo disco...son curioso di ascoltarlo...
BILLOROCK fci.
Lunedì 23 Maggio 2011, 12.12.12
4
buon cd, di una delle migliori band rock degli anni 80 !! oh yes
Argo
Sabato 21 Maggio 2011, 21.46.25
3
Comprato a 1€ oggi (ebay è una manna), ero rimasto a Nine Lives... ma questa recensione mi ha invogliato all'acquisto.
Lizard
Sabato 21 Maggio 2011, 21.23.43
2
Concordo con la disamina di Matocc... Comprato quasi per caso in una edicola che vendeva anche cd... Che botta!!!!
Matocc
Sabato 21 Maggio 2011, 12.11.46
1
quando lo ascoltai per la prima volta ero in un pub; dopo aver riconosciuto la voce di Tyler chiesi di che disco si trattasse e il giorno dopo andai a comprarlo... stupendo! un tributo al blues fatto col cuore da grandissimi Musicisti che non hanno nulla da dimostrare, basta ascoltare l'opener Road Runner o l'urlo di BPDG per capire di quale caratura sia questo album. il tutto realizzato con l'inconfondibile stile hard-rock degli Aerosmith... classe a palate!!!
INFORMAZIONI
2004
Columbia Records
Hard Rock
Tracklist
1. Road Runner
2. Shame Shame Shame
3. Eyesight To The Blind
4. Baby, Please Don’t Go
5. Never Loved A Girl
6. Back Back Train
7. You Gotta Move
8. The Grind
9. I’m Ready
10. Temperature
11. Stop Messin’ Around
12. Jesus Is On The Main Line
Line Up
Steven Tyler (Voce)
Joe Perry (Chitarra)
Brad Whitford (Chitarra)
Tom Hamilton (Basso)
Joey Kramer (Batteria)
 
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